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donmichelangelotondo più di un mese fa

Chi scende e chi sale

 
 
 

…in croce

Si muove come un bradipo, l’incandescente situazione europea, mantenuta viva da canagliate, supposti, mezze verità e tante menzogne. L’eco, i rimbombi delle armi che grandinano come maledizione dal cielo, persegue un fine altamente macabro da far raddrizzare i capelli ai tanti “giovin signori” coi loro “rubati onori”, citati ne “Il Giorno”, dal Parini, nel nostro caso, gli oligarchi russi e non solo…

Gli embarghi, i sequestri, le confische, le mosse più disparate per bloccare l’economia e la normale vita di uno Stato, sembra che giovi cinicamente a chi è preso di mira.

Cosa significa tutto ciò? È semplicemente detto. Dopo aver creato una siffatta globalizzazione, dove ognuno contratta con l’altro per lo scambio dei propri prodotti ed altri rapporti in genere, culturali, economici etc.…non può esimersi, da un giorno all’altro, di cambiare le carte in tavola. Le filiere già aperte e consolidate nel tempo, una volta interrotte, creano disagi di ogni tipo. I “bisturi” che poi si adoprano per sanare le conseguenze diventano a doppio taglio, da far male sia al paziente che al chirurgo. Ne stiamo vedendo delle belle e sembra che la Russia presa di mira continui ad estrarre soldi dal “cilindro” come usano fare i prestidigitatori coi conigli ed altre fantasticherie. Dopo simili rappresaglie finanziarie contro gli oligarchi ancora non si vede alcun di loro per i campi a raccoglier verdure spontanee da mettere in tegame. Putin se ne rimane comodo in poltrona nel suo Cremlino e se qualche generale zoppica, lo licenzia. L’ammiraglia della marina russa affonda? Peggio per essa e chi ci stava a bordo. Se un personaggio tale ha intrapreso una simile operazione di pulizia nazista, com’egli afferma, e adopra mezzi altrettanto atroci: o non si accorge di essere un nazista lui medesimo, oppure sta dando il cambio per sostituirli.

Dopo che la Russia ha messo fuori discussione tutti i mezzi d’informazione, eccetto quello statale, ha lasciato un popolo intero, nella disinformazia assoluta, rendendo la gente di casa, assorbente di fake news e inconsapevolmente consenziente a ciò che sta accadendo.

L’intera situazione russa in Ucraina si sta evolvendo con manovre ambigue, come già era iniziata: semplice, ordinaria esercitazione militare? Sì, ma perché ai confini di uno Stato adiacente al proprio e non in Siberia? Ma semplice no? Più comodo e più facile varcarli, i confini. Adesso ci stanno provando Finlandia e Svezia e la risposta della Russia è la medesima: spiegamento di armi anche su quelle frontiere.

Se dovessimo fare similitudini e mettere a confronto le mosse russe con la scaltrezza dei partenopei con la carta da scegliere, “questa vince, questa perde”, non sarebbe un rebus. La carta vincente è quella di scoprire presto le intenzioni dei russi prima ancora che dal capire o sfilarsi dal gioco delle “tre carte” dei napoletani. I compari in gioco poi… quelli di Forcella sono i più vaporosi, i meno riconoscibili, i più preparati.

Ma stiamo ancora parlando, di che cosa? Lo stravolgimento è totale. È stato coinvolto Francesco e la Via Crucis, mettendo in discussione una procedura ultra-millenaria. Sono i nuovi Bravi ad imporre che: -Il rito non sa da fare, ma si è realizzato lo stesso. Se almeno Gesù avesse potuto schiodarsi da solo, da come lo avevamo inchiodato! Scendere dalla croce e cominciare a prendere a “calci nel sedere” chi si stava giocando la Sua “tunica” ai dadi “truccati”: avremmo ricevuto il vero uovo di Pasqua.

Purtroppo anche l’Europa è stata messa in croce, ma con le sue colpe. Ora si ritrova con un popolo crocifisso da un lato e una folta di furfanti dall’altra. Di figure come Ponzio Pilato se ne possono scegliere a caso fra i tanti doppiogiochisti, solo che per lavare le loro mani occorrerebbero le acque del Niagara…

Si procede con circospezione, guardandosi in modo furtivo, coscienti di non aver l’animo a posto. Ma si procede comunque, scansando il seminato di relitti bellici e di cadaveri, in un’orgia dantesca già scritta e malamente interpretata, come se la poesia abbia un’anima fasulla e sia lontana, molto lontana dall’etica avveniristica e costruttiva di pace e di fede.

