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(Leggo)

"Quell'uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino." (Gv 4,50).

 

Solo questo conta: credere alla Parola e camminare!

 

(Prego)

Liberati dal giogo del male
battezzati nell’acqua profonda
noi giungiamo alla terra di prova
dove i cuori saran resi puri.

 

Buon lunedì a tutti!🤍🚶🏻🤍

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donmichelangelotondo più di un mese fa

"...i potenti decidono e i poveri muoiono...occorre cancellare la parola guerra dalla nostra storia, sennò sarà la guerra a cancellare la nostra storia..."

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donmichelangelotondo più di un mese fa

"...i potenti decidono e i poveri muoiono...occorre cancellare la parola guerra dalla nostra storia, sennò sarà la guerra a cancellare la nostra storia..."

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donmichelangelotondo più di un mese fa

La rivoluzione di Belfast

Di

 Miky Di Corato

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“Fai il bravo e, se non puoi fare il bravo, fa’ attenzione!”

Diretto da Kenneth Branagh, “Belfast” è un film che si interseca con diversi generi e diversi eventi socio-culturali. Raccogliendo tratti da commedia drammatica, infatti, la pellicola racconta, in maniera semi-biografica, i cosiddetti Troubles, i giorni del conflitto nordirlandese destinato a turbare, per oltre un trentennio, le vicende politiche della Gran Bretagna sessantottina.

La storia del bambino Buddy (Jude Hill), dei suoi genitori (Jamie Dornan e CaitrionaBalfe) e dei suoi nonni (JudiDench e CiaránHinds), fa da sfondo ad una città travolta dai tumulti ideologici e religiosi, l’acerrima rivalità fra protestanti e cattolici rappresenta l’apogeo di una condicio da mutare, la lotta fratricida e personale contro i vicini di casa ma anche contro se stessi, il bisogno di partire che fa da contraltare alla necessità di restare, per non essere discriminati, nel pensiero e nella lingua, per restare accanto ai propri affetti, per non essere gli ultimi dei dimenticati ma i primi degli innamorati.

Miglior film, miglior regista a Kenneth Branagh, miglior sonoro, migliore attore non protagonista a Ciarán Hinds, migliore attrice non protagonista a Judi Dench, migliore canzone a Van Morrison, migliore sceneggiatura originale a Kenneth Branagh. Queste le candidature agli Oscar 2022 per Belfast, nominations che, pur rispettando la qualità tecnica della proiezione in bianco e nero, risultano però eccessive nella trasmissione emozionale di un plot che stenta a decollare, è l’attesa che non viene mai del tutto consumata, la redenzione privata del meritato perdono.

Gli occhi di Buddy sono lo sguardo meravigliato ed entusiasta della libertà, un permissivismo che lambisce i confini della legalità, l’infantile speranza che lo status quo si mantenga straordinario nel tempo, la distanza che si azzera nella coscienza popolare, il lutto che va elaborato per esser, poi, pronti alla vita, alla missione personale, alla sedizione contro i soprusi, in un mondo nel quale se non si riesce a fare i bravi, allora conviene essere attenti!


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donmichelangelotondo più di un mese fa

Te c’hanno mai mannato…

Di

 Myriam Acca Massarelli

 -

«A quel paese sapessi quanta gente che ce sta…»

(Alberto Sordi)

Professori di liceo 2.0.

“Zia, ho interrogazione di filosofia, mi aiuti?”.

“Va bene, che dobbiamo fare?”.

“Cartesio, Spinoza e Hobbes”.

“Tutti insieme???”.

“Sì. zia, metà Cartesio, Spinoza e Hobbes li ha spiegati in una sola lezione. La prima parte di Cartesio ce l’avevo già, ma non ci ho capito niente”.

“In una sola lezione?”.

“Sì”.

“Bene! Non benissimo…”.

Spiegazione mirata e studio un pomeriggio intero.

