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Questo è il Trittico degli Embriachi, un altare portatile o tabernacolo da tavolo in avorio e osso intagliato su un'anima di legno, risalente alla fine del XIV o all'inizio del XV secolo. 

 

 

Attribuito alla bottega degli Embriachi, rinomata per l'uso di osso di elefante e bovino per creare opere d'arte elaborate.L'opera è un esempio significativo di arte gotica italiana, caratterizzata da dettagli minuti e narrazione complessa.

 

 

 

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 Buon pomeriggio❤️

Ogni giorno prendi tutto quello che puoi e cerca di farne tesoro perché al mondo non c’è un’altra stagione migliore della vita.
Romano Battaglia

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La Crocifissione dei santi Cosma e Damiano è un dipinto, tempera su tavola (38x46 cm), di Beato Angelico, conservato nell'Alte Pinakothek di Monaco di Baviera. Faceva parte della predella con le Storie dei santi Cosma e Damiano della Pala di San Marco, oggi divisa tra più musei. Il pannello in questione era il sesto della serie, il quinto sul lato frontale da sinistra.

 

La Decapitazione dei santi Cosma e Damiano è un dipinto, tempera su tavola (36x46 cm), di Beato Angelico, conservato nel Museo del Louvre di Parigi. Faceva parte della predella con le Storie dei santi Cosma e Damiano della Pala di San Marco, oggi divisa tra più musei. Il pannello in questione era il settimo della serie, il sesto sul lato frontale da sinistra.

 

La Sepoltura dei santi Cosma e Damiano è un dipinto, tempera su tavola (37x45 cm), di Beato Angelico, conservato nel Museo nazionale di San Marco a Firenze. Faceva parte della predella con le Storie dei santi Cosma e Damiano della Pala di San Marco, oggi divisa tra più musei. Il pannello in questione era l'ottavo della serie, l'ultimo sul lato frontale da sinistra

 

La Guarigione del diacono Giustiniano è un dipinto, tempera su tavola (37x45 cm), di Beato Angelico, conservato nel Museo nazionale di San Marco a Firenze. Faceva parte della predella con le Storie dei santi Cosma e Damiano della Pala di San Marco, oggi divisa tra più musei. Il pannello in questione era l'ultimo della serie e molto probabilmente decorava il fianco destro della cornice lignea.

 
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Predella della Pala di San Marco

 

 

La predella della pala di San Marco è composta da nove pannelli oggi sparsi in più musei. Al centro si trovava la Pietà, mentre ai lati si trovavano otto storie dei santi Cosma e Damiano, sei sul lato principale e la prima e l'ultima sui fianchi. Queste tavole, relativamente grandi per una predella (circa 36×46 cm), sono in larga parte autografe dell'Angelico e, a parte la tavoletta di Washington, in stato di conservazione ottimale. L'Angelico vi diede uno dei più alti saggi della sua arte nella rappresentazione di scene animate, ricche di invenzioni e notevoli da un punto di vista compositivo, luministico e del colore.

 

 

La Guarigione di Palladia è un dipinto, tempera su tavola (36,5×46,5 cm), di Beato Angelico, conservato nella National Gallery of Art di Washington. Faceva parte della predella con le Storie dei santi Cosma e Damiano della Pala di San Marco, oggi divisa tra più musei. Il pannello in questione era il primo della serie e molto probabilmente decorava il fianco sinistro della cornice lignea.

 

Santi Cosma e Damiano davanti a Lisia è un dipinto, tempera su tavola (38×45 cm), di Beato Angelico, conservato nell'Alte Pinakothek di Monaco di Baviera. Faceva parte della predella con le Storie dei santi Cosma e Damiano della Pala di San Marco, oggi divisa tra più musei. Il pannello in questione era il secondo della serie, il primo sul lato frontale dopo lo spigolo sinistro.

 

Santi Cosma e Damiano salvati dall'annegamento e Lisia posseduto dai demoni è un dipinto, tempera su tavola (38×45 cm), di Beato Angelico, conservato nell'Alte Pinakothek di Monaco di Baviera. Faceva parte della predella con le Storie dei santi Cosma e Damiano della Pala di San Marco, oggi divisa tra più musei. Il pannello in questione era il terzo della serie, il secondo sul lato frontale da sinistra.

