Lieto e prospero buongiorno a voi, nobili navigatori dei vasti oceani digitali.
I suoi nei, disseminati lungo la schiena,
parevano mappe stellari tracciate da una mano invisibile.
Costellazioni mute, mai decifrate fino in fondo, eppure ogni giorno diverse,
come se il cielo stesso mutasse pelle sotto il mio sguardo.
Li seguivo con la stessa reverenza con cui un navigatore antico
scruta la volta notturna per trovare la rotta.
In quelle minute galassie di pelle mi perdevo,
e proprio nello smarrimento ritrovavo qualcosa di me:
lo stupore primordiale di chi si affaccia per la prima volta sull’ignoto.
Così doveva sentirsi il giovane Magellano davanti all’orizzonte di un mondo nuovo
un misto di vertigine, desiderio e promessa
mentre ogni punto scuro diventava una stella guida,
e la sua schiena un oceano silenzioso da esplorare.
