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Le origini del santuario del Santissimo Crocifisso risalgono al 1637, quando il marchese Mario Frangipane lo fece costruire in sostituzione di una cappella sulle sponde del lago. Inizialmente la chiesa era dedicata alla Madonna, per via di un antico dipinto raffigurante la Madonna col Bambino proveniente da oriente e ancora oggi conservato dentro la chiesa. Questo dipinto affianca quello della Madonna di Versacarro, un’icona risalente agli inizi dell’arte italiana che faceva parte di un dipinto più grande che raffigurava anche gli apostoli Pietro e Paolo. Il dipinto venne tagliato a più riprese, nel 1670 e nel 1811, fino a rimanere quello attualmente visibile. Agli inizi dell’ottocento venne costruita la cappella in cui ancora oggi è posizionato.

 

 

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Il santuario del Santissimo Crocifisso, già chiesa di Santa Maria di Versacarro, è un luogo di culto cattolico di Nemi, in provincia di Roma, nella sede suburbicaria di Albano. È stato meta di visite apostoliche di Pio IX nel 1869 e di Paolo VI La chiesa di Versacarro venne fondata nel 1637 dal marchese Mario Frangipane per ospitare i francescani dopo che i cappuccini si erano trasferiti a Genzano, nel convento dei Cappuccini. Nel 1645 arrivarono i religiosi e la nuova chiesa venne intitolata alla Madonna di Versacarro.

Nel 1669 venne esposto un Crocifisso ligneo, opera di Vincenzo Pietrosanti. La tradizione vuole che fosse trovato miracolosamente compiuto. Da allora il luogo di culto prese nome di "santuario del Crocifisso".

 

 

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Il nome del borgo di Nemi deriva da “Nemus”, ovvero “Bosco Sacro”. Questo perché una volta l’intera area era una grande foresta, dove era presente il santuario di Diana, la dea della caccia e dei boschi. Ancora oggi intorno a Nemi ci sono folte boscaglie.

un borgo dalle dimensioni contenute, costruito su di uno sperone roccioso a strapiombo sul lagoI suoi vicoli interni sono molto suggestivi e ben tenuti e ci sono  numerosi e antichi palazzi.

 

 

 

 

 

Posizionato quasi al centro dei Colli Albani, a 521 m s.l.m., Nemi è il secondo comune più piccolo dell'area dei Castelli Romani dopo Colonna, noto per la coltivazione delle fragole e per la relativa sagra , che si svolge ogni anno la prima domenica di giugno. Il centro storico è situato in posizione panoramica sul lago di Nemi, celebre per essere stato il luogo del ritrovamento nel 1927-1932 di due navi celebrative romane dell'età dell'imperatore Caligola, conservate nel Museo delle Navi Romane fino alla loro distruzione nel 1944.

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Penso troppo al mio futuro –
ripeteva delirando
– penso troppo al mio futuro
penso troppo e vivo male
penso che tra più di un anno
cambieranno i miei progetti
penso che tra più di un anno
avrò nuove verità.

Tu non farmi questo errore
vivi sempre nel momento
cogli il giorno e tanto amore
cogli i fiori di lillà –
– Quanti amici hanno tradito –
continuava innervosito
– quanti amici hanno tradito
per la causa dell’Amore -.

Sono andato a casa sua
sono andato con i fiori
mi hanno detto che era uscito
che era andato a passeggiare
ma vedevo un’ombra appesa
la vedevo dondolare
l’ombra non voleva stare
sulla sedia di lillà”.          Alberto Fortis. 

 

 

 

 

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Buona giornata❤️🤍

 

Il tempo scivola
via come la sabbia tra le dita,
restano granelli di ricordi incastrati fra cuore e anima.
Nel suo passare via ne comprendi li senso;
a volte con sollievo, spesso con tormento.
Si intrecciano passato e presente, i sogni belli con quelli brutti.
Conta i granelli, sono davvero tanti.
Trafiggono il cuore, feriscono l’anima.
Portano sollievo e qualche rimpianto.
Poi ne guardi il cuore, ne senti il profumo.
Volta pagina, non è finita.
Tra i ricordi ieri e quelli di domani
vivi il presente.

Silvana Stremiz

 

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Palazzo Matteotti situato a Marino, in provincia di Roma.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Fontana dei Mori
La fontana, diventata nei secoli simbolo della città, venne realizzata nel 1632 a spese della Comunità ed a cura del duca Filippo II Colonna. Fu scolpita su disegno dell'architetto Sergio Venturi dallo scultore marinese Pompeo Castiglia e dallo scalpellino Pietro Taccia. Si presenta come una fontana a tazza al centro della quale si trova un gruppo scultoreo articolato su due livelli: in basso, otto sirene dalle quali sgorga l'acqua; nel livello superiore, quattro mori, memoria della battaglia di Lepanto del 1571 a cui partecipò Marcantonio II Colonna, sono incatenati ad una colonna di marmo con capitello corinzio. La colonna e le sirene sono simboli araldici della famiglia Colonna. Originariamente collocata in piazza Lepanto, nel sito di una precedente fontana, la fontana venne gravemente danneggiata dal bombardamento aereo del 2 febbraio 1944, e rimossa dal sito originario. Nel 1969, dopo gli interventi di restauro eseguiti su disegno dello scultore Renato Marino Mazzacurati, dai maestri scalpellini marinesi Franco Morando e Sandro De Nicola, è stata ricollocata in piazza Giacomo Matteotti.

 

 

fontana dei Mori (1632) in piazza Giacomo Matteotti.

 

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