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Stufles è il gioiello nascosto di Bressanone: Abitata in epoca neolitica e romana, è considerata uno dei quartieri più affascinanti della città episcopale. Situato tra i fiumi Isarco e Rienz, Stufles ha un pittoresco patrimonio edilizio. Con la chiesa dell'angelo custode, i negozi attraenti e le attrazioni artistiche, Stufles
Oltrepassato il fiume, un sentiero che prosegue con alcune scale porta in località Seeburg, da dove è possibile scendere verso il centro storico passando dall'antico rione di Stufles.
Stufles (Stufels) è il rione più antico della città di Bressanone, in Alto Adige.
Buona domenica❤️❤️
Chissà se esiste un Babbo Natale che sotto l’albero lascia doni invisibili che solo pochi vedono.
(Fabrizio Caramagna)
Stonehenge è accuratamente allineata con il sole al tramonto del solstizio d'inverno, segnando il giorno più corto dell'anno in un design architettonico straordinariamente preciso.
Gli studi archeologici suggeriscono che i costruttori abbiano intenzionalmente progettato il monumento per seguire gli eventi solari, collegando Stonehenge direttamente ai cicli stagionali e alla pianificazione agricola.
21 dicembre 2025 il sole sorgerà alle 8:06, allineandosi perfettamente al centro delle pietre più alte di Stonehenge. Questo momento segna il ritorno di giornate più lunghe e viene celebrato qui da migliaia di inverni.
Il 21 dicembre sarà il giorno con meno ore di luce del 2025, nonché la notte più lunga dell'anno.
Il solstizio d’inverno ha un’importanza culturale profonda. Antiche civiltà, dai Romani con la Saturnalia ai popoli preistorici che costruivano monumenti come Stonehenge, consideravano questo momento come simbolo di rinascita e di rinnovamento. Anche in epoca moderna, pur essendo il fenomeno letto soprattutto scientificamente, molte festività continuano a richiamare l’idea del ritorno della luce.
In alcune culture nordiche, ad esempio, il solstizio era celebrato con cerimonie legate alla sopravvivenza durante i mesi più freddi, mentre in altre tradizioni europee segnava l’inizio di un periodo di raccolta e di preparazione per l’anno nuovo. Ancora oggi, osservare il Sole nel giorno del solstizio invita a riflettere sul rapporto tra uomo e natura.
Ma il solstizio d’inverno è un momento privilegiato anche per gli appassionati di astronomia. Le lunghe notti permettono di osservare fenomeni celesti spesso invisibili in altre stagioni; tra dicembre e gennaio, ad esempio, è possibile ammirare le piogge meteoriche degli Ursidi. Le costellazioni invernali, come Orione e il Cane Maggiore, sono particolarmente visibili e offrono un’occasione per riconnettersi con i cicli naturali.
L’inizio dell’inverno astronomico influenza anche la vita quotidiana. La riduzione della luce diurna, infatti, può avere effetti sul ritmo biologico e sull’umore delle persone, mentre gli ecosistemi reagiscono ai cambiamenti di luminosità e temperatura. Le giornate che lentamente si allungano dopo il solstizio diventano un segnale di ripresa per la natura e per le attività agricole, preparando il terreno per la primavera.
La leggenda della fata della neve (o Regina delle Nevi) è una figura mitica presente in diverse culture, spesso legata a Frau Holle nella tradizione germanica, che fa nevicare scuotendo i suoi letti, e a Sneguročka, la Fanciulla di Neve russa, figlia dell'Inverno, che rischia di sciogliersi se si innamora. Queste figure rappresentano il potere della natura e il contrasto tra calore e freddo, amore e solitudine, portando la neve sulla terra come manifestazione della loro magia.
Le fate della neve creano i fiocchi di neve attraverso gesti magici, filando o scuotendo le nuvole.La loro presenza è legata all'inverno, portando gioia e bellezza, ma anche pericoli legati al freddo e alla solitudine.
Alcuni interpretano Frau Holle (la "Madre Terra") come una figura che insegna il senso della sofferenza, con il mondo sotterraneo (il pozzo) che porta alla rivelazione della vera natura delle persone.
Hanno capelli lisci , biondi, blu o bianchi. E’ rarissimo che li abbiano scuri, solo una fata dell’inverno, ogni 5o anni, nasce mora.










































