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donmichelangelotondo più di un mese fa

Dentro

Di

 Damiano Landriccia

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Di Sandro Bonvissuto

Non ho scritto un “Piccolo Principe” e la mia dedica non sarà bella come quella indirizzata a Leone Werth.
Ma devo dedicare un po’ di stima e di affetto a una persona colta, gentile e coraggiosa: una persona che accetta le difficoltà e cerca quotidianamente di sopravvivere da buon essere umano.
Ce ne sono tante? No, poche. Perché se fosse il contrario il mondo sarebbe un posto più decente.
Questa persona si chiama Sandro Bonvissuto e vive a Roma.
Non è ancora bravo a vivere una vita perfetta, senza provocare e provocarsi dispiaceri o incomprensioni ma chi lo è di noi?
Ha scritto dei libri che celebrano la vita come premio, resilienza e rinascita.
Meriterebbe più attenzione e cura da parte degli editori e dei lettori ma per una sorta di provocazione dolosa della vita stessa, si ritrova solo.
Non dovrei dirlo che è laureato in filosofia e che è costretto a lavorare come cameriere per poco più di 1000 euro al mese.
In bici ogni giorno, escluso quello di riposo, percorre chilometri in bici sia  d’inverno che d’estate sino a dove lavora: una macchina non se la può permettere.
Chi non ha una laurea nel nostro Paese ed è costretto ad un lavoro poco gratificante?
Sandro però ha scritto un libro umanamente sbalorditivo: “Dentro”.
E altri. Ma il mio cuore di lettore si è fermato a “Dentro”.
Buona sera
Il libro “Dentro” è un piccolo capolavoro.
Piccolo perché il vero grande capolavoro è la vita che racconta.
E i personaggi, esseri umani, i pochi rimasti e rinchiusi fragili e impauriti per incomprensioni più grandi di loro in posti con poca luce ma pieni di crepe: basta aspettarla la luce che entra.
La gioia degli abbracci e degli sguardi, del silenzio.
Il dialogo del bambino con il padre, immenso, commovente e vero.
Gli insegna ad andare in bici.
Poi tanti miracoli, frasi, quasi monumenti di parole:

«La vita è una cosa complicata; quando scendi dalla giostra, poi non ci risali piú».

“L’orologio è insieme sacerdote e tempio della piú grande delle religioni dell’umanità, i cui fedeli adorano solo un determinato metodo nella ripetizione. E tutti lo osservano per non restare esclusi da quella liturgia. Una liturgia che è come una procedura per misurare quello che è piú grande di noi’.

“Scrivere e vivere sono i due estremi della stessa corda. Due risposte differenti ma ugualmente buone alla stessa domanda. E perciò devi scegliere di usarne solo una per volta, non le puoi usare insieme. Però puoi usarne una per amministrare l’altra e muoverti nel trascorso scomposto e lacerato”.

Un inno all’essere umano.

I libri che aprite, sfogliate, studiate in tutte le scuole e università del mondo non possono sostituire quelli come “Dentro”.
Perché? Sono libri che non spiegano un essere umano ma solo gli eventi che lo coinvolgono.
Per spiegare un essere umano ne occorre un altro: serve che quest’ultimo usi se stesso per misurare l’odio e la gioia.
Detto questo, desidero dedicare la mia vita poco speciale, normale, alle vite straordinarie dei tanti libri che ho letto.
Leggere è avere un letto pulito e una doccia ovunque nel mondo che si conosce e quello che si vorrebbe conoscere.
È avere una partenza improvvisata che diventa casa.
Provate a leggere i libri di Sandro Bonvissuto. Chiamatelo nelle scuole, invitatelo nelle librerie a spiegare quello che la vita ci sbatterà in faccia prima o poi, per farci desistere ma anche crescere.


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donmichelangelotondo più di un mese fa

Non conosci la Puglia se non la mangi

Di

 Paolo Farina

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Una festa a 5 sensi!

Non conosci la Puglia se non ne assapori i gusti: una vera festa per i tuoi 5 sensi!

Il Mediterraneo è casa nostra, del resto la nostra terra si insinua tra l’Adriatico e lo Ionio sino a guardare alle isole greche e… oltre!

Che scegliate il Salento, il Gargano o la Murgia, troverete ricette per tutti i gusti, sia che siate vegetariani, sia che amiate la carne o il pesce: il nostro patrimonio enogastromico è così ricco e variegato che non teme confronti.

Ovviamente, nei 258 Comuni paesi, anzi: in ogni singola contrada, troverete una declinazione diversa di ricette antiche e sempre nuove.

