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Profilo BACHECA 594

daunfiore più di un mese fa

Passi e segni. Non cerco sogni ma quello che sento, quasi una fame di realtà, che genera un velo e tutto vorrebbe coprire. Non trattengo nulla che non si sia infiltrato ed insinuato da solo in una parte più o meno profonda di me. E poi ancora altri passi, tra soste, come virgole, attraverso parole che entrano ed escono, in un discorso che non si ferma, e, nonostante noi, non smette di raccontare, spingendosi dove non pensavamo si potesse nè ci fosse spazio. Passi non  come respiri ma come astensioni. Buchi e strappi. Tagli. Quasi il bisogno di una superficie da crearsi per dosare quella profondità e quela voglia di perdersi, che è solo il bisogno di ritrovarsi nuovi. Poco poco. 

E poi ancora passi.

Forse è quella la nuova forma dei sogni?

 

 

Ad occhii aperti e guardare come se fossero ancora chiusi.

Senza più dosarsi.

Il limite, se deve esserci, lo decide la intelligenza. 

Intuire una mente è una droga che piace a pochi. 

 

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daunfiore più di un mese fa

Si decide e si trattiene per sé stessi un frammento speciale. Può essere una emozione o solo una sensazione, uno scampolo di un ricordo o piuttosto un lembo di sogno.

Ai margini, quasi contro la pelle. 

E dentro, dentro dentro, fa tanto bene.

Anche se a volte tenta di riaffiorare, come una piccola zattera alla deriva.

Il senso di sé non si spiega. 

Non si può spiegare. 

Anche se a volte ci piace provare a farlo. 

Non smettere di parlarmi anche nel silenzio più assordante. 

Perché negli ossimori ci sono schegge di sangue e verità. 

 

 

La verità del cuore è una sola.

Nonostante i giri che è costretta a fare. 

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daunfiore più di un mese fa

Brivido.

Pelle.

Taglio. 

Lembi. 

Bacio.

Morso.

Respiro.

Vetro.

Freddo.

Brivido. 

 

 

Nuvola bacia terra.

Dopo una carezza. 

L'amore è un solco che tutto custodisce. 

Una ferita che  raccoglie. 

E culla il seme. 

In attesa della vita. 

Niente si ferma anche se sembra immobile. 

Ti lascio un posticino nel mio buio. 

Un puntolino. 

 

 

 

 

Quasi come una chiosa all'anima. 

Un ricamo dei pensieri ai margini. 

In una periferia sconosciuta. 

Ovunque è ad un passo dal cuore.

Basta un salto. 

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daunfiore più di un mese fa

E me li spiego i colori. E poi il spiego a te. Lentamente. E poi ricominci. 

Senza smettere mai. 

Che colore ha il silenzio?

Ci sono stereopiti. 

E là restano infissi. 

Nel mezzo del nulla. 

Genuflessi al senso più becero dell'ovvio. 

E se li sfiori neanche si scompongono. 

Come se il sangue segnasse operazioni algebriche, vena contro vena. 

 

 

E così intreccio ombre, perché guardare a volte fa male. 

E il dolore può e sa essere irresistibile.

 

 

 

P. S. Non vi sentite spiate sto solo screenshottando.

Stai sempre a leggere in anonimo? Ah no te lo vengono a dire...e in questa affermazione c'è il fulcro del modo di usare la community. 

Ecco bene io non ho mai parlato di voi... Siete libere di pensare il contrario.

Voi invece tra di voi non lo avete fatto mai? Quello non è spifferare confidenze?

Dettagli poi sbattuti in bacheca (iniziali del nome comprese),  come ad esempio riferimenti alla mia stanchezza per il lavoro; confidenze non fatte a te ma da te inspiegabilmente riportate. 

 

Credete che un contatto si possa basare solo sullo scambio di informazioni estorte?

Sono diventata amica della donna odiata,  e per inciso è una cosa che mi rende lieta, avendola conosciuta molto meglio, e ti/vi assicuro che il nostro scambio nom riguarda gente di libero e libero stesso, ma piuttosto interessi nostri. Capisco che è una cosa che non potete capire.

