Profilo BACHECA 14341
Giotto
Santo Stefano
1330-1335 ca., tempera su tavola
L’opera è la più nota e prestigiosa della raccolta. Acquistata a un’asta londinese agli inizi del Novecento, venne riconosciuta come opera di Giotto dallo stesso Horne e questa attribuzione è concordemente accettata dalla critica moderna.
La tavola rappresenta santo Stefano a mezza figura, abbigliato con una preziosa dalmatica (la tunica per la liturgia) e caratterizzato dal simbolo del martirio subìto, ossia le pietre che porta sulla testa. In origine faceva parte di un polittico da altare. Potrebbe essere uno degli scomparti laterali di sinistra di uno dei polittici eseguiti dal maestro per la basilica fiorentina di Santa Croce. E proprio ai personaggi della cappella Bardi nella stessa chiesa si avvicina il Santo Stefano, per la somiglianza dei tratti del volto, con la bocco stretta, il naso regolare, e gli occhi allungati, e per la solida costruzione plastica e spaziale della figura sotto la veste.
Scuola fiorentina
Paride giacente
1450 ca., tempera su tavolaIl dipinto costituisce una rara testimonianza delle figure che potevano trovarsi all’interno dei cassoni nuziali fiorentini quattrocenteschi, trattandosi appunto del coperchio di uno di questi arredi giunto ai nostri giorni sotto forma di quadro. La figura giacente, come indica l’iscrizione PARIS è identificabile con Paride, al quale presumibilmente doveva fare da pendant la figura femminile di Elena, dipinta all’interno dell’altro cassone che con questo faceva coppia.
Agnolo Gaddi, Volto di Cristo, tavola, 1385-1390. Museo Horne, Firenze.
Simone Martini e Lippo Memmi
Dittico portatile: Madonna col Bambino, Cristo in pietà
1326-1328, tempera su tavola
Buona giornata❤️💗
Un fiore selvaggio non dovrebbe dire a una rosa che è la più bella e un soffione non dovrebbe scusarsi con gli alberi se al primo colpo di vento ha perso la sua corolla.
Fioriamo tutti in modo unico e originale.
Fabrizio Caramagna













































































