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LabileAurora

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LabileAurora più di un mese fa

 

 

All’uscita del villaggio, risalendo il fiume, le enormi pietre sono state levigate e arrotondate dall’acqua.

Lei cammina sulle pietre umide ricoperte di muschio, calzando scarpe di pelle. Le dici che così non andrà lontano, allora ti chiede di prenderla per mano. Come previsto, scivola. Ne approfitti per attirarla a te, dici che non l’hai fatto apposta, lei dice che sei un mascalzone, corruga la fronte, ma con le labbra chiuse abbozza un sorriso all’angolo della bocca, non puoi fare a meno di baciarla, le sue labbra si abbandonano, sei stupito dalla morbidezza. Assapori il piacere del suo alito profumato, dici che in montagna succedono spesso queste cose, lei è seducente, tu sei sedotto. Si lascia andare contro di te e chiude gli occhi.

Gao Xingjian - La Montagna dell'Anima

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LabileAurora più di un mese fa

 

 

Sono mille anni che si racconta questa storia, le sussurri all’orecchio.

E si continuerà a farlo, risponde lei.

Per altri mille anni? Domandi.

Fa cenno di sì, con un sorrisetto da bambina maliziosa. Esulti.

Gao Xingjian - La Montagna dell'Anima

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LabileAurora più di un mese fa

 

 

Il cacciatore è stato mitizzato. Storia e fiaba si sono fuse dando vita alla leggenda popolare. La realtà esiste solo nell’esperienza, o meglio nell’esperienza del singolo individuo, e tuttavia nel momento in cui viene trasmessa agli altri si trasfigura, si fa racconto. E’ impossibile dimostrare ciò che è reale, e in fondo non ce n’è alcun bisogno: lasciamo il compito ai filosofi. Ciò che conta è la vita. Reale sono io, seduto davanti al focolare, in questa stanza annerita da olio e fumo mentre guardo le fiamme danzare nei suoi occhi. Reale sono io come reali sono le sensazioni che provo in quest’attimo, e che non posso comunicare a nessuno. Fuori, i verdi monti sono velati dalla spessa coltre di nebbia che li avvolge e il rapido scrosciare delle acque di un torrente risuona nel tuo cuore. E questo basta.

Gao Xingjian - La Montagna dell'Anima

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LabileAurora più di un mese fa

 

 

Nel nostro mondo vertiginoso la verità dovrebbe indossare vesti essenziali. Fino a ora pigra e reticente, dovrebbe recuperare la sua meraviglia e determinazione. Gli antenati aspetteranno con pazienza di essere saziati dal dolce nutrimento di questa nuova verità. Essi sapranno attendere senza mai influenzare il naturale corso degli eventi, senza mai abbandonare la loro serafica passività.

La passività è il meraviglioso attimo di tensione di ogni compimento, l’attimo in cui il tramonto, tra la paura e l’ansia, emana il suo estremo bagliore prima dell’invasione della notte; l’attimo in cui le cose vogliono mantenere inalterato il loro aspetto, conservando la loro “perfezione” il più a lungo possibile; il meraviglioso attimo di tensione dell’acqua agitata che ritorna all’immobilità.

La passività è un istante immortale, è il tempo dell’eternità.

Yukio Mishima - La foresta in fiore

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LabileAurora più di un mese fa

 

 

Quanto è lontano il tempo in cui gli antenati vivevano davvero dentro di noi? Oggi il nostro cuore è occupato da un’enorme quantità di cose ed essi non riescono più a trovarvi dimora. Non avevano mai immaginato un’epoca in cui bellezza e solennità potessero essere divise, e così ora si affliggono per questa insopportabile separazione, dolorosa come il giorno in cui furono divisi per la prima volta il cielo e la terra. La solennità ormai non può avere che la natura di un’aspra e dura roccia. La bellezza è un magnifico cavallo in fuga. Un tempo nitriva fiero, e domo nel nebbioso cielo del mattino. Quel cavallo allora era puro e mite. Ma oggi la solennità ha allentato le sue briglie lasciando che si lanciasse al galoppo. E il maestoso destriero nella sua sfrenata corsa tante volte è caduto e tante volte si è rialzato riprendendo a correre. Ormai non è più puro, il fango ha insozzato il suo manto. E’ molto raro, ma ancora oggi qualcuno percepisce la visione di un bianco cavallo immacolato. Gli antenati sono alla ricerca di questi uomini e il giorno in cui riusciranno a trovarli, si insinueranno pian piano nelle loro anime, dando inizio a una splendida e nobile vita comune, nutrita dalla loro verità interiore.