 

Il resto è davvero qualcosa che non mi interessa, accuse che mi fanno schifo, per avere un motivo per poter fare male. 

 

Io non ho mai detto niente di voi, perché la vita va avanti. 

Uso solo questo profilo anche se ne ho tanti fermi. 

E sopratutto non ho mai ingannato nessuno fingendo identità parallele. 

Un tempo amavo scrivere, adesso mi è passata la voglia. 

E vorrei capire chi legittima chi ad usare la bacheca per riferire dettagli e confidenze. 

Io mi sarei pemessa di giudicare la fisicità di una altra donna? Queste sono bassezze che dovreste ricondurre ad altri.

 

Consiglio di evitare di tentare di screditare ulteriormente la mia professione, o altre professioni; si rischia di sembrare quanto meno saccenti, perché ci sono cose di cui si deve parlare con cognizione di causa.

 

Per il resto gradirei essere lasciata in pace.

Sono stufa e arcistufa. 

Cosa ne sai dei miei weekend? 

Ma come ti permetti a fare continui riferimenti a quello che si scrive o che si sa e alla vita privata.

Vi è una sacrosanta differenza tra osservare e valutare piuttosto che giudicare, sindacare e dire la propria su tutto e tutti. Se non lo comprendi, come non lo comprendi, il problema è davvero serio. 

Ma il limite a tutto questo scempio quale deve essere? 

E "da brava" dillo a qualcun altro. 

Il contraddittorio si fa con educazione e rispetto. 

Ormai si è persa la misura della correttezza nella comunicazione.

Tutto deve essere sguaiato, offensivo e provocatorio, con minacce di riferire e pubblicare, fieri di aver saputo e poter diffondere. La bacheca come arma... 

Le mani nel fango le avrei io? 

 

Ci si ritiene giustificati ad una arroganza e maleducazione senza limiti. 

E qui mi taccio, perché mi sono rotta le scatole di tigrotte da tastiera, che si trincerano dietro l'anonimato, fiere di conoscere la identità degli altri e addirittura di minacciare di fare questo e altro. 

E altro ancora. 

Non sembri migliore se screditi gli altri. 

 

 

 

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Le piaceva la possibilità di limitarsi a sentire, solo raccogliendo sensazioni. Giusto quelle che ci percorrono più lievemente, senza che i pensieri ostruiscano il loro percorso, o tentino di prevederlo o modificarne il corso. 

L'aria delineava una leggera e fragile armonia, e questo le permetteva di astrarsi e sentirsi a casa. Si faceva casa per la sua l'intimità più feroce.

Nel respiro un frammento di ansia e un brividi di paura le feceva sentire il cuore al posto giusto. 

Ovunque e dovunque. 

E i suoi passi solo suoi e scevri da ombra di giudizio. Da dare o ricevere. 

Nessuno doveva, e poteva, giudicare i suoi passi e quelli del suo cuore. 

A volte l'orrore si annida proprio là.

Nella pervicace voglia di vedere tutto con i propri occhi. 

 

 

Hai mai pensato che i colori non sono uguali per tutti?

E nella diversità si celebra il trionfo della bellezza. 

 

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daunfiore più di un mese fa

 

 

Sarebbe così facile, ma non ne ho voglia.

Ignoro quello che altri credono di sapere. 

Perché non mi conoscono, per davvero, per forruna loro. 

Questo era un gioco e tale deve restare. 

E lo dico, senza timore di smentita. 

Per me conta solo chi per me conta, e il resto lo cancello. Io non parlo degli altri, perché lo trovo banale e noioso. Sono troppo egocentrica per prestarci attenzione. Siete convinti del contrario? 

Credete a quello che volete perché io non devo convincere o spiegare niente a nessuno. 

Soprattutto se non esiste più. 

O forse non è mai esistito. 

Sono passati anni. 

La mia colpa? Vi leggo in anonimo? 

Vi sentite stalkerizzate perché rilevate presenze per voi sgradite e che sentite ostili con i vostri mezzucci illegali? 

C'è qualquadra che non cosa..! 

Sapete che vi dico? 

Me ne vado a fare una passeggiata al mare. 

Al mio mare. 

Non mi importa di nulla.

E sono stata gentile. 

 

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