Metodo Luisa, dubbio Luisa, metodico e iperbolico Luisa, Dio maligno Luisa, fondamenta per raggiungere la conoscenza Luisa, esisto Luisa, penso quindi esisto Luisa, cogito Luisa, ergo Luisa, sum Luisa. Attenta, Luisa, io cogito, ma tutti cogitano, critiche al cogito Luisa. Premesse, Luisa. Ah, Luisa, res cogitans e res extensa Luisa, la ghiandola pineale Luisa, le passioni Luisa, Dio Luisa, dimostriamolo ontologicamente Luisa: Dio è onnipotente, infinito, onnisciente Luisa, non può essere maligno Luisa. Cadono i dubbi, Luisa. L’errore è nella volontà, Luisa. Olanda florida Luisa, ebreo sefardita Luisa, geometria Luisa, sostanza-sostanza-sostanza-sostanza-Dio è sostanza, Luisa, non è il creatore della Bibbia Luisa, Dio è! Luisa: essente per essenza, Luisa. Regno Unito Luisa, cerchiamo la pace Luisa, ci serve civilizzarci Luisa, siamo tutti egoisti Luisa, agiamo per uno scopo Luisa, dobbiamo assoggettarci Luisa, meglio alla monarchia Luisa, il re Luisa, pensa ai suoi sudditi Luisa, agisce segretamente Luisa, patto di sottomissione Luisa. Occhio Luisa, pacta sunt servanda Luisa. La Chiesa Luisa, è un pericolo Luisa, vuole assoggettare il popolo e sopraffare lo Stato, Luisa. Il re Luisa, deve essere massima autorità ecclesiale: i vescovi agiscono per lui, Luisa, lui agisce in nome di Dio, Luisa.

Santo cielo. Luisa! Lei punta il dito su un rigo qualunque:

“Zì, mò questo qua è quello ebreo?”.

“Luisa!!”.

“E sì, zì! Un momento! Aspetta, quindi Dio è persona…”.

“Cosa?! Cosa è Dio?”.

“No, no, no zì. Entità, è entità”.

Un attimo… respiriamo… sì, respiriamo.

Ora, io non ho meriti da sempre, voi invece avete certamente il merito di aver capito che mia nipote si chiama Luisa e Luisa ha il merito di aver compreso perfettamente Cartesio, Spinoza e Hobbes senza aver chiesto la cancellazione dal mio albero genealogico. Scusatela se è poco.

Ancora: oggi, levataccia di Luisa all’alba per ripetere. Arriva in stazione mentre io ho un piede ad un figlio, uno all’altro figlio, la tazzina di caffè in testa, il guinzaglio del cane in tasca, le chiavi dell’auto all’inferno e mi telefona:

“Zia non dire che rompo! Fammi qualche domanda random, sono in ansia. Rispondo a concetti tipo flash!”.

“Scopo iniziale di Cartesio?”.

“Giungere a fondamenta certe e univoche per partire e raggiungere la conoscenza”.

“Azz! L’idea di un triangolo?”.

“Solo grazie al linguaggio: se non conoscessi quel termine, non arriverei ad associarlo agli oggetti di forma triangolare. (Potrei collegare a Cartesio e al Dio maligno: se mi crea in modo già dato perché io commetta errori, chi me lo dice che quell’oggetto sia davvero triangolare? Quindi, il dubbio da metodico si fa iperbolico. Potrei dubitare di qualunque cosa legata ai miei sensi)”.

“Azz eddue, Luì! Gli animali?”.

“Esemplificazione precisa di concetto corpo-macchina”.

“L’unica parte del corpo non divisa in simmetria?”.

“La ghiandola pineale, per questo luogo di legame fra corpo e anima”.

“Corpo e anima?”.

“Pensiero ed estensione”.

“Spinoza, com’è Dio?”.

“Immanente. Sostanza”.

“Forma di Stato preferibile per la civilizzazione?”.

“Monarchia”.

“Leviatano?”.

