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donmichelangelotondo più di un mese fa

Lettera di un giovane soldato russo costretto al fronte

 
 
 

Caro Direttore,

mi chiamo Ivan e ho ventidue anni. Ti scrivo in questa maniera un po’ arcaica innanzitutto perché a me scrivere lettere piace tantissimo, e poi perché voglio abituarmi alla comunicazione epistolare, visto che qui da noi potrebbero staccarci internet da un momento all’altro. Se mi chiedi cosa penso della guerra, sinceramente, non saprei dirtelo con precisione, essendo la mia prima chiamata alle armi, ma, in tutta onestà, credo sia una figata pazzesca!

Sono lusingato che il presidente Putin abbia scelto proprio me fra tanti, è un uomo probo e giusto, ha l’Italia nel cuore ed Arcore è la sua seconda casa. Che onore servire il Paese, la nostra è una delle prime potenze mondiali e niente e nessuno potrà sconfiggerci, nemmeno la NATO!

La questione di internet, poi, è un’ingiustizia bella e buona! Ma è un atto dovuto nei confronti dei disertori, di quelli che il fato ha messo contro di noi. Considero una pagliacciata la protesta della giornalista con quei cartelli in diretta al telegiornale. Oh, anche Tolstoj ha parlato di “Guerra e Pace”, Muratov di Novaya Gazeta ha ricevuto il Nobel, si vis pacem para bellum, ho ancora in mente l’incisione sul cornicione dell’accademia di Kazan…

Denazificazione, questo ci ha ordinato l’alto comandante in grado, e a me gli Ucraini sono sempre stati un po’ antipatici, altro che zona cuscinetto, qui bisogna alzarsi dal letto e trasformare il sogno in realtà: liberiamo il Donbass e restituiamo legittimità alla Crimea!

Vi confesso, però, che tempo fa avevo una fidanzata ucraina, l’avevo conosciuta durante la messa del patriarca Kirill, abitava nei dintorni di una chiesa, in una cittadina il cui nome iniziava per “B”. B come bionda, occhi verdi, un culo da paura, facevamo l’amore h24, poi le nostre strade si sono divise. Helena, le comprai persino una borsa Chanel, di quelle che oggi le nostre influencer stanno facendo a pezzi in streaming.

Sui carrarmati yallet spunta una Z, no, non quella di Zorro, ma il simbolo dell’operazione militare speciale, al posto della spada abbiamo fucili d’assalto e granate, ma il generale ha menzionato anche altra roba pesante. Armi chimiche? Direttore, mi meraviglio di te! Quelle ce l’ha il figlio di Biden nei laboratori di Mariupol, lui e il suo socio Zelensky, che però, dai, fa un po’ ridere. Sapevi facesse il comico? L’ho scoperto l’altro ieri, mentre stavamo sparando fuochi d’artificio a Zaporizhzia, abbiamo fatto razzìe in un ristorante del posto (per scongiurare una nuova Chernobyl) e sulla parete c’era una foto proprio di Zelensky con Sean Penn, Grillo e Di Maio che, secondo il ministro Lavrov, di cucina, diciamo così “diplomatica”, se ne intende! Tra una sbornia ed un hangover, abbiamo incrociato lungo la strada del Nord Stream 2 il Sindaco di una città, non ricordo esattamente quale, con indosso una t-shirt di Salvini. Ci ha raccontato, divertito, della gag con Matteo, della sua amicizia con i nostri oligarchi, e dei 49milioni di buoni motivi per spegnere i condizionatori ed acquistare l’energia americana.

Loro ci tolgono internet, yatcht, e conti nel sistema bancario Swift? E noi vi togliamo il gas, facendovelo pagare in rubli. Niente di personale, Direttò, è che su internet girano così tante fake news e chi fa il vostro mestiere qui rischia la legge marziale!

