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PAVIA “PICCOLA PARIGI”

365 giorni 365

365 storie 365

Miniracconti di DINO SECONDO BARILI

Disegni di TERESA RAMAIOLI

30 agosto 2021, 598 – 984 – 30.8.21 – 274

 AMORI … NEL CASTELLO DI BEREGUARDO

Ecco il racconto di oggi.

“BEREGUARDO STORY”

“viaggio nel tempo” di  Dino Secondo Barili

 Disegni di Teresa Ramaioli

7^puntata – 30 agosto 2021

*

BEREGUARDO E LA CAVALCATA DEL DUCA

 

Questa mattina, Nello Catania si è svegliato allegro. “Dino, stanotte ho fatto un sogno bellissimo. Ho aperto le finestre della mia camera da letto e mi è apparso il Castello di Bereguardo con i merli illuminati dal sole … proprio come era nel 1400, all’epoca del Duca Filippo Maria Visconti. Non solo. Dal Portone del Castello stava uscendo, a cavallo di un superbo destriero, lo stesso Duca in tenuta da parata per il suo quotidiano giro intorno al Maniero. Era preceduto da una squadra di giovani trombettieri in tenute sgargianti che riempivano l’aria di fantastici suoni. Non ti dico poi, la teoria delle bellissime giovani Nobildonne al seguito … ognuna su un cavallo bianco. Quando si sognano certe cose … viene da chiedersi: perché non sono nato Duca? Altro che il lusso di oggi. Allora si che ci sapevano fare” Il Nello aveva ancora negli occhi le immagini del sogno di una Bereguardo che, c’è stata, e non c’è più. E’ proprio il caso di raccontare qualche particolare in più. Effettivamente, ogni giorno a Bereguardo si svolgeva la stessa scena. Il Duca in tenuta da gran parata, preceduto da giovani trombettieri … e seguito da una schiera infinita di bellissime fanciulle in fiore su cavalli bianchi … ripeteva gli stessi gesti. Ma era proprio il Duca? No. Era il suo Sosia, in tutto e per tutto identico al Duca. Il vero Duca Filippo Maria Visconti doveva adempiere a numerosi impegni in altre parti del Ducato … In ogni Castello, però, c’era il Sosia, la copia esatta del Duca che lo sostituiva nei minimi particolari. Non era solo un modo di fare, ma un modo di impostare e vivere la vita. La gente del Castello di Bereguardo si alzava presto al mattino perché doveva prepararsi alla Gran Parata … 365 giorni su 365. Il fatto di alzarsi ed avere uno scopo è FONFAMENTALE PER VIVERE BENE. Oggi, molte persone, uomini e donne, si alzano in modo svogliato, senza uno scopo. Se dovessero partecipare alla GRANDE PARATA GIORNALIERA nella quale devono mettere in mostra tutto sé stessi … sarebbero sicuramente più felici e contenti. La felicità nasce soprattutto … nell’impegno DEL GIORNO CHE NASCE, nella bellezza di vivere una giornata unica, indimenticabile, dove i vestiti sgargianti rallegrano la vista, i suoni accendono l’anima … perché la vita E’ UNA AVVENTURA QUOTIDIANA DA VIVERE ALLEGRAMENTE … IN COMPAGNIA.