 

 

La Condanna al rogo dei santi Cosma e Damiano è un dipinto, tempera su tavola (37x46 cm), di Beato Angelico, conservato nella National Gallery of Ireland di Dublino. Faceva parte della predella con le Storie dei santi Cosma e Damiano della Pala di San Marco, oggi divisa tra più musei. Il pannello in questione era il quarto della serie, il terzo sul lato frontale da sinistra

 

La Pietà o Deposizione è un dipinto, tempera su tavola (38x46 cm), di Beato Angelico, conservato nell'Alte Pinakothek di Monaco di Baviera. Faceva parte della predella, tra le Storie dei santi Cosma e Damiano, della Pala di San Marco, oggi divisa tra più musei. Il pannello in questione era quello centrale, posto esattamente sotto l'inserto della Crocefissione sulla pala principale.

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La Pala di San Marco fu considerata fin dalla sua nascita un'opera eccezionale e prestigiosa: era il più importante dipinto commissionato da Cosimo, il cittadino più importante di Firenze, era un manifesto mediceo e al tempo stesso dell'importante Ordine dei Domenicani Osservanti. Inoltre era destinata a un ambiente architettonico rivoluzionario e innovativo, e la pala stessa fu all'altezza del compito per quanto riguarda le novità e le capacità artistiche dispiegate.

 

Innanzitutto si tratta di una pala "alla moderna", di forma quadrata, ed una dei più antichi esempi documentati di Sacra Conversazione, dove cioè i santi sono rappresentati attorno alla Vergine in maniera naturale, con rimandi di gesti e sguardi come se stessero appunto conversando. 

 

 

grazie anche all'iscrizione dei nomi nelle aureole) da sinistra san Lorenzo (con la mano alzata, protettore di Lorenzo il Vecchio, fratello di Cosimo), san Giovanni Evangelista (protettore di Giovanni di Bicci, padre di Cosimo), san Marco (titolare della chiesa), san Domenicosan Francesco d'Assisi e san Pietro Martire

 

 

Davanti alla Vergine si trovano infine inginocchiati i santi Cosma e Damiano, una posizione innovativa che venne poi spesso copiata. San Cosma in particolare, patrono di "Cosimo" il vecchio, è girato verso lo spettatore e se un pittore di qualche decennio dopo vi avrebbe inserito magari il ritratto del committente nelle sue fattezze, l'Angelico dovette simboleggiare con la sua posa che sembra fare da tramite tra la divinità e lo spettatore, l'atteggiamento di Cosimo de' Medici e del suo mecenatismo. Le varie figure sono scalate con consapevolezza in profondità.

Al centro in basso si trova un quadro nel quadro, una piccola rappresentazione della Crocifissione che sormontava, originariamente, il pannello centrale della predella con la Pietà. Questa rappresentazione, senza precedenti noti, chiude il significato religioso dell'intera pala offrendo un ulteriore spunto di riflessione religiosa e accorda le implicazioni sentimentali dei protagonisti del pannello centrale.

 

Innovativa è la rappresentazione del tappeto anatolico in primo piano, che evidenzia la complessa impostazione prospettica ed è simbolo di prestigio e ricchezza. Prima dell'Angelico un elemento del genere era stato usato solo dai maestri fiamminghi (come Jan van Eyck nella Madonna di Lucca1436). Anche lo sfondo è altamente originale e venne in seguito copiato molto spesso, con la cortina oltre la quale spuntano cipressi, cedri e altri alberi, tra cui una simbolica palma, che allude al sacrificio di Cristo. Questo tipo di fondale viene da alcuni attribuito a un'idea di Masaccio presente in un affresco della Cappella Brancacci (Resurrezione del figlio di Teofilo a San Pietro in cattedra), ma altri lo escludono, assegnando tale elemento all'intervento riparatore della fine del Quattrocento di Filippino Lippi.

 

 

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