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PAVIA “PICCOLA PARIGI”

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Miniracconti di DINO SECONDO BARILI

Disegni di TERESA RAMAIOLI

7 settembre 2021, 606 – 992 – 7.9.21 – 282

 AMORI … NEL CASTELLO DI BEREGUARDO

Ecco il racconto di oggi.

“BEREGUARDO STORY”

“viaggio nel tempo” di  Dino Secondo Barili

 Disegni di Teresa Ramaioli

15^puntata – 7 settembre 2021

*

Il CASTELLO DI BEREGUARDO … PER TUTTI

 

Dal 1400 al 1447 il Castello di Bereguardo ha toccato il massimo del suo splendore. Ci sono stati degli Amministratori saggi che hanno utilizzato tutte le loro energie per realizzare un sogno: IL CASTELLO DELLE MERAVIGLIE … dove tutti (proprio tutti) hanno trovato ciò che cercavano … lavoro, soldi, amore … successo … felicità. (ne parleremo in occasione dell’Incontro Mensile LA PRIMA DOMENICA DI OGNI MESE nel Castello di Bereguardo dalle ore 10 alle ore 11,30. In tale occasione saranno visibili tutti I FASCICOLI CON LE STORIE DI BEREGUARDO E DINTORNI). Naturalmente il SOSIA DEL DUCA FILIPPO MARIA VISCONTI  ha avuto un ruolo fondamentale. Ogni mattina. dopo la CAVALCATA DEL DUCA intorno al Castello con Trombettieri e Damigelle  … sceglieva una località. Una volta alla settimana con tutto il fasto possibile raggiungeva a piedi una diversa località. Ha raggiunto di volta in volta ZELATA, MOTTA VISCONTI, TROVO, TRIVOLZIO, MARCIGNAGO, BATTUDA  … senza dimenticare di percorrere, almeno una volta al mese, LA STRADA DI QUINTO (Bereguardo – Trivolzio – Pavia)  dove si fermava a pranzo,  con tutta la comitiva, ALL’ANTICA OSTERIA DELLA DIVISA … accolto dall’Ostessa Camilla … una bellissima trentenne dai capelli rossi con il fuoco nelle vene. Il SOSIA DEL DUCA  non mancava mai di portare un regalo a Camilla … la cui “lingua” era una pubblicità permanente per il CASTELLO DI BEREGUARDO. Pittori, Attori, Poeti, Cantanti, Cantastorie … aspettavano quel momento per presentare le loro novità (ben osannati dall’Ostessa dai capelli rossi). Si dice che “da cosa nasce cosa” IL SOSIA DEL DUCA non mancava mai di invitare gli Artisti alle FESTE DEL CASTELLO che erano quasi quotidiane. Una volta per festeggiare l’arrivo di un Principe, un’altra per l’arrivo di un Ambasciatore … Insomma le occasioni non mancavano mai. Parecchi Artisti, poi, dopo l’esibizione, partivano con i nuovi arrivati verso altri Castelli, altre località dove spesso raggiungevano il successo e l’amore. Si parla del Pittore Peppino che, dopo aver dipinto il ritratto di una figlia di un Conte … ne è diventato il “promesso sposo” e l’erede di una importane dinastia. Insomma, chi (tra il 1400 e il 1447) voleva avere successo aveva una opportunità: IL CASTELLO DELLE MERAVIGLIE DI BEREGUARDO. Anche, oggi, parecchi visitatori ne approfittano per una visita nel Castello. Si siedono su una delle SETTE PANCHINE MAGICHE … dove l’imprevisto non manca mai.  

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· Racconto di DINO SECONDO BARILI – disegni di TERESA RAMAIOLI

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Miniracconti di DINO SECONDO BARILI

Disegni di TERESA RAMAIOLI

6 settembre 2021, 605 – 991 – 6.9.21 – 281

 AMORI … NEL CASTELLO DI BEREGUARDO

Ecco il racconto di oggi.

