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PAVIA “PICCOLA PARIGI”

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Miniracconti di DINO SECONDO BARILI

Disegni di TERESA RAMAIOLI

2 giugno 2021, 509 – 895 – 2.6.21 – 186

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L’AMORE … E UNA GATTINA DI NOME DORINA

La perdita improvvisa del lavoro provoca inevitabilmente nelle persone coinvolte un traumatico stato di prostrazione. Una settima fa, è stato cosi anche per Giulia, bellissima trentenne pavese … alta, bionda, occhi azzurri, fisico mozzafiato … commessa in un elegantissimo  Negozio di Milano. Purtroppo, sono avvenimenti di tutti i giorni. C’è chi trova … e chi perde il lavoro: è la vita e la società di oggi dominata dalla economia. Una settimana fa è stata la volta di Giulia, la quale, per una mattina intera,  la prima da disoccupata, non ha fatto altro che girovagare per Pavia … da Strada Nuova e lungo la riva sinistra del fiume Ticino … tanto per scaricare la tensione che l’attanagliava. Si fa presto a dire … perdere il lavoro, ma ogni persona coinvolta vive il “suo” dramma che solo lei è in grado di capire e valutare la portata. Sembrava che il mondo intero le fosse caduto addosso … E’ stato in questo particolare stato d’animo che Giulia si trovata a camminare senza una meta lungo il sentiero che dall’Idroscalo porta al Ponte della Ferrovia … E’ stato all’altezza del Ponte Coperto che ha sentito un miagolio sommesso … come di un gattino che chiedesse aiuto. Giulia si è guardata intorno, ma non è riuscita a individuare da quale parte il miagolio provenisse. Intanto il miagolio sommesso continuava. Finalmente, Giulia ha guardato meglio tra i cespugli … ed ha individuato un gattino di pochi mesi intrappolato tra le felci. A fatica è riuscito a prenderlo e questi miagolava come un disperato. Giulia ha capito che il micino doveva stare proprio male … infatti, aveva una zampina che penzolava e guai se gliela toccasse. Si sa che quando una persona è sensibile non ci pensa due volta a dare la precedenza a chi ha più bisogno. Per Giulia è stato un attimo pensare al suo amico Veterinario, il Dott. Manfredo. Solo lui poteva aiutare un gattino così conciato. Il Dott. Manfredo si è dato da fare. Il suo scopo era mettere in condizioni di vivibilità il gattino di Giulia … la quale si è sentita porre una inaspettata domanda. “Come si chiama?” La trentenne non sapeva neanche se era maschio o femmina. A tirato ad indovinare. “Secondo me potrebbe chiamarsi Dorina … tanti anni fa aveva una gatta che era superlativa. Si chiamava appunto Dorina” Il Dott. Manfredo, il Veterinario, è stato un po’ in silenzio … poi ha detto la sua. “Giulia … la tua gattina ha una gamba rotta. Adesso provvedo a stabilizzarla … ma mi sembra che quanto ti è accaduto è quasi opera del Destino”. Giulia ha fatto fatica a seguire il discorso del Veterinario. Si è limitata a fare un domanda. “Perché, tutto questo discorso?” Il Veterinario e Giulia gustavano spesso il caffè in Piazza della Vittoria. C’era, quindi, una particolare confidenza tra i due. “Giulia, posso chiederti un favore?” – “Certo” ha risposto la trentenne. “Vedi, Giulia, io ho un fratello di qualche anno più grande di me, il quale ha quarant’anni, ed è quasi sempre in giro per l’Italia per consulenze e conferenze su materie particolari. Purtroppo, dato il suo particolare lavoro, è single … e sua unica compagnia era una gatta di nome Dorina … che un mese fa è mancata per vecchiaia. Mio fratello, che si chiama Oreste, è alla disperata ricerca di una gattina … che come la prima, gli tenesse compagnia. Cosa ne dici se ti presento a mio Fratello? … insieme alla nuova Dorina?” Per Giulia è stata una proposta inattesa e di difficile interpretazione. Dopo tutto cosa c’era di male ad incontrare il fratello del Veterinario? Ed è stato proprio in quel momento che Oreste, il Dott. Oreste, ha suonato al “Centro Assistenza Gatti e Cani del Dott. Manfredo”. Ormai il Destino aveva deciso. Manfredo ha presentato Giulia a Oreste … ed ha raccontato la storia della gattina Dorina. Il Dott. Oreste, non ha fatto alcuna domanda. Ha accettato tutto per oro colato. Non solo. Ha chiesto a Giulia se era disposta a curare la gattina Dorina per tutto il tempo in cui la gattina avrebbe avuto bisogno di cure … anzi, è andato oltre. Visto che doveva partire per Firenze, dove doveva tenere una Conferenza, ha chiesto a Giulia se era disposta a seguirlo, ed in sua assenza, avere cura di Dorina. Naturalmente, il Veterinario aveva a disposizione una comoda gabbietta da strasporto gatti. Ed è proprio in questo capovolgimento di situazione che Giulia, si è sentita attratta irresistibilmente dal quarantenne Dott. Oreste, single, dall’indiscutibile fascino dell’intellettuale di alto livello, educato e sensibile.  Viaggiare in auto da Pavia a Firenze, poi ha permesso a Giulia e Oreste di fare conoscenza, di approfondire una infinità di argomenti. Firenze è fatta apposta per trasformare la conoscenza tra due persone … in un fatto intimo, di piacere reciproco. Proprio quello che Giulia desiderava … e Oreste pure. Intanto Dorina dormiva nella sua gabbietta portatile … come fosse una piccola culla. Firenze era ormai alle porte … dopo l’incantevole viaggio nel paesaggio toscano. Firenze è un invito a sognare per tutta l’arte che offre … come fosse il paradiso dell’amore. Infatti, prima che Oreste si dirigesse verso il luogo della Conferenza, si era già deciso. Aveva già espresso il suo desiderio. “Giulia, mi piaci … Sei proprio la donna che stavo cercando. Ora che ti ho trovata … non ti lascio più” Giulia ha chiuso gli occhi per gustare meglio una simile dichiarazione d’amore. Mai ricevuta prima d’allora.   Forse, sarebbe stata l’unica in tutta la sua vita. E, ad occhi chiusi, … ha assaporato il suo primo bacio da Oreste … il quale ha capito che era giunto la sua ora. L’ora dell’amore. L’ora in cui esiste solo il presente. Quello che stai vivendo, di cui non devi fare altro che accettare tutto … perché, in fondo, nonostante i progressi della scienza … il futuro è sempre e solo nelle mani di Dio … e l’amore è e resta UNA COSA MERAVIGLIOSA DA VIVERE INTENSAMENTE. Non ci sono spiegazioni … tutto accade … ciò che deve accadere.

W L’AMORE

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W L’AMORE, 2 giugno 2021, 509 – 895 – 2.6.21 – 186 -

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PAVIA “PICCOLA PARIGI”

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1 giugno 2021, 508 – 894 – 1.6.21 – 185

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L’AMORE … E UNA VILLA IN VENDITA

