Cristo uscente dal sepolcro, cella 26, da Frà Beato Angelico, 1440-1442, del convento di San Marco, Firenze.
L'Annunciazione della cella 3 è uno degli affreschi di Beato Angelico che decorano il convento di San Marco a Firenze. Misura 187x157 cm e si tratta di una delle opere sicuramente autografe del maestro, risalente al 1438-1440.
L'Annunciazione si trova nel corridoio Est, lato esterno, nella fila di celle da cui si ritiene che sia iniziata la decorazione, e fa parte di quel ristretto numero di opere di attribuzione diretta al maestro assolutamente indiscussa, sia nel disegno che nell'esecuzione.
Manca l'usuale colomba dello Spirito Santo, ma l'elemento divino è comunque rappresentato dalla fiammella che arde sulla testa dell'Angelo.
Dietro un'arcata spunta la figura di san Pietro Martire in abito domenicano, che fa da testimone alla scena e la attualizza inquadrandola nella gamma dei principi dell'Ordine.
Buongiorno buon inizio settimana❤️
I pensieri sono l'unico ponte capace di scavalcare l'orizzonte: nascono nel palmo di un istante, ma hanno il respiro dell’infinito.
Noli me tangere si trova nella cella 1 del corridoio Est, lato esterno, nella fila di celle da cui si ritiene che sia iniziata la decorazione, e fa parte di quel ristretto numero di opere di attribuzione diretta al maestro assolutamente indiscussa, sia nel disegno che nell'esecuzione. Si tratta dell'unico degli affreschi delle celle di San Marco a dimostrare un diffuso interesse per la natura, con una resa minuta delle specie del prato. Tra gli alberi spicca la centro la palma, simbolo del martirio.
Noli me tangere è uno degli affreschi di Beato Angelico che decorano il convento di San Marco a Firenze. Misura 180x146 cm e si tratta di una delle opere sicuramente autografe del maestro, risalente al 1438-1440.
L'Adorazione dei Magi è uno degli affreschi di Beato Angelico che decorano il convento di San Marco a Firenze. Misura 184x362 cm e si tratta di una delle opere sicuramente autografe del maestro, risalente al 1441-1442 circa. Una parte dell'affresco è attribuita anche al giovane allievo Benozzo Gozzoli.