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daunfiore più di un mese fa

 

 

luna e senza luna

Inciampai in un rametto di solitudine. E mi punsi. Ma evitai di guardare il mio sangue. E di attendere parole. Le mie non lo erano. Erano tentativi di sfiorare gli altri. Dei perfetti incompiuti. E sul bordo del mondo pericolosamente oscillavo, mentre la mia ombra nuda giocava con la notte. Tra le ciglia impigliato il ricordo del piacere, di quel piacere, frammisto ai miei gemiti. Ti sussurravo mentre mi riempivi di passione e io mi rincorrevo. Fino a perdermi nel buio. Come un granello. Forse una perla che rotola ad ogni sussulto.
La sensibilità a volte è una condanna ed un fardello, per sè e per gli altri.
Io voglio provare ad attraversare il mondo ad occhi chiusi.

 

 

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36
daunfiore più di un mese fa

E accadde mentre si lavava i capelli. Le accadde di capire, mentre tra lei ed il soffitto c'era solo acqua che le rigava, indulgente ed imprecisa, il cranio e separava, senza dividere; già acqua, acqua che non sarebbe tornata, e che giocava lenta ed implacabile sul suo capo. Una matassa di sogni spenti ed asciutti che ricominciava a strusciarle addosso. In uno di quei momenti in cui il corpo diventa un oggetto, tra gli oggetti. Come se fosse svuotato di ogni volontà.  Il corpo è una cosa che si lascia vivere da noi. L'oggetto degli oggetti. Nel gioco della vita. Come se fosse un pulsante, un joystick, una lancia, uno sputacarezze, una ruspa o una pinza da insalata. E poi pian piano diventa sempre altro. Una specie di magazzino. Lei comprese, ne percepì una vaghissima sensazione, nulla di tattile, ma trattenne. Tenne per quale istante quella sensazione di essersi avvicinata alla verità. E che forse la verità non le interessava. Perchè la verità non era mai reale. Nè ferma. Era la non verità, senza diventare menzogna, che diventava solida, forma, carne e misura. E di riflesso ci dava la possibilità di cambiare strada. Ancora a raccogliere vita e voglia e desiderio. Per quello deviamo e ci rivoltiamo e continiamo a camminare. Contro ed oltre ogni apparente immobilità. Così slentò la sua corsa dietro a quel perchè. Lo sentì scivolare via con l'acqua. Come quando da bambini si capiva il trucco. Ed era solo imparare ed imparare a capire. Quella era una domanda che ne aveva precedute altre. Perchè domandare era un modo per smettere di rispondersi. Non aveva mai previsto che tentare di vivere fosse una possibilità. Una tra le tante. Senza che fosse neanche la migliore. 

Solo che aveva il sapore del sole.

E forse una parola nuova da sciogliere sotto il palato.

 

 

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40
daunfiore più di un mese fa

Ci sono viaggi che ti sorprendono. Magari per una vita hai preso il treno che percorrere una certa zona, senza fare caso al panorama, ai dettagli. Trovo bellissimo poter viaggiare vicino al mare, sopratutto di inverno. Ieri pioveva fitto e ho alzato la sguardo, per caso, come tante vokte prima. Il mare in tempesta si sollevava verso il cielo, per ricadere su se stesso, e si infrangeva impetuoso sugli scogli, coprendoli del suo bianco violento. Non riuscivo a distogliere lo sguardo da tutto quel grigio che diventava un ingorgo bianco, mentre iniziava a perdersi nella notte. All'improvviso ho visto una scena memorabile, o forse la ho solo immaginata, per quanto fosse perfetta ed emozionante, cioè mi è apparsa la sagoma di un uomo e una donna che si abbracciavano, su uno scoglio, quasi circondati da nembi e da un mare furioso. Un incanto che si stagliava su un orizzonte qualsiasi e celebrava la bellezza più assoluta e perfetta. Ero già lontana, conservando quell'attimo immenso regalatomi da due sconosciuti e dal loro amore. E mi ha fatto tanta compagnia.

