Come se l'identità potesse essere racchiusa tutta in una parola.
Oltre i bordi e tra gli spazi l'io non smette di interrogarsi.
Risulta quasi materiale e fisico il riflettersi.
Prima di astrarsi per contenere e poi espungere.
Per trattenere solo l'essenziale.
E ritrovarsi nella più vivida inconsapevolezza.
Ogni diversa artata proiezione non è falsa ma non è autentica.
Un movimento centrifugo ci spinge altrove, quando altrove è la risposta, anche se non avevi chiesto.
Una foglia nel gelo
scintilla.
Morde l'inverno.
Il cuore si stringe, prima di accarezzare ancora.
Come quando fuori piove e senti forte la bellezza dentro.
Come se fosse un sentimento.
Anzi lo é.
Mordere la vita non è da tutti e alcuni provano a morderla ma sanno solo sputare.





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