“Mostro del libro di Giobbe, nome dello stato di supremazia, copertina del libro: mostro con tutte le teste degli uomini sudditi”.

“Cioè, Luì…”.

“Eh, zì”.

“Vai a dare questa interrogazione e non rompere, devo andare a scuola pure io!”.

“Sì zì, ciao zì!”.

“Cià!2-

“Zì!”.

“Eh!”-

“Ho l’ansia!”.

“Non rompere! Fila!”.

“Va bene zì! Appena finisco ti chiamo”.

Ore 10:30, messaggio vocale: “Io lo trucido! Io lo trucido! IO LO TRUCIDO!!!! Zia!!!! Non si è presentato a scuola!!!! Non è venuto!!!!!”.

E scusatemi, io sapevo ciò che andava fatto. E l’ho fatto. Le ho detto che il suo prof, quello di “Cartesio, Spinoza e Hobbes in una sola lezione”, magari aveva avuto un malore improvviso e che l’accaduto era un’opportunità e non un ostacolo. Avremmo studiato ancora e la preparazione sarebbe stata eccellente la volta dopo.

Ma confesso, confesso, confesso: benedetto collega di filosofia che butti concetti meritevoli di tutta la concentrazione del mondo, in poco più di 50 minuti; collega di filosofia che poi ti stupisci del fatto che una classe di diciassettenni trovi inutile e detesti la tua materia, collega di filosofia che forse sei stato male e mi spiace, collega di filosofia che mi hai fatto fare le gimcane di ottordici parti dello scibile umano in un pomeriggio, collega di filosofia che hai fatto conoscere a chicchessia (per colpa mia) il nome di mia nipote, collega di filosofia… ma te l’hanno mai indicata la strada per il paese dei signori?

Er primo cittadino è amico mio, tu dije che te c’ho mannato io!!!

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donmichelangelotondo più di un mese fa

Lo smart working e la guerra

di Riccardo Luna
 

Lo smart working e la guerra

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Quando scoppiò la pandemia, improvvisamente scoprimmo lo smart working: eravamo in lockdown e senza il lavoro da casa sarebbe stata molto più dura. Si sarebbe davvero fermato tutto. Poi lo abbiamo archiviato, rapidamente: un ministro ha addirittura detto che era ora di tornare a lavorare davvero, tradendo una concezione novecentesca del lavoro. 

 

E se ora lo smartworking fosse una delle soluzioni possibili da adottare per far fronte alla crisi energetica aggravata dalla guerra? L’Agenzia internazionale dell’energia ha appena pubblicato un piano in dieci mosse per cambiare stili di vita e risparmiare 2,7 milioni di barili di petrolio al giorno: nel piano ci sono incentivi per i mezzi pubblici, car sharing e treni notturni, ma c’è anche lo smart working. Lavorare da casa fino a tre giorni alla settimana, ove possibile, consente di risparmiare circa 500 mila barili di petrolio al giorno. 

 

Insomma vale la pena di rifletterci davvero: lavorando da casa tre giorni a settimana si riduce enormemente il traffico delle città, con il relativo inquinamento dell’aria; si riducono i consumi di benzina; e una parte del costo della bolletta elettrica si scarica sul lavoratore e su questo andrà fatto un ragionamento. Ma ci sarebbe un miglioramento della qualità della vita. Senza che il lavoro ne risenta: tutte le indagini fatte finora dimostrano infatti che un lavoratore più autonomo e legato ai risultati e non alla presenza fisica in ufficio un certo numero di ore, è più produttivo. Che aspettiamo?

