
la “Sala Greca”, la stanza “segreta” della celebre Biblioteca monumentale, voluta da Cosimo il Vecchio de’ Medici e costruita da Michelozzo.

Lo splendido soffitto ligneo del ‘400, capolavoro della sala, è dipinto ad imitazione di marmi e decorazioni policrome. I suoi colori, verde, rosso e bianco, richiamano simbolicamente la famiglia dei Medici.

Il gusto per la policromia e per i marmi variegati che troviamo in questo ambiente è indicativo di una nuova sensibilità coloristica che sottintende anche significati simbolici: il porfido è simbolo della durevolezza, ma anche della forza della conoscenza; il finto marmo è espressione del sovrannaturale e quindi del divino.
Nella sala in origine erano collocati 14 banchi su cui poggiavano preziosi testi in lingua greca, assicurati mediante catene in metallo. Il patrimonio bibliografico del convento subì nei secoli un progressivo depauperamento, fino alla sua totale dispersione.
Gli armadi, degli inizi del ‘700, oggi custodiscono 130 codici databili tra il tardo Duecento e gli inizi del Cinquecento, pervenuti principalmente dai conventi soppressi nel 1866. Resta inoltre un gruppo prezioso di codici liturgici, che Cosimo il Vecchio fece realizzare