Una settimana fa, il Dott. Giandomenico non era nelle sue migliori condizioni. Cinquantenne bellissimo e ricchissimo, uno dei migliori partiti di Pavia, era giù di squadra. Causa le sue numerose proprietà, era sempre impelagato in qualche grana. Ora, per il tetto di un appartamento a Vigevano ed un altro a Milano … ora per il passo carraio sul quale erano nate delle diverse interpretazioni in una proprietà a Varese. Insomma, quasi tutti i giorni una grana … e lui, il Dott. Giandomenico, doveva correre, ora qua ora là, per sistemare ogni cosa. Arriva anche il momento in cui una persona comincia a fare delle riflessioni. “Come? Io, cinquantenne, preso come in un vortice da mille richieste, le più impensate, che fanno si parte del mio patrimonio … ma alla fine, non hanno nulla a che vedere con la mia vita … Anzi, quale vita? … cinquantenne, SINGLE, il quale avrebbe in mente ben altra vita … una vita a sogno … giornate in buona compagnia … con una trentenne bellissima, alta, bionda, occhi azzurri, fisico mozzafiato … Invece mi ritrovo ogni giorno in mezzo ad una continua serie di contrasti, a  volte anche effimeri, che però non finiscono mai di inacidire ogni cosa” Era proprio il pensiero che turbinava nella mente del cinquantenne Giandomenico, mentre la mattina di una settimana fa … si concedeva il suo solito caffè in solitaria in Piazza della Vittoria a Pavia. Per fortuna che, una settimana fa, mentre il Dott. Giandomenico si concedeva l’ultimo sorso del primo caffè della giornata … si è trovato vicino la Dott. Paola, bellissima trentenne pavese … alta, bionda, occhi azzurri, fisico mozzafiato, la quale aveva voglia di parlare. “Giandomenico come mai un viso così accigliato? … è appena mattina” Giandomenico ha allargato le braccia sconsolato, “Paola, devo andare a Genova per una delle solite grane nelle mie numerose proprietà e non ne ho proprio voglia” La trentenne si è fatta consolatrice. “Giandomenico, se vuoi posso venire con te e tenerti compagnia” La trentenne aveva parlato senza neanche pensarci … come fosse una delle solite frasi che si dicono tanto per dire qualcosa. Invece, per il cinquantenne è stato come una boccata di ossigeno. “Paola, sarei ben felice … dici davvero?” – “Certo” ha confermato la trentenne … ma si è resa improvvisamente conto di essersi impegnata alla cieca, senza un perché. “Giandomenico, hai detto che devi andare a Genova … Non andrai a Genova, immagino, via Autostrada” – “Si certo. Paola, io vado sempre a Genova via Autostrada da Pavia. Hai dei problemi?” E qui, Paola, si è sentita piena di fantasie. “Giandomenico non ho niente contro l’Autostrada … ma per andare a Genova, da Pavia, ci sono anche altre strade … le strade Provinciali. Si allunga un po’ il percorso, ma hai davanti paesaggi bellissimi, borghi di incomparabile bellezza, un mondo che pochi conoscono e non sanno quanto perdono” Il Dott. Giandomenico non aveva nulla in contrario. Anzi, pur di fare un viaggio in compagnia della bellissima Paola, avrebbe girato tutta la Provincia di Pavia e di Genova. Ha accettato. Si sa quanto sia piacevole la compagnia di una trentenne per un cinquantenne che sognava l’amore, quello vero, quello che accade una sola volta nella vita. Si dice anche che “E’ la compagnia / la più bella cosa che ci sia” … con una trentenne, poi …  i lettori e le lettrici sanno tutto e il perché. Giandomenico e Paola sono partiti in Ferrari da Piazza della Vittoria a Pavia con la mente che faceva faville. Giandomenico si è immesso nella caratteristiche strade che dall’Oltrepo’ Pavese portano a Genova … tra, colline, valli … e che, in passato,  erano e sono  LA VIA DEL SALE” … quella stessa VIA DEL SALE percorsa da Cristoforo Colombo quand’era un ragazzino … e  che sua nonna aveva fatto parecchie volte la spola tra Pavia e il mare … tra Pavia e Genova. Paola e Giandomenico hanno fatto un viaggio stupendo, uno di quelli che capitano una sola volta nella vita. L’intesa tra i due è stata perfetta. Si sono fermati parecchie volte a sorseggiare una bibita lungo la strada. Gli occhi di Giandomenico, ogni volta, si specchiavano in quelli di Paola la quale provava delle strane sensazioni di piacere. Stava nascendo qualcosa che neppure il cinquantenne era in grado di spiegarsi. Ed è stato quando la strada ha lasciato alle spalle le montagne … ed è apparso il mare … il mare della Riviera Ligure … quel mare che ogni persona porta nel cuore. E’ stato il momento in cui Paola ha sentito il bisogno di sgranchirsi le gambe. “Giandomenico perché non ci fermiamo … e ci sgranchiamo le gambe?” Dall’alto della collina si vedeva il mare … il mare di Genova … qua e là Ville sparse. Giandomenico ha fermato la Ferrari in uno spazio poco lontano ad una Villa. Il panorama era di indescrivibile bellezza … Sul muro di cinta della Villa c’era un cartello: VENDESI. Il cartello sembrava fatto apposta per far sognare. Paola non ha resistito. “Giandomenico, come mi piacerebbe avere una Villa così … isolata, con un panorama di indescrivibile bellezza … e il mare … lì ad un passo” Il cinquantenne era già su di giri per conto suo, affascinato dagli occhi  della trentenne che mandavano scintille. “Paola, non è problema … Se vuoi, possiamo sposarci e trasformare questa splendida Villa … nel nostra nido d’amore” A volte le parole sono come pietre … incidono, lasciano il segno … Del resto, la vita è fatta di “passo dopo passo”, “mattone dopo mattone” … un crescere ogni volta, ogni giorno. Paola si è sentita inesorabilmente attratta da Giandomenico, il quale, le ha preso la mano … A volte non è l’atto in sé … la mano non è la mano, è molto di più. Paola si è abbandonata tra le braccia di Giandomenico il quale ha accennato ad un bacio nel vento … bacio che a Giandomenico non è sfuggito. Anzi, le labbra del cinquantenne si sono incollate su quelle della trentenne ed è scoppiato l’amore … è scoppiato l’incendio, il tornado. Del resto, in amore, chi ha tempo non aspetti tempo. L’amore è una cosa meravigliosa … ma non bisogna perdere neppure un minuto. W L’AMORE.   

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W L’AMORE, 1 giugno 2021, 508 – 894 – 1.6.21 – 185 -

Racconto di DINO SECONDO BARILI – disegni di

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     PAVIA “PICCOLA PARIGI”