Mi ha però un po’ infastidito vedere la carovana di gente ucraina fuggire dai tank russi, non immaginavo così tante donne e bambini, molti piangevano e, mentre i miei commilitoni scherzavano, io ho ripensato alla mia famiglia, forse l’avevo lasciata troppo prematuramente, mi mancavano i miei amici, la mia scuola, il Rubin, la mia squadra del cuore. La felice e spensierata trasferta di Europa League a Donetsk contro lo Shaktar non la dimenticherò mai!

Ora che siamo a Bucha non posso restare impassibile di fronte alle fosse comuni, non è il mio divertimento, non è la mia passione, non sono i miei valori. Inorridito, indietreggio a passo svelto e inciampo su un corpo dilaniato. Si sentiva ancora l’odore dei suoi capelli, il biondo era rimasto limpido nonostante tutto,  come un fiore di loto nel fango, l’azzurro degli occhi non potevo vederlo, le palpebre di Helena erano serrate ed eloquenti allo stesso tempo. Il suo Amore arrivava esanime e potente nel mio petto sconfortato e lacerato.

Caro Direttore, siccome tu di libri ne capisci, potresti inviarmi “L’idiota” di Dostoevskij? Vorrei regalarlo al mio Presidente…


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donmichelangelotondo più di un mese fa

(Leggo)

«Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!» Gv 11,45-56.

 

Gesù non era un pericolo! Egli muore per il suo popolo, per riunire in un solo corpo i figli di Dio che erano dispersi. Prima della morte, Gesù prega il Padre suo, perché tutti possano essere “uno” come lui con il Padre.

 

(Prego)

Volgiti a noi, Signore
siamo ciechi sulla tua strada
aprici gli occhi, dona la luce
noi vedremo i tuoi prodigi.

 

(Agisco)

Il nostro frequentare la Chiesa e ricevere i sacramenti produca frutti visibili di conversione a Dio e di comunione con i fratelli.

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donmichelangelotondo più di un mese fa

(Leggo)
In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio» Gv 10,31-42.

 

Gesù non è stato condannato a morte, come Giovanni Battista, perché predicava la giustizia e nemmeno perché i suoi miracoli preoccupavano i potenti, ma piuttosto perché si dichiarava Figlio di Dio e, per la legge di Mosè, una simile affermazione meritava la morte. n questi ultimi giorni prima della Passione, la Chiesa ci spinge ad attaccarci, con una fede amorosa e piena, a “colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo”.

 

(Prego)

Concedi, Dio onnipotente,
ai tuoi fedeli, che invocano la grazia della tua protezione,
di essere liberati da ogni male
e di servirti con animo fiducioso.

 

(Agisco)

Prendere le difese di chi è debole

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donmichelangelotondo più di un mese fa

(Leggo)

«Gesù si nascose e uscì dal tempio» Gv 8, 51-59.

 

E poi ci arrabbiamo quando lui non fa ciò che noi vorremmo, quando lo invochiamo, quando pretendiamo un suo intervento... Ecco lui fugge da una spiritualità di miracoli o di evidenze. Si ostina invece nella vita di ogni giorno attraverso mani parole occhi di tanti che ci circondano...figli di  quell'unico Dio che Lui conosce bene.

 

(Prego)

Sapremo nel deserto resistere al maligno nell'ora della lotta il tuo nome invocare?

 

(Agisco)

Creare pace che fiorisce da gesti di collaborazione di perdono

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donmichelangelotondo più di un mese fa

(Leggo)

«Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» Gv 8,31-42.

Essere libero o essere schiavo del peccato, ecco il dilemma che ogni uomo deve affrontare. Essere libero significa appartenere completamente a Dio, fare la sua volontà, poiché egli desidera la nostra salvezza.

(Prego)

Al sorgere del sole noi cantiamo
a te, Signore nostro, Dio fedele
sei fonte di bontà e di amore
e sei misericordia al peccatore.

(Agisco) 

Com'è la mia fede? Se sia sentimentalistica, oppure senza gioia oppure intransigente con gli altri: che io possa liberarmi e vivere invece come figlio/a.

