I "magnifici dodici", i ragazzi della VC dell'Istituto Tecnico G.R.Carli al pranzo dopo la maturità, Patrizia è la prima a sinistra
Patrizia Strukel, Trieste, 64 anni per 40 in una grande banca passando da segretaria a consulente finanziaria
Eh già si chiama privacy! Alla maturità del 1977 a diciannove anni ebbi l’onore del 60/60 dopo aver avuto l'onere di studiare e preparare una "tesina" da presentare alla Commissione al 29 di luglio (bisogna ricordare che a quei tempi gli esami scritti iniziavano al primo del mese di luglio)! Sarà che i tempi erano diversi, che le ragazze dovevano ancora battagliare per “le pari opportunità", sarà stato l'insegnamento dei genitori che venivano dalle difficoltà della guerra e vedevano in noi figli (ora i famigerati baby boomer) il riscatto alla miseria, sarà.... ma è diventato incomprensibile ai nostri quasi ventenni ormai emancipati, anche se "provati" da un lockdown e quindi privati delle uscite serali, dei viaggi in aereo e di tutto quell’iter di happy hour, apericena che li porterà, anzi li ha già traghettati nell’inferno dell’inevitabile bisogno del nostro sostegno economico e per il resto verso la dipendenze.
Torniamo a quel fine luglio: è stato veramente positivo trovare il risultato finale ben scritto in bacheca, è stato il riscatto verso chi era riuscito solo comperandosi quel pezzo di carta con le scuole private, ma soprattutto mi ha dato la forza di iniziare a cercare un lavoro adatto al titolo di studio e nel frattempo guadagnare qualcosa vendendo enciclopedie porta a porta perché di regalie post maturità (vacanze o auto nuova) la maggior parte delle famiglie (monoreddito, con il capofamiglia naturalmente allora declinato al maschile) non erano in grado di sostenerle nel bilancio familiare.
Certamente chi veniva dalla provincia non aveva lo stesso trattamento dei cittadini di serie A e quindi solo con il "pezzo di carta" si riusciva a entrare nel mondo del lavoro e anche in questo caso solo in certe realtà di grandi aziende le donne erano riconosciute meritevoli di carriera anche entrando come segretaria.
Torniamo a quel 1977: per me è stata meravigliosa e soprattutto proficua e certamente non destabilizzante o invasiva psicologicamente non solo l'esposizione in bacheca del risultato, ma anche la pubblicazione sul Messaggero Veneto con tanto di foto e senza firme di privacy.
Non commento l’attuale bisogno (!?) dei social per i giovani, ma anche per i più i maturi, ed il loro compulsivo e inevitabilmente invasivo loro uso.
Molti si chiederanno se sono proprio sicura che il mondo dei giovani sia così... è vero c'è una percentuale irrisoria di ragazzi che lavora e cerca il futuro guardando al rapporto redditi/impegni senza strafare ma forse... dipende dal dna (con privacy assolta!). Io ho vissuto una storia di successo coronata con 43 anni di lavoro e trasmessa ai miei figli "per dna" ossia "rimboccandosi le maniche" e non facendo gli schizzinosi.




“Con la creazione di una rete oncologica pugliese e di un network tra le Breast Units della Puglia –spiega l’oncologa Stucci- si mira a creare percorsi diagnostici terapeutici uniformi, lineari e finalizzati a diagnosticare rapidamente la malattia, considerato che il tumore alla mammella rappresenta circa il 30% dei casi totali di cancro in Puglia. Tale ambizioso progetto prevede, tra l’altro, di intervenire tempestivamente con le cure mediche, chirurgicamente e aumentare le possibilità di sopravvivenza. Grazie alla ricerca scientifica e alla scoperta dei biomarcatori che promuovono lo sviluppo e la progressione del tumore, riusciamo a garantire un miglior controllo della neoplasia. Di fatto, abbiamo remissioni prolungate, per cui per molte donne si può parlare di cronicizzazione. Non è raro, dunque, trovare pazienti impegnati nella vita sociale con oltre 10 anni dalla diagnosi. Pertanto, alla migliore cura si deve affiancare anche una terapia di supporto psicologico per ottimizzare la qualità della vita sociale e professionale. La nostra mission è anche potenziare la ricerca clinica, offrire al paziente oncologico trattamenti innovativi, ridurre la spesa sanitaria in quanto, nell’ambito di progetti scientifici e clinici, i farmaci vengono forniti gratuitamente e, soprattutto, ridurre l’emigrazione sanitaria verso le grandi regioni settentrionali”.
Ciao, Rita. Da non vedente, rispetto magari ad un cantante “multisensoriale”, cambia il tuo approccio alla musica?