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Disegni di TERESA RAMAIOLI

31 maggio 2021, 507 – 893 – 31.5.21 – 184

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UN AMORE … TRA I QUADRI

Il fine ultimo dell’uomo e della donna è  il raggiungimento della felicità. FELICITA’ , E DONARE FELICITA’. La felicità, però,  non  è  affatto facile da raggiungere. Anzi, è proprio lì che comincia il problema. Ogni persona, uomo o donna, ha un suo obiettivo da raggiungere, una sua felicità. Oggi, specialmente, è  sotto gli occhi di tutti, quanto sia complicata la vita. Oggi abbiamo una infinità di mezzi, di ogni genere e tipo, dai mezzi di comunicazioni individuali, agli strumenti come il computer che METTE IN COMUNICAZIONE L’INDIVIDUO CON IL MONDO INTERO. Perché non approfittarne? Una settimana fa, il Dott. Alessandro, importante cinquantenne pavese, era in crisi. In occasione del caffè del mattino in Piazza della Vittoria, ha incontrato il suo Psicologo di fiducia, il Dott. Danilo il quale si è  subito accorto che c’era qualcosa che non andava. “Alessandro, cos’hai? Mi sembri un po’ preoccupato?” Il cinquantenne avrebbe voluto sfuggire alla morsa dell’interrogatorio, ma non sapeva come fare. Ha cercato di dire qualcosa. “Danilo, questa pandemia ha mandato in crisi un sacco di persone che si sono trovate improvvisamente sole … hanno visto il loro mondo andare in frantumi. Ora che la speranza ha ripreso a correre con il vaccino … non sanno più da quale parte incominciare” Lo Psicologo lo ha lasciato sfogare poi ha detto la sua. “Alessandro, hai ragione. Non dirlo a me che ne vedo di tutti i colori. Oggi, però, è   il momento avere le idee chiare. LA VITA E’ UNA BATTAGLIA QUOTIDIANA … IERI COME OGGI. Non è  mai stato facile e semplice vivere … e nel passato era anche peggio. Oggi, invece abbiano tante comodità,  tante opportunità … NON BISOGNA PERDERE TEMPO. Ognuno nel proprio ambito, nella famiglia come nella piccola cerchia di amici … dobbiamo RIMBOCCARCI  LE  MANICHE … rimettere in piedi le relazioni sociali, primo fra tutti L’AMORE”.  Il Dott. Alessandro si è  sentito spaesato, toccato sul vivo. Gli è sembra che lo Psicologo avesse voluto puntare il dito su di lui, il cinquantenne bello come il sole, ricco come il mare … SINGLE. Il Dott. Danilo lo ha anticipato. “Alessandro, oggi le persone, uomini e donne, vivono troppo sole … non è così che si combatte la battaglia della vita. La vita è lotta per raggiungere la felicità … La vera felicità si conquista in due AMARE PER ESSERE AMATI. Amare per condividere momenti indimenticabili. In Italia abbiamo una infinità di OPERE D’ARTE, CASTELLI, PINACOTECHE. A cosa servono? Per essere apprezzate, godute, vissute … da soli? NO. La bellezza, l’arte va condivisa, deve creare momenti di felicità”  Il Dott. Alessandro si è  trovato un po’ confuso. Lui stesso ha una RACCOLTA DI PITTURE PAVESI DI TUTTO RISPETTO. Una grande Sala con una esposizione perfetta delle opere. Purtroppo sempre chiusa … senza vita. E qui il Dott. Danilo ha messo il dito sulla piaga. “Alessandro, la felicità è condividere qualcosa con qualcuno … con chi? Con la donna che si ama”  E’ stato proprio in quel momento che ad Alessandro e al Dott. Danilo si è  avvicinata la Dott. Iride, una trentenne pavese da fine del mondo , bella come il sole, alta, bionda, occhi azzurri, fisico mozzafiato. Esperta nella “pittura pavese” Aveva afferrato le parole, “Pittura pavese”. Ha chiesto lumi. Il Dott. Alessandro l’ha invitata a visitare la sua “RACCOLTA PERSONALE” A volte basta poco per creare una atmosfera. Quando la Dott. Iride ha messo piede nella Grande Sala delle Opere del cinquantenne   è   rimasta senza parole. “Alessandro ….. e questa cosa sarebbe UNA PINACOTECA? …       Straordinaria … Posso sedermi?  altrimenti svengo”  Non era una battuta, era una emozione fortissima che si chiama anche “sindrome di Stendhal””   Una sintomatologia psichica e fisica di fronte ad opere d’arte di notevole bellezza”  Ovvio che il cinquantenne, Dott. Alessandro, non  è  stato con le mani in mano. Si è dato da fare. Ha fatto di tutto per mettere a suo agio la trentenne. Ha offerto un ottimo caffèè  Anche se fatto in casa, il caffè , è  sempre un ottima occasione per una rilassante chiacchierata. Anzi, una lunghissima chiacchierata. Infatti, Iride conosceva tutto, vita, morte e miracoli, degli autori esposti. Ha decantato pregi e difetti … Però, quel che ha maggiormente impressionato il cinquantenne è stato è  stata la voce calda ed appassionata della trentenne … quel suo modo di affascinare … di collegare l’arte alla vita quotidiana … La felicità si raggiunge attraverso la comunicazione … attraverso le parole, il modo di pronunciarle ... i silenzi, i sospiri … le frasi legate ad espressioni poetiche. Ad un tratto il cinquantenne si è trovato in piena “sindrome di Stendhal”  non solo per le opere d’arte di cui si  trovava circondato … ma per la bellezza viva e spumeggiante di Iride … la quale, senza volerlo era andata in trance … Alessandro e Iride si sono trovati quasi a toccarsi col viso … ed è scattato l’amore. Non c’è  una ragione precisa per cui un uomo ed una donna si trovano una nelle braccia dell’altro …  . forse il Destino, dirà  qualche lettore o lettrice … o forse, no. Quando scatta, però il momento magico dell’amore … cambia tutto, cambiano le prospettive. Le labbra di Alessandro si sono incollate su quelle di Iride e vi sono rimaste parecchio tempo. Il tempo necessario per contare tutte le stesse del firmamento. Quando c’è  l ’amore  c’è  tutto. Ne ha saputo qualcosa  Alessandro il quale non si ricordava di quanto fosse “dolce baciare” …  Se ne è accorta soprattutto Iride la quale non vedeva l’ora di avere un uomo tra le braccia da amare … . da guardare … .. con il quale condividere l’arte ... nelle sue molteplici sfaccettature. L’arte non è  solo un’ opera d’ arte, un quadro, una scultura ... ma la vita stessa … fatta di attimi condivisi, di baci appassionati, di piacevoli sospiri ….. di sussurri che riempiono l’anima di attese … l’anima di FELICITA’.

W L’AMORE     

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W L’AMORE, 31 maggio 2021, 507 – 893 – 31.5.21 – 184 -

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PAVIA “PICCOLA PARIGI”

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AMORE … SOLO PER AMORE

Una settimana fa, Elena, bellissima trentenne pavese … alta, bionda, occhi azzurri, fisico mozzafiato … era in Piazza Petrarca, la più bella Piazza di Pavia. Da qualche tempo il clima è cambiato. La pandemia sta passando … sconfitta dal vaccino e dalla scienza. Quella che un anno e mezzo fa sembrava la fine del mondo … oggi ha i giorni contati. Le persone, tutte, sanno che con il vaccino a tappeto … la vittoria è vicina. La gente può ricominciare a pensare al proprio futuro, fare programmi, mettere a fuoco nuove idee. Anche i tavolini dei Bar messi lungo i marciapiedi, in tutti gli spazi possibili contribuiscono a dare un nuovo volto alla città. Anche la trentenne Elena ci stava pensando. E’ stato in quel momento che si è trovata accanto la sua amica e coetanea Roberta la quale l’ha investita con una domanda. “Elena, cosa stai pensando?” Effettivamente la trentenne stava pensando. “Roberta, la sconfitta della pandemia è ormai imminente. La settantenne Rosa, mia vicina di appartamento, mi ha aggiornato sulla sua voglia di passare giornate di vacanza nella sua Villetta al mare. Lo ha fatto con esaltazione come se fosse una novità assoluta. Del resto è così che si affronta la vita … con coraggio e entusiasmo” Roberta non l’ha lasciata proseguire. “Elena, cosa vorresti dire?” La risposta non si è fatta attendere. “Vorrei dire che è il momento di agire, DI FARE TUTTI QUALCHE COSA PER LA PROPRIA CITTA’. Non importa cosa. L’importante è, non stare a guardare. Pavia è una città troppo bella per passare inosservata” Roberta ha continuato a punzecchiare. “Elena, cosa intendi con … quel fare qualcosa?” Ora la trentenne doveva passare alla parte pratica. “Roberta perché non mettiamo insieme un piccolo “Gruppo Amare Pavia”, con lo scopo di studiare un aspetto ogni giorno. L’idea è semplice. Tu ed io invitiamo alcuni nostri amici a dedicare un’ora al giorno … a Pavia, alla propria città. Ognuno di noi si impegna a “raccontare Pavia dal proprio punto di vista” La Pavia, romantica, poetica, artistica, storica, archeologica” E’ stato in quel momento che accanto alle due trentenni sono apparsi gli amici Gilberto e Vincenzo, due quarantenni da fine del mondo … belli come il sole, ricchi come il mare. Essendo un po’ curiosi, hanno chiesto l’argomento della conversazione. E’ stata ancora Elena ad illustrare la sua idea di fare qualcosa per Pavia. Gilberto e Vincenzo hanno accolto l’idea con entusiasmo. Anzi, Gilberto ha messo a disposizione il proprio Attico per gli incontri quotidiani. Quando si dice che da … cosa nasce cosa … si dice una verità assoluta. Basta iniziare, lanciare una idea ed avere la costanza di proseguire ampliando ogni possibile sbocco. Vincenzo, per esempio, non ha voluto essere da meno. Essendo un appassionato organizzatore teatrale, ha messo a disposizione se stesso per creare la cornice ai singoli interventi “su Pavia, la mia città” Ovvio che, oltre al caffè, il piccolo Gruppo Amare Pavia si stava consolidando, costruendo il proprio futuro. Quando le persone si trovano bene insieme, hanno comuni interessi, il discorso si amplia. Le persone si guardano, si ascoltano vicendevolmente con interesse. Le persone scoprono se stessi nell’altro. Colgono sfumature fino ad allora ignorate o sottovalutate. Elena, per esempio, ha notato la bellezza degli occhi di Gilberto e, dopo averci girato intorno un po’, lo ha sottolineato. A Gilberto ha fatto piacere ed è passato a sottolineare le bellezze recondite della trentenne. Si sa che interesse suscita interesse … e nell’arco di pochissimo la simpatia tra Elena e Gilberto è esplosa. Gilberto ha avuto una sua idea. “Gente, perché questa sera non ceniamo insieme nel mio Attico?” Veramente, Gilberto avrebbe voluto dire “cenare Lui e Elena. Non voleva, però, offendere Roberta e Vincenzo … i quali da par loro già si guardavano con interesse. Quando gli interessi sono reciproci tutti i soggetti coinvolti traggono benefici. Infatti, appena il “Gruppo Amare Pavia” si è ritrovato nel bellissimo Attico del quarantenne Gilberto le coppie hanno dato spazio alle loro intime esigenze. Per esempio, Gilberto ha preso la mano di Elena e non l’ha più lasciata. Inizia sempre cosi. Sembra un atto semplice … ma importante … quando nasce l’amore. E’ lì che iniziano i “primi battiti del cuore”, i primi “sarà vero amore?” … fino a perdere la cognizione del tempo e dello spazio. Cosa c’è di più bello di un amore che nasce? Il mondo … diventa un altro mondo. La mente comincia a fare progetti … sognare un mondo che non c’è ancora, ma che potrebbe esserci … BASTA VOLERE. Dopo una infinità di parole anche non troppo coerenti … scoppia il momento magico. Gilberto stava mostrando le bellezze di una nuova pianta che aveva collocato nel Giardino dell’Attico. I volti di Gilberto e Elena si sono sfiorati … ed in quell’attimo è scattata la voglia “del primo bacio”. Bacio che è diventato un tornado … una valanga di baci … di tanti “ti amo” da prima sussurrati … poi urlati (non proprio, ma quasi). Insomma, da una idea di “Gruppo Amare Pavia” … è nato un fiore AMORE, SOLO PER AMORE” Perché anche Roberta e Vincenzo non sono stati con le mani in mano. Era da tempo che il quarantenne Vincenzo aveva messo gli occhi addosso a Roberta. Purtroppo non era mai capitata l’occasione giusta. I due si incontravano spesso in Strada Nuova, ma non c’era mai l’occasione propizia. Ora, mentre Elena e Gilberto si perdevano uno negli occhi dell’altra … c’era l’atmosfera giusta per una aperta “dichiarazione d’amore”. “Roberta, da qualche tempo, non faccio altro che sognare te … il tuo viso, i tuoi occhi, la tua bocca … “ Sono bastate poche parole per mandare la testa di Roberta in confusione … la quale si è limitata a dire “Anch’io” Nella vita ogni amore ha la sua storia, la sua genesi, il suo percorso. Quel che conta è il fine, l’obbiettivo da raggiungere. Una settimana fa, Elena e Gilberto, Roberta e Vincenzo sono partiti dalla creazione di un piccolo “Gruppo Amare Pavia” … e sono arrivati al nocciolo del problema: AMORE … SOLO PER AMORE … sempre.

