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“BEREGUARDO STORY”

“viaggio nel tempo” di  Dino Secondo Barili

 Disegni di Teresa Ramaioli

25^puntata – 17 settembre 2021

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IL CASTELLO DI BEREGUARDO … E L’ARCHITETTO

 

Un mese fa, l’Architetto Goffredo con Studio a Genova, cinquantenne da fine del mondo … bello come il sole, ricco come il mare … stava facendo una ricerca quando è incappato nel Castello di Bereguardo. La ricerca riguardava la vita nei Castelli lombardi nel 1400. Nulla di eccezionale, ma all’Architetto Goffredo gli si è accesa un’idea in testa: “… e se andassi a visitare il Castello di Bereguardo?” Detto fatto ha impiegato pochi secondi per decidere. Un mese fa, ha ritenuto che quello era il giorno giusto … un venerdì. Del resto qual’era la ragione vera di quella decisione? Una? Nessuna? …  però, doveva ammetterlo, il Castello di Bereguardo suonava bene nelle sue orecchie. E la vita nei Castelli lombardi nel 1400? Solo una scusa,  una banale scusa come tante … Il cinquantenne Architetto Goffredo stava attraversando un periodo poco felice. Il lavoro e gli affari andavano bene … l’amore, no. Decisamente no! Da tre mesi si era lasciato con la Fidanzata … dopo un tira e molla di “dico non dico” che lo ha liberato da ogni impegno. Si sa che quando un uomo ha la mente libera … il suo primo pensiero è “un nuovo amore”, una nuova donna … una trentenne ad hoc … alta, bionda, occhi azzurri, fisico da incanto … proprio come aveva sempre sognato … e mai incontrato. Si dice, però, che “l’uomo propone … e Dio dispone” Infatti, dopo aver guidato con piacere da Genova a Bereguardo … l’Architetto ha comodamente parcheggiato a due passi del Portone d’Ingresso del Castello. Ha notato le feritoie dove una volta passavano le funi del Ponte Levatoio. Si è soffermato a guardare le alte mura, i merli … ed è stato in quel momento che ha sentito una voce di donna … “Scusi, posso farle una fotografia?” Il cinquantenne ha impiegato un secondo a fare le sue riflessioni … ma ha preferito fare una domanda: “Posso chiedere la ragione?” La donna … una bellissima trentenne, alta, bionda, occhi azzurri, fisico che faceva perdere i sensi si è espressa, prima di tutto, con un sorriso che avrebbe abbattuto ogni ostacolo … “Sto facendo un servizio fotografico sul Castello di Bereguardo … e Lei è il soggetto che mi mancava” Cosa poteva fare l’Architetto Goffredo? Ha accettato. Solo che “da cosa nasce cosa” Michela, Fotografa Free Lance, non la smetteva di ritrarre, di fare fotografie … mentre la confidenza si prendeva larghi spazi. Goffredo non riusciva più a togliere gli occhi di dosso da Michele che aveva un seno esageratamente interessante. Alla fine, Goffredo non ha resistito. Michela ti posso baciare?” – “Si” … è stata la risposta della donna … e non si è fermata … “Goffredo e se ci facessimo un selfie?” … Dopo le foto, il selfie, una passeggiata sul PONTE DI BARCHE … E’ SCOPPIATO L’AMORE. Visto?

 

 

 

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“BEREGUARDO STORY”

“viaggio nel tempo” di  Dino Secondo Barili

 Disegni di Teresa Ramaioli

24^puntata – 16 settembre 2021

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IL CASTELLO DI BEREGUARDO … E IL FABBRO

 

Tra il 1400 e il 1447 il Castello di Bereguardo ha vissuto il suo più bel periodo ed è stato frequentato dai più bei nomi del Ducato di Milano e oltre. In tale periodo, dentro al Castello di Bereguardo si sono avvicendati Personaggi che meritano di essere ricordati. Ieri mattina, il Nello Catania, con la sua bellissima cagnolina Luna, ed io … ci siamo seduti su una delle SETTE PANCHINE MAGICHE del Cortile interno. Spinto dalla curiosità, il Nello è partito in quarta. “Ma, Dino, secondo te, è vissuto davvero il Maniscalco, che per far vincere i cavalli che ferrava, non si lavava mai la faccia?” La risposta è stata fulminea. “Certo, Nello. Certo che è vissuto. Non solo, ma accanto, alla “bottega del Maniscalco” nell’angolo in fondo al secondo cortile … c’era … “la Bottega del Fabbro” … un Personaggio Straordinario che merita di essere ricordato. Nello, pensa che il Fabbro era colui che teneva sotto controllo le CENTO STANZE DEL CASTELLO. Le teneva in ordine, le arredava con il necessario per renderle accoglienti agli Ospiti Importanti che soggiornavano per uno o più giorni nel Maniero Bereguardino. Nella sua Bottega ordinatissima, il Fabbro (il cui nome non è passato alla Storia) trovava sempre soluzioni nuove e originali per ogni Stanza. In ogni Stanza c’era, oltre al letto e un armadio … anche UN PORTACATINO CON IL SECCHIO PIENO D’ACQUA PROFUMATA per lavarsi. IL PORTACATINO IN FERRO BATTUTO SMALTATO era un pezzo unico … un vero capolavoro. Chi poteva averlo fatto? IL FABBRO … un artista che non aveva l’uguale. Pensa, Nello, che ogni PORTACATINO era di forma diversa … smaltato in modo diverso. Gli Importanti Ospiti, ogni volta, rimanevano meravigliati. La voce si spargeva a Milano e oltre … e gli Ospiti aumentavano. Tutti volevano quel tipo di PORTACATINO, ma il FABBRO aveva solo due mani … e 24ore ogni giorno. Ma il capolavoro del FABBRO è stato “IL BAGNO D’ORO DI CLEOPATRA (Regina d’Egitto)” per STANZA D’ORO del Castello di Bereguardo. Per quasi cinquant’anni è stata l’attrazione principale. Tutte le più importanti Nobili Coppie  avevano un sogno: DORMIRE ALMENO UNA NOTTE NELLA STANZA D’ORO … E LA DONNA, FARE IL BAGNO NEL BAGNO DI CLEOPATRA”  A questo punto il Nello Catania ha perso la parola. Non avrebbe mai immaginato che nel Castello di Bereguardo c’è  stata una tale “rarità”. E’ proprio in certe località come Bereguardo che ci sono state cose straordinarie, degne di essere ricordate e tramandate ai posteri. Del resto i Cantastorie del 1800 erano informatissimi … ed è grazie a loro che oggi …  ABBIAMO UN CASTELLO DA FAVOLA … DA RICORDARE.