Yukio Mishima - La foresta in fiore

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LabileAurora più di un mese fa

 

 

È in questi momenti segnati dal fato che spesso avviene qualcosa. Lontano, sulla panchina vicino al laghetto, sulla cui superficie i raggi del sole giocano con l’acqua, qualcuno si riposa immobile. All’improvviso quest’uomo si volge verso di noi, e senza alcuna ragione, si alza e ci sorride con aria lieta. Poi con passo svelto si incammina nella nostra direzione, penetrando nella luce distillata dalle foglie degli alberi. Guardiamo quella scena eccitati da un infantile entusiasmo, siamo sicuri di averla già vista. Ma giunta ad una certa distanza, quell’affabile persona, come un pesce che scompare nell’azzurro delle acque, si dissolve all’improvviso nella luce del giorno. Questa mia descrizione lascerà probabilmente immaginare un vecchio distinto che indossa un elegante kimono con le insegne nobiliari. In realtà questa immagine, che potrebbe apparire molto suggestiva e appropriata, è abbastanza rara. Quasi sempre si tratta di un giovanotto in giacca e cravatta o di una giovane donna. Non possiamo conferire loro una fisionomia precisa, ma notiamo che, come per intesa, presentano tutti le stesse sobrie e dignitose sembianze. Essi ci rivolgono il loro sorriso da molto lontano, catturato da una speciale calamita posta dentro di noi. Un sorriso che rivela un desiderio, un anelito struggente molto vicino all’adorazione…

Yukio Mishima - La foresta in fiore

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LabileAurora più di un mese fa

 

 

E' una strana vita quella che induce ad accatastare momenti, seppellire oggetti. Fortuna che i libri offrono ottimi nascondigli per conservare ricordi preziosi.

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LabileAurora più di un mese fa

 

 

Noi abbiamo una moltitudine di antenati. Essi vivono nei nostri corpi, albergano nella nostra anima, come una meravigliosa passione. Ma a volte abbandonano la loro dimora e si ergono di fronte a noi a una terribile distanza. Spesso li incontriamo per vie misteriose.

Yukio Mishima - La foresta in fiore

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LabileAurora più di un mese fa

 

 

Riflettevo spesso sui ricordi. Essi si mi apparivano come oggetti insignificanti, di nessuna utilità, non altro che il guscio tolto alla vita trascorsa. A volte li scambiavo per gustosi frutti protesi verso il futuro, ma in realtà non erano altro che l’effimero conforto di esseri senza vigore, smarriti nel presente.

Queste affermazioni così avventate, tipiche di una febbrile giovinezza, risalgono ad alcuni anni fa, quando molto pregiudizi influenzavano ancora i miei pensieri. Presto passai a riflessioni del tutto diverse.

I ricordi diventarono per me la prova più essenziale del “presente”. Sentimenti come l’amore, la devozione, erano troppo duri perché riuscissi ad individuarli nella realtà quotidiana, così avevo bisogno dei ricordi per riconoscerli, per capirne il giusto significato. I ricordi erano una sorgente che finalmente rispecchiava la volta celeste.

Yukio Mishima - La foresta in fiore

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LabileAurora più di un mese fa

 


Quella donna moriva nella foresta in fiore
Quella donna sapeva che altrove
c'era una foresta più verde

Charles Cros
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Da quando sono venuto in questa terra, ho sentito il mio cuore invecchiare misteriosamente e nutrire la sensazione di un profondo isolamento. Questo luogo non ha mai avuto alcun rapporto né con me né con i miei antenati, ma chissà che un giorno non nasca fra noi uno stretto legame, un legame che manterrà vivo per tutta la mia discendenza. pensavo a ciò mentre salito gli stretti scalini di pietra ricoperti di muschio sul retro della casa. Quella scalinata conduceva a uno spiazzo di circa sedici metri quadrati che non poteva essere sfruttato in altra maniera se non come punto panoramico. Ogni volta che venivo qui in cerca di solitudine, il silenzio a poco a poco mi penetrava nell'anima, liberava la mia mente da ogni pensiero, lasciando spazio solo alla bruciante nostalgia del passato.

 

Yukio Mishima - La foresta in fiore

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