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daunfiore più di un mese fa

Ci sono baci e baci. Alcuni sono porte, altri condanne. Ed altri ancora un piccolo grande  graffio nella mente. Mi piaceva baciare ad occhi aperti da piccola. E non parlo solo dei baci profondi, di quelli che le amiche ti insegnavano a fare le pose giuste, e non serviva a nulla, perché poi tutto trovava il suo posto e gli occhi finivi per chiuderli. Ma anche di quei piccoli ponti di affetto che segnavano i giorni e le ore, sedimentando un percorso e un patrimonio di amore e di crescita  Anche mia madre la ho baciata sino agli ultimi istanti e ancora non smetto. Ma quella è una altra storia. Perché volevo scrivere una cosa sul delirio e mi sono persa nei labirinti del cuore. 

Non si smette mai di essere fragili, anche quando si diventa forti. 

 

 

Alla fine cosa distingue il bene dal male? Ogni piccolo gesto è un piccolo pugno di bene o di male o tutte e due le cose. O magari un po' di polvere negli occhi.. 

 

Il bello di essere imperfetti è che non si ha bisogno di correzione... 

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daunfiore più di un mese fa

 

 

E precipitare dalle stelle fino a incastrarsi in un epilogo risulta una delle possibilità.

Immagina le altre. 

E nel frattempo l'iride si adatta e il buio diventa un vestito. Pelle su pelle e il fiato in prestito. 

Quando si è attraversato un frammento di indefinito, basta sentire l'aria fresca per essere felici.

Ed ogni errore è solo un vezzo per lasciarsi scoprire un pochino di più.

Ops... 

 

 

Il colore di oggi è rosso assoluto. 

"...Dall’alto, dalla punta estrema dell’universo, passando per il cranio e giù, fino ai talloni; alla velocità della luce e oltre, attraverso ogni atomo di materia, tutto mi chiede salvezza, ecco la parola che cercavo: Salvezza! ...".

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daunfiore più di un mese fa

Tutto sfreccia e il panorama cambia velocissimamente. E noi restiamo fermamente noi. Gli alberi con i rami a ridosso del cielo. Qualche pensiero nuovo.E la valigia sempre con me. In attesa di un nuovo viaggio. Alcuni posti non sono luoghi ma pezzi di noi. Senti tutto il bene possibile dato e ricevuto. Con i ricordi e le sensazioni tra fiato e cuore. 

Domani sarò migliore. 

Adesso non ho tempo.

Ed è così incredibilmente intrigante sentire gli errori che mi  scivolano addosso. 

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daunfiore più di un mese fa

Notti ribaltate come giorni inversi.Da riempirci le ore come fiato nei palloncini.

Ed assentarsi dal mondo in un corridoio segreto. Ascensore per l'inferno.

Se chiudo gli occhi rivedo quelli di mio padre, ma non riesco a sentire la sua voce. Ed è terribile. Ricordo tante delle cose che ci dicevamo, i suoi vezzeggiativi, la sua severità devastante, e i suoi abbracci senza fine, ma è tutto muto. L'unico suono che sento è solo il mio cuore, con i battiti che si rincorrono. E la nostalgia mi gonfia le vene.

Lo ricerco nei cassetti di casa, casa nostra, dove teneva le sue cose. E nelle stanze.

 Forse è la pioggia che ci bagna di nostalgia e di ricordi. O del bisogno maledetto di quella mano forte da stringere fino a farsi male.

Fino al taglio. 

La lama sulla carne che si apre mentre fiato e cuore si ribaltano.

Volevo il tuo segno.

Orgoglio di una donna sbagliata.

Ed è così strano riempirsi di emozioni e poi svuotarsi come maree. 

Perchè dentro di noi ci siamo solo noi, anche quando crediamo di aver fatto spazio agli altri. 

La debolezza non è fragilità, così come il bisogno e il desiderio vero non sono la stessa cosa. Ed è così ridicolo confonderli.

Resta tutto una questione di forza, nel saperla trovare e dosarla.

Anche dove la pelle si è fatta sottile perchè ci si è lasciati guardare. 

E la nudità è il vestito della paura.

L'attimo dopo è un colpo di spugna. 

O è solo l'onda che cancella.

Ed una mano che si asciuga nel vento.

 

 

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26
daunfiore più di un mese fa

 

 

 

 

 

E non sbagliano mai.