W L’AMORE.

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W L’AMORE, 30 maggio 2021, 506 – 892 – 30.5.21 – 183 -

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PAVIA “PICCOLA PARIGI”

“MISTERO A BEREGUARDO” ROMANZO A PUNTATE (481^)

(mini racconto (867) del 5 maggio 2021)   DINO SECONDO BARILI

L’AMORE A PAVIA (158^ puntata) “IL CASTELLO DI BEREGUARDO”

505-891-29.5.21- 182

“IL CASTELLO DI BEREGUARDO” (ottava puntata)

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AMORE … ALL’OSTERIA DELLA STREGA

L’amore è contagioso. Un mese fa, Michela, bellissima trentenne pavese … alta, bionda, occhi azzurri, fisico mozzafiato … ha saputo la storia di Alessandra, sua amica e coetanea. Ha saputo come ha agito la Signora Maria, Portinaia del Palazzo, il Signor Ermete, Agente Teatrale. Soprattutto è rimasta impressionata da come Alessandra, in una sola serata, sia riuscita a far innamorare di sé il Conte Dott. Ariberto, uno dei più bei partiti nell’attuale panorama storico. Ne ha subito preso nota. Ne ha parlato con la Signora Maria la quale ha presentato Michela al Signor Ermete. Questa volta, però, nei programmi dell’Agente Teatrale, non c’erano serate private … c’era un “incontro conviviale” all’OSTERIA DELLA STREGA in Lomellina. Se a Pavia è la città dove gli Attici abbondano … nell’Oltrepò Pavese ci sono Ville da mille e una notte. In Lomellina, invece, si respira il mistero. L’Osteria della Strega non è un’Osteria qualsiasi come ve ne sono tante … E’ un “un Club privato molto esclusivo” dove non vale solo il censo, il peso sociale di una persona, ma si cerca di privilegiare l’aspetto ludico della vita. Non basta avere un buon patrimonio per essere felici. Occorre anche un rapporto corretto con il mondo e la società. La vita non è solo uno Spettacolo, ma è anche Spettacolo. Michela, la trentenne pavese … alta, bionda, occhi azzurri, fisico mozzafiato, secondo l’Agente Teatrale, Signor Ermete, aveva tutte le caratteristiche per ben figurare nelle “attrazioni dell’Osteria delle Streghe” A volte lo Spettacolo è “finzione”, ma non sempre … E poi che cos’è la finzione? Una realtà mascherata. Quanto di mascherato c’è nella realtà? Per gli studiosi … quasi nulla. Solo situazioni diverse che confluiscono nella grande varietà di strade che conducono al futuro. Infatti, nessuna strada ha termine, ma tutte conducono ad altre strade. Michela, era entusiasta di rappresentare il proprio Personaggio sul Palcoscenico dell’Osteria delle Streghe. Quando il Signor Ermete ha parcheggiato la sua automobile nel parcheggio dell’Osteria delle Streghe, Michela si è resa conto che dell’Osteria tradizionale non c’era niente. C’era un lussuoso, esclusivo Giardino recintato e ben curato … al centro del quale c’era un Ristorante … che non era solo un Ristorante. C’era si, il Ristorante, ma aveva la funzione di conciliare il piacere della tavola … con l’aspetto ludico della vita: lo Spettacolo. Al centro della Grande Sala c’era lo spazio-palcoscenico dove si esibivano gli Artisti. Intorno al Palcoscenico, a trecentosessanta gradi, girava la Pista da Ballo … e tutt’intorno c’erano Artistici Box attrezzati per pranzi e cene private secondo i gusti degli avventori. Si sa che più le persone sono elevate in grado e censo … più amano la raffinatezza ed il piacere della tavola, ma non solo … Amano circondarsi di elevata cultura, abilità artistiche di indiscutibile valore. Cosa poteva fare Michela, la bellissima trentenne pavese? Essere se stessa … e il personaggio che era la sua creatura: LA MADAMA DI TEBE … indiscussa esperta nella “lettura della mano”, cioè svelare il futuro. Chi è che non è curioso di conoscere il proprio futuro? Quando Michela si è travata al centro del Palcoscenico … circondata da occhi curiosi … inondata di luci … la trentenne pavese non ha avuto dubbi. Doveva parlare. “Vedete, cari amici e care amiche. Quando una persona come me, sa di poter leggere il futuro, non ha dubbi: deve fare una premessa. Ciò che leggo nella mano delle persone è la verità … ma non è la sola. Pertanto coloro che si sottopongono alla lettura della mano sappiano che “io dico la verità … ma non tutta” Cosa sarebbe la vita se io dicessi tutta la verità? Verrebbe a mancare l’interesse del vivere. Perciò chi sale su questo Palcoscenico per la lettura della mano lo fa a proprio rischio e pericolo” Sembravano opinioni conosciute … ma non era così. Molte delle persone presenti hanno preferito “non farsi leggere la mano” Solo uno, un cinquantenne da fine del mondo … bello come il sole, ha detto la sua. “Madama di Tebe, so che porti una maschera. Io sono curioso di vedere il tuo vero volto … Mi sottopongo alla lettura della mano se tu mi mostri il tuo vero volto. Sono il Dott. Calogero” Michela, la Madama di Tebe ha accettato la sfida. “Eccomi …” è stata la risposta. Quando il Dott. Calogero ha visto il vero volto della Madama di Tebe … ha perso la parola. Mai si sarebbe immaginato di vedere una bellezza del genere. E’ rimasto incantato. L’amore, il dardo di Cupido, aveva colpito nel segno. A volte non basta la bellezza in se perché una donna entri nel cuore. Michela è entrata nel cuore e nella mente di Calogero il quale ha cominciato a straparlare. “Madama di Tebe come ti debbo chiamare?” – La risposta non si è fatta attendere. “Calogero chiamami Michela … anche se da questo momento sarò una o molte Michela. Ogni giorno avrai una Michela diversa … proprio come la desideri tu, come l’hai sempre sognata, desiderata, immaginata. Noi tutti possiamo essere sempre diversi purché il nostro fine sia quello dell’amore” Gli spettatori … le persone, uomini e donne che avevano assistito allo Spettacolo … pensavano fosse solo finzione, invece no. Era proprio la Madama di Tebe che aveva cambiato volto, abbigliamento davanti a tutti sul Palcoscenico illuminato da mille luci. Lo stesso Signor Ermete, Agente Teatrale, se non avesse assisto alla scena non avrebbe creduto a ciò che era avvenuto. Ora c’era solo Michela insuperabile Madama di Tebe accanto al suo Calogero … e Calogero che si perdeva negli occhi della bellissima trentenne pavese. Al culmine dello Spettacolo è stato ancora Michela a scavare un solco tra “finzione e realtà” “Calogero, ti amo … e t’amerò per sempre” Il cinquantenne ha posato le labbra su quelle Michela … e le luci si sono spente … lasciando la sala completamente buia. Nessuno poteva vedere nulla … il mistero dell’amore è spesso un salto nel buio … solo gli innamorati vedono la luce … la luce dell’amore.

