Congedo
All'inizio era solo un territorio sconosciuto, un luogo dove non sapevo come muovermi. Poi, passo dopo passo, è diventato casa. Qui ho affidato alla scrittura le mie gioie più pure, le tristezze profonde e i pianti, trovando in ogni verso scritto di getto un sollievo immenso per l'anima. Sapevo di essere ascoltata, sentivo il calore di essere desiderata, specialmente da chi mi seguiva con sincero interesse. Poi, all'improvviso, quel silenzio: la chiusura di un legame senza un perché, che mi ha lasciata di stucco, ferita da un'assenza inspiegabile. Tra pochi giorni calerà il sipario anche su tutto il resto e questi pensieri svaniranno nel nulla. Fa male, ma spengo la luce col sorriso malinconico di chi sa che, anche nel dolore di non sapere, c'è sempre un'ultima, preziosa lezione da portare con sé.
Buona vita.