L’esultanza si manifesta più ascoltando, i risultati micidiali delle armi in corso, piuttosto che sussultare di gioia alla Risurrezione del Cristo. Il rito della croce si ripete, anno dopo anno: dimostra che il peccato è talmente radicato che ha bisogno che Egli s’immoli in eterno, per debellarlo. Da parte nostra è disumanità: puro, gratuito, accanito sadismo, o leggera noncuranza?

Mia madre diceva spesso a mio padre: – Se esci in piazza con la tua “croce” ritorna a casa con la stessa e non cangiarla con quella degli altri che è quasi sempre più pesante…

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donmichelangelotondo più di un mese fa

Buona Pasqua a chi risorge: anche in questo modo e in questo mondo

Giorni fa, ho avuto la possibilità di vivere una esperienza straordinaria. Ho potuto fare quattro ore di lezione, due per volta, ad una classe di ragazzi e ad una di ragazze. Fin qui, nulla di straordinario, direte, se non fosse che le classi “unisex” sono ormai in via di estinzione.

Il fatto è che queste classi erano e sono speciali per un’altra ragione. Qualcuno le definirebbe in vario modo: classi di delinquenti, avanzi di galera, disadattati, ragazzi problematici. E così via.

C’è anche chi le definisce “le mie bestie”, ma con molto amore, perché si tratta della loro insegnante.

E proprio da costei mi è giunto l’invito a donare un giorno di lezione. Ovviamente, in apparenza, il dono lo facevo io. Ma sappiamo tutti che il dono, in realtà, l’ho ricevuto.

La lezione non aveva un oggetto preciso. Desideravo parlare loro di quanto la scuola, la pubblica istruzione, sia stata importante nella mia vita. Di quanto e come mi abbia salvato. Ho raccontato loro di quando la mia maestra mi metteva in punizione, perché ero davvero un ribelle, ma mi difendeva sempre, perché mi voleva bene. Ho raccontato del fatto che, una volta, con una reazione scomposta, ho rischiato di far male sul serio ad un compagno di classe che mi derideva per la mia obesità: in quella occasione, e chissà in quante altre, sarei potuto finire in galera.

Ecco, alla fine, mentre parlavo, e mentre li ascoltavo, ho finito per rendermi conto e confessare che ero esattamente uno di loro e che se non ero finito in gattabuia o a scontare misure alternative alla detenzione è solo perché sono stato fortunato e, soprattutto, sono stato amato.

Ci siamo capiti subito. Parlavamo la stessa lingua. Asciutta, diretta e senza infingimenti. Andando dritti al sodo. È stato magnifico, mi sono potuto sedere tra i loro banchi e lasciare che salissero loro in cattedra. Ho ricevuto anche un ringraziamento bellissimo da una tutor d’aula che, rimasta in silente ascolto per tutto il tempo, ha poi detto di aver ritrovato, grazie a quell’esperienza, la motivazione e la carica giuste per durare la fatica di ogni singolo giorno in un lavoro che non deve essere proprio semplice.

Siccome poi in questi casi io cito sempre don Milani – Un operaio conosce 100 parole, il padrone 1000. Per questo lui è il padrone –, ho voluto salutarli regalando loro il significato di due parole: programma e sviluppo, le stesse dell’ente di formazione da loro frequentato.

Ne ho chiesto il significato e, come sempre in queste circostanze, le risposte sono arrivate timide e stentate. Per spiegare programma, mi sono rifatto all’etimologia: pro-grapho, ovvero scrivo davanti, scrivo prima. Quanto a sviluppo, ho chiesto un foglio, l’ho piegato più volte su se stesso fino a ridurlo ad un quadratino e quindi, riaprendolo sotto i loro occhi, l’ho sviluppato, mostrando così che ciò che appare piccolo, può diventare grande e rivelare tesori nascosti.