“BEREGUARDO STORY”

“viaggio nel tempo” di  Dino Secondo Barili

 Disegni di Teresa Ramaioli

14^puntata – 6 settembre 2021

*

Il CASTELLO DI BEREGUARDO E LA STRADA DI QUINTO

 

Dal 1400 al 1447 il Castello di Bereguardo era frequentato da tantissime persone, in modo particolare da Nobili Milanesi e Personaggi illustri da tutta Europa. Nel Castello era un continuo andirivieni di lussuose CARROZZE. Da dove venivano? Da Pavia. Tutta la zona era servita benissimo da una ANTICA STRADA … LA STRADA DI QUINTO (attualmente conta quasi duemila anni). Quinto è stato il Governatore Romano di Pavia del terzo secolo d.C.. La Strada di Quinto iniziava poco fuori l’attuale Chiesa di San Gervasio e Protasio (Sede INPS)… raggiungeva l’attuale Cascina Vignate. Proseguiva fino a Cascina Divisa di Marcignago dove c’era “il primo luogo di sosta per cavalli” … e dove c’era la famosa “ANTICA OSTERIA DELLA DIVISA”. La STRADA DI QUINTO fiancheggiava CASCINA BRUCIATA DI MARCIGNAGO … raggiungeva TRIVOLZIO  passando davanti all’attuale CHIESETTA DELLA ASSUNTA. In Piazza San Cornelio a TRIVOLZIO c’era la più grande PIAZZA DI SOSTA (con SETTE OSTERIE) … spazio per far riposare cavalli, buoi e personale. La Strada di Quinto, poi si divideva in due. Una strada da Piazza San Cornelio raggiungeva il Castello di Bereguardo … un’altra proseguiva per Trovo – Casorate Primo. Sulla Strada di Quinto da Pavia a Bereguardo, tra il 1400 e il 1447, era un continuo andirivieni di CARROZZE DI LUSSO con personaggi ALTOLOCATI. Il benessere si misura anche dal numero delle CARROZZE. Quelle dirette a Bereguardo avevano tutte il simbolo dei Visconti … alle quali tutte le altre cedevano il passo. Non poteva essere altrimenti. Il Castello di Bereguardo era troppo importante … si combinavano matrimoni, c’erano in ballo Titoli e Proprietà. Il lusso era ostentato per sottolineare l’importanza del Personaggio. Soprattutto il lusso era ostentato dalle Nobildonne. Più erano affascinanti più richiamavano attenzione … Spesso, nel Castello di Bereguardo c’erano Re e Principi Ereditari alla ricerca della “donna fatale”. Il Maniero Bereguardino non cessava mai di stupire. Sempre Personaggi nuovi, sempre Storie nuove … e che storie. I Principi Ereditari poi erano esigenti … sceglievano sempre il meglio. E’  il caso di citare la vicenda delle “due bellissime sorelle gemelle” … Un Principe Ereditario di un Regno del Nord … si è innamorato di entrambe … e entrambe le voleva sposare. Sono intervenuti Ambasciatori per calmare i bollenti spiriti del Principe … ma è stata dura. (di tale storia, però, esistono varie versioni).

Dino

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Disegni di TERESA RAMAIOLI

5 settembre 2021, 604 – 990 – 5.9.21 – 280

 AMORI … NEL CASTELLO DI BEREGUARDO

Ecco il racconto di oggi.

“BEREGUARDO STORY”

“viaggio nel tempo” di  Dino Secondo Barili

 Disegni di Teresa Ramaioli

13^puntata – 5 settembre 2021

*

LA ZUCCA DI EMILIO NEL CASTELLO DI BEREGUARDO

 

