Che dire... Mi dispiace che la community, la chat, i blog ecc vengano chiusi.
Per quanto mi riguarda va via un pezzo di storia digitale. Credo che sia stata una delle prime chat online abbinate ad una mail. Ci sono tanti ricordi anche perché 18 anni fa avevo un altro profilo con altro Nick e blog in cui avevo postato diverse mie poesie e stati d'animo. Ho riaperto il profilo e ho notato che alcune immagini erano scomparse forse perché prese da link non più esistenti. Le poesie ci sono così come i miei pensieri. È stato come aprire un diario ingiallito e rileggere pagine di una vita ormai passata rievocando sensazioni e ricordi. Poi ci sono le persone conosciute in chat tra gli amici di un tempo, con le quali ho condiviso alcuni momenti della mia vita. Tra queste ho ricordato con affetto il profilo di una ragazza di cui mi ero invaghito. Sta ancora lì tra gli amici ma il suo ultimo accesso risale al 2011. Spero che stia bene e che adesso viva una vita piena di gioia e felicità. Ho provato una strana sensazione di malinconia nel salvarmi la storia di un tempo e paura nel cancellare il vecchio profilo. In realtà non l'ho ancora cancellato ma preferisco che vada via per mano mia. Credo che farò fare la stessa fine a questo profilo creato qualche mese fa l'8 Giugno sera. Se proprio deve sciogliersi come neve al sole sarò io a farlo sciorgliere con il calore di un abbraccio virtuale. Mancano 42 giorni all'ora X. È iniziato il conto alla rovescia...
Profilo BACHECA 117
Tramonta il sole su un’epoca antica,
spengono i neon sulla piazza virtuale;
muore un’idea, vecchia e amica,
nel freddo addio del mondo digitale.
Amen.
La persona sbagliata
Spesso si rimane legati alla persona sbagliata quando ti aspetti che cambi.
Ma non cambierà per te, può farlo solo per se stesso.
Aspettare che qualcuno diventi migliore solo perche tu lo vuoi è solo una perdita di tempo.
Rimani legato alla persona sbagliata quando pensi che non troverai mai qualcuno di meglio.
Quando credi di non riuscire a trovare una persona che puoi amare allo stesso modo, che
sappia darti quello di cui hai davvero bisogno senza spezzarti il cuore.
Rimani legato alla persona sbagliata quando ti limiti a un solo posto.
Il mondo è enorme, eppure spesso ti limiti a una città o a una cerchia di amici.
Alla fine ti convinci che quella persona è speciale solo perché non vedi altre possibilità.
Ma là fuori ci sono tante persone che potrebbero essere molto meglio per te.
Il Silenzio e il Tuono
Di giorno è un'ombra tra gli scaffali alti, piega tessuti, sorride a comando, registra acquisti tra i neon assalti, il tempo lento sta ticchettando.
Un cartellino sul petto appuntato, dietro un bancone di vetro e pudore, il suo vero sé è un segreto ben custodito, un fuoco che attende, un muto fervore.
Ma quando il crepuscolo spegne la cassa, la crisalide grigia si scioglie e si arrende.
Via le scarpe comode, la maschera passa, e il rosso profondo nel buio si accende.
La notte la veste di fiero mistero, mentre allaccia i tacchi come armature; con il tesa larga, un castello severo, sfida le ombre e le loro paure.
Ed ecco il tuono che irrompe nel legno, la danza spagnola che squarcia il silenzio; ogni colpo di tacco è un fiero disegno, di rabbia, di gioia, d'amaro assenzio.
Le braccia inarcate son ali di fuoco, le dita ruotano un'aria sottile; insegna il ritmo e il tempo come fossero un gioco, lei, domatrice di un'anima vile.
Dualità pura, un cerchio che serra, tra la luce spenta di un giorno banale e l'estasi calda che tocca la terra. Luci e ombre di un cuore immortale.
La Sposa del Crepuscolo
Non è seta il suo velo, ma trama di eclissi, un respiro di luna su un corpo di buio, ha polvere d’astri negli occhi fissi e un cuore che batte tra il lampo e l’astio.
Danza nel marmo della reggia dorata, una macchia di ombra che il lume rifrange, è l’alba che abbraccia la notte stellata, è un brivido dolce che il tempo non tange.
Poi l’ora fatale percuote il metallo, dodici rintocchi di ferro e di gelo, ma lei non interrompe il suo magico ballo, non cade il velluto, non svanisce il velo.
La scarpetta è un prisma di luce rappresa, salda al suo piede di tenebra e vento; non c'è fuga scomposta, non c'è la resa, mentre il rintocco si spegne nel lento.
Rientra nel buio da cui è germogliata, portando con sé ogni scaglia d’incanto, la zucca rimane carrozza fatata, il cencio non torna, non c’è più il pianto.
Siede alla cenere, ma è cenere d’oro, regina del vuoto e di ogni bagliore, custode intatta di un unico tesoro: la magia che non muore al sorgere del sole.
Da Siddharta:
«Se tu getti una pietra nell’acqua, essa si affretta per la via più breve fino al fondo. E così è di Siddharta, quando ha una meta, un proposito. Siddharta non fa nulla. Siddharta pensa, aspetta, digiuna, ma passa attraverso le cose del mondo come la pietra attraverso l’acqua, senza far nulla, senza agitarsi: viene scagliato, ed egli si lascia cadere. La sua meta lo tira a sé, poiché egli non conserva nulla nell’anima propria, che potrebbe contrastare a questa meta».
In queste parole non c’è passività, ma una forma rara di forza: quella di chi non è diviso dentro. Siddhartha non insegue ciò che desidera, né tenta di forzarlo. Si limita a non opporre resistenza.
Ed è proprio questa assenza di contraddizione interiore a rendere possibile ciò che, agli occhi degli altri, appare come una forma di “magia”.
Tra luce e oscurità
Sotto un sole che brucia come oro liquido,
danza lei, vestita di ossa e fiori,
la pelle dipinta di eternità.
Ride, e il suo riso è luce
ma tra i denti bianchi si annida la notte.
Regina dei petali e della polvere,
porta corone di calendule vive,
profumate di memoria e di addii.
Ogni passo è festa, ogni gesto è fine,
un abbraccio caldo che sa di terra fredda.
La chiamano madre, la chiamano fine,
eppure nei suoi occhi arde un’alba segreta.
Invita i vivi a cantare coi morti,
tra candele tremanti e zucchero dolce,
dove il dolore si scioglie in colori accesi.
Ma quando il sole si piega all’orizzonte,
la sua ombra cresce lunga e silenziosa
una carezza che gela,
una promessa sussurrata tra le ossa.
E così vive, tra luce e abisso,
dea di un confine sottile come respiro:
splendente come festa,
oscura come il sonno senza sogni.
Enjoy one of my favorite songs