Insomma, la Puglia non è solo “orecchiette e cime di rapa” (anche se vi consigliamo di assaggiarle: non le scorderete più!).

La carne alla brace o le specialità a base di pesce sono il nostro forte, ma vogliamo parlare della parmigiana, del piatto “riso patate e cozze”, del pane e delle focacce a lievitazione naturale, del nostro olio EVO rigorosamente DOP?

Verdure fresche ad ogni stagione, burrata, mozzarelle e formaggi, “pucce”, “pettole”, pasticciotti e dolci di ogni genere… difficile che possiate resistervi, specie se innaffiati dai nostri vini DOC e IGT: il Negroamaro, l’Aleatico, il Primitivo, solo per fare alcuni nomi.

E se fate indigestione, nessun problema: una bella passeggiata o un’escursione in bike attraverso i nostri ulivi secolari o i nostri vigneti, per visitare agrimusei o masserie didattiche, è giusto quel che ci vuole per smaltire qualche caloria di troppo.

Puglia, se non ci fosse, chi potrebbe inventarla?

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donmichelangelotondo più di un mese fa

(Leggo)

«Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui» Gv 14,21-26.

Oggi viviamo in un mondo in cui "si ama tanto", ma le emozioni trasportano e travolgono molte persone. Il Signore Gesù chiede anche Lui di amare, ma legandosi alla quotidianità, alla stabilità e al "per sempre".

(Prego)

O Padre, trasformami con la luce e la forza del tuo amore per portare agli uomini la novità di salvezza . della Pasqua del tuo Figlio.

(Agisco)

Che le persone da me amate e rispettate possano ricevere un raggio del Suo Amore.

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donmichelangelotondo più di un mese fa

Perdonare se stessi (Paradiso IX)

 
 
 

«Ma lietamente a me medesma indulgo 
la cagion di mia sorte, e non mi noia; 
che parria forse forte al vostro vulgo»

(Paradiso IX, vv.34-36)

Siamo ancora nel Cielo di Venere, il terzo del Paradiso, e ci accomiatiamo da Carlo Martello con una oscura profezia sul futuro della sua discendenza.

Gli subentreranno Cunizza da Romano, sorella del tiranno Ezzelino, e Folchetto di Marsiglia, che fu prima trovatore di liriche d’amore e poi vescovo di Tolosa. I due si diffonderanno, rispettivamente, sul traviamento di chi è assetato di potere, come i contendenti della Marca Trevigiana, e sulla aberrazione di chi invece è preda della smania di avere, come i papi e cardinali, corrotti dalla seduzione del fiorino, coniato nell’opulenta Firenze e allora moneta di scambio tra le più pregiate.

Il canto è molto ricco di riferimenti a personaggi ed eventi storici in gran parte contemporanei di Dante. Non li riassumerò, lasciando al lettore la libertà di misurarsi direttamente col testo. Preferisco soffermarmi sulle parole di Cunizza, citate in esergo, che sono di lì a poco riecheggiate dalla dichiarazione di Folchetto.

Dante ricorre ad una forte allitterazione della “m” – Ma lietamente a me medesma indulgo – per esprimere con quale stato d’animo guardi al suo passato Cunizza, che pare essersi sposata più volte ed essere stata l’amante del trovatore Sordello: con letizia io perdono a me stessa il comportamento che fu origine della mia sorte e non provo rammarico; cosa che al volgo non sarà facile comprendere.

Dal canto suo, Folchetto ribadisce:

«Non però qui si pente, ma si ride,
non de la colpa, ch’a mente non torna,
ma del valor ch’ordinò e provide»

(Paradiso IX, vv. 103-105).

In libera traduzione: nondimeno in questo Cielo non c’è posto per il pentimento, ma solo per il gaudio: non per il ricordo della colpa, cancellato nella nostra mente, ma per via della divina virtù che tutto ciò ha disposto.

Se non si trattasse di parole volute da Dante, il più ortodosso dei poeti, verrebbe da pensare ad un atto di irriverenza, ai limiti della dissacrazione: due beati che, parlando del loro esser stati preda dell’amore sensuale, dichiarano di non aver modo di rammaricarsene, di poter anzi guardare al passato con gioia, di poter persino provare gratitudine nei confronti di un piano “provvidenziale” che li ha visti succubi di passione. E che, ad esempio, ha fatto sì che la prostituta Raab fosse la prima ad essere accolta nel terzo Cielo dopo la discesa agli inferi di Cristo.