Il 4 settembre del 1423, Emilio, gagliardo contadino cinquantenne di Zelata, ha raccolto nel suo Orto in via Mulino a Zelata, una zucca di sessanta chilogrammi (con il sistema metrico decimale di oggi). Una splendida zucca come non gli era mai accaduto. Il suo primo pensiero è stato quello di regalarla al Sosia del Duca Filippo Maria Visconti nel Castello di Bereguardo … per farne l’uso che meglio credeva. Emilio, di zucche ne aveva in abbondanza. Ha caricato la zucca su un carrettino e si è presentato al Posto di Guardia del Castello. Il Capo Guardia ha accompagno Emilio al centro del Cortile delle Sette Panchine Magiche e l’ha aiutato a mettere la zucca in bellavista su un tavolo. In quell’istante è giunto il Sosia del Duca il quale non aveva mai visto una magnifica zucca così … di sessanta chilogrammi. Si è congratulato con Emilio e lo ha ringraziato. Per il Sosia del Duca, però, l’omaggio era per tutti i Bereguardini. Ha fatto chiamare le Tre Ostesse di Zelata, insuperabili cuoche, e ha ordinato loro di cucinare la zucca nei più svariati modi in modo che, chi avesse voluto, avrebbe potuto gustarne la bontà. E’ stato un trionfo. Le Tre Ostesse di Zelata (Claudia, Clara e Teresa) hanno fatto l’impossibile. A Bereguardo, c’è stata “zucca per tutti” … e tutti ne hanno approfittato. A distanza di secoli, quel ricordo è ancora attuale. Mai come oggi (5 settembre 2021) NON BASTA PRODURRE … SERVE ANCHE CONDIVIDERE. Bereguardo è un paese bellissimo di 2600 abitanti … se tutti “producessero” qualcosa … e una parte di ciò che producono VENISSE CONDIVISA … I BEREGUARDINI … ne trarrebbero tantissimi benefici. Per esempio. Amare il paese in cui si vive … vuol dire coglierne tutte le potenzialità: la storia, le storie, le bellezze artistiche (il Castello, la Chiesa, San Zeno, Palazzo Del Maino … il Naviglio di Bereguardo e il suo Porto) … Già, una volta Il Naviglio di Bereguardo aveva un Porto … Nello Catania è scattato come una molla. “Dino, cosa stai dicendo? … a Bereguardo c’era un Porto? … racconta, racconta. Ogni volta mi incuriosisci sempre più” – Inevitabile la risposta. “Nello, non solo c’era il Porto tra il Bar e il Palazzo dei Mobili … c’era pure un Porto di Bereguardo dove ora c’è il PONTE DI BARCHE. Bereguardo non è solo un paese bellissimo, interessantissimo. Un giorno al PORTO SUL NAVIGLIO DI BEREGUARDO E’ APPRODATO NIENTEMENO CHE … LEONARDO DA VINCI.

Dino

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Miniracconti di DINO SECONDO BARILI

Disegni di TERESA RAMAIOLI

4 settembre 2021, 603 – 989 – 4.9.21 – 279

 AMORI … NEL CASTELLO DI BEREGUARDO

Ecco il racconto di oggi.

“BEREGUARDO STORY”

“viaggio nel tempo” di  Dino Secondo Barili

 Disegni di Teresa Ramaioli

12^puntata – 4 settembre 2021

*

IL SOSIA DEL DUCA FILIPPO MARIA VISCONTI

 

Il Duca Filippo Maria Visconti era innamorato di Bereguardo. Ogni volta che si trovava nel Castello Bereguardino si sentiva a casa. Purtroppo gli impegni del Ducato di Milano erano tanti e richiedevano la sua presenza fisica in varie località. Per fortuna che a Bereguardo c’era il suo Sosia che era identico a Filippo Maria e poteva garantire al sua presenza 24 ore al giorno, tutti i giorni dell’anno. Il “Sosia del Duca” così era chiamato … era il suo “Alter Ego” agiva e si muoveva come fosse il Duca stesso. Anche il Sosia era innamorato di Bereguardo, del suo Castello unico e ineguagliabile, della Grande Riserva di Caccia della Zelata, delle Tre Osterie di Zelata, del fiume Ticino nel tratto che andava dall’attuale Ponte di Barche fino a Pavia. Anzi, un giorno, il Sosia del Duca ha avuto una brillante idea. Ha fatto costruire LA BARCA DEL DUCA … una imbarcazione dipinta con i colori sgargianti del Ducato di Milano … una volta alla settimana c’era LA GRANDE PARATA SUL TICINO. Il Sosia del Duca in persona, Trombettieri e Damigelle,  percorrevano il tratto di fiume, andata e ritorno, dall’attuale Ponte di Barche fino a Pavia e ritorno. I Nobili che si trovano nel Castello di Bereguardo erano invitati ad assistere allo spettacolo su apposita tribuna e portavano in giro la notizia che “BEREGUARDO NON AVEVA L’UGUALE”. Tutti i giorni LA CAVALCATA DEL DUCA …  una volta alla settimana LA GRANDE PARATA SUL TICINO. Non parliamo poi di quello che avveniva dentro al Castello di Bereguardo: PRANZI IN ONORE DELL’OSPITE, TEATRO E BALLI IN MASCHERA. Insomma, a quell’epoca (1400 – 1447) il “passa parola” aveva la stessa funzione della televisione oggi … a Milano non si parlava d’altro. Un giorno Donna Esmeralda, bellissima Contessina milanese … affascinata dal “nome Bereguardo” si è fatta accompagnare in incognito nel Maniero Bereguardino … Appena giunta si è presentata al Corpo di Guardia che l’ha subito scortata nel Cortile delle Sette Panchine Magiche … e lì è accaduto l’incontro fatale. Nel Cortile stava passeggiando, Marc, favoloso Principe Ereditario di un Regno del Nord. I due si sono guardati negli occhi, ne sono rimasti fulminati … e non si sono lasciati più. Dopo pochi mesi l’incontro … Donna Esmeralda … è diventata Regina ed ha voluto come regalo di nozze UN CASTELLO COME QUELLO DI BEREGUARDO, con “Cavalcata del Duca”, “Parata sul fiume” Pranzi, Teatri e Balli in maschera” Del resto, l’amore tutto può … e tutto vuole.