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W L’AMORE, 29 maggio 2021, 505 – 891 – 29.5.21 – 182 -

Racconto di DINO SECONDO BARILI – disegni di

TERESA RAMAIOLI

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PAVIA “PICCOLA PARIGI”

“MISTERO A BEREGUARDO” ROMANZO A PUNTATE (481^)

(mini racconto (867) del 5 maggio 2021)   DINO SECONDO BARILI

L’AMORE A PAVIA (158^ puntata) “IL CASTELLO DI BEREGUARDO”

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“IL CASTELLO DI BEREGUARDO” (ottava puntata)

*

SOGNANDO L’AMORE

I giorni passano ad uno ad uno … passano i mesi, settimana dopo settimana. Tutti aspettano la fine della pandemia. Ed è giusto così. Intanto, cosa fare? Si possono fare un sacco di cose aspettando il domani … Tra queste c’è pure IL SOGNO. Diceva il Saggio: “Sognare fa bene alla salute … ma non basta” Insieme al sogno, serve qualcos’altro. Diceva sempre il Saggio: “Nella vita, sono sempre i fatti che contano” Sono i fatti che danno il piacere di una giornata ben spesa. Alessandra, bellissima trentenne pavese … alta, bionda, occhi azzurri, fisico mozzafiato … un mese fa, aveva la testa nel pallone. Aveva perso il lavoro a Milano e, checché si dica, il lavoro è una pagina importante della vita. Senza il lavoro la vita non ha senso … o, ne ha poco. Con il lavoro, invece, anche se con qualche mugugno, le giornate volano via. Un mese fa, invece, Alessandra, apriva la finestra al mattino. Guardava l’acqua del fiume Ticino scorrere lenta verso il Po e poi il mare … e non sapeva che pesci prendere. La Signora Maria, la Portinaia del Palazzo in cui la trentenne abita, se ne è accorta. Alle Portinaie non sfugge nulla. Hanno l’occhio lungo, specialmente la Signora Maria che a sessant’anni aveva accumulato tante di quelle esperienze da “saperne una più del diavolo” “Alessandra, cosa ti sta accadendo? Non sembri neanche più la stessa trentenne di qualche mese fa” Da quella semplice  domanda è uscito tutto il dramma che la trentenne stava vivendo. “Signora Maria ho perso il lavoro. Non ho più l’obbligo di uscire puntuale di casa al mattino … a volte mi lavo la faccia a mezzogiorno” La Signora Maria è scattata come una vipera. “Alessandra, male, malissimo. Non è così che si affronta il futuro. Ogni persona ha l’obbligo di pensare a se stessa. “Il primo prossimo è se stessi” la vita, il mondo, comincia da noi stessi. Da domani non sarà più così. Alessandra, so che hai una bella voce. Sai suonare la chitarra in modo stupendo e sai cantare come poche donne della tua età. Il Signor Ermete, l’Agente Teatrale, che abita nel nostro Palazzo cerca voci nuove per rallegrare le serate di nobili e ricche famiglie. Preparati. Ti presento al Signor Ermete. La trentenne stava cercando delle scuse per rimandare, ma lo Portinaia l’ha stoppata. “No, mia cara Alessandra. Tu ti prepari subito. La vita non si fa con i “faremo” … sono i fatti che danno senso alla vita, sempre, in ogni momento. Ormai, Alessandra non poteva più sfuggire dalle mani di una persona come la Signora Maria. Il bene si fa anche così. Il Signor Ermete ha ricevuto Alessandra e l’ha subito messa in condizioni di agire. La sera stessa di un mese fa, Alessandra, doveva rallegrare la “serata di compleanno” della Contessa Isidora, una ottantenne ricchissima, nella sua stupenda Villa sulle Colline dell’Oltrepò Pavese. Con il Signor Ermete, Alessandra si è trovata puntuale all’appuntamento. La compagnia era costituita da poche ed elegantissime Signore … e Signori. Dopo la cena, c’è stato il dopocena … una specie di “caffè concerto” dove in un Salone appositamente attrezzato, Alessandra si è esibita … come sola ed unica Star. A volte basta un piccolo palcoscenico, una chitarra … ed una voce. Alessandra ha capito che si stava giocando il futuro, il suo. Aveva già esperienza in materia, ma ora era sola, con se stessa, col suo avvenire. Tutte le porte potevano aprirsi … oppure no. Il Signor Ermete non ha perso tempo. “Alessandra, dai, buttati … fai come se stessi correndo per la “Coppa del Mondo” Non sai cosa può succedere dopo la tua esibizione” E’ stato come accendere il fuoco nelle vene della trentenne. Alessandra si è lanciata in una carrellata di canzoni d’altri tempi … con una chitarra che parlava la voce dell’amore … non un amore qualsiasi … un amore sognato, colto nelle sue più intime sfumature, nelle espressioni che raggiungono il massimo piacere. Anche la festeggiata, la Contessa Isidora, un ottantenne che aveva visto tutto nella vita, si è congratulata con Alessandra. Il fatto è che, anche suo figlio, il Conte Dott. Ariberto, un cinquantenne da fine del mondo, bello come il sole … ha voluto congratularsi ed ha chiesto un ballo … un semplice valzer … in un dopocena di una “serata di compleanno”. A volte basta “Il Secondo valzer di Shostakovih” per mandare in estasi un uomo ed una donna. Per Alessandra sembrava un sogno trovarsi tra le braccia di un dio come Ariberto … e poi, si sa … da cosa nasce cosa. Il Secondo Valzer non è bastato. Ad Ariberto non è bastato. Dopo il valzer … non è mancata una chiacchierata al chiaro di luna … davanti ad uno spettacolo stupendo come il cielo stellato sulle verdi Colline dell’Oltrepò Pavese. Si fa presto a dire l’atmosfera non conta … conta, conta. Ariberto è andato su di giri, in estasi, non ha capito più nulla … Alessandra non era più una donna, ma una Dea, la Dea dell’Amore. Le labbra di Ariberto si sono incollate su quelle di Alessandra in un  bacio senza fine. Quando i baci … sono baci d’amore, non hanno uguali. Ariberto ha capito che baci così non potevano giungere che dal cuore … ad Alessandra sembrava di essere in un film d’amore. Si augurava solo che l’incantesimo non avesse fine. Quando Ariberto si è messo a cantare “T’amo e t’amerò” la trentenne ha capito che quell’incanto non avrebbe più avuto fine.