 

 

Sento. 

Sento rabbia e quasi la osservo. 

Ed è così che nom la trattengo. 

Per lasciarla andare.

Come tutte le cose inutili. 

Non devi spiegarle.

Ci sono viaggi che chi non sa partire non può capire.

Cambiare del resto è un po' partire. 

Ma sono fatti miei.

 

 

 

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36
daunfiore più di un mese fa

 

 

Sentieri segreti nei tuoi occhi, fino a nuove aurore, come corridoi verso una luce nuova. Perchè alcuni percorsi ci portano per davvero dentro noi stessi.

Senza via di fuga.

Nello scambio più autentico che esiste, l'amore.

Quello che si inscrive dentro un attimo.

Come un frammento di luna. 

Io ti parlavo. Ed anche tu.

Forse è quello il morire, per rinascere migliore.

Te li ricordi i brividi della mia pelle, che si schiudevano dentro il tuo fiato?

Bacio dopo bacio.

Come se fossero passi del cuore.

Fiori oscuri, candidi, affondati nella terra.

Io, la tua.

Io tua.

 

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43
daunfiore più di un mese fa

Quante dimensioni abbiamo? A volte sembra non sia rimasto neanche un grammo della potenza analitica ed emotiva di cui siamo fatti. 

Come se il coraggio di sentire, di fluire, di dire, di manifestare fosse scivolato via, lasciandoci modesti ed univoci strumenti di contatto. Un flusso omologato, sotto desideri e bisogni manipolati. 

Eppure deve esserci uno strumento diverso di comunicazione, non convenzionale e davvero autentico, capace di provare davvero e di spingere oltre ogni sagoma mente e anima. 

Come se il corpo non fosse un nemico.

Oggi va così. 

 

 

Il mio cuore profuma di mela. 

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33
daunfiore più di un mese fa

Così nell'ingorgo di parole, ho imparato a tacere. Ed è così sopravvalutata la esigenza di spiegare. Ciò che importa non ne ha bisogno. Ed in fondo va a picco solo ciò che non conta. E ciò che conta è nell'anima. Lo ho imparato dopo tanto tempo. E una piccola cicatrice a forma di freccia. Per mandare altrove chi ne ha bisogno.

 

 

Destinazione paradiso. 

Le mie lacrime scivolano come piccoli fiumi segreti e inverecondi. 

In fondo la vita è il più imprevedibiile dei viaggi e io adoro viaggiare. 

Mi piace chiudere gli occhi e raccontarmi una nuova storia. 

Vuoi ascoltarla?

Siamo fatti di sogni e soprattutto della voglia di continuare ad ascoltarli. 

Quando sono triste mi rifugio nei miei occhi. 

Se mi avessi guardata per davvero mi avresti trovata. 

 

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26
daunfiore più di un mese fa

E che alcune finestre sono bocche fameliche.

E il mondo è fuori...e il mondo dentro?

Davvero la nostra intimità è meno rilevante del resto che è fuori?

Ad ogni contatto cambiamo.

Ogni impronta ci modifica.

E anche quando crediamo di sbagliare non facciamo altro che arricchirci di un nuovo errore.

Domande con risposte mai ricevute.

O risposte a domande mai fatte.

Tutto è esperienza.

Pelle che sfiora altra pelle.

Mente che osserva altre menti.

Impariamo.

Anche nel dosare il silenzio sulla propria anima e lasciare

c

a

d

e

r

e

le parole, 

nel vuoto,

a cui forse appartengono.

Chi lo sa?

La parola di oggi è sorriso.

Ma di quelli carichi di energia buona, dopo un bel respiro.

Già, si ricomincia....

 

 

 

 

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26
daunfiore più di un mese fa

E le parole ed il tempo si mescolarono e si intrecciarono, come foglie di acanto, come nuvole al cielo, più di graffi alle promesse. 