Mentre li ringraziavo ancora per il magnifico tempo che mi avevano donato, ho aggiunto: «Ricordatevi, ragazzi. Potete scrivere prima chi volete essere e potete svilupparvi rivelando le perle che nascondete in ciascuno dei vostri cuori. Io, grazie alla scuola, ci sono riuscito. Potete farlo anche voi e qui, tra chi vi vuol bene, potete decidere di dare una seconda possibilità alle vostre esistenze».

Piccola nota di chiusura: avevamo tutti gli occhi lucidi e un bel pumpum nel petto.

Buona Pasqua a chi risorge, dunque: anche in questo modo e in questo mondo.

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donmichelangelotondo più di un mese fa

L'ologramma teletrasportato come in Star Wars: il metaverso è fra noi

L'ologramma teletrasportato come in Star Wars: il metaverso è fra noi
1 minuti di lettura
 

Nel 1978, in una scena memorabile di Star Wars, la principessa Leyla compare sotto forma di ologramma a Obi One Kenobi per chiedere aiuto contro l’Impero. Il tempo è passato, le tecnologie si sono evolute e siamo arrivati lì anche noi: agli ologrammi che si teletrasportano nello spazio. E’ accaduto qualche mese fa, l’8 ottobre,, ma la Nasa lo ha detto soltanto adesso: l’ologramma di un chirurgo, Josef Schmid, è stato teletrasportato da terra sulla Stazione Spaziale Internazionale, che era a 400 chilometri di distanza, dove ha interagito con gli astronauti. Con il dottore c’erano anche il capo della startup di realtà virtuale che aveva messo a disposizione la tecnologia (Aexa Aerospace), e un paio di collaboratori che naturalmente si sono fotografati a bordo della Stazione Spaziale sebbene in quel momento fossero a terra. 

 

Il fenomeno ha un nome preciso: holoportation, l’unione delle parole hologram e teleportation, teletrasporto, e non è una novità assoluta. Dieci anni fa al festival Coachella comparve l’ologramma di un rapper ucciso molto tempo prima che fu in grado di duettare con Snoop Dogg. E più recentemente la Microsoft ha fatto una dimostrazione di una tecnologia in grado di far apparire nella stessa stanza le persone durante le riunioni in smart working. 

 

Quello che sta accadendo però è che questi sistemi stanno diventando sempre più facili, realistici ed economici. E’ una prospettiva interessante: non siamo noi ad entrare nel metaverso, in una realtà virtuale; ma è il nostro ologramma a vivere nel mondo fisico. Il confine fra le due dimensioni sarà sempre meno percettibile. 

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donmichelangelotondo più di un mese fa

Ricchi, poveri e principio di realtà

 
Mike Tyson, ex campione mondiale dei pesi massimi, come si presenta oggi

Mike Tyson, ex campione mondiale dei pesi massimi, come si presenta oggi

Quando nella prossima vita mi applicherò a studiare neuroscienze sarà perché ho passato questa a chiedermi dove abbia sede, nel cervello, l’area che ci fa credere cose inverosimili e ci impedisce di credere alla realtà. Sì, certo, l’educazione la storia personale l’alimentazione, le privazioni e gli eccessi. Tutto concorre. Ma deve pur esserci un’area - anche minuscola, sovente disabitata - dove può aver sede, a coltivarlo, il principio di realtà.

Quello che ti impedisce di trovare enigmatica e attraente una persona egoista e crudele, per restare sul personale universalmente noto. Mi domando anche se non credere all’evidenza e credere a quel che non è siano facoltà speculari e simmetriche, se viaggino sempre insieme o separate. Poi c’è la mala fede, naturalmente, la Shoah è un’invenzione eccetera, ma parliamo qui degli ingenui. I convinti senza interesse. Di quelli che “non sono feriti, sono attori, non sono morti, sono fantocci, non è un virus, è un complotto” sappiamo tutto. Negazionisti incupiti.

Gli immaginifici, invece, creano mondi. Aggiungono: i chip, le scie chimiche, i rettiliani travestiti da leader mondiali. Ieri ho sentito che Mike Tyson, il pugile, ha detto di essere al corrente del fatto che ci sono luoghi dove i ricchi radunano i poveri per cacciarli, tipo caccia alla volpe. Lo ha assicurato. Per coincidenza, mi stavo giusto chiedendo come mai “3%”, la serie brasiliana, pur essendo di qualche anno precedente abbia avuto meno successo di “Squid game”, quella coreana. Sono sempre ricchi che giocano a uccidere poveri. Quello che non sapevo, e che ora Tyson mi ha rivelato, è che si tratta di docufilm. Anzi, docuserie. Bene. Anche questo giorno non è passato invano.