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Disegni di TERESA RAMAIOLI

3 settembre 2021, 602 – 988 – 3.9.21 – 278

 AMORI … NEL CASTELLO DI BEREGUARDO

Ecco il racconto di oggi.

“BEREGUARDO STORY”

“viaggio nel tempo” di  Dino Secondo Barili

 Disegni di Teresa Ramaioli

11^puntata – 3 settembre 2021

*

IL TEATRO DEL CASTELLO DI BEREGUARDO

 

Il 3 settembre del 1423, il Duca Filippo Maria Visconti è giunto a Bereguardo con una idea luminosa in testa: creare un TEATRO NEL CASTELLO DI BEREGUARDO. L’idea aveva una ragione. Nel Castello di Bereguardo si fermavano parecchi Viaggiatori Altolocati, gente danarosa il cui divertimento principale era quello di passare da un Castello all’altro per coglierne i piaceri ed i segreti. Inoltre nel Castello di Bereguardo si fermavano i Nobili Milanesi e relative Consorti per il periodo della caccia nella Grande Riserva di caccia della Zelata. Perché non creare un divertimento ed una attrazione in più? Appena giunto, il Duca ha convocato Filippone di Zelata, il più famoso Cantastorie del circondario per sentirne il parere e affidargli eventuale incarico. Filippone, non solo ha incantato il Duca, ma dopo aver accettato seduta stante l’incarico, ha chiesto di procedere nell’iniziativa. Filippo Maria Visconti era abituato ai metodi spicci dei milanesi di Milano. Non immaginava che Filippone di Zelata fosse così determinato e dinamico. Nel pomeriggio di quello stesso 3 settembre 1423, il Cantastorie Filippone, ha convocato nel Cortile del Castello (quello delle sette panchine magiche) una cinquantina di bereguardini, uomini e donne di ogni età. Li ha pregati di presentarsi con il loro rispettivo gatto … ed ha fatto loro il seguente discorso. “Amici, amiche … oggi, il Duca mi ha convocato per creare il TEATRO DEL CASTELLO DI BEREGUARDO. Come voi sapete … LA VITA E’ TUTTO UN TEATRO. Per creare un Teatro, non serve molto: BASTA ESSERE SE’ STESSI in qualsiasi luogo, in qualsiasi momento, anche … in questo bel Cortile. Una cosa invece è molto importante  “essere liberi come i gatti” Chi è l’essere al quale è impossibile imporre regole? Il gatto. Ecco perché, basta che ognuno di noi “racconti la sua storia … per fare teatro. Il Teatro del Castello, sarà quindi all’insegna del piacere, quello intimo … quello di raccontare e raccontarsi per quello che siamo … con le proprie aspirazioni, desideri, voglie e necessità. Il teatro è lo specchio dell’anima in cui noi tutti riflettiamo noi stessi. Più l’immagine diventa veritiera, corrispondente alla realtà che ogni persona si porta dentro … più il Teatro diventa piacevole … a noi stessi e ai nostri simili. Naturalmente, serve un po’ la tecnica del Cantastorie … il quale sembra che racconti le storie dei suoi personaggi … in effetti non fa altro che RACCONTARE SE’ STESSO”. Dietro ad una finestra, il Duca Filippo Maria Visconti, guardava e ascoltava divertito. Dopo tutto ogni persona ha i suoi segreti … che per altri non lo sono affatto.    