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donmichelangelotondo più di un mese fa

Lo Sputnik, i russi e la burocrazia

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Una fiala di Sputnik V, l'ultima versione del vaccino elaborato in Russia

Una fiala di Sputnik V, l'ultima versione del vaccino elaborato in Russia

Non vorrei trasformare questa rubrica in un’antologia di “cose che non capisco”, ma siccome non mi trovo in questa battaglia fra indiani e cow boys – il dibattito pubblico – e siccome la guerra che si combatte è anche, moltissimo, una guerra di notizie bisogna essere certi e se è il caso dirlo: non ho capito. E’ partita, avrete notato, la campagna contro quelli che si sono “fatti corrompere” dai russi dello Sputnik, il vaccino. Non ci sono, mi sembra, prove evidenti per ora: magari arriveranno.

Passo indietro. Non ho capito quale fosse la reale missione degli ufficiali russi arrivati a Bergamo nel marzo 2020, in piena pandemia. Leggo di trenta ventilatori mezzi rotti, di ingenti spese a carico dello Stato italiano. Cosa sono venuti a fare? Compiti sanitari, di intelligence? Il capo del governo dell’epoca, Giuseppe Conte, potrebbe forse spiegarlo. Passo avanti: non ho capito la frenesia di parecchi presidenti di regione ansiosi di acquistare il vaccino russo non autorizzato dall’Ema, l’autorità che ha regolato le nostre vite per due anni.

Leggo che il direttore dell’istituto Gamaleya di Mosca intendeva procedere per “accordi bilaterali con gli Stati” evitando “l’apparato burocratico delle agenzie regolatorie”, ci è in parte riuscito. Quindi l’Ema è un apparato burocratico evitabile? Chi si è attenuto al suo Verbo era un allocco? Poi c’è lo Spallanzani, che – leggo ancora – ha abbandonato Reithera per fare ricerca su Sputnik, e c’è qualcuno lì che dice di aver avuto proposte economiche per farlo. Che strana storia, no? Fra un Dpcm sui congiunti e uno su quanti metri si potessero percorrere per buttare l’immondizia: lo Sputnik, gli amici russi, le istituzioni che evitano la burocrazia.

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donmichelangelotondo più di un mese fa

Nostra sorella del 19 luglio

di Gabriele Romagnoli
 

Nostra sorella del 19 luglio

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La prima cosa bella di venerdì 25 marzo 2022 è la nostra sorella del 19 luglio. Luglio del '43. Non è un gioco di parole, numeri, date. Lei sta a pagina 150 del romanzo di Walter Veltroni La scelta

Tutto ruota intorno al bombardamento di San Lorenzo, con cui gli alleati scuotono la fiducia dei romani non soltanto nel regime, ma nello scudo del Papa, del Colosseo, della Storia. Nel trambusto i due ragazzi protagonisti hanno perso di vista la madre e quando il cielo torna chiaro la cercano correndo per ogni strada. Vedono questa donna riversa sul corpo di una ragazza bruna con una gonna a fiori, una camicetta bianca insanguinata e "il viso che non c'è più". La donna l'abbraccia, la culla, la chiama con il nome che è quello di sua figlia, convinta che sia lei.

Invece sua figlia, con il fratello, è a pochi passi: bionda, con altri vestiti. Come ha potuto confonderla? Perché rimane così attaccata all'altra anche quando la vera figlia si fa avanti? Perché i suoi occhi restano vuoti, senza sollievo né gioia? Perché anche l'altra è sua figlia: l'anagrafe è un caso, la famiglia quella che si costruisce vivendo e la pietà universale. O tutte queste parole non sono niente: lettere scure su fondo chiaro, fiato che si aggrega e qualunque lingua è straniera.

Ogni ragazza che muore oggi in Ucraina o nello Yemen è nostra sorella del 25 marzo. O siamo niente. 

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donmichelangelotondo più di un mese fa

(Leggo)
Lc 1,26-38 
«Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te»

 

Nella penombra di una casa, nel nascondimento dell’umiltà, la novità di Dio, lo straordinario che si fa evento, viene a visitare questa periferia esistenziale, per trasformarla nel centro della gioia. Il racconto dell’annunciazione sembra insegnare che si comincia da poco. Nazaret è poca cosa, la casa della ragazza è poca cosa. Quindi, avvenga quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto...

