luna e senza luna
Inciampai in un rametto di solitudine. E mi punsi. Ma evitai di guardare il mio sangue. E di attendere parole. Le mie non lo erano. Erano tentativi di sfiorare gli altri. Dei perfetti incompiuti. E sul bordo del mondo pericolosamente oscillavo, mentre la mia ombra nuda giocava con la notte. Tra le ciglia impigliato il ricordo del piacere, di quel piacere, frammisto ai miei gemiti. Ti sussurravo mentre mi riempivi di passione e io mi rincorrevo. Fino a perdermi nel buio. Come un granello. Forse una perla che rotola ad ogni sussulto.
La sensibilità a volte è una condanna ed un fardello, per sè e per gli altri.
Io voglio provare ad attraversare il mondo ad occhi chiusi.