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donmichelangelotondo più di un mese fa

Oggi è un altro giorno

Oggi è un altro giorno
(afp)
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La prima cosa bella di giovedì 21 aprile 2022 sono i profeti di sventura, essendo finora noi sopravvissuti alle loro apocalittiche predizioni. Sono loro a darci speranza. Prendete per esempio questo che chiamano "il veggente texano". Già così ti mette di buonumore perché lo immagini laggiù, fra mandrie e cowboy, a divinare. Horacio Villegas, si chiama. Dicono sia affidabile perché nel 2015 predisse la vittoria di Trump, cosa che feci peraltro pure io, ma in seguito cercando di dimenticarmene.

Ora prevede lo scoppio della terza guerra mondiale per il prossimo 13 maggio, quindi fra tre settimane. La situazione è in effetti seria, in alcuni casi disperata, ma l'esistenza di veggenti del Texas aiuta a credere che sia superabile.

È mettere una deadline, letteralmente una linea mortale, e riuscire poi a scavalcarla che consente di andare avanti con qualche fiducia. Non in noi stessi, non nelle nostre capacità, ma nel rotolare della pietra, nel girare della Terra, nell'istinto di sopravvivenza se non della specie, dell'universo. Nulla più. Se Horacio dicesse semplicemente "Verrà il giorno", avrebbe ragione. Mettendoci la data, sbaglia. Ma sono convinto che lo sappia e lo faccia per noi, perché possiamo svegliarci il 14 maggio e dirci "Anche oggi è un altro giorno".

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donmichelangelotondo più di un mese fa

 (Leggo)

«Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! » Lc 24,35-48.

 

L’apparizione di Gesù agli apostoli è strana e tuttavia familiare. Dice loro: “Pace a voi!”. Ma essi sono colti dalla paura e pensano che si tratti di uno “spirito”. Allora, egli fa toccare loro il suo corpo, e mangia davanti ai loro occhi.
Perché, siccome la fede nella morte e nella risurrezione di Gesù è il fondamento di tutta la predicazione, questa non tollera alcun dubbio.

 

(Prego)

O Dio dei nostri padri, che hai disposto gli eventi della storia per prefigurare il mistero del tuo Figlio divenuto per noi Servo sofferente e Signore glorificato, rendici degni della grazia che ci hai donato con la fede nel Cristo che vive e regna con te per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

(Agisco)

Leggo per intero un libro biblico del nuovo testamento e magari mi faccio aiutare da qualcuno per una comprensione generale del testo.

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donmichelangelotondo più di un mese fa

Carissimi, tra una commissione e l'altra ascoltate questa stupenda intervista... https://www.raiplay.it/video/2022/04/A-Sua-immagine---Lorena-Bianchetti-in-un-colloquio-esclusivo-con-Papa-Francesco---15042022-7ff801e9-4792-465c-be50-ef5e185d3795.html?wt_mc%3D2.app.cpy.raiplay_vod_A+Sua+immagine_A+Sua+immagine+-+Lorena+Bianchetti+in+un+colloquio+esclusivo+con+Papa+Francesco+-+15%2F04%2F2022.%26wt

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donmichelangelotondo più di un mese fa

Oggi sulla terra c’è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato.

Così un’antica Omelia sul Sabato santo invita a sostare nella contemplazione di quel Dio addormentato, che si è fatto solidale con gli uomini mortali, entrando come loro nel sonno della morte.

Il sonno del Cristo illumina il sonno della morte di ogni mortale: è un’immagine carica di speranza e di fiducia, non già all’insegna di un’ingenua consolazione che vorrebbe edulcorare la tragicità della morte, facendole indossare i tratti metaforici del sonno, ma rischiarata dalla fede nel Dio di Abramo, nel Dio di Isacco e nel Dio di Giacobbe, nel Dio non dei morti, ma dei viventi (cf. Mt 22,32), e illuminata dalla sua promessa di vita.

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