Libero

donmichelangelotondo

  • Uomo
  • 50
  • Andria
Leone

Mi trovi anche qui

ultimo accesso: 02 marzo

Profilo BACHECA 2395

donmichelangelotondo più di un mese fa

Orgogliosa del mio 60

 
I "magnifici dodici", i ragazzi della VC dell'Istituto Tecnico G.R.Carli al pranzo dopo la maturità, Patrizia è la prima a sinistra

I "magnifici dodici", i ragazzi della VC dell'Istituto Tecnico G.R.Carli al pranzo dopo la maturità, Patrizia è la prima a sinistra

Patrizia Strukel, Trieste, 64 anni per 40 in una grande banca passando da segretaria a consulente finanziaria

Eh già si chiama privacy! Alla maturità del 1977 a diciannove anni  ebbi l’onore del 60/60 dopo aver avuto l'onere di studiare e preparare una "tesina" da presentare alla Commissione al 29 di luglio (bisogna ricordare che a quei tempi gli esami scritti iniziavano al primo del mese di luglio)! Sarà che i tempi erano diversi, che le ragazze dovevano ancora battagliare per “le pari opportunità", sarà stato l'insegnamento dei genitori che venivano dalle difficoltà della guerra e vedevano in noi figli (ora i famigerati baby boomer) il riscatto alla miseria, sarà.... ma è diventato incomprensibile ai nostri quasi ventenni ormai emancipati, anche se "provati" da un lockdown e quindi privati delle uscite serali, dei viaggi in aereo e di tutto quell’iter di happy hour, apericena che li porterà, anzi li ha già traghettati nell’inferno dell’inevitabile bisogno del nostro sostegno economico e per il resto verso la dipendenze.

Torniamo a quel fine luglio: è stato veramente positivo trovare il risultato finale ben scritto in bacheca, è stato il riscatto verso chi era riuscito solo comperandosi quel pezzo di carta con le scuole private, ma soprattutto mi ha dato la forza di iniziare a cercare un lavoro adatto al titolo di studio e nel frattempo guadagnare qualcosa vendendo enciclopedie porta a porta perché di regalie post maturità (vacanze o auto nuova)  la maggior parte delle famiglie (monoreddito, con il capofamiglia naturalmente allora declinato al maschile) non erano in grado di sostenerle nel bilancio familiare.

Certamente chi veniva dalla provincia non aveva lo stesso trattamento dei cittadini di serie A e quindi solo  con il "pezzo di carta" si riusciva a entrare nel mondo del lavoro e anche in questo caso solo in certe realtà di grandi aziende le donne erano riconosciute meritevoli di carriera anche entrando come segretaria.

Torniamo a quel 1977: per me  è stata meravigliosa e soprattutto proficua e certamente non destabilizzante o invasiva psicologicamente non solo l'esposizione in bacheca del risultato, ma anche la pubblicazione sul Messaggero Veneto con tanto di foto e senza firme di privacy.
Non commento l’attuale bisogno (!?) dei social per i giovani, ma anche per i più i maturi, ed il loro compulsivo e inevitabilmente invasivo loro uso.

Molti si chiederanno se sono proprio sicura che il mondo dei giovani sia così... è vero c'è una percentuale irrisoria di ragazzi che lavora e cerca il futuro guardando al rapporto redditi/impegni senza strafare ma forse... dipende dal dna (con privacy assolta!). Io ho vissuto una storia di successo coronata con 43 anni di lavoro e trasmessa ai miei figli "per dna" ossia "rimboccandosi le maniche" e non facendo gli schizzinosi.

Ti piace?
donmichelangelotondo più di un mese fa

Quanto vale uno, dipende

 
La poetessa Patrizia Cavalli nella sua casa di Roma, una foto scattata dalla titolare di questa rubrica

La poetessa Patrizia Cavalli nella sua casa di Roma, una foto scattata dalla titolare di questa rubrica

A me questo fatto che uno non vale più uno sembra una bellissima notizia. A prescindere, dico. Da chi l’ha detto (si possono scrivere trattati sull’incoerenza di Di Maio, analizzare lo storico e metterlo in ridicolo. La politica, tuttavia, è mestiere del presente: si cammina sul filo che c’è), dal perché l’ha detto (interesse, che dubbio c’è), dal come (i progressi linguistici, dal Vaffaday, sono innegabili e proporzionali alla seduzione del potere). Mi pare una palingenesi, insomma: il punto finale di una stagione sciamannata in cui la competenza il talento lo studio e la conoscenza sono state additate come una colpa anziché un merito, le conseguenze tutto attorno a noi.

