I treni riempiono occhi e anime di strisce di vite, impronte veloci e fugaci, occasionalmente vicine. E tracce di paesaggi.
Come se nel percorso i pensieri diventino linee che si intersecano.
Causalmente o casualmente?
Causa, effetto, frammenti sulla mappa del caso, di un destino che si impatta su di noi. Artefice o artificio?
Un piede avanti all'altro.
A volte oscillo.
Altre no, fendo l'aria con la mia carne.
Passo su passo.
Dentro passo.
Oltre.
Percorso.
Una parola piena di direzioni, e senza nessuna, come frecce sull'indefinito o sul diversamente definibile, su rotaie feroci e fameliche.
Vene del tempo.
Con gli occhi pieni e senza paura.
Non più.
Forse non la ho mai avuta.
Non resisto al mare.
Anche se mi rende nervosa.
I suoi colori dipingono i miei sogni.
Le sue onde impregnano le mie tempeste.
Il suo odore le mie ciglia.
Perché dentro il cuore è tutta un'altra cosa.










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