


Attorno alla presenza del fiore di loto nelle acque del Lago Superiore ruota una romantica leggenda che narra della triste fine di una giovane donna orientale che morì annegata mentre si specchiava nelle acque del lago. Il suo ragazzo, distrutto dal dolore, cosparse il lago di semi di fior di loto, affinché la delicatezza dei fiori, nella stagione estiva, ricordasse il profumo e la dolcezza della sua amata.

In realtà questo splendido fiore orientale è stato importato dai paesi del Sud-Est asiatico nel 1921 dalla botanica Maria Pellegreffi. Fu proprio lei a trapiantare in queste acque alcuni bulbi ricevuti in dono, creando una piccola isola in cui li depose e ne studiò la crescita. Con il tempo, gli abitanti dei paesi che si affacciano sul Mincio iniziarono a strapparli e piantarli sulle rive, per abbellirne giardini e porticcioli. Fu in questo modo che questa splendida pianta infestante si diffuse a dismisura, creando uno spettacolo meraviglioso.