E’ evidente – se vogliamo scegliere come criterio il nome, uno va scelto - che Patrizia Cavalli non vale Patrizia Reggiani, hanno proprio un posto diverso nella storia dell’umanità, Luigi Einaudi non vale Luigi Di Maio né Luigi Riva detto Gigi. Speriamo che duri, che non sia solo una manovra di piccolo cabotaggio per riposizionare la frazione di squadra vincente. C’è qualche speranza, poiché l’effetto principale di questa scissione è saldare il nuovo gruppo a Draghi, che piaccia o non piaccia un’aura di supremazia del merito la irradia – non si trasmette per osmosi, ma non si può mai dire.

Il governo, ora che uno quanto vale dipende, non cadrà: perché le persone si pesano, ma i consensi si contano. I numeri dicono anche che sarà ben difficile che con questa legge elettorale si formi un nuovo gruppo al centro dove, esempio, Calenda concorra a eleggere i parlamentari di Renzi (o il contrario, per carità). Il Campo Largo di Letta è diventato minato: conviene guardarsi bene intorno, per il momento, e stare fermi così

Ti piace?
donmichelangelotondo più di un mese fa

Laguna rossoblu

Laguna rossoblu
1 minuti di lettura
 
 
 

La prima cosa bella di giovedì 23 giugno 2022 era la laguna blu di Orbetello, quella con i fenicotteri e i pesci. E' diventata rossa, piena di alghe ed emana un odore spiacevole. Come è stato possibile? Esiste certo la spiegazione scientifica, ma non quella etica. Come è stato possibile non attivarsi per salvare questo patrimonio struggente? Sopravvive nelle cartoline che nessuno manda più e negli annunci delle agenzie immobiliari che ti mostrano una vista del passato. Se non passi di qui te la ricordi com'era e va tutto bene. Se ci passi alzi il finestrino e invochi un inganno degli occhi. E' sempre così. A chi sta vicino al mare poco importa se si scioglie il ghiacciaio. E a chi sta in montagna poco importa se muore la laguna. Avevamo tutto: il ghiacciaio e la laguna e fra non molto non avremo niente. Sarebbe bello che fosse reversibile almeno lo stato d'animo, l'indifferenza colpevole o il sussulto che ci fa preoccupare per l'Imu o per la tassa sul ping pong, ma passare su questa striscia di terra e accelerare per lasciarsi alle spalle l'odore, ma anche la bellezza che si sarebbe dovuto difendere.  

Ti piace?
donmichelangelotondo più di un mese fa

(Leggo)

<<Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio>> Lc 1,57-66.80

 

I personaggi biblici ci vengono presentati nella totalità della loro umanità, da un lato notiamo di loro le difficoltà, le angosce e i dubbi...dall'altro un aspetto umano stupendo. non sono lì ad a vivere di attese e di occasioni che capitino da sole. Bensìattendono la vita, la facilitano, la fanno accadere...

 

(Prego)

Noi ti lodiamo
per le meraviglie operate in san Giovanni Battista,
che fra tutti i nati di donna hai eletto e consacrato a preparare la via a Cristo Signore. Fin dal grembo materno esultò per la venuta del Redentore, nella sua nascita preannunciò i prodigi dei tempi messianici e, solo fra tutti i profeti, indicò al mondo l’Agnello del nostro riscatto.

 

(Agisco)

Non vivere in attesa, ma facilitare la vita!

Ti piace?
donmichelangelotondo più di un mese fa

Mai dire Di Maio

 
 
 

In politica mai dire mai, si diceva una volta: ma Di Maio è un’altra cosa!

Ve lo ricordate quello che diceva che loro sono un movimento, che non sono attaccati alle poltrone, che massimo due legislature e poi si va a casa?

Bene, si è fatto il suo partito,

una roba che manco Divani&Divani!

_ pallino umano _

Ti piace?
1
donmichelangelotondo più di un mese fa

Con “Puglia on the road”, a Bari per parlare e confrontarsi sul tumore mammario

 
 
 

Il 24 giugno appuntamento scientifico presso l’Oncologia Medica Universitaria del Policlinico di Bari

Un evento alla sua prima edizione ma che si prefigge di divenire un appuntamento annuale di confronto tra esperti.