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Miniracconti di DINO SECONDO BARILI

Disegni di TERESA RAMAIOLI

1 settembre 2021, 600 – 986 – 1.9.21 – 276

 AMORI … NEL CASTELLO DI BEREGUARDO

Ecco il racconto di oggi.

“BEREGUARDO STORY”

“viaggio nel tempo” di  Dino Secondo Barili

 Disegni di Teresa Ramaioli

10^puntata – 2 settembre 2021

*

LE CENTO STANZE DEL CASTELLO DI BEREGUARDO

 

Tra il 1400 e il 1447, anno di morte del Duca Filippo Maria Visconti, nel Castello di Bereguardo c’erano CENTO STANZE. Forse … qualche stanza in più … perché tra le CENTO STANZE non venivano contate le stanze dell’intricato dedalo di corridoi, prigioni, stanze segrete, pertugi e rifugi che si trovano nei diecimila metri quadrati dei SOTTERRANEI, ora quasi completamente ostruiti. Il Castello di Bereguardo era una meraviglia delle meraviglie, mistero dei misteri. Dal 1400 al 1447 era il luogo di sosta e di passaggio di molti “Viaggiatori Altolocati” che passavano dal Pavese alla Lomellina, dal Ducato di Milano (Lombardia) al Piemonte attraverso il passaggio del Fiume Ticino all’attuale PONTE DI BARCHE. Allora, non c’era il Ponte di Barche (fatto costruire dal Duca Francesco Sforza nel 1451). Il passaggio da Bereguardo a Garlasco avveniva nell’area golenale a piedi o a cavallo, perché il fiume si allargava per chilometri in mille rigagnoli (dalla prima rampa a San Biagio). La sosta era l’occasione propizia per vedere da vicino l’interno del Castello di Bereguardo. Oggi, ci vorrebbe una “Guida Turistica” per raccontare ciò che vedevano quei “viaggiatori di passaggio” … LA STANZA D’ORO  del Duca, il TEATRO  del Duca, LE STALLE del Duca, ecc. ecc. Quelle CENTO STANZE raccontavano la vita di un epoca d’oro, da sogno … dove la fantasia non aveva limiti. La sosta dei Viaggiatori veniva pagata sempre in monete d’oro sonante. Il Sovrintendente del Castello era scrupolosissimo: teneva sotto controllo le entrate e le uscite. C’era lavoro e soldi per tutta la gente di Bereguardo che era occupata nel Castello. Era profumatamente pagato anche LO STREGONE VIDIA che con un “permesso speciale del Duca” poteva svelare il futuro ad ogni viaggiatore. Anzi, era proprio uno dei motivi per cui parecchi Viaggiatori Altolocati sostavano … e si fermavano parecchi giorni quando LO STREGONE VIDIA svelava loro che nel Castello di Bereguardo avrebbero incontrato l’amore. Oggi sarebbe utile conoscere meglio la vita quotidiana dei Castelli di quel tempo. Non basta guardare come erano fatti o ciò che è rimasto … Domani parleremo del TEATRO DEL CASTELLO DEI BEREGUARDO.

Dino

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· 2 settembre 2021, 601 – 987 – 2.9.21 – 277 –

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Disegni di TERESA RAMAIOLI

1 settembre 2021, 600 – 986 – 1.9.21 – 276

 AMORI … NEL CASTELLO DI BEREGUARDO

Ecco il racconto di oggi.

