Profilo BACHECA 205
La pioggia continua a cadere tutta la notte, la fiammella si fa man mano più tenue, piccola come un fagiolo, l’estremità luminosa ha una gemma azzurra che si apre, mentre il resto rimpicciolisce, il dolore si fa più intenso, dal giallo paglierino all’arancione, poi saltella sul lucignolo, il buio si fa più fitto, come il grasso della lampada che si rapprende, e la pallida luce tremolante si spegne.
Ti scosti dal corpo madido e bollente della donna che dorme stretta a te e ascolti il ticchettio della pioggia sulle foglie degli alberi. A valle il vento stormisce attraverso i rami dei pini. Dal tetto di paglia a cui è appesa la lampada a olio cominciano a caderti gocce sul viso, ti raggomitoli nel capanno di frasche e, mischiato all’odore di paglia marcia, respiri un profumo dolce.
Gao Xingjian - La Montagna dell'Anima
"Si narra che il fiume
correndo verso il mare
racconti a se stesso delle fiabe
per farsi compagnia
e per avere meno paura
di quell’attimo in cui
diventerà immenso."
Chandra Livia Candiani - Sogni del Fiume
“Questa sì che era vita: girare, fermarsi e poi proseguire, sempre seguendo il nastro bianco che si snodava lungo la costa sinuosa, liberandosi di ogni tensione, una sigaretta dopo l’altra, e cercando invano delle risposte nell’enigmatico cielo del deserto“.
John Fante - Ask The Dust
“Se ho incluso la Visibilità nel mio elenco di valori da salvare è per avvertire del pericolo che stiamo correndo di perdere una facoltà umana fondamentale: il potere di mettere a fuoco visioni a occhi chiusi, di far scaturire colori e forme dall’allineamento di caratteri alfabetici neri su una pagina bianca, di pensare per immagini. Penso a una possibile pedagogia dell’immaginazione che abitui a controllare la propria visione interiore senza soffocarla e senza d’altra parte lasciarla cadere in un confuso, labile fantasticare, ma permettendo che le immagini si cristallizzino in una forma ben definita, memorabile, autosufficiente, «icastica».”
Italo Calvino - Lezioni americane
Il fiume e l'oceano
Dicono che prima di entrare in mare
Il fiume trema di paura.
A guardare indietro
tutto il cammino che ha percorso,
i vertici, le montagne,
il lungo e tortuoso cammino
che ha aperto attraverso giungle e villaggi.
E vede di fronte a sé un oceano così grande
che a entrare in lui può solo
sparire per sempre.
Ma non c’è altro modo.
Il fiume non può tornare indietro.
Nessuno può tornare indietro.
Tornare indietro è impossibile nell’esistenza.
Il fiume deve accettare la sua natura
e entrare nell’oceano.
Solo entrando nell’oceano
la paura diminuirà,
perché solo allora il fiume saprà
che non si tratta di scomparire nell’oceano
ma di diventare oceano.
Kahlil Gibran



















