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trillyina 21 gennaio

 

 

 

 

 

 

 

Poco sotto, sullo spessore del gradino, si trova un'incitazione alla preghiera: VIRGINIS INTACTAE CUM VENERIS ANTE FIGURAM PRETEREUNDO CAVE NE SILEATUR AVE ("Quando passerai davanti alla figura della Vergine intatta, stai attento di non dimenticare di dire l'Ave Maria").

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trillyina 21 gennaio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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trillyina 21 gennaio

 

L’episodio appare però leggermente spostato verso destra. Questo curioso decentramento non è casuale, ma serve a esaltare la purezza di Maria. Il lato sinistro è occupato in buona parte da un prato fiorito protetto da una staccionata (simbolo della sua verginità), che si affaccia su un boschetto di cipressi. Anche i due tipi di capitelli che completano le colonne del loggiato alludono alle virtù della Vergine: quelli corinzi alla gloria, gli ionici all’umiltà. 
Gli elementi decorativi sono ridotti al minimo: spiccano solo le variopinte ali dell’Angelo e i motivi dorati che ne ornano la veste, mentre Maria è sobriamente abbigliata. Sappiamo però che Beato Angelico usò la preziosa azzurrite per il manto della Vergine e inserti d’oro per le aureole.

 

 

 

 

 

 

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trillyina 21 gennaio

 

 

 

 

 

 

L'Annunciazione del corridoio Nord è un affresco di Beato Angelico nel convento di San Marco, situato al primo piano. La sua posizione davanti in cima alle scale non riflette l'intento planimetrico originario, poiché esse sono state edificate dopo la morte del pittore. L'opera, che misura 230 × 321 cm, è di datazione incerta, che oscilla tra gli anni 1440 e il periodo dopo il ritorno dal soggiorno romano, dopo il 1450. Si tratta una delle opere più famose del maestro ed uno dei migliori esiti in assoluto su questo soggetto.

 

 

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trillyina 21 gennaio

 

Già visibile fin dagli ultimi gradini che conducono al primo piano dell’ex convento, l’Annunciazione – detta “in cima alla scala” per distinguerla dalle altre dello stesso autore qui presenti – accoglie il visitatore e lo investe della sua grazia essenziale eppure maestosa. L’opera, realizzata intorno al 1440, si sviluppa per oltre tre metri di larghezza e più di due di altezza

 

L'Annunciazione è ambientata in un portico che dà su un cortile su un giardino chiuso da una palizzata (allusione all'hortus conclusus che simboleggia la verginità di Maria) oltre il quale si vede un boschetto con cipressi, similmente agli sfondi delle Annunciazioni su pala degli anni 1430 (Annunciazione del Pradodi Cortona e di San Giovanni Valdarno). L'architettura è più che mai impostata alla semplice eleganza rinascimentale, con il punto di fuga all'interno del portico stesso e con le colonne più massicce del solito. L'ambientazione è spoglia ed essenziale, come la stanzetta che si apre alle spalle della vergine. 

 

L’affresco raffigura l’Arcangelo Gabriele inginocchiato mentre preannuncia la nascita di Cristo alla Madonna; lei lo accoglie seduta su un semplice sgabello. Incorniciati da un austero loggiato, hanno entrambi le braccia incrociate sul petto, in segno di sottomissione alla volontà divina.

 

 

 

 

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trillyina 21 gennaio

 

Buona giornata❤️🤍

 

È erroneo credere che la scala delle paure corrisponda a quella dei pericoli che la ispirano.
(Marcel Proust)

 

 

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trillyina 21 gennaio

 

 

 

 

 

Beato Angelico, Annunciazione, 1440 ca. Affresco, 2,30 x 3,21 m. Firenze, Convento di San Marco, corridoio nord delle celle.

 

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trillyina 20 gennaio

 

Buona giornata❤️🧡

 

Ci vogliono giornate brutte per rendersi conto di quanto siano belle le altre.

 

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trillyina 19 gennaio

 

La notte è un mondo che la stessa notte illumina.
(Antonio Porchia)

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trillyina 19 gennaio

 

 

Il resto dei santi può essere diviso in due gruppi: a sinistra i protettori di Firenze (san Giovanni Battista) e della casata dei Medici, che aveva finanziato la ricostruzione e la decorazione del convento, e a destra un vasto gruppo di santi fondatori di ordini religiosi, che alludono alla Chiesa militante. Nel dettaglio si vedono, da sinistra, i santi Cosma e Damiano (protettori di Casa Medici e in particolare di Cosimo il Vecchio), san Lorenzo (protettore di Lorenzo il Vecchio), san Marco (titolare della Chiesa), san Giovanni Battista; a destra si trovano inginocchiati san Domenico (fondatore dei Domenicani), san Girolamo (riconoscibile dal cappello cardinalizio gettato in terra, fondatore dei Geronimiti), san Francesco (fondatore dei Francescani), san Bernardo di Chiaravalle (fondatore dei Cistercensi), san Giovanni Gualberto (fondatore dei Vallombrosani), san Pietro Martire (domenicano). Dietro a questi, in piedi, san Zanobi (vescovo di Firenze), sant'Agostino (fondatore degli Agostiniani), san Benedetto (fondatore dei Benedettini), san Romualdo (fondatore dei camaldolesi) e san Tommaso d'Aquino (teologo domenicano)

 

Cosma  e Damiano          

Cosma e Damiano sono anche noti come Santi Medici poiché professavano la medicina coadiuvandola con il messaggio evangelico.

Sono due fratelli, secondo alcuni gemelli, di origine araba vissuti intorno al 300 d.c. che erano in grado di operare veri e propri miracoli di guarigione senza ricevere denaro in cambio. Esercitavano la tradizione medica senza alcun compenso e sono tradizionalmente riconosciuti come i Santi Protettori dei Medici e Farmacisti.

 

 

 

 

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