Profilo BACHECA 13725
Camera di Ovidio, o delle Metamorfosi
Questo ambiente, detto "camerino" per le ridotte dimensioni,[9] costituisce la seconda stanza di un appartamento che ha la camera del Sole e della Luna come ingresso. Il camino è di marmo rosso di Verona, sormontato da una cappa di stucco a finto marmo che riporta la scritta "F(edericus) II G(onzaga) M(archio) M(antuae) V", ovvero Federico II Gonzaga quinto marchese di Mantova. La parte pittorica occupa il fregio e a partire dalla parete d'ingresso i soggetti ispirati alla mitologia sono: Orfeo agli Inferi, Punizione di Marsia , Il giudizio di Paride, Bacco e Arianna, Danza di satiri e menadi, La sfida tra Apollo e Pan, Dioniso ebbro, Menadi che tormentano un satiro. Il soffitto originale ha subito vari danni a causa dell'utilizzo della stanza come abitazione.
Felice giornata❤️💙
Le grandi cose non vengono fatte per impulso, ma nascono da una serie di piccole cose messe insieme” - Vincent Van Gogh
Buongiorno❤️🧡
Ho sempre voluto essere qualcuno, ma ora mi rendo conto che avrei dovuto essere più specifica.
In occasione della visita dell'imperatore Carlo V, Giulio Romano ebbe l’incarico di riunire il Palazzo col castello mediante una nuova serie di sale, gallerie, scaloni, logge e cortili.
Pare che il palazzo fosse, in origine, dipinto anche in esterno, ma i colori sono scomparsi mentre rimangono gli affreschi interni eseguiti dallo stesso Giulio Romano e da molti collaboratori. Oltre agli affreschi le pareti erano arricchite da tendaggi e applicazioni di cuoio dorate e argentate, le porte di legni intarsiati e bronzi e i caminetti costituiti di nobili marmi.
Abituato com'era stato sin da bambino all'agio e alla raffinatezza delle ville romane, trovò ottimo realizzatore della sua idea di "isola felice" l'architetto pittore Giulio Romano e alcuni suoi collaboratori, tra cui Raffaellino del Colle, con cui aveva lavorato a Roma al seguito di Raffaello. Alternando gli elementi architettonici a quelli naturali che la zona offriva, decorando sublimemente stanze e facciate, l'architetto espresse tutta la sua fantasia e bravura nella costruzione di palazzo Te.
La zona risultava paludosa e lacustre, ma i Gonzaga la fecero bonificare e Francesco II la scelse come luogo di addestramento dei suoi pregiati e amati cavalli. Morto il padre e divenuto signore di Mantova, Federico II, suo figlio, decise di trasformare l'isoletta nel luogo dello svago, del riposo e dei festosi ricevimenti assieme agli ospiti più illustri e dove poter sottrarsi ai doveri istituzionali assieme alla sua amante Isabella Boschetti.
1512/1515, forse si tratta di Isabella Boschetti di Tiziano




