“BEREGUARDO STORY”

“viaggio nel tempo” di  Dino Secondo Barili

 Disegni di Teresa Ramaioli

9^puntata – 1 settembre 2021

*

BEREGUARDO … LUNA E I FANTASMI DEL CASTELLO

 

Non passa giorno che il Nello Catania faccia il suo giro quotidiano intorno al Castello di Bereguardo insieme alla sua bellissima cagnolina Luna. Non passa giorno che, con Luna, entri nel Cortile del Castello e si sieda su una delle sette panchine magiche. Qualche lettore pensa che il Nello si sieda sulla panchina come se si sedesse sulla sedia di un Bar. Invece, no. Non è proprio così. Coloro che si siedono su una delle sette panchine sa che potrebbe essere la volta buona per diventare ricchi … anzi, ricchissimi. E’ vero che “non sono i soldi a dare la felicità, ma contribuiscono molto” L’altro ieri, però, il Nello ha avuto la sorpresa. Mentre si trovava seduto su una panchina a caso … ha notato che Luna, la sua favolosa cagnolina era un po’ agitata. Inevitabile la domanda. “Luna cos’hai? Come mai così agitata? Non c’è nessuno in giro. Siamo solo io e te” L’agitazione di Luna è continuata. Al punto che il Nello ha preferito alzarsi. Prendere in braccio Luna e uscire dal Castello … Ed è proprio mentre usciva dal Castello che ha incontrato il sottoscritto. “Dino, ero seduto su una delle famose sette panchine … e Luna non è riuscita a stare ferma. Agitatissima cercava protezione tra le mie braccia … Mi sono chiesto il perché, ma non sono riuscito a trovare la ragione … In fondo eravamo solo noi due … il Cortile del Castello era deserto” Alle domande bisogna sempre rispondere con risposte logiche. “Nello, la risposta è semplice come bere un bicchier d’acqua. Su quella panchina dovevano esserci dei Fantasmi a convegno” Il Nello è scattato come una molla. “Dino, cosa dici mai? Fantasmi? … mai sentito che nel Castello di Bereguardo ci fossero dei Fantasmi. Spiegati” – “Nello, non farti meraviglia … non in tutti, ma in molti Castelli ci sono i Fantasmi … anche nel Castello di Bereguardo. Anzi, soprattutto nel Castello di Bereguardo con i suoi settecento e rotti anni di storia. Un paio di centinaia di anni fa, si raccontata, che un uomo particolarmente sensibile, si trovava nel Cortile del Castello di Bereguardo … ed ha parlato “personalmente” con il Duca Filippo Maria Visconti. Allora, le persone non si facevano meraviglia di niente. Anzi, davano per scontato che esiste una vita reale (visibile) … ed un’altra irreale (invisibile). Oggi, è stato messo tutto in discussione. La gente è diventata materialista: “non crede se non vede (e non tocca con mano). Luna, invece, è rimasta la bellissima cagnolina che è, quella che era ed è nella sua natura … i Fantasmi, li vede senza farsi troppi problemi … solo un po’ di agitazione”

W L’AMORE

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· 1 settembre 2021, 600 – 988 – 1.9.21 – 276 –

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31 agosto 2021, 599 – 985 – 31.8.21 – 275

 AMORI … NEL CASTELLO DI BEREGUARDO

Ecco il racconto di oggi.

“BEREGUARDO STORY”

“viaggio nel tempo” di  Dino Secondo Barili

 Disegni di Teresa Ramaioli

8^puntata – 31 agosto 2021

*

BEREGUARDO E LE SETTE PANCHINE

 