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W L’AMORE, 28 maggio 2021, 504 – 890 – 28.5.21 – 181 -

Racconto di DINO SECONDO BARILI – disegni di

TERESA RAMAIOLI

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PAVIA “PICCOLA PARIGI”

“MISTERO A BEREGUARDO” ROMANZO A PUNTATE (481^)

(mini racconto (867) del 5 maggio 2021)   DINO SECONDO BARILI

L’AMORE A PAVIA (158^ puntata) “IL CASTELLO DI BEREGUARDO”

503-889-27.5.21- 180

“IL CASTELLO DI BEREGUARDO” (ottava puntata)

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L’AMORE … TUTTO IN UN GIORNO

Il giallo in Italia tende a diventare sempre più pallido. Ormai … molte persone non vedono l’ora che TUTTA L’ITALIA, DIVENTI BIANCA. Grazie al vaccino, ciò che sembrava una illusione, sta diventando una realtà: la fine dell’incubo “covid-19” Sembra poco … ma è tantissimo. Basta pensare a quanto ci è capitato tra capo e collo agli inizi del 2020. Meglio non pensarci. Meglio non ricordare le immagini che scorrevano, oltre un anno fa, sui teleschermi. Ora, è tempo di pensare al futuro. E’ tempo di rimboccarci le maniche e partire in quarta. Il tempo è oro. Una settimana fa, anche L’Architetto Denise, bellissima trentenne pavese … alta, bionda, occhi azzurri, fisico mozzafiato si è svegliata con il fuoco nelle vene. Era da tempo che non si svegliava con il sangue che faceva scintille. Era da tempo che doveva fare un sopralluogo presso un Castello nei dintorni del Lago Maggiore. Un sopralluogo impegnativo che l’avrebbe impegnata in tutti sensi. Dal punto di vista professionale, sia dal punto di visto creativo e organizzativo. Si trattava di riorganizzare un “Museo Privato”… prenderlo nello stato di abbandono in cui si trovava … e ridare ad esso nuovo vita, nuovo domani. Aveva atteso parecchio prima di metterci mano. Voleva prima di tutto vedere come si sarebbe evoluta la pandemia. Ora che il tempo si stava mettendo decisamente al bello, la bellissima Denise era pronta per dare fondo a tutte le sue idee originali in fatto di arte. Infatti, Denise, l’Architetto Denise, era stata scelta tra una decina di concorrenti per la sua originalità. Che cos’è l’Arte? E’ soprattutto un “momento creativo”, unico, irripetibile. Cosa che accade solo una volta nella vita. Una settimana fa, Denise si è accorta che quello era il giorno giusto … Per il vestito non aveva alternativa: rosso, rosso fiammante. Quando una donna compie una simile scelta … sa già cosa vuole ottenere: IL MASSIMO. Quando Denise ha varcato il Portone un po’ sconnesso del Castello a poca distanza del Lago Maggiore … sembrava “una guerriera che andava alla guerra” Alla guerra dell’affermazione dell’Arte sopra ogni cosa. Ad accoglierla, la anziana Contessa Rosalba, una ottantenne che ce la metteva tutta per mostrare tutto il suo potere e la sua forza di volontà. Purtroppo gli anni non si possono nascondere. Quelli che sono, restano. Con Denise si è sfogata. “Denise, tu potresti essere mia nipote. Non perdere tempo … quello che devi fare, devi farlo subito. Mai rimandare a domani quello che puoi fare oggi. La vita è troppo breve. Gli inciampi sono sempre dietro l’angolo. Mai rimandare al domani. IL DOMANI E’ ADESSO”  La trentenne Denise, che già, da sola, ci aveva pensato, ha memorizzato il consiglio. Quando l’Architetto Denise ha messo piede nel Grande Salone dove si trovavano esposti (ed ammucchiati) un incredibile numero di opere … si è sentita la mente in fiamme. Le è bastato quel luogo per mettere a fuoco una quantità incredibile di soluzioni. Infatti, un Museo non è solo una esposizione di opere, ma una “ricerca dell’io che è in ogni persona, uomo o donna” E’ una ricerca degli infiniti perché che uomini e donne si fanno nel corso della loro vita. Insomma. È soprattutto capire il mondo in cui si vive … e possibilmente “Perché” Denise, però è una trentenne con i piedi per terra. Sa che più che la teoria, nella vita serve la pratica … per noi e per i nostri simili. E’ stato in quel momento che la Contessa Rosalba ha presentato suo figlio Andrea, il Dott. Andrea, un cinquantenne da fine del mondo … bello come il sole … più Artista non c’era nessuno. Più che un cinquantenne … sembrava un Dio Greco. Uno di quei soggetti presi a modello per quelle straordinarie statue (tipo, Bronzi di Riace) che accendono la fantasia del mondo intero. Denise è rimasta incantata. Del Museo aveva focalizzato ogni aspetto … ora doveva porre al centro dell’iniziativa L’AMORE. Infatti, solo l’amore può dare vita e calore ad un passato che non è passato, ad un mondo che è ancora vivo dentro ad ogni persona amante dell’arte. Denise si è persa negli occhi di Andrea … e Andrea si è perso negli occhi di Denise. Anzi, è stato Andrea a lanciare l’esca. “Denise perché non ci prendiamo un caffè?” I grandi amori nascono nel modo più semplice e naturale. Non servono situazioni complicate. Andrea ha preso la mano di Denise e l’ha baciata … Se c’è un modo per dire alla donna “Ti amo” quello è proprio quello giusto … quello che non ha nulla di trascendentale. Denise è rimasta a guardare calamitata … e le labbra di Andrea hanno impiegato un secolo per arrivare a quelle della trentenne. Quando però, le labbra si sono incollate le une sulle altre, Denise ha visto tutte le stelle del Firmamento. Non una di meno … non una di più. Cosa c’è di più bello dell’amore quando sboccia all’improvviso? Nulla. Attimi di poesia, attimi di felicità. L’amore è il lento passare degli attimi. L’amore è un fatto spirituale più che materiale. Coloro che pensano solo all’atto materiale non hanno capito niente della vita. Soprattutto non hanno capito niente dell’amore. L’amore è condivisione assoluta di felicità, condivisione assoluta di piacere … un piacere intimo, che lascia il segno nel profondo. Andrea ha aperto la finestra della vita … “Denise, questo sarà il nostro Castello, la nostra casa, la casa dei nostri sogni … A noi la capacità e la volontà di vivere ogni attimo … con amore, per amore … sempre”

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W L’AMORE, 27 maggio 2021, 503 – 889 – 27.5.21 – 180 -

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PAVIA “PICCOLA PARIGI”

“MISTERO A BEREGUARDO” ROMANZO A PUNTATE (481^)

(mini racconto (867) del 5 maggio 2021)   DINO SECONDO BARILI

L’AMORE A PAVIA (158^ puntata) “IL CASTELLO DI BEREGUARDO”

502-888-26.5.21- 179

“IL CASTELLO DI BEREGUARDO” (ottava puntata)

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L’AMORE … TRA L’ESSERE E L’AVERE