 

 

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“BEREGUARDO STORY”

“viaggio nel tempo” di  Dino Secondo Barili

 Disegni di Teresa Ramaioli

23^puntata – 15 settembre 2021

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IL CASTELLO DI BEREGUARDO … E I MANISCALCHI

 

Un Castello non è mai solo un Castello. Nel senso che non è solo le Mura, la Torre, i Merli, il Ponte Levatoio ecc. Il Castello è soprattutto la vita che si viveva dentro … e quella che si viveva fuori. Per non parlare della sua Storia e delle sue Storie. Il Castello di Bereguardo nel suo periodo migliore (1400 – 1447) ne era un esempio. Dentro al Castello c’era la “Bottega del Maniscalco”. Si trovava nell’angolo di sinistra in fondo. Come parecchie botteghe di Maniscalchi del 1400 … era uno “Stanzone che chiamarlo bottega era un delitto” C’era roba sparsa dappertutto, ferri da cavallo attaccati a tutti i muri … l’unica cosa che si salvava era la “fucina sempre accesa”, il fuoco che ardeva in continuazione e mandava scintille ovunque … e il Maniscalco … sempre nero di fuliggine … sicuramente (a quel tempo) non si era mai lavato la faccia (o non se la lavava di proposito). Del resto cosa poteva fare un fissato come lui che viveva per il suo lavoro, la sua passione di ferrare i cavalli? … I CAVALLI DEI VISCONTI … quelli che partecipavano alle esposizioni mensili a Pavia, Vigevano, Magenta? Si, perché con puntualità ogni Castello organizzava (come da calendario) LA FILATA DEI MIGLIORI CAVALLI DEI VISCONTI. Era un modo per tenere alto l’interesse per i cavalli di cui i Visconti erano fanatici allevatori. I più bei cavalli erano dei Visconti … e come poteva essere altrimenti? Non solo, ma dopo la Sfilata una apposita Giuria decretava il MIGLIORE, il VINCITORE. Era il momento clou … il momento in cui la gente che era presente alla manifestazione attendeva con piacere. Perché? Perché una bellissima, giovane Nobildonna, vestita con abiti sgargianti, saliva in groppa al Vincitore per la Sfilata, IN GROPPA AL MIGLIORE CAVALLO DEI VISCONTI … Migliore? Certo … fino alla successiva manifestazione. Addirittura era tanta la passione dei Visconti per i cavalli che nel Castello di Bereguardo si teneva IL LIBRO D’ORO DEI CAVALLI  con tanto di nome del Cavallo … data e luogo della Manifestazione … e nome della MADRINA, la bellissima Nobildonna che ne aveva esaltato le virtù. Ogni epoca ha avuto i suoi riti … un cavallo ben ferrato può vincere con maggior facilità. Da dove viene il detto che “il ferro da cavallo porta bene?” dalle sfilate dei cavalli … che nel 1400 – 1447 a Bereguardo erano una “mania” a cominciare dal Maniscalco. Si racconta che, secondo una leggenda tramandata dai Cantastorie del 1800, il Maniscalco, per far vincere il cavallo che aveva ferrato … non doveva lavarsi la faccia tre giorni prima la Manifestazione … la scaramanzia (rito magico) non è mai troppa. Per andare sul sicuro … meglio non lavarsi mai.

 

 

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“BEREGUARDO STORY”

“viaggio nel tempo” di  Dino Secondo Barili

 Disegni di Teresa Ramaioli

22^puntata – 14 settembre 2021

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IL CASTELLO DI BEREGUARDO … E I MUGNAI

 

Oggi, molte persone sono appassionate di Castelli. Qualche giorno fa, a Pavia, durante una chiacchierata informale in Piazza della Vittoria, una gentile Signora si è sentita orgogliosