La notte si protende verso un'alba carica di sfumature, quasi un prisma di colori e brividi, nell'incertezza dell'incedere.
Respiri e ti collochi precaria in un lembo del nuovo giorno.
Il fiato come pegno, in attesa di un sorriso che schiuda il cuore alla luce, che investe.
"Tenera è la notte".
Letto e riletto, morde la memoria, mentre l'odore di muro, freddo e pronto al futuro, scriscia contro la pelle.
Il colore è rosso e adesso è qua, nelle parole che si inseguono oltre queste labbra e un goccio di delirio, che non guasta mai.
Non puoi ricordarlo quel fuoco tu, anche se te lo descrissi.
Ed è ancora qua.