Oggi, le persone, uomini e donne di ogni età, hanno bisogno di sogni … di sognare … e di motivi per sognare. I motivi sono tanti. Basta vedere Pavia … una città bellissima dove ovunque posi lo sguardo c’è qualcosa di straordinario da scoprire. Non parliamo poi del paesaggio pavese … il fiume Ticino, la sua valle … e per allungare lo sguardo … cogliere le bellezze delle verdi colline dell’Oltrepò pavese. Eppure anche a Pavia ci sono persone che sperano nel domani per stare meglio. Quale domani? Da sempre i Saggi hanno messo in guardia … che “il domani è oggi … l’oggi ben vissuto, attivo, appassionato, pieno di idee” Un mese fa è stato così anche per il Dott. Alberto, un cinquantenne da fine del mondo … bello come il sole, ricco come il mare … compreso l’Attico con vista sul fiume Ticino, un luogo incantevole che solo pochi possono permettersi. Eppure il cinquantenne era insoddisfatto. Insoddisfatto? Insoddisfatto è dire poco. Un mese fa, Alberto girava per Pavia con la testa in confusione. All’incrocio di Corso Cavour con Strada Nuova, ha incontrato il Dott. Danilo, suo Psicologo di fiducia. Agli Psicologi non sfugge nulla. “Alberto cos’hai? Hai una faccia che non mi piace” Il cinquantenne ha vuotato il sacco. “Danilo non parlarmene. Sono preoccupato. Ho un sacco di problemi con gli inquilini che occupano i miei immobili … ad essi si aggiungono i problemi con la mia Villa al Mare, quella in Montagna e quella al Lago. Non ho un momento libero per pensare a me stesso” Quando uno Psicologo è investito da un “simile tornado” si rende conto che “non è la ricchezza che fa la felicità” Per forza deve fare una smorfia ed è poco. “Alberto, immagino che avrai del Professionisti che hanno in carico delle responsabilità …” Non l’avesse mai detto. “Danilo, non basta avere dei Professionisti … bisogna anche tenere sotto controllo ogni e qualsiasi situazione” Anche agli Psicologi sorgono dei dubbi. E questa volta Il Dott. Danilo li ha espressi apertamente. “Allora, Alberto, VUOI ESSERE FELICE  … oppure, fai di tutto per farti male da solo? Hai tutto e ogni cosa … non ti manca niente … quando troverai il tempo per pensare a te stesso? Guarda che il tempo non perdona. Hai cinquant’anni … una età stupenda per vivere l’amore … per incontrare la donna del sogno … una trentenne alta, bionda, occhi azzurri, fisico mozzafiato” Il benestante Alberto non lo ha neanche lasciato finire. “Danilo, non parlami di donne … dove arrivano loro portano solo problemi. Ci ho provato parecchie volte ed è sempre finita ogni volta peggio” Ormai il discorso tra Alberto e il suo Psicologo aveva preso una brutta piega. I due si sono lasciati  con un “ciao” … Alberto, il Dott. Alberto benestante, bello come il sole, ricco come il mare, si è incamminato  con passo spedito per Strada Nuova … Non aveva fatto dieci passi e il cinquantenne è inciampato in un leggero avvallamento del manto stradale. Un capitombolo in piena regola con urla disperate che andavano al cielo. Per fortuna che alcune persone sono accorse in aiuto. Tra esse una trentenne da fine del mondo … alta, bionda, occhi azzurri, fisico che mandava faville. “Sono la Dott. Paola … stia calmo, in meno che se ne accorga sarà tutto passato” Ha chiamato l’Autoambulanza ed ha fatto ricoverare nella sua Clinica Privata il cinquantenne che piangeva a dirotto. Il Dott. Alberto non era preoccupato per il ginocchio che si stava gonfiando a vista d’occhio … ma per i suoi immobili, i problemi della sua Villa al Mare, in Montagna, al Lago. La Dott. Paola cercava in tutti i modi di calmare il cinquantenne, ma questi non voleva sentire ragione. Ad un tratto, la Dottoressa ha dovuto tirar fuori le unghie. “Alberto, usiamo il tu che forse è meglio … così ad occhio e croce, con un ginocchio così … non potrai muoverti per almeno tre mesi, se tutto va bene. E’ meglio che ti metti calmo perché anche la calma aiuta la guarigione. E poi a cosa serve tutta questa corsa a volere sempre di più? Nella vita basta ESSERE … PER ESSERE FELICI. La felicità è una conquista quotidiana che si costruisce con le piccole cose … nel modo di parlare, di ascoltare, di rapportarsi con le persone … vivendo bene ogni giorno. Quando una persona HA … E NON E’ … a cosa serve tutto il suo affannarsi? Dopo una settimana in cui il Dott. Alberto era immobile a letto, con il ginocchio che gli faceva vedere le stelle, che aveva bisogno di tutto e di tutti … si è reso conto che doveva adeguarsi. I suoi immobili, le sue Ville, il suo Attico non servivano a nulla … L’unica persona di cui aveva realmente bisogno era la Dott. Paola … la quale da Professionista seria che sapeva svolgere la sua missione … e da persona sensibile che aveva capito la situazione … era sempre presente, pronta a risolvere ogni e qualsiasi necessità.

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W L’AMORE, 26 maggio 2021, 502 – 888 – 26.5.21 – 179 -

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PAVIA “PICCOLA PARIGI”

“MISTERO A BEREGUARDO” ROMANZO A PUNTATE (481^)

(mini racconto (867) del 5 maggio 2021)   DINO SECONDO BARILI

L’AMORE A PAVIA (158^ puntata) “IL CASTELLO DI BEREGUARDO”

501-887-25.5.21- 178

“IL CASTELLO DI BEREGUARDO” (ottava puntata)

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L’ARCHITETTO … RE DEGLI STREGONI

Diceva il Saggio che per avere una giornata pimpante ci vogliono delle buone e valide motivazioni. Quali motivazioni potrebbe essere migliori dell’AMORE? Nessuna. Ne era convinto anche l’Architetto Donato, un cinquantenne pavese, bello come il sole, ricco come il mare … con Villa al Mare, in Montagna, al Lago … oltre, naturalmente, L’Attico a Pavia … città dell’Amore, dell’Arte e della fantasia. Peccato che l’Architetto Donato … aveva tutto, meno L’AMORE. Quando ad un cinquantenne (che ha tutto) manca qualcosa … si dispera. “Perché proprio a me” Donato ci aveva provato tre, cinque … sette volte. Ogni volta un buco nell’acqua. Un mese fa ha deciso di chiedere consiglio al suo Psicologo di fiducia, il Dott. Danilo, famoso a Pavia, il quale sapeva già tutto dei fallimenti amorosi dell’Architetto. Del resto Pavia è una piccola città, 72mila abitanti, più che una città potrebbe essere classificata Rione di una città come Milano. Alla fine …” tu hai detto, che io detto, che lei a detto” … tutti sanno tutto di tutti. L’Architetto Donato è un Personaggio in vista. Non manca mai al caffè del mattino in Piazza della Vittoria … Un mese fa, l’Architetto Donato si è trovato faccia a faccia con lo Psicologo Danilo nella Piazza più famosa di Pavia. Il volto dell’Architetto era particolarmente provato. “Donato, cos’hai. La tua faccia sembra da funerale” Il cinquantenne ha vuotato il sacco. “Danilo, non parlarmene. Per la decima volta sono stato pianto da quella che poteva essere la mia fidanzata. Ho fatto la notte bianca … “ In quel momento, i due si sono visti avvicinare da una vecchia con due inviti. “Uno per l’Architetto Donato, uno per il Dott. Danilo” Era l’INVITO PER LA CENA DELLE STREGHE A MEZZANOTTE … solo che erano due Cene diverse … una in un luogo, l’altra in un altro. Il Dott. Danilo in un Attico poco lontano dalla sua abitazione … quella dell’Architetto Donato … in riva al fiume Ticino poco lontano da Torre D’Isola, un posto che conosceva bene … UNA LANCA  dalla quale tutti stavano lontano anche di giorno. All’Architetto Donato sono venuti i brividi. Ne ha parlato subito con lo Psicologo. “Danilo, come faccio ad avventurarmi di notte in un posto dove, soltanto a parlarne, fa venire i brividi?” Lo Psicologo ha risposto deciso. “Donato, tu sei ossessionato dalla donna di cui sei innamorato … e non incontri. Può darsi che il Destino voglia metterti alla prova per farti trovare ciò che cerchi. Se vuoi un mio consiglio … NON PUOI MANCANRE ALLA CENA DELLE STREGHE. Devi farlo per il tuo bene, per la tua felicità” E’ bastato quel discorso per convincere il cinquantenne Donato ad accantonare qualsiasi resistenza. La sera stessa L’Architetto Donato si è vestito, come suo solito, con vestito dai colori sgargianti con molto di rosso … e tanto blu. Da una Pasticceria di fiducia si è fatto preparare un cesto con varie specialità. Si sa che le Streghe sono golose … amano essere “prese per la gola” Del resto il dolce è il dolce … affascina anche coloro (Streghe di ogni età) ne devono far un uso moderato per via della linea. La Lanca poco lontano da Torre D’Isola è il luogo ideale per UNA CENA DELLE STREGHE. A mezzanotte in punto, in un angolo della Lanca, è apparso una tovaglia con dodici coperti per UNDICI STREGHE  … e IL POSTO D’ONORE DELL’ARCHITETTO DONATO. Una musica piacevolissima ha riempito l’aria. Il cinquantenne è andato in estasi … ma ogni volta che guardava in volto una Strega aveva i brividi. Non era proprio quello che cercava in una donna. Orami, però, doveva fare buon viso a cattiva sorte. Doveva complimentarsi con ogni Strega … all’undicesima Strega, il cinquantenne è rimasto di sasso. Una bellezza così non l’aveva mai incontrata. Ne era attratto, calamitato. Non ha resistito … “Mi piaci, ti voglio … sei la mia donna dei sogni” La tovaglia con dieci coperti è scomparsa … e Donato e la Strega sono rimasti soli, a tu per tu … come due innamorati. ED E’ SCOPPIATO L’AMORE. Il cielo stellato e la Luna in cielo hanno contribuito a creare una atmosfera da sogno … e il Strega si è manifesta come LUCIA, LA REGINA DELLE STREGHE. Non solo Lucia, in virtù delle sue  “qualità regali” ha nominato RE DEGLI STREGONI, l’Architetto Donato … e da un mese a questa parte, i due, non si lasciano più. Girano per Pavia STAR … attirando lo sguardo di moltissimi pavesi.

