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L'Adorazione dei Magi è uno degli affreschi di Beato Angelico che decorano il convento di San Marco a Firenze. Misura 184x362 cm e si tratta di una delle opere sicuramente autografe del maestro, risalente al 1441-1442 circa. Una parte dell'affresco è attribuita anche al giovane allievo Benozzo Gozzoli.

 

 

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L'Adorazione dei Magi è una delle opere sicuramente autografe del maestro, risalente al 1441-1442 circa. Una parte dell'affresco è attribuita anche al giovane allievo Benozzo Gozzoli.
L'Adorazione dei Magi si trova nella cella 39 del corridoio Nord, la cella doppia dove risiedettero Cosimo de' Medici e altri ospiti di riguardo del convento (tra cui papa Eugenio IV). L'affresco fa parte di quel ristretto numero di opere di attribuzione diretta al maestro, almeno per una parte sostanziale dell'affresco. La scena viene in genere datata a un periodo vicino alla Crocifissione con i santi, con la quale ha alcune caratteristiche stilistiche in comune, appena dopo il completamento delle celle del lato esterno del corridoio Est. Aòcuni mettono questa scena in relazione col Concilio di Firenze, svoltosi nel 1439, per via della presenza di personaggi con fogge orientali.

 

 

 

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la “Sala Greca”, la stanza “segreta” della celebre Biblioteca monumentale, voluta da Cosimo il Vecchio de’ Medici e costruita da Michelozzo.

 

Lo splendido soffitto ligneo del ‘400, capolavoro della sala, è dipinto ad imitazione di marmi e decorazioni policrome. I suoi colori, verde, rosso e bianco, richiamano simbolicamente la famiglia dei Medici.

 

Il gusto per la policromia e per i marmi variegati che troviamo in questo ambiente è indicativo di una nuova sensibilità coloristica che sottintende anche significati simbolici: il porfido è simbolo della durevolezza, ma anche della forza della conoscenza; il finto marmo è espressione del sovrannaturale e quindi del divino.
Nella sala in origine erano collocati 14 banchi su cui poggiavano preziosi testi in lingua greca, assicurati mediante catene in metallo. Il patrimonio bibliografico del convento subì nei secoli un progressivo depauperamento, fino alla sua totale dispersione.
Gli armadi, degli inizi del ‘700, oggi custodiscono 130 codici databili tra il tardo Duecento e gli inizi del Cinquecento, pervenuti principalmente dai conventi soppressi nel 1866. Resta inoltre un gruppo prezioso di codici liturgici, che Cosimo il Vecchio fece realizzare

 

 

 

 

 

 

 

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Tra i codici, particolarmente pregiato è il Messale 558 miniato da Beato Angelico 

 

 

 

 

 

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