Non so bene da dove iniziare. Forse perché ci sono troppe cose che ho dentro, e nessuna che tu voglia davvero sentire. Ma oggi non ti scrivo per cercare risposte, né per sperare in qualcosa che non verrà. Ti scrivo solo per chiudere questo capitolo. Per me, non per te.
Ho creduto che fossi qualcosa di speciale. Forse lo eri davvero. O forse sei solo diventata speciale perché io ti ho messa lì, in quel posto in alto dove mettiamo chi amiamo, anche quando non se lo merita fino in fondo.
Mi sono aggrappato a uno sguardo, a un messaggio, a quelle piccole cose che mi facevano sperare. Ho confuso segnali con sentimenti, gentilezza con interesse, presenza con amore. E in tutto questo, ho dimenticato una persona importante: me stesso.
Ho passato giorni a chiedermi cosa non andasse in me, cosa potessi cambiare per piacerti di più, per essere quello giusto. Ma oggi capisco che se l’amore va rincorso, allora forse non è amore. O almeno non quello sano, quello vero.
Non ti incolpo. Le emozioni non si comandano, e forse anche tu hai fatto quel che potevi, nel modo che conosci. Ma io merito qualcuno che mi scelga con la stessa forza con cui io ho scelto te. E se non sei tu, va bene così.
Ti ho amata – o almeno così credevo. Forse amavo solo l’idea di averti accanto, l’illusione di un “noi” che esisteva solo nella mia testa. Ma ora basta.
Ti lascio andare. Non con rabbia, ma con gratitudine. Perché anche il dolore insegna. E tu, senza volerlo, mi hai insegnato tanto: su ciò che voglio, su ciò che non accetterò mai più, e su quanto valgo davvero.
Addio.