 

(Prego) Sei tu beata, Vergine Maria
che in obbedienza accogli la parola
attesa con speranza dai profeti
riscatto delle lacrime di Eva.

 

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donmichelangelotondo più di un mese fa

Papa: «Pazzia l’aumento spesa armi al 2% del Pil, mi sono vergognato»

Le parole durante l’udienza al Centro Femminile Italiano: il suo intervento arriva nelle stesse ore del vertice Nato di Bruxelles, dove il tema dell'incremento dei budget per la difesa è uno di quelli sul tavolo

di Carlo Marroni

Ucraina, Papa: comprare e fare armi non è la soluzione

I punti chiave

2' di lettura

«Io mi sono vergognato quando ho letto che un gruppo di Stati si sono compromessi a spendere il 2 per cento del Pil per l’acquisto di armi come risposta a questo che sta accadendo, pazzi!». Lo ha detto papa Francesco durante l’udienza al Centro Femminile Italiano. «La vera risposta non sono altre armi, altre sanzioni, altre alleanze politico-militari - ha affermato il Pontefice -, ma un’altra impostazione, un modo diverso di governare il mondo, non facendo vedere i denti, un modo ormai globalizzato, e di impostare le relazioni internazionali».

«La buona politica non può venire dalla sopraffazione»

Da giorni il Papa è tornato con maggiore decisione sul tema della spesa per armamenti, e il suo intervento arriva nelle stesse ore del vertice Nato di Bruxelles, dove il tema dell'incremento dei budget per la difesa è uno di quelli sul tavolo. Tra l'altro nei giorni scorsi la Germania ha annunciato proprio il target del 2%, e anche l'Italia – come confermato da Mario Draghi – si pone su questa prospettiva. «E’ ormai evidente che la buona politica non può venire dalla cultura del potere inteso come dominio e sopraffazione, no, ma solo da una cultura della cura, cura della persona e della sua dignità e cura della nostra casa comune», ha detto papa Bergoglio ricevendo in Udienza le partecipanti all’Incontro promosso dal Centro Femmi

La risposta non sono neppure «altre sanzioni»

«Lo prova, purtroppo negativamente, è la guerra vergognosa a cui stiamo assistendo. Penso che per quelle di voi che appartengono alla mia generazione sia insopportabile vedere quello che è successo e sta succedendo in Ucraina. Ma purtroppo questo è il frutto della vecchia logica di potere che ancora domina la cosiddetta geopolitica». «La storia degli ultimi settant’anni lo dimostra - ha osservato Francesco -: guerre regionali non sono mai mancate, per questo io ho detto che eravamo nella ’terza guerra mondiale a pezzetti’, un po’ dappertutto, fino ad arrivare a questa, che ha una dimensione maggiore e minaccia il mondo intero».

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La denuncia del «potere economico-tecnocratico-militare»

Per Francesco il problema di base è lo stesso - ha sottolineato -: «Si continua a governare il mondo come uno ’scacchiere’, dove i potenti studiano le mosse per estendere il predominio a danno degli altri”. «La vera risposta dunque non sono altre armi, altre sanzioni», ha indicato, aggiungendo ’a braccio’, «io mi sono vergognato quando ho letto che un gruppo di Stati si sono compromessi a spendere il 2% del Pil per l’acquisto di armi come risposta a questo che sta accadendo, pazzi!», e ancora “altre alleanze politico-militari, ma un’altra impostazione, un modo diverso di governare il mondo, non facendo vedere i denti, un modo ormai globalizzato, e di impostare le relazioni internazionali. Il modello della cura è già in atto, grazie a Dio ma purtroppo è ancora sottomesso a quello del potere economico-tecnocratico-militare».

 

https://www.ilsole24ore.com/art/papa-pazzia-l-aumento-spesa-armi-2percento-pilmi-sono-vergognato-AE3ceWMB

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