Di tumore mammario si parlerà a Bari il 24 giugno, presso l’Aula Magna del Policlinico, nell’ambito della 1° edizione di “Puglia on the road” un confronto tra specialisti e medici per parlare e confrontarsi su percorsi terapeutici della neoplasia più diagnosticata nelle donne: un tumore maligno ogni tre (30%) è  purtroppo oggi un tumore mammario. La prevenzione resta l’arma più importante: la sopravvivenza a 5 anni di un tumore della mammella, diagnosticato in fase precoce, grazie alle campagne di screening, prevenzione e alle più moderne apparecchiature diagnostiche, è giunta all’88% circa. Nella relazione annuale del Ministero della Salute, nel 2020 in Italia sono state stimate circa 55mila nuove diagnosi di carcinomi e nel 2021, purtroppo, sono stati accertati 12.500 decessi. Purtroppo la pandemia degli ultimi anni ha rallentato gli screening per il tumore del seno, tanto da avere la Puglia ben a di sopra della media italiana per numero di mancati esami effettuati. Un dato sconfortante.

Protagonista della giornata di studio barese, sarà la figura femminile in qualità di paziente e donna attiva nella vita socio-lavorativa, nonché di operatore sanitario coinvolto nel management del carcinoma mammario attraverso percorsi di prevenzione. L’evento scientifico è promosso e organizzato dal Prof. Camillo Porta (Ordinario di Oncologia Medica e Direttore della U.O.C. di Oncologia Medica Universitaria del Policlinico di Bari) e dalla Dott.ssa Stefania Stucci (Responsabile Ambulatorio Breast Care Unit presso la U.O.C. di Oncologia Medica Universitaria del Policlinico di Bari).

“Con la creazione di una rete oncologica pugliese e di un network tra le Breast Units della Puglia –spiega l’oncologa Stucci- si mira a creare percorsi diagnostici terapeutici uniformi, lineari e finalizzati a diagnosticare rapidamente la malattia, considerato che il tumore alla mammella rappresenta circa il 30% dei casi totali di cancro in Puglia. Tale ambizioso progetto prevede, tra l’altro, di intervenire tempestivamente con le cure mediche, chirurgicamente e aumentare le possibilità di sopravvivenza. Grazie alla ricerca scientifica e alla scoperta dei biomarcatori che promuovono lo sviluppo e la progressione del tumore, riusciamo a garantire un miglior controllo della neoplasia. Di fatto, abbiamo remissioni prolungate, per cui per molte donne si può parlare di cronicizzazione. Non è raro, dunque, trovare pazienti impegnati nella vita sociale con oltre 10 anni dalla diagnosi. Pertanto, alla migliore cura si deve affiancare anche una terapia di supporto psicologico per ottimizzare la qualità della vita sociale e professionale. La nostra mission è anche potenziare la ricerca clinica, offrire al paziente oncologico trattamenti innovativi, ridurre la spesa sanitaria in quanto, nell’ambito di progetti scientifici e clinici, i farmaci vengono forniti gratuitamente e, soprattutto, ridurre l’emigrazione sanitaria verso le grandi regioni settentrionali”.

“In Puglia –conclude la Dott.ssa Stucci- la riduzione degli screening per il tumore del seno è stata più alta della media italiana. Nel primo anno e mezzo della pandemia gli esami “omessi”, rispetto al periodo pre-Covid, sono stati 44.380. L’Oncologia Medica Universitaria, lo scorso anno, ha erogato circa 400 visite oncologiche mostrando, tra l’altro, un trend in incremento anche nei primi sei mesi del 2022.  In parallelo, è stato istituzionalizzato un ambulatorio di Cure Simultanee (Dott.ssa Teresa Grassi) all’interno del quale le pazienti possono beneficiare delle terapie di supporto per un benessere psico-fisico”.

Ti piace?
donmichelangelotondo più di un mese fa

Rita e Debora, la musica di due sorelle non vedenti

 
 
 

“Non si vede che col cuore” recita un antico adagio. Rita e Debora Di Cugno di cuore ne hanno da vendere e, dopo aver incantato Trani con il suono della loro voce, vogliono esportare la loro musica fino agli anfratti della disabilità, per aiutare i più fragili a superare barriere e pregiudizi. Non vedenti dalla nascita, le sorelle Di Cugno ci descrivono, con dolcezza e magia, il potere evocativo del canto.

Ciao, Rita. Da non vedente, rispetto magari ad un cantante “multisensoriale”, cambia il tuo approccio alla musica?

Sono convinta del fatto che ogni persona abbia delle proprie particolarità, propensioni verso un determinato settore, abilità, ed è proprio grazie a tutto ciò che ciascuno decide quale strada intraprendere.

L’approcciarsi alla musica, così come ad ogni altro campo artistico, varia da persona a persona, tutto dipende dal talento, dalla passione e dall’applicazione.

Nel momento in cui subentra una disabilità, ovviamente in un primo momento potrebbero nascere dubbi su come affrontare determinate situazioni all’apparenza problematiche, ad esempio io ho iniziato a studiare il pianoforte e non leggo spartiti, ma in un secondo momento, grazie alla passione, all’impegno e alla costanza, l’approccio alla musica da parte di una persona non vedente è esattamente uguale a quello che può avere chiunque.

Credi che la disabilità che ci accomuna favorisca lo sviluppo creativo nel superamento di un ostacolo?

Assolutamente sì, una disabilità, nel mio caso quella visiva, implica vedere e percepire il mondo in maniera unica ed irripetibile. La mia visione della realtà è totalmente personale, essendo dettata da percezioni sensoriali provenienti da canali diversi dagli occhi, perciò ho dovuto, con il tempo, imparare ad ascoltare e seguire i miei altri sensi, riuscendo così a superare ostacoli che, per chi guarda dall’esterno, sono impossibili da superare per una persona non vedente, eppure la creatività che la disabilità ci aiuta a sviluppare è al di sopra di ogni aspettativa.

In una sorta di sinestesia, è possibile che l’ascoltatore, quando sente cantare te e tua sorella Debora, veda attraverso la vostra voce?

È possibile e, a dire la verità, è l’obbiettivo principale che mi prefiggo nel momento in cui mi esibisco davanti ad un pubblico, e credo che lo stesso discorso sia valido per mia sorella Debora.

Cantare, per me, non significa sfoggiare perfetti esercizi tecnici o semplicemente mettere in mostra un’abilità, ma significa trasmettere messaggi, raccontare storie, farmi portavoce di ideali nascosti nei testi delle canzoni. Vorrei sottolineare che è normale essere colpiti dalla musicalità di un brano, tuttavia bisognerebbe prestare maggiore attenzione a quali messaggi il testo vuole far passare. La musica ha un grande potere evocativo e il mio desiderio è quello di riuscire, con la mia voce e la mia interpretazione, a far sì che questo potere evocativo si manifesti quanto più possibile nella mente degli ascoltatori i quali, durante un brano, potrebbero immaginare scene della propria vita, riflettere su determinate tematiche, commuoversi o sentirsi consolati.

Dal Festival “Il Giullare” in Russia alle pagine di Odysseo, Debora, laureata in Filosofia, sarà prossima redattrice del nostro giornale. Cosa ci vuoi raccontare con la tua scrittura?

Debora: Scrivere è per me raccontare la bellezza, in ogni sua forma… La bellezza dell’ interiorità di ciascuno di noi, la bellezza di ciò che ci circonda, la bellezza delle emozioni, la bellezza di ciò che accade… Scrivere è magia perché con la scrittura riusciamo a dar voce alla meraviglia! Le parole colgono la meraviglia e la restituiscono a chi legge. Io amo trasformare in scrittura tutto ciò che rapisce il mio cuore per poter ridonare questo rapimento a chi legge.

Per concludere, parlateci del progetto “Notturno” e di come immaginate il vostro futuro…

Io e mia sorella siamo appassionate di arte in tutte le sue forme, sogniamo quindi di lavorare a stretto contatto con la musica, il teatro, l’arte di suonare uno strumento, il canto… Proprio a questo proposito Debora ha fondato un’associazione, “Notturno” di cui io sono orgogliosamente la testimonial, la cui mission è quella di creare un ponte d’inclusione che possa integrare le persone con disabilità nel mondo dell’arte, considerato però in maniera del tutto innovativa, fatto quindi di sensorialità, bellezza, unicità e uguaglianza, in quanto dovrebbe offrire a tutti la possibilità di esprimersi al meglio delle proprie possibiltà a prescindere se si ha o meno una disabilità.