Nel Cortile dell’attuale Castello di Bereguardo ci sono SETTE PANCHINE IN GRANITO. Sono molto comode e stando seduti su di esse è facile immaginare ciò che poteva essere il Castello tra il 1400 e il 1447 all’epoca del Duca Filippo Maria Visconti. Anche a quell’epoca, in quello stesso Cortile, c’erano SETTE PANCHINE. Probabilmente, anche allora, erano di granito … ma ERANO MAGICHE. Erano chiamate le “PANCHINE DELLE SETTE STREGE DI PISSARELLO”. Pissarello era l’antico paese che tre secoli fa, è stato portato via dal fiume Ticino in una notte di piena. La gente ha potuto salvarsi ed oggi quel paese si chiama VIGNA DEL PERO. A quell’epoca Pissarello era sinonimo di STREGHE … donne che ne sapevano una più del diavolo. Non solo. Le Sette Streghe si erano insediate nel Cortile del Castello di Bereguardo … e si erano impossessate, ognuna, di una panchina. Si sa come sono le Streghe. Hanno cercato di mettere in mostra le loro virtù. Infatti, anche a Milano sapevano che “sulle sette panchine del Cortile del Castello di Bereguardo”, le Sette Streghe di Pissarello compivano prodigi. La voce era talmente insistente che le “Nobili fanciulle della Nobiltà milanese” facevano a gara per farsi invitare a Bereguardo … per sedersi su una delle sette panchine. Lo scopo era più che manifesto: “SPOSARE UN PRINCIPE O UN RE” Infatti, nel 1431, è accaduto l’impensabile. Un Re del Nord, di nome Friz, era di passaggio dal Castello di Bereguardo … Ha notato su una panchina del Cortile, una “fanciulla dai capelli d’oro”, Donna Lucrezia, la quale ha perso completamente la testa per Friz. C’era un detto allora a Bereguardo. Diceva: “quando l’amore c’è, la gamba la tira al piè” Re Friz e Donna Lucrezia sono diventati immediatamente inseparabili e sono partiti insieme per Roma … Hanno avuto, stando alle cronache, una vita felice, proprio come meritano “tutte le coppie innamorate” Anzi, la Strega di Pissarello, di nome Osvalda” titolare della panchina, vi ha aggiunto un sortilegio. “Chiunque si siede su quella panchina nel corso dei secoli … riceve una grandissima eredità” Perché non provarci? Non si sa mai …

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· 31 agosto 2021, 599 – 985 – 31.8.21 – 275 –

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Miniracconti di DINO SECONDO BARILI

Disegni di TERESA RAMAIOLI

30 agosto 2021, 598 – 984 – 30.8.21 – 274

 AMORI … NEL CASTELLO DI BEREGUARDO

Ecco il racconto di oggi.

“BEREGUARDO STORY”

“viaggio nel tempo” di  Dino Secondo Barili

 Disegni di Teresa Ramaioli

7^puntata – 30 agosto 2021

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BEREGUARDO E LA CAVALCATA DEL DUCA

 

Questa mattina, Nello Catania si è svegliato allegro. “Dino, stanotte ho fatto un sogno bellissimo. Ho aperto le finestre della mia camera da letto e mi è apparso il Castello di Bereguardo con i merli illuminati dal sole … proprio come era nel 1400, all’epoca del Duca Filippo Maria Visconti. Non solo. Dal Portone del Castello stava uscendo, a cavallo di un superbo destriero, lo stesso Duca in tenuta da parata per il suo quotidiano giro intorno al Maniero. Era preceduto da una squadra di giovani trombettieri in tenute sgargianti che riempivano l’aria di fantastici suoni. Non ti dico poi, la teoria delle bellissime giovani Nobildonne al seguito … ognuna su un cavallo bianco. Quando si sognano certe cose … viene da chiedersi: perché non sono nato Duca? Altro che il lusso di oggi. Allora si che ci sapevano fare” Il Nello aveva ancora negli occhi le immagini del sogno di una Bereguardo che, c’è stata, e non c’è più. E’ proprio il caso di raccontare qualche particolare in più. Effettivamente, ogni giorno a Bereguardo si svolgeva la stessa scena. Il Duca in tenuta da gran parata, preceduto da giovani trombettieri … e seguito da una schiera infinita di bellissime fanciulle in fiore su cavalli bianchi … ripeteva gli stessi gesti. Ma era proprio il Duca? No. Era il suo Sosia, in tutto e per tutto identico al Duca. Il vero Duca Filippo Maria Visconti doveva adempiere a numerosi impegni in altre parti del Ducato … In ogni Castello, però, c’era il Sosia, la copia esatta del Duca che lo sostituiva nei minimi particolari. Non era solo un modo di fare, ma un modo di impostare e vivere la vita. La gente del Castello di Bereguardo si alzava presto al mattino perché doveva prepararsi alla Gran Parata … 365 giorni su 365. Il fatto di alzarsi ed avere uno scopo è FONFAMENTALE PER VIVERE BENE. Oggi, molte persone, uomini e donne, si alzano in modo svogliato, senza uno scopo. Se dovessero partecipare alla GRANDE PARATA GIORNALIERA nella quale devono mettere in mostra tutto sé stessi … sarebbero sicuramente più felici e contenti. La felicità nasce soprattutto … nell’impegno DEL GIORNO CHE NASCE, nella bellezza di vivere una giornata unica, indimenticabile, dove i vestiti sgargianti rallegrano la vista, i suoni accendono l’anima … perché la vita E’ UNA AVVENTURA QUOTIDIANA DA VIVERE ALLEGRAMENTE … IN COMPAGNIA.