Ora, Dante non ha bisogno delle mie difese. Del resto, abbiamo già avuto modo di soffermarci su quanta pietà possa esserci all’Inferno per chi cede all’amore. Preferisco, dunque, lasciarmi suggestionare da parole come “indulgo con gioia a me stessa”, “non provo rammarico”, o anche: sorrido di quelli che sono stati i miei errori.

Perché mi hanno reso ciò che sono. Un uomo e una donna migliore, pur nella sua fallibilità. Un beato: termine che nel linguaggio biblico originario starebbe a significare “uno che sta in piedi con dignità” piuttosto che “uno che sorride come un ebete”.

Stare in piedi nella propria dignità, perdonando i propri errori, in umiltà e non per pusillanimità. Che non sia già questo Paradiso?

Lewis B. Smedes: «Perdonare significa aprire la porta per liberare qualcuno e realizzare che eri tu il prigioniero».

Voltaire: «Siamo tutti impastati di debolezze e di errori; perdoniamoci reciprocamente le nostre sciocchezze: questa è la prima legge di natura».

Antonio Porchia: «Sì, questo è il bene: perdonare il male. Non c’è altro bene».

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donmichelangelotondo più di un mese fa

I veterani e i neofiti

 
Una scena della Tempesta di Shakespeare nell'allestimento di Alessandro Serra

Una scena della Tempesta di Shakespeare nell'allestimento di Alessandro Serra

Mi sono trovata per due giorni di seguito, con il consueto senso di estraneità che mi accompagna ovunque, ad ascoltare i commenti di critici titolati a spettacolo finito. Uno era un film, l’altro un’opera teatrale. In entrambi i casi i commenti erano sprezzanti, annoiati, talvolta feroci e spesso virati sulla vita personale degli autori. Nulla da dire sui gusti, magari sui modi.

Del film racconterò più avanti, quando sarà uscito a Cannes. L’opera teatrale era la Tempesta di Shakespeare nell’allestimento di Alessandro Serra e si diceva – dicevano – che è “troppo pop”, “fuori fuoco”, “non all’altezza” del suo celebre lavoro precedente, Macbettu, il Macbeth recitato in sardo da soli uomini che ha fatto il giro del mondo. Vorrei però lasciare da parte il giudizio degli esperti titolati e, voltando le spalle al palcoscenico, dirvi del pubblico. Forse perché era pomeriggio la platea era stracolma di ragazzi, credo sollecitati dalle scuole, di bambini con le nonne, di gruppi di rumorose amiche di mezza età con evidenza non frequentatrici abituali.

La platea costituiva uno spettacolo in sé: applaudiva quando di solito non accade (un oggetto di scena che cala dall’alto: applauso all’oggetto) rideva alle parole oscure di Calibano, un’adolescente seduta dietro di me quando Prospero ha detto “siamo fatti della materia di cui son fatti i sogni” ha commentato “che figata, questa me la tatuo”. Un pubblico meraviglioso. Mi è tornato in mente quel che mi disse una volta un minatore del Sulcis: si sbaglia, in miniera, per troppa esperienza o per poca. Cadono i veterani e i neofiti. Questi ultimi però hanno tutto il tempo per imparare e la curiosità della scoperta: li preferisco, come compagni.

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donmichelangelotondo più di un mese fa

Sarebbe da ridire, se non fosse da piangere…

 
 
 

Erdogan: «No a Finlandia e Svezia nella Nato: ospitano terroristi del PKK».

E pensare che pure Garibaldi per l’Impero Austro-Ungarico era un terrorista…

Mosca: «Ad ora è impossibile un incontro Putin-Zelensky».

Sono troppo impegnati a bombardarsi…

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donmichelangelotondo più di un mese fa

(Leggo)

«Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi» (Gv 15,9-17).

 

Quasi sempre finiamo col fare l'unico lavoro che abbiamo trovato e di amare l'unica persona che ha voluto stare con noi... Ed ecco la buona notizia: come Mattia, Dio ci tira in ballo quando meno ce lo aspettiamo. Se abbiamo passato la nostra vita su una panchina al bordo del campo di gioco, se abbiamo visto tanti altri passarci davanti e giocare, ciò non significa che siamo perdenti o incapaci. Forse agli occhi del mondo, ma non agli occhi di Dio che ci valorizza e ci fa giocare la partita della salvezza. Animo, allora, e pronti a entrare in campo!

 

(Prego)

Dio onnipotente ed eterno, per Cristo Signore nostro. Pastore eterno, tu non abbandoni il tuo gregge, ma lo custodisci e  proteggi sempre per mezzo dei santi apostoli, e lo conduci attraverso i tempi sotto la guida di coloro che tu stesso hai eletto vicari del tuo Figlio e hai costituito pastori.