Ti piace?
donmichelangelotondo più di un mese fa

Politkovskaja alla maturità

 
Dmitry Muratov, Premio Nobel per la Pace con la medaglia venduta all'asta per 103 milioni di dollari

Dmitry Muratov, Premio Nobel per la Pace con la medaglia venduta all'asta per 103 milioni di dollari

Pensa che meraviglia se tra le tracce di italiano per la maturità ce ne fosse una che cita Anna Politkovskaja, un tema da svolgere a partire da una riflessione sulla libertà per poi parlare della sua limitazione e della totale soppressione, talvolta, fino all’omicidio. “Mandante tuttora sconosciuto”, dicono le biografie a proposito dell’uccisione della scrittrice nata in America da genitori russi di origine ucraina, a “sconosciuto” se fosse in chat il candidato potrebbe aggiungere l’emoticon di un sorriso ma nel compito no, nel compito bisognerebbe scrivere in italiano due parole sul fatto che quel giorno era il compleanno di Putin: così, senza aggiungere commenti, volendo.

In quel “nata negli Stati Uniti da genitori russi di nazionalità ucraina” ci sarebbe tutto quel che basta per mezza pagina sulla natura e le origini del conflitto, persino sulle ragioni a volersi spingere in considerazioni personali che si sa è sempre un po’ rischioso, non sai mai chi ti metterà il voto, ma anche così bello, però – a proposito di libertà: meglio incarnarla che spiegarla. In alternativa potrebbe tenersi sulla cronaca e raccontare che Dmitry Muratov, fondatore del giornale per cui la giornalista lavorava – Novaya Gazeta, il nome del giornale, chiuso a marzo dal governo – ha vinto il premio Nobel per la Pace, l’anno scorso, e poi l’ha messo all’asta.

A New York, che è il posto dove Politkovskaja è nata, lo ha venduto per 103 milioni di dollari e li ha donati all’Unicef per i bambini ucraini. Questa storia è così bella che la racconterei anche se uscisse Ungaretti, o Gadda, o qualunque spunto sulla Grande Guerra. Non sei mai fuori tema se hai qualcosa da dire e tieni il filo. In bocca al lupo, ragazzi.

Ti piace?
donmichelangelotondo più di un mese fa

King Paddington

King Paddington
1 minuti di lettura
 
 

La prima cosa bella di mercoledì 22 giugno 2022 è l’orso Paddington, quello che prende il tè con la regina d’Inghilterra. E un motivo deve pur esserci. Dopo aver visto il video girato per il giubileo di Elisabetta mi è venuta la curiosità di vedere i due film con l’orso protagonista e li ho cercati sulle piattaforme. Il secondo è pure migliore del primo.

Se non ti è appassito il bambino dentro non potrai che apprezzarli. Di fatto sono un inno alla gentilezza e la trama non è altro che l’universale plot sviluppato anche in Miracolo a Milano.

Paddington è come l’orfano Totò, sradicato da un mondo, trapiantato in un altro, ma che cerca di rendere quello in cui si trova sempre e comunque un mondo dove buongiorno voglia davvero dire buongiorno.

 

Converte i ladri, combatte i veri delinquenti, realizza i desideri. Tutto lì. Difficile trovare qualcuno in grado di incarnare questo ruolo.

Ci vuole sempre un diverso: l’uomo che cadde sulla terra, l’orfano messianico, l’orso. L’orso in te. Credo che questo la regina d’Inghilterra volesse dire: che se potesse (ma perché non può?) consegnerebbe le chiavi del regno non a uno dei suoi tetri parenti, ma a Paddington. God save the bear.  

Ti piace?
donmichelangelotondo più di un mese fa

(Leggo)

«Guardatevi dai falsi profeti...dai loro frutti dunque li riconoscerete» Mt 7,15-20.

Tra USA ed Europa ci sono circa 5000 sette guidate da santoni capaci solo di circuire le menti alternando fermezza e dolcezza...ma capaci inoltre di togliere sia la grande libertà di pensiero, sia, purtroppo la vita inducendo pure al suicidio. Infine, un'altra cosa di certo mancano in maniera forte: la carità.

(Prego)

Insegnami, Signore, la via dei tuoi decreti
e la custodirò sino alla fine.
Dammi intelligenza, perché io custodisca la tua legge
e la osservi con tutto il cuore.
Guidami sul sentiero dei tuoi comandi,
perché in essi è la mia felicità.
Piega il mio cuore verso i tuoi insegnamenti
e non verso il guadagno.

(Agisco)

Fidcua nel vangelo e discernimento quotidiano.

 

 

 

Ti piace?
, , , , , , , , , , , , ,