W L’AMORE

“E’ gradito un breve giudizio del lettore o della lettrice”Grazie - Dino

· W L’AMORE Con Facebook la fine di una storia è l’inizio di un’altra -W L’AMORE

· 30 agosto 2021, 598 – 984 – 30.8.21 – 274 –

· Racconto di DINO SECONDO BARILI – disegni di TERESA RAMAIOLI

dinobarili@libero.it

 

 

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PAVIA “PICCOLA PARIGI”

365 giorni 365

365 storie 365

Miniracconti di DINO SECONDO BARILI

Disegni di TERESA RAMAIOLI

30 agosto 2021, 598 – 984 – 30.8.21 – 274

 AMORI … NEL CASTELLO DI BEREGUARDO

Ecco il racconto di oggi.

“BEREGUARDO STORY”

“viaggio nel tempo” di  Dino Secondo Barili

 Disegni di Teresa Ramaioli

7^puntata – 30 agosto 2021

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BEREGUARDO E LA CAVALCATA DEL DUCA

 

Questa mattina, Nello Catania si è svegliato allegro. “Dino, stanotte ho fatto un sogno bellissimo. Ho aperto le finestre della mia camera da letto e mi è apparso il Castello di Bereguardo con i merli illuminati dal sole … proprio come era nel 1400, all’epoca del Duca Filippo Maria Visconti. Non solo. Dal Portone del Castello stava uscendo, a cavallo di un superbo destriero, lo stesso Duca in tenuta da parata per il suo quotidiano giro intorno al Maniero. Era preceduto da una squadra di giovani trombettieri in tenute sgargianti che riempivano l’aria di fantastici suoni. Non ti dico poi, la teoria delle bellissime giovani Nobildonne al seguito … ognuna su un cavallo bianco. Quando si sognano certe cose … viene da chiedersi: perché non sono nato Duca? Altro che il lusso di oggi. Allora si che ci sapevano fare” Il Nello aveva ancora negli occhi le immagini del sogno di una Bereguardo che, c’è stata, e non c’è più. E’ proprio il caso di raccontare qualche particolare in più. Effettivamente, ogni giorno a Bereguardo si svolgeva la stessa scena. Il Duca in tenuta da gran parata, preceduto da giovani trombettieri … e seguito da una schiera infinita di bellissime fanciulle in fiore su cavalli bianchi … ripeteva gli stessi gesti. Ma era proprio il Duca? No. Era il suo Sosia, in tutto e per tutto identico al Duca. Il vero Duca Filippo Maria Visconti doveva adempiere a numerosi impegni in altre parti del Ducato … In ogni Castello, però, c’era il Sosia, la copia esatta del Duca che lo sostituiva nei minimi particolari. Non era solo un modo di fare, ma un modo di impostare e vivere la vita. La gente del Castello di Bereguardo si alzava presto al mattino perché doveva prepararsi alla Gran Parata … 365 giorni su 365. Il fatto di alzarsi ed avere uno scopo è FONFAMENTALE PER VIVERE BENE. Oggi, molte persone, uomini e donne, si alzano in modo svogliato, senza uno scopo. Se dovessero partecipare alla GRANDE PARATA GIORNALIERA nella quale devono mettere in mostra tutto sé stessi … sarebbero sicuramente più felici e contenti. La felicità nasce soprattutto … nell’impegno DEL GIORNO CHE NASCE, nella bellezza di vivere una giornata unica, indimenticabile, dove i vestiti sgargianti rallegrano la vista, i suoni accendono l’anima … perché la vita E’ UNA AVVENTURA QUOTIDIANA DA VIVERE ALLEGRAMENTE … IN COMPAGNIA.

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“E’ gradito un breve giudizio del lettore o della lettrice”Grazie - Dino

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