 

(Agisco)

Affiancare educatori, genitori, sacerdoti nel difficile a al contempo bel compito dell'educazione e dell'evangelizzazione.

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donmichelangelotondo più di un mese fa

Puglia sempre

 
 
 

Un’offerta turistica da valorizzare 12 mesi all’anno.

Destagionalizzare l’offerta turistica: è la sfida che attende un territorio ricco e diversificato come la Puglia. Una sfida che si può vincere.

Si sa, l’estate è la stagione principe del turismo nostrano. Da qualche anno, anche la primavera, in particolare la tarda primavera, sta vedendo aumentare le presenze turistiche e un’analoga osservazione si potrebbe fare per le primissime settimane d’autunno.

Resta però un arco di 5-6 mesi, da ottobre a marzo, che rappresentano una vero potenziale, in gran parte non valorizzato, per rilanciare l’economia della nostra Regione.

Negli anni passati, progetti ambiziosi come “Discovering Puglia, tra vie e cammini”, messi a punto dall’assessorato regionale al turismo, miravano senz’altro nella direzione giusta, ma rischiano di restare come “rara avis” o, se preferite, come “mosche bianche”.

Il turismo pugliese negli ultimi 15 anni ha decisamente cambiato passo, eppure, perché esploda 12 mesi all’anno, occorre fare sistema ed è necessario, innanzi tutto, un cambio di mentalità, a cominciare dagli operatori del settore.

È vero che “l’erba del vicino è sempre più verde”, ma chissà quanti altri territori invidierebbero una Regione che può vantare le bellezze artistiche e naturalistiche, il patrimonio storico, archeologico ed enogastronomico della nostra terra: dal Gargano alla Daunia, dalla Puglia Imperiale alla Terra di Bari, dalla Valle d’Itria alla Magna Grecia, dall’Alta e Bassa Murgia alla nostra lunghissima e variegata costa, dalle Gravine a Santa Maria di Leuca, lungo le vie Appia, Traiana, Micaelica, Francigena, i Tratturi della transumanza, la Via Leucadense e chi più ne ha più ne metta.

Quando il sistema Puglia imparerà a viaggiare h24, ci vorrà un anno di 24 mesi per conoscere e far conoscere i tesori di una delle Regioni più belle d’Italia.

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donmichelangelotondo più di un mese fa

Perché Musk si ferma (per ora) su Twitter

Perché Musk si ferma (per ora) su Twitter
(reuters)
L'accordo per l'acquisizione del social è stato temporaneamente sospeso. Si attende una verifica del numero di utenti falsi
 
1 minuti di lettura
 

La notizia del giorno è che Elon Musk si ferma per Twitter. L’affare da 44 miliardi di dollari non è ancora saltato, ma prima di pagare il dovuto Musk vuole capire se davvero i profili fasulli rappresentano meno del 5 per cento del totale dei quasi 400 milioni di utenti, come si sostiene nei documenti ufficiali. E se fossero il 6 o il 7 per cento? Di cosa stiamo parlando esattamente? La grande operazione per ristabilire le libertà di espressione e salvare le democrazie, così l’ha presentata Musk, può saltare per un milione di profili fasulli in più?

 

No, ma il prezzo può cambiare di molto. Del resto il valore di Twitter, da quando Musk ha presentato la prima offerta, un mese fa, è cambiato molto. Seguendo quello che sta capitando in borsa ad altri titoli tecnologici anche il titolo di Twitter è in discesa e le previsioni per i mercati non sono buone. Musk insomma, quando l’affare sarà concluso, fra circa sei mesi, rischia alla fine di pagare Twitter molto di più del suo valore. Al tempo stesso anche il titolo di Tesla è in discesa da un mese, anzi, in discesa libera.

 

Cosa c’entra? C’entra: una parte consistente del patrimonio di Musk è fatto di azioni Tesla che quindi valgono meno. Tradotto: rispetto ad un mese fa quando l’affare sembrava fatto, Musk ha meno soldi e Twitter vale di meno. E’ quindi lui prova a trattare sul prezzo. Fa come farebbe qualcuno che ha proposto di comprare una casa tre mesi fa, prima della guerra, con i tassi bassissimi, e adesso si ritrova con un mutuo molto più alto: cerca ogni appiglio per rinegoziare. Può saltare tutto? Può saltare, pagando un miliardo di dollari di penale, le due parti possono tornare indietro; ma in quel caso chi rischia di saltare è proprio Twitter. Una azienda terremotata, sedotta e abbandonata, in un mercato che cala farebbe davvero fatica ad andare avanti. Per questo un accordo con un prezzo diverso è possibile. La saga continua. 

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