Lo Specchio degli Altri
Candido è il vello, d’erba e rugiada,
ma il mondo vede una zanna d’argento;
passa tremante per la sua strada,
mentre il suo belo si fa spaventoso lamento.
Non c'è ferocia nel battito mite,
ma l'occhio altrui lo dipinge carnefice;
le sue parole rimangono inudite,
vittima d'ombra in un'ansia fatidice.
Porta la colpa di un volto non suo,
il peso di colpe mai consumate;
mentre cammina nel bosco più buio,
sente le pietre su di lui scagliate.
È un cuore d'oro in un corpo di fango,
un lupo inventato da un gregge codardo;
e resta solo, in questo suo pianto,
ucciso ogni giorno da un falso riguardo.