Profilo BACHECA 14369
Alla pala è abbinata una predella, in genere riferita come autografa dell'Angelico, con una Pietà al centro e sei figure a mezzobusto di Santi entro nicchie. Le ultime due nicchie alle estremità sono tagliate di circa dodici centimetri, in corrispondenza di dove dovevano trovarsi i pilastrini laterali della cornice. È conservata nel museo assieme alla pala.
Il convento del Bosco ai Frati, dei Francescani Osservanti, grazie alla vicinanza con la villa di Cafaggiolo venne patronato da Cosimo de' Medici fin dal 1420, prima del suo esilio (1433), e la sua ricostruzione fu una delle prime opere di Michelozzo per il ricco banchiere fiorentino.
La pala per l'altare maggiore venne dipinta dall'Angelico solo dopo il suo rientro da Roma, dal 1450. A riprova del fatto c'è nella predella la raffigurazione di san Bernardino, canonizzato solo in quell'anno.
La Pala di Bosco ai Frati è un dipinto di Beato Angelico, tempera su tavola (174x174 cm), databile al 1450-1452 circa e conservato nel Museo nazionale di San Marco a Firenze.
Sei santi sono, da sinistra, sant'Antonio da Padova (nome inciso nell'aureola), san Ludovico di Tolosa, san Francesco, i santi Cosma e Damiano e san Pietro Martire: i primi tre sono legati all'ordine Francescano, i santi Cosma e Damiano erano protettori dei Medici e in particolare di Cosimo il Vecchio, l'ultimo era un santo domenicano, l'Ordine a cui apparteneva anche l'Angelico, e testimonia l'amicizia tra i due ordini mendicanti.
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Uno, nessuno e centomila
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