Anche quando sbagli tu.

Ogni percezione è una risposta ad una domanda che non hai fatto.

E ci sono fiumi che non puoi deviare, perché diventerebbero pozze, senza arrivare mai al mare.

Stream of consciousness.

 

 

E scorri lontano.

La verità si sa, non si scopre.

E in quell'estuario l'inquierudine é una rete che non perdona.

E modella una solitudine rumorosa nell'attimo in cui la corrente la modella.

Sensazione su sensazione. 

Frammenti di anima. 

Prima di perdersi e sperdersi.

E quella verità la avevi sempre saputa.

Ma avevi bisogno di una nuova fiaba.

 

 

           The end. 

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daunfiore più di un mese fa

Da quel punto in poi. E così si ritrovò inspiegabilmente oltre il confine, dove era tutto verde e profumava di prato. Vide la sagoma di se stessa toccare il fondo.Fino al limite. Sentiva la terra più vicina che mai e si rannicchió solo per percepire che il suo cuore vi batteva contro. E tremare. E ancora.  Senza parlare. Non sapeva dove fossero le parole in un mondo immaginifico e furente. 

Il vento faceva il resto, come una coperta lieve e impenetrabile. E che non perdona. Aveva dimenticato tutti. E non esistevano se non nella misura in cui ne ritrovava tracce che immediatamente cancellava, come fili di erba da strappare. La distanza era la misura in cui riprendeva il suo posto.

 

 

Ho intrecciato le dita al prato.

Adoro ricoprirmi di sole. 

Ma a volte è irresistibile rifugiarsi nel proprio lato oscuro. 

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daunfiore più di un mese fa

Poi ti accorgi che è tutto così oltre. Senza regole. Con i bordi confusi. Mentre i colori si mangiano i limiti. E se te lo descrivo, non smettere di parlare, perchè la tua voce la voglio ingoiare e ritrovarmela nel profondo di me, come un gancio capace di portarmi lontano dall'anima e di scaraventarmi lontano, quando serve. Sulla mia bocca qualche goccia di delirio da suggere insieme prima di precipitare nel miglior oblio possibile.

Dammi la mano. 

Ho bisogno del buio per coprirmi i sogni e bendare ogni baluardo di ragione.

E per infilarmi in un nascondiglio, a forma delle tue braccia.

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daunfiore più di un mese fa

 

 

 

 

Non voglio la luna.

Perché per dire alcune cose devi avere la sensazione che nessuno ti ascolti. E la tua voce sia un filo, tra te e la tua anima. Il gomitolo ingombrante che ci devasta e ci pulsa in petto. Davanti ad uno specchio immaginario, come nell’occhio di un pozzo qualunque, ti sporgi e raccogli la tua scia. Bava di luna. Intorno ad un rocchetto. Forse un’isola. Quella che non c’è. Ti strucchi e resti nuda, con la tua pelle, e le tue vene. E la luce triste dei tuoi occhi. Resti a contemplarne la fragilità, e tutta quella di cui sei fatta; tutta la voglia che hai avuto di nasconderla, come se il tuo riserbo fosse la tenda sottile e svolazzante della tua anima. Non trovo più la luna. E se inizi a contare, perdi sempre l’ultima cifra, e ricominci. Uno...due...

 

 

 

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daunfiore più di un mese fa

E questa notte odorosa profuma di bosco, di terra e di tormento. Poche parole e un respiro in cui infilarsi e una ombra che fa compagnia.

In attesa di divorare l'alba. 

 

 

La mia stella sei tu.

E neanche cerco di pensarti.

Fa troppo male sapere che non posso raggiungerti.

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daunfiore più di un mese fa

Apri la porta del mare e ad occhi chiusi respira. Fino alla fine di te stessa. Devi aspettare prima di immergerci gli occhi dentro. Fallo con tutta la forza che puoi, quando sarai pronta.

Immobile ho raccolto i miei brividi, persi tra le conchiglie. E l'acqua mi baciava la carne. Un modo di ritrovarsi per dimenticare, sfiorando il bordo dell'orizzonte. Con le dita nell'ignoto.

La forza può ciò che luccica per il bisogno. 

E l'essenziale lo ritrovo sempre là.

Davanti al mare. 

Anche quando non hai direzione e mille dubbi, lui segna la misura della tua esistenza. 

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