E me li spiego i colori. E poi il spiego a te. Lentamente. E poi ricominci.
Senza smettere mai.
Che colore ha il silenzio?
Ci sono stereopiti.
E là restano infissi.
Nel mezzo del nulla.
Genuflessi al senso più becero dell'ovvio.
E se li sfiori neanche si scompongono.
Come se il sangue segnasse operazioni algebriche, vena contro vena.

E così intreccio ombre, perché guardare a volte fa male.
E il dolore può e sa essere irresistibile.
P. S. Non vi sentite spiate sto solo screenshottando.
Stai sempre a leggere in anonimo? Ah no te lo vengono a dire...e in questa affermazione c'è il fulcro del modo di usare la community.
Ecco bene io non ho mai parlato di voi... Siete libere di pensare il contrario.
Voi invece tra di voi non lo avete fatto mai? Quello non è spifferare confidenze?
Dettagli poi sbattuti in bacheca (iniziali del nome comprese), come ad esempio riferimenti alla mia stanchezza per il lavoro; confidenze non fatte a te ma da te inspiegabilmente riportate.
Credete che un contatto si possa basare solo sullo scambio di informazioni estorte?
Sono diventata amica della donna odiata, e per inciso è una cosa che mi rende lieta, avendola conosciuta molto meglio, e ti/vi assicuro che il nostro scambio nom riguarda gente di libero e libero stesso, ma piuttosto interessi nostri. Capisco che è una cosa che non potete capire.
Il resto è davvero qualcosa che non mi interessa, accuse che mi fanno schifo, per avere un motivo per poter fare male.
Io non ho mai detto niente di voi, perché la vita va avanti.
Uso solo questo profilo anche se ne ho tanti fermi.
E sopratutto non ho mai ingannato nessuno fingendo identità parallele.
Un tempo amavo scrivere, adesso mi è passata la voglia.
E vorrei capire chi legittima chi ad usare la bacheca per riferire dettagli e confidenze.
Io mi sarei pemessa di giudicare la fisicità di una altra donna? Queste sono bassezze che dovreste ricondurre ad altri.
Consiglio di evitare di tentare di screditare ulteriormente la mia professione, o altre professioni; si rischia di sembrare quanto meno saccenti, perché ci sono cose di cui si deve parlare con cognizione di causa.
Per il resto gradirei essere lasciata in pace.
Sono stufa e arcistufa.
Cosa ne sai dei miei weekend?
Ma come ti permetti a fare continui riferimenti a quello che si scrive o che si sa e alla vita privata.
Vi è una sacrosanta differenza tra osservare e valutare piuttosto che giudicare, sindacare e dire la propria su tutto e tutti. Se non lo comprendi, come non lo comprendi, il problema è davvero serio.
Ma il limite a tutto questo scempio quale deve essere?
E "da brava" dillo a qualcun altro.
Il contraddittorio si fa con educazione e rispetto.
Ormai si è persa la misura della correttezza nella comunicazione.
Tutto deve essere sguaiato, offensivo e provocatorio, con minacce di riferire e pubblicare, fieri di aver saputo e poter diffondere. La bacheca come arma...
Le mani nel fango le avrei io?
Ci si ritiene giustificati ad una arroganza e maleducazione senza limiti.
E qui mi taccio, perché mi sono rotta le scatole di tigrotte da tastiera, che si trincerano dietro l'anonimato, fiere di conoscere la identità degli altri e addirittura di minacciare di fare questo e altro.
E altro ancora.
Non sembri migliore se screditi gli altri.