W L’AMORE

“E’ gradito un breve giudizio del lettore o della lettrice”Grazie - Dino

· W L’AMORE Con Facebook la fine di una storia è l’inizio di un’altra -W L’AMORE

· 30 agosto 2021, 598 – 984 – 30.8.21 – 274 –

· Racconto di DINO SECONDO BARILI – disegni di TERESA RAMAIOLI

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Questa mattina, Nello Catania si è svegliato allegro. “Dino, stanotte ho fatto un sogno bellissimo. Ho aperto le finestre della mia camera da letto e mi è apparso il Castello di Bereguardo con i merli illuminati dal sole … proprio come era nel 1400, all’epoca del Duca Filippo Maria Visconti. Non solo. Dal Portone del Castello stava uscendo, a cavallo di un superbo destriero, lo stesso Duca in tenuta da parata per il suo quotidiano giro intorno al Maniero. Era preceduto da una squadra di giovani trombettieri in tenute sgargianti che riempivano l’aria di fantastici suoni. Non ti dico poi, la teoria delle bellissime giovani Nobildonne al seguito … ognuna su un cavallo bianco. Quando si sognano certe cose … viene da chiedersi: perché non sono nato Duca? Altro che il lusso di oggi. Allora si che ci sapevano fare” Il Nello aveva ancora negli occhi le immagini del sogno di una Bereguardo che, c’è stata, e non c’è più. E’ proprio il caso di raccontare qualche particolare in più. Effettivamente, ogni giorno a Bereguardo si svolgeva la stessa scena. Il Duca in tenuta da gran parata, preceduto da giovani trombettieri … e seguito da una schiera infinita di bellissime fanciulle in fiore su cavalli bianchi … ripeteva gli stessi gesti. Ma era proprio il Duca? No. Era il suo Sosia, in tutto e per tutto identico al Duca. Il vero Duca Filippo Maria Visconti doveva adempiere a numerosi impegni in altre parti del Ducato … In ogni Castello, però, c’era il Sosia, la copia esatta del Duca che lo sostituiva nei minimi particolari. Non era solo un modo di fare, ma un modo di impostare e vivere la vita. La gente del Castello di Bereguardo si alzava presto al mattino perché doveva prepararsi alla Gran Parata … 365 giorni su 365. Il fatto di alzarsi ed avere uno scopo è FONFAMENTALE PER VIVERE BENE. Oggi, molte persone, uomini e donne, si alzano in modo svogliato, senza uno scopo. Se dovessero partecipare alla GRANDE PARATA GIORNALIERA nella quale devono mettere in mostra tutto sé stessi … sarebbero sicuramente più felici e contenti. La felicità nasce soprattutto … nell’impegno DEL GIORNO CHE NASCE, nella bellezza di vivere una giornata unica, indimenticabile, dove i vestiti sgargianti rallegrano la vista, i suoni accendono l’anima … perché la vita E’ UNA AVVENTURA QUOTIDIANA DA VIVERE ALLEGRAMENTE … IN COMPAGNIA.

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· 30 agosto 2021, 598 – 984 – 30.8.21 – 274 –

· Racconto di DINO SECONDO BARILI – disegni di TERESA RAMAIOLI

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PAVIA “PICCOLA PARIGI”

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Miniracconti di DINO SECONDO BARILI

Disegni di TERESA RAMAIOLI

29 agosto 2021, 597 – 983 – 29.8.21 – 273

 AMORI … NEL CASTELLO DI BEREGUARDO

Ecco il racconto di oggi.

“BEREGUARDO STORY”

“viaggio nel tempo” di  Dino Secondo Barili

 Disegni di Teresa Ramaioli

6^puntata – 29 agosto 2021

*

BEREGUARDO E I PESCI CUCINATI A ZELATA

 

Quando un paese, Bereguardo, raggiunge una così grande notorietà ci devono essere delle ragioni profonde. A questa notorietà ha contribuito (tra il 1400 e il 1447) il Duca Filippo Maria Visconti il quale era ghiotto dei pesci del fiume Ticino. Per capire come stavano esattamente le cose è necessario spiegare che cosa era Bereguardo … oltre al Castello. A distanza di un paio di chilometri dal Castello c’era (e c’è) il paese di Zelata che, allora, contava oltre 800 abitanti … e tra essi c’erano molti pescatori di professione … gente che conosceva i pesci del fiume Ticino come le loro tasche. Inoltre a Zelata c’erano tre Osterie famosissime che avevano fatto la loro fortuna con “i pesci cucinati in tutte le salse”. Le tre Osterie erano gestite da tre Ostesse bellissime e astutissime. A turno, le tre Ostesse cucinavano i pesci per gli Ospiti Illustri del Castello di Bereguardo … i quali, ogni volta, rimanevano sbalorditi, senza parole.. Non sapevano cosa dire … elogiare e ringraziare … Quando tornavano a Milano o ai loro paesi di origine … non facevano altro che parlare dei pesci gustati nel Castello di Bereguardo. Si dice che la felicità comincia a tavola … A Bereguardo la felicità cominciava a tavola … ed è durata dal 1400 al 1447.

Domani, altre storie del Castello.   Dino

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