È in questi momenti segnati dal fato che spesso avviene qualcosa. Lontano, sulla panchina vicino al laghetto, sulla cui superficie i raggi del sole giocano con l’acqua, qualcuno si riposa immobile. All’improvviso quest’uomo si volge verso di noi, e senza alcuna ragione, si alza e ci sorride con aria lieta. Poi con passo svelto si incammina nella nostra direzione, penetrando nella luce distillata dalle foglie degli alberi. Guardiamo quella scena eccitati da un infantile entusiasmo, siamo sicuri di averla già vista. Ma giunta ad una certa distanza, quell’affabile persona, come un pesce che scompare nell’azzurro delle acque, si dissolve all’improvviso nella luce del giorno. Questa mia descrizione lascerà probabilmente immaginare un vecchio distinto che indossa un elegante kimono con le insegne nobiliari. In realtà questa immagine, che potrebbe apparire molto suggestiva e appropriata, è abbastanza rara. Quasi sempre si tratta di un giovanotto in giacca e cravatta o di una giovane donna. Non possiamo conferire loro una fisionomia precisa, ma notiamo che, come per intesa, presentano tutti le stesse sobrie e dignitose sembianze. Essi ci rivolgono il loro sorriso da molto lontano, catturato da una speciale calamita posta dentro di noi. Un sorriso che rivela un desiderio, un anelito struggente molto vicino all’adorazione…
Yukio Mishima - La foresta in fiore









