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La cappella maggiore di Santa Maria Novella venne affrescata una prima volta verso la metà del XIV secolo dall'Orcagna. Resti di questi affreschi più antichi furono rinvenuti durante i restauri degli anni '40 del Novecento, quando, soprattutto nella volta, riemersero figure di personaggi dell'Antico Testamento sotto gli affreschi successivi, che vennero a loro volta staccate ed oggi sono esposte nell'ex-refettorio che fa parte del Museo di Santa Maria Novella.

 

La famiglia Sassetti, ricchi banchieri legati ai Medici, aveva acquistato da molte generazioni i diritti di decorazione sull'altare principale della chiesa, mentre le pareti della cappella e il coro erano prerogativa della famiglia Ricci, i quali però ormai non navigavano più in buone acque, non essendosi più ripresi del tutto dal crollo finanziario delle compagnie fiorentine del 1348. Per questo gli affreschi dell'Orcagna erano nella seconda metà del Quattrocento già gravemente compromessi, non avendo potuto i Ricci provvedere nel tempo al loro restauro e manutenzione. Durante una cerimonia ufficiale il diritto di patronato sul coro venne ceduto ai Sassetti. Il capofamiglia Francesco tuttavia, avendo come santo protettore l'omonimo Francesco d'Assisi, voleva far realizzare un ciclo di affreschi con le storie di san Francesco. La mai troppo celata rivalità fra domenicani e francescani, però, fece sì che i frati si opponessero fermamente all'idea di avere la cappella maggiore della loro chiesa decorata con scene di un santo non del loro ordine, per cui ne nacque una lunga disputa legale, che finì a dar ragione ai frati domenicani. Fu così che il Sassetti dovette ripiegare sulla chiesa di Santa Trinita, dove Domenico Ghirlandaio dipinse quello che è considerato il suo capolavoro, la Cappella Sassetti

 

Il Ghirlandaio però non perse la commissione, perché nel 1485, quando gli affreschi in Santa Trinita non erano ancora ultimati, Giovanni Tornabuoni lo chiamò per affrescare la stessa cappella maggiore di Santa Maria Novella (il contratto è datato 1º settembre), questa volta con scene della vita di Maria e di san Giovanni Battista (patrono di "Giovanni" Tornabuoni e della città di Firenze stessa, per cui benvisto da tutti i cittadini), che probabilmente ricalcavano le precedenti scene dell'Orcagna. Il Tornabuoni infatti aveva negoziato con i Ricci il patronato per la cappella perso dal Sassetti cinque anni prima. Riporta il Vasari un aneddoto circa i patti tra Tornabuoni e Ricci: questi ultimi avevano spuntato nel contratto che il loro stemma figurasse comunque "nel più evidente et onorato luogo che fusse in quella cappella"; il Tornabuoni però alla fine lo fece inserire solo dismessamente nella cornice della pala d'altare presso il tabernacolo del Sacramento, che nonostante tutto venne dichiarato luogo "evidente et onorato" al magistrato degli Otto, essendo sopra al contenitore delle ostie e quindi di Cristo stesso

 

Il contratto per l'esecuzione degli affreschi fu minuzioso, descrivendo la scene una per una, soffermandosi sulla decorazione degli sfondi e delle partiture architettoniche, con un ampio ricorso a colori costosi come gli azzurri e le dorature. Nelle scene devono comparire figure, città, monti, specchi d'acqua, rocce, animali, ecc. Ogni bozzetto deve essere sottoposto preventivamente al giudizio di Giovanni, che vi può apporre aggiunte vincolanti per l'autore. Il compenso previsto era di 1100 fiorini, anche se Vasari riporta la cifra di 1200 con la clausola di 200 extra in caso di piena soddisfazione del committente, che Ghirlandaio, sempre secondo lo storico aretino, avrebbe poi rifiutato

 

 

 

 

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Nella volta a crociera sono raffigurati i quattro Evangelisti seduti, libro alla mano mentre scrivono o mostrano la loro opera (tranne San Marco che affila il pennino con un coltello), affiancati dai loro simboli con i quali talvolta interagiscono:

 

Come nella Cappella Sassetti, sebbene si tratti di figure lontane dall'osservatore, furono molto curate e sono in larga parte di mano del maestro stesso. I volti e panneggi sono infatti dipinti con cura, e notevole realismo si riscontra per esempio anche nel bue di San Luca.

 

San Luca

San Matteo

San Marco

San Giovanni

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badalone del 1615 Santa Maria Novella

  1. Leggio di grandi proporzioni situato al centro del coro nelle chiese antiche, per sorreggere i grandi antifonari contenenti i brani da cantarsi durante la recita dell’ufficio divino e la celebrazione della Messa solenne.
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Buona giornata❤️🧡

Forse è vero che il destino esiste...  ride     delle nostre scelte

e ci porta dove vuole 

come fa il vento con le foglie secche.

Forse davvero siamo degli illusi

che credono di essere padroni della vita

quando non possediamo 

nulla di più del nostro respiro.....

               

 

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Cristo e la samaritana al pozzo (dipinto) di Allori Alessandro (sec. XVI) 

1575-1575 

 

L'immagine ritrae la Cappella Gaddi, situata all'interno della basilica di Santa Maria Novella a Firenze. 

La cappella è dedicata a San Girolamo ed è nota per la sua ricchezza decorativa e i marmi preziosi.

Risale alla fine del XVI secolo, completata intorno al 1577. Sotto l'altare riposa fra' Remigio de' Girolami, oratore della Repubblica e discepolo di Tommaso d'Aquino.Gli affreschi inseriti negli specchi della volta e dell'intradosso dell'arco di entrata sono invece di Alessandro Allori, allievo del Bronzino, firmati e datati nel 1577. Raffigurano Scene della vita di san GirolamoVirtù e altre figure allegoriche.

 

 

 

Resurrezione della figlia di Jairus, miracolo di Gesù, Bronzino, 1570-1572, Basilica di Santa Maria Novella, Chiesa

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La resurrezione di Lazzaro, un capolavoro del pittore italiano Santi di Tito.Realizzata nel 1576, l'opera è una pala d'altare situata nella navata sinistra della Basilica di Santa Maria Novella a Firenze, una delle principali chiese domenicane della città.Santi di Tito è noto per il suo stile che segnò il passaggio dal Manierismo verso una pittura più chiara, naturale e devozionale, tipica della Controriforma.

 

Apparizione della Madonna col Bambino a San Giacinto" di Alessandro Allori, datata 1596. 

 

 

 

Natività di Gesù ed è opera di Giovan Battista Naldini, realizzato intorno al 1573. 

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Crocifissione con le virtù secondo sant'Anselmo, un dipinto del XVI secolo realizzato da Giorgio Vasari. L'opera risale al 1567. Rappresenta il momento della crocifissione di Cristo circondato da angeli e figure allegoriche delle virtù.

 

 

 

 

 

Risurrezione di Cristo e i Santi Cosma e Damiano,Giovanni Battista e Andrea (Giorgio Vasari - 1568)

 

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L'opera, raffinato esempio di pittura rinascimentale fiorentina, realizzata nel 1490-1494 ca. da David Ghirlandaio, fratello e collaboratore del più famoso Domenico

 

 

 

 

 

 

Tavola della Madonna del Rosario realizzata da Giorgio Vasari nel 1569, conservata nella Basilica di Santa Maria Novella.

 

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