Una delle tante Mostre
che ha ospitato il Castello
di Rivoli, ne avevo fatto
un post ,in quanto mi era
piaciuta moltissimo.
Il titolo della mostra era,
"Le Chef-d'oeuvre inconnu"
( Il capolavoro sconosciuto),
dedicata a Giulio Paolini
si riferisce a un breve
racconto scritto da Honorè de
Balzac, inizialmente pubblicato
nel 1831.
Il protagonista, lo stimato
pittore Frenhofer, è
ossessionato dall'idea di
raggiungere la perfezione
e dipingere il suo capolavoro
assoluto, al punto di dedicarsi
per anni alla stessa opera .

Scrive Giulio Paolini :
Un giorno dopo l'altro,
tutto si rinnova e si ripete
come effetto naturale
dell'incessante divenire
delle cose. Nel Museo, al
contrario , possiamo
sottrarci all'inquietante
destino dettato
dall'incedere del Tempo.
Il luogo sembra conoscere
una sua particolare
eternità: quì le ore, opere,
le persone appartengono
a un istante che vive e si
rinnova nell'illusione di
sempre :
fermare in una certa
immagine la fine del Tempo.
"Tutto scorre",
come sappiamo, ma nulla
vieta di estendere lo
sguardo altrove,
senza luogo e senza data .
Un pò di informazioni per
questa interessante
mostra ,che ho visto
con piacere e mi è
rimasta impressa,
è stata presente al
Castello di Rivoli ,
dal 15/10/2020 al 31/01/2021
reperibile dal sito.
Le opere di Paolini sono
come specchi attraverso
i quali l'arte riflette su
se stessa. Fin dalle opere
realizzate alla metà degli
anni Sessanta - scrive
Marcella Beccaria- l'artista
rivolge la propria attenzione
alle basi ideali e materiali
del fare artistico, al luogo
dell'atelier e all'occasione
della mostra,
quali condizioni attraverso
le quali l'arte si realizza e
si mette in scena.
Nel lavoro di Paolini spesso
ricorrono citazioni :
l'artista utilizza frammenti
estratti dal grande catalogo
della storia dell'arte, così
come riposiziona in nuovi
contesti le proprie opere.
Nella sua analisi l'atto del
vedere è considerato come
il momento conoscitivo la
cui verità è però
costantemente rimessa
in questione e ogni nuovo
allestimento può fornire lo
spunto per le opere successive,
in un ciclo inesauribile.