Una terra promessa, una landa sperduta,
il suolo dove crescono le opportunità...
Sembra proprio così, viviamo un tempo
che si fa carogna. Debiti, paure, dubbi
ed incertezze danno da mangiare a chi
lucra sulla conta delle perdite altrui, a
chi indossa la maschera di turno, il
colore scappato da qualche arcobaleno,
da qualche zona in attesa di sfumare
in altro. Non sono pessimista, ma del
mio"non troppo" ottimismo, ho tratto
in salvo la parte realistica, quella che
legge, quella che ascolta, quella che
non giudica, quella che osserva .Girare
per il paese, in questo carnevale che
sale sul carro di chi fa il discorso più
politicamente scorretto, che promette,
che allude, che illude una fine a tutto
ed un inizio al niente.
Mi rafforza il pensiero che non capisco
nulla di politica, di poteri e governi, di
voti di comodo e alleanza di sostegno.
Mi conforta pensare, la consapevolezza
del dovere lavorare in un tempo così
avaro da ringraziare un dio o qualche
santo in paradiso per uno stipendio a
fine mese.
Quando per molti è diventato un'isola
che non c'è più, come il continente
perduto di Atlantide. I miti e le
leggende nascono sempre da una realtà.
Almeno abbiamo la democrazia del
caffè che ,anche se è amarezza , si può
correggere a piacere.