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donmichelangelotondo più di un mese fa

Carissimi,durante il biennio di viceparrocato "alla San Paolo" di Andria ebbi modo di conoscere Antonio Losito giovanissimo che muoveva i primi passi nell'arte della recitazione...ed ora dopo quasi 20 anni (lontani fisicamente ma vivi nei ricordi) ammiro la su bravura. Se potete guardatelo il suo ennesimo cortometraggio, semplicemente bello!

 

https://lm.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.rai.it%2Fdl%2Fportali%2Fsite%2Farticolo%2FContentItem-e54dc010-a38b-45ba-8d18-a7a51de948bf.html%3Ffbclid%3DIwAR1CCGHsrFa9w4PSy5vBvYC2ZVw4C9N9s88A-Q_fB78bmnz-TZCmrnX2fG4&h=AT2WlByOJxxxGR6HD549UE1CMQxKyqsKiyLswMKNjJmMdenD35FL9o8ephPqKLYnS9LYxt67lp-_H6RicNVpklbdsxTVa5w4kEMdu7_ZhYuMwRbJZyhuqqf6hQjQdWNFLXb2WddH_HR95lsSJEAZbw

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donmichelangelotondo più di un mese fa

(Leggo)

«Io vado e voi mi cercherete. Dove vado io, voi non potete venire» Gv 8,21-30.  

 

Credere che egli è l’inviato, il Messia, e credere nelle sue parole. Allora si impara a seguirlo nel mistero pasquale, nella passione, nella morte sulla croce e nella risurrezione. Altrimenti come dice proprio Lui non riusciremo a seguirlo.

 

(Prego)

O Dio, lento all’ira e grande nella misericordia
verso coloro che sperano in te,
concedi ai tuoi fedeli di piangere i mali commessi,
per ottenere la grazia della tua consolazione.

(Agisco)

Riconosco oggi almeno una illusione che mi allontana da Gesù Cristo.

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donmichelangelotondo più di un mese fa

Lavorare come un panda

Lavorare come un panda
1 minuti di lettura
 

Sono affascinato dal tema del futuro del lavoro. Che stia cambiando tutto è evidente, capire come è più complicato. Per provarci bisogna seguire i segnali giusti. Per esempio quello che sta accadendo a Bitpanda. E’ una startup austriaca che si occupa di finanza ed è molto cresciuta non solo come valutazione, oltre quattro miliardi di euro, ma come dipendenti, quasi mille (erano 150 all’inizio della pandemia). Un anno fa a gestire queste mille persone è arrivata una giovane manager olandese Lindsay Ross e la prima cosa che ha pensato è stata: “Oh mio dio, qui stanno lavorando tutti come matti, hanno bisogno di una vacanza”.

 

E ha convinto i tre fondatori a chiudere tutto per una settimana. Tutto, in modo che quando stai in vacanza non sei inseguito da telefonate ed email, e quando torni non trovi una montagna di lavoro accumulato. Ha funzionato, dopo quella settimana i dipendenti sono tornati carichi e pronti a lavorare meglio di prima. La settimana di break così è stata istituzionalizzata: due volte l’anno ci si ferma tutti (ovviamente il servizio clienti resta attivo e prende pause in momenti diversi).

 

Qualcuno ha obiettato: fanno queste pause perché il resto dell’anno lavorano troppo, altrimenti scoppierebbero. E Lindsay Ross ha rilanciato: ferie illimitate pagate per tutti. Non un bengodi, ma un patto di fiducia. Dice la Ross: “Siamo adulti, diteci di cosa avete bisogno e quando e assieme troviamo una soluzione”. Morale: le persone possono correre al massimo solo per un certo periodo, gestire le pause è fondamentale per lavorare meglio, durare più a lungo e vivere felici. Forse il lavoro sta davvero cambiando, intanto io tifo per Bitpanda. 

 
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