W L’AMORE      

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W L’AMORE, 25 maggio 2021, 501 – 887 – 25.5.21 – 178 -

Racconto di DINO SECONDO BARILI – disegni di

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PAVIA “PICCOLA PARIGI”

“MISTERO A BEREGUARDO” ROMANZO A PUNTATE (481^)

(mini racconto (867) del 5 maggio 2021)   DINO SECONDO BARILI

L’AMORE A PAVIA (158^ puntata) “IL CASTELLO DI BEREGUARDO”

500-886-24.5.21- 177

“IL CASTELLO DI BEREGUARDO” (ottava puntata)

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IL PRINCIPE DEL BACIO

Ogni persona, uomo o donna, di qualsiasi età … cerca sempre il meglio … soprattutto in AMORE. Un mese fa, è stato così anche per Alfredo, il Dott. Alfredo … un cinquantenne pavese con un ottima posizione sociale. Purtroppo, dal punto di vista fisico non poteva affermare di essere un adone. D’altro canto non tutti gli uomini possono essere dei DIVI. Il fatto è che anche i DIVI, quando invecchiano non sono più DIVI,  sono soltanto degli esseri umani con i propri limiti. Il Dott. Alfredo, a cinquant’anni poteva accontentarsi dei suoi limiti. Invece, aveva un chiodo fisso. Andava pazzo per le trentenni … alte, bionde, occhi azzurri … fisico che mandava faville. Di per sé non è delitto. Anzi, una trentenne alta, bionda, occhi azzurri, fisico mozzafiato è quello che ci vuole per rendere la vita … felice e color di rosa. Il problema iniziava quando si doveva passare dalle parole ai fatti. Cioè quando, Alfredo, si avvicinava ad una trentenne e si proponeva. La risposta più semplice era … “Con te, mai” Dopo un po’ di tempo, per quanto un uomo sia caparbio, deve prendere atto che quella non era la strada. Alfredo, però, da quell’orecchio non ci sentiva. Un mese fa, ha deciso di parlarne al proprio Psicologo di fiducia. Il Dott. Danilo ha cercato di essere convincente … di farlo adire a più miti consigli, ma gli uomini sono uomini. Quando un uomo vede una trentenne bionda … stravede. Alfredo non ha voluto sentire ragioni … o trentenne, alta, bionda, occhi azzurri, fisico da fine dal mondo … o niente. Col niente, però, non si fa niente. Un mese fa, il cinquantenne Dott. Alfredo ha fatto un sogno … Ha sognato di essere nella favola della Bella Addormentata nel bosco. Lui, Alfredo, cinquantenne, single, nelle vesti del Principe Azzurro su un cavallo bianco e si è trovato nel bosco. Una vecchietta comunica la “Notizia del giorno”: “Nel bosco c’è la Bella Addormentata … che aspetta il bacio del Principe” Si sa come sono queste cose … anche chi non è Principe … si immagina di esserlo.  Alfredo si precipita nel grande spazio verde dove, su un grande letto di rose rosse, si trova la Bella Addormentata. Il Dott. Alfredo si rende conto che si sta giocando “la carta della vita”. Se vuole vincere deve SAPER BACIARE e qui sono iniziati i dubbi del cinquantenne. Quale tipo di bacio avrebbe gradito la Bella Addormentata? Visto che c’era la vecchietta, Alfredo ne ha approfittato ed ha chiesto. La risposta non si è fatta attendere. “Alfredo, comunque bacerai … vincitore tu sarai” Nel sogno è andato tutto benissimo. Alfredo ha baciato la Bella Addormentata del Bosco … Questa si è svegliata. Ha visto il cavallo bianco, il cinquantenne vestito da Principe Azzurro. Non ha capito più nulla. Si è data alla pazza gioia. Ha cominciato a baciarlo in lungo e in largo. Una cosa da far perdere i sensi a qualsiasi uomo (e al Pubblico presente). Il sogno è stato talmente intenso che al risveglio, Alfredo, si è convinto di essere veramente diventato PRINCIPE, PRINCIPE DEL BACIO. Quando un uomo sa baciare può conquistare il mondo. Il cinquantenne Dott, Alfredo, ha cercato su Internet, il Concorso “CHI BACIA MEGLIO”. Un mese fa, ha partecipato … ed ha vinto una “somma favolosa”. Non solo, Il Primo Premio, lo ha vinto in coppia con la Dott. Carmela, sua vicina di appartamento nel Palazzo di Pavia dove abita … una trentenne … alta, bionda, occhi azzurri, fisico mozzafiato. Si sa che quando si è vicini di casa i rapporti sono facilitati. Pavia, poi è la città della fantasia delle idee folli, oltre ogni limite. Infatti, Carmela, dopo aver vinto in coppia il favoloso e prestigioso premio, ha organizzato un CORSO “COME BACIARE” ottenendo un lusinghiero successo. Un numero straordinario di trentenne (donne) e cinquantenni (uomini) si sono iscritti. Parecchie donne e uomini si sono innamorati le une degli altri … facendo diventare PAVIA CITTA’ DELL’AMORE. Ormai, da un mese fa, il Dott. Alfredo non avuto più problemi. Ogni volta che sentiva il bisogno di baciare si rivolgeva a Carmela … insieme davano spettacolo “come baciare” in Piazza della Vittoria … e non finiva lì. Dopo una esibizione ad alto livello ne seguiva un’altra. Del resto “l’appetito vien mangiando” … un bacio tira un altro. Al termine di ogni esibizione Alfredo e Carmela si mettono a cantare “Amore baciami, baciami, baciami” / “E forte stringimi / sempre di più” Un vecchio detto pavese diceva … “d’amore non si muore … si vive meglio”

W L’AMORE

Con Facebook la fine di una storia è … l’inizio di un’altra

W L’AMORE, 24 maggio 2021, 500 – 886 – 24.5.21 – 177 -

Racconto di DINO SECONDO BARILI – disegni di

TERESA RAMAIOLI

dinobarili@libero.it 

 

 

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