Profilo BACHECA 14325
Tra queste meraviglie, si possono notare le opere di Cipriano Valorsa, il pittore grosino che nel Cinquecento divenne celebre in tutta la Valtellina. La sua “Deposizione”, che si trova vicino all’ingresso, è particolarmente interessante, tanto da includere, secondo la tradizione, il suo autoritratto: uno sguardo che sembra fissare lo spettatore, creando un legame diretto con chi osserva.
Ma la bellezza della Chiesa di San Giorgio non si esaurisce tra le sue mura.
rappresentante la Deposizione (inizio XVI sec.). All’interno affreschi di Giovannino da Sondalo, del Valorsa e di altri artisti locali, ticinesi, bresciani e di area comasco-milanese che si produssero in decorazioni di grande interesse, il cui accostamento conferisce un particolare fascino alla Chiesa. Il presbiterio è coperto da una volta a crociera con affrescate le immagini dei quattro dottori della Chiesa Occidentale: Ambrogio, Agostino, Gerolamo e Gregorio Magno di Andrea De Passeris, autore anche dell’affresco del Cristo Pantocratore con i simboli dei quattro Evangelisti che si trova nel catino absidale e di quello di Cristo con i 12 Apostoli nell’abside stessa. Un vero e proprio scrigno d’arte.
fonte battesimale, che si trova nella parte un tempo creduta la primitiva chiesa di San Giorgio.
La Chiesa di S. Giorgio di Grosio costituisce una delle opere artistiche più rappresentative e interessanti della Valtellina. Risale al XIII sec. ed è menzionata in un documento del 1252. Sorge nel centro storico, nelle vicinanze di una piccola piazza con una caratteristica fontana. L’edificio, ad aula unica con presbiterio rettangolare e abside a semicerchio, presenta una semplice facciata a capanna definita da due lesene laterali e un motivo di archetti ciechi nel sottogronda. Essenziali nelle forme anche il rosone e il portale con lunetta affrescata da Andrea De Passeris





















































































