Sensazioni, come gocce che lasciano una traccia sulla pelle.
A volte invece della pelle toccano il cuore.
Sensazioni, come gocce che lasciano una traccia sulla pelle.
A volte invece della pelle toccano il cuore.
Tutto torna in una scatola, la stessa da anni ormai, che diventa sempre più preziosa e piccola. Strappa sorrisi e qualche lacrima, tra ricordi umidi di malinconia, neanche vorresti provarla per il timore di sporcare quello che provi. Perché dentro è ciò che conta, dentro ci sei tu e tutto quello che mi fa pensare a te. Con tutto l'amore che ho potuto, posso e potrò.
La mancanza è la più terribile delle favole.
Se è un grido del cuore.
Torni nei sogni e poi fa ancora più male.
Non sei mai andata via dai miei giorni.
Tutto stretto in una scatola che non basta mai.
Piove e il freddo arriva dovunque. La bellezza di alcuni cieli non la coprono le nuvole, ma li riempiono di infinite ed incredibili sfumature, da non saperle descrivere. L'aria ferma aiuta l'assenza di cui sa godere chi si alimenta della improvvisa e fervida follia; autentica ed impercettibile follia, quella che arriva e ti perdi in un quadro che non conoscevi. Solo perché ti ha fatto battere davvero il cuore. Il pittore ha donato i suoi occhi e la sua storia arriva fino all'anima e al respiro. Quasi un ascensore per l'inferno. Sei felice senza una ragione plausibile. Persa in un istante in una città che non è di nessuno ma è di tutti.
La meraviglia della terra che fa da culla al seme e geme e sopporta gelo e caldo furioso e afoso. E poi protegge e nutre, fino al momento della separazione che è inevitabilme uno strappo. Mentre attraversi i campi sotto un cielo fitto in un qualunque inverno, segui il raccolto e i frutti dei campi, che non smettono di stupire. Le tue dita tra le mie in una strada perduta e infiniti pensieri incompiuti ed incompleti come le nuvole che ci fanno da cappello.
Dovrei rispondere, ma le mie parole sono figlie di questa mente che a tratti si fregia e pregia del silenzio e non sa accettare compromessi, fino a grandi slanci o ruvidi riserbi. Rocce come risposte a domande mai fatte ma che sottendono la più temibile delle verità.
Sento ancora i tuoi occhi sulla schiena a ridosso di quella finestra, fatta di fiato e luna.
E le tue dita e le mie sempre intrecciate, quasi radici nella nostra carne fino all'anima. K
Incontro e dentro a una fine che sembrava inevitabile mentre ancora non lo è.
Non è altro che la mia vera rappresentazione di ciò che, alla ricerca di un senso, ancora può resistere e batte e pulsa.
Chicchi di melograno i tuoi baci sui miei polsi, come una promessa o come sangue della terra.
Se le tue cose, e intendo dati sensibili (provenienza, nome, professione, nomi di parenti, etc) sono su più bacheche o in più messaggerie, o la stessa persona (che li conosceva perché le si è dato modo di acquisirli) ne ha fatto di il passaparola o i vari profili appartengono alla stessa persona. Vediamo cosa ne pensa libero o la polizia postale, magari affidando a quest'ultima il numerino magico per le verifiche. In fondo non si può fare la vittima se si continuano a fare le stesse cose, immerse nell'odio, con la pretesa di offendere, senza replica o senza che gli altri poi possano verificare una bacheca, che è peraltro pubblica.
Loro sapranno come fare.
Nei doni inaspettatamente trovati nel percorso sento il senso e lo centellino, tra ciglia impregnate di stelle. Il gelo delinea i passi e la mente, che, tra ricordi e forza e segni di futuro, ritrova il suo equilibrio. Piccoli dettagli che rotolano tra i giorni e come una carezza ti aiuta a chiudere gli occhi e ad imparare ancora a sognare. A volte sembra lo si dimentichi e bisogna riprovare e riprovarci ancora. Esercizi di cuore.
Perle della stessa collana, li sento sulla pelle, stretti come promesse e come un sorriso lieve e delicata. Caldi di anima e di tormento, nella accettazione della propria imperfezione e dei propri errori.
Gli altri sono un dono, quando ci aiutano a vedere parti di noi, in un processo di conoscenza e di ricerca, senza fine.
Tutto è una convenzione su cui riflettere, anche la fine di un anno e l'inizio del successivo.
Sono passi di una stessa mappa di carne, anima e cuore.
Se solo tutto fosse più semplice, come un respiro.
Niente può impedirci di essere quello che siamo, nonostante tutto e tutti.
La differenza la fa il modo in cui si rispetta ciò che è oltre noi.
Oggi va così e mi piace e pure un sacco.
Provo a spiegarti, mentre spero che tu già sappia. Nei miei occhi il senso della assenza. Succede. E tutto quello che succede si ferma là. I giorni si slentano, addosso ad altri giorni. Ho letto del caos e ho desiderato forte. Come quando la pioggia gonfia il cielo e vedi solo quello, anche se sai che altro c'è ed altro ti attende.
Un frammento di caos per ognuno e la capacità di cambiare sempre, occhi, orizzonti e passi, tenendo stretto e fermo il cuore.
Caos provvido e fecondo, come un seme nell'anima, che all*improvviso sboccerà.
Kiss.
P.
Desidero, senza sognare.
La notte ha la forma della nostra identità più vera, dei sentimenti che proviamo.
Ha la forma della nostra anima.
Come uno specchio.
Senza lusinghe.
Nom è una questione di numeri ma di cuore.
Buon anno.