E le parole si sciolsero tra baci umidi di desiderio e di follia. Sul muro il respiro, mio e tuo, e poi nostro, come un unico vento. E le dita e i sospiri, confusi sulla carne. Sei stato l'impronta segreta ed indecente sul cuore. 

Le mie labbra tremavano tra le tue, mentre centellinavo il mio desiderio nella tua mente, più di un errore imperdonabile. O una preghiera? Era una favola inversa e avevo voglia di raccontartela perché così ti donavo me e la mia imperfezione. 

Dopo gli attimi diventarono poi e cxessano di avere senso, come tutto quello che senso non ha e mai ne ha avuto.

Praticamente un taglio segreto sulla pelle che oscilla tra il per sempre ed il mai

Esiste delirio più innocente e perverso?

 

Non esistere è una lieve euforia. 

Come un sorso di acqua fresca. 

Quasi un incanto. 

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25
daunfiore più di un mese fa

Lontana, afferro la metà di me stessa e la scia di pupille piene come specchi, colme di emozioni; palpitano e si dileguano, come lucciole nella notte. Una volta ho calpestato una sabbia che si illuminava ad ogni passo, prima che arrivasse l'onda. Contemplo la gentilezza, che per caso sfiora gli attimi, e mi stupisce e poi che dà un senso occasionale, morbido e lieve, alla vita. Questo mi fa sorridere, come con il sole tra le ciglia. Conta il sorso di felicità che la vita offre, a calici improvvisi e provvidi. - Sei mai stata felice Sara?- Mi capita spesso di incastrare a pezzi di soffitti il mio pensare peregrino e solitario, anch'esso quasi inutile, se io non fossi nei miei pensieri e nella mia mente. Prima di piegarmi sul fianco e di abbracciare la notte. Appena riaffiora, lieve come una carezza e con gelida come una lama, sul mento, sul collo, sul petto. 

Immobile, adesso, riavvolgo il fiato, per poi lasciarlo scorrere come il filo di un aquilone, nella luce che verrà.

 

 

E mi prendo tutto il tempo che serve per un istante di felicità.

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32
daunfiore più di un mese fa

E poi le mani, segnano il limite ed il percorso si dipana. Ed io mi ritrovo le dita come radici, respirando delirio, lieve e poco candido. Mentre le ombre sono tende, e pugni nella luce. Gli altri sul bordo, respiro contro respiro. Perchè dividerselo succede poche volte nella vita. E il bisogno della distanza, come un tozzo di comprensione da mordere, per quella fame che ti rende sempre in precario equlibrio. Ricordo il tuo morso al mignolino.  I tuoi occhi ancora sulla nuca e il tuo fiato sul collo, dove a volte cadono le mie lacrime. Ieri sono precipitate dentro un barattolo, un pozzo di paure profonde. Sono anch'esse radici che si spingono nella terra e la terra geme. Come le mie vene, mentre tenevi le tue braccia intorno a me e ti chiedevo di morire in quell'istante. All'improvviso si apre lo schigno della incoscienza.  Mentre il sogno si slenta e si imbeve di assenza, tutto sfuma e diviene meno oscuro. Il colore della terra riaffiora. Come dopo la pioggia il suo profumo. All'alba il nuovo giorno non ci rende più saggi, e meno folli. Solo che il resto viene ingoiato nella notte, come una coperta che ruba e non restituisce. Mi piace osservare le menti, percepire il delirio, rispettarne le deviazioni. Ci vuole davvero tanta attenzione, quando si valica la nostra aura, perchè l'attimo dopo non ha più speranza. 

Tra noi ed il pazzi la differenza è fatta dal caso. 

 

 

 

 

Il colore di oggi è quel maledetto indaco che mi tormenta da tanto tanto tempo, quando degli occhi hanno bucato strati di tempo e mente, accendendo una fiamma dentro.

E quel pensiero è rimasto indaco, come la coscienza, dopo un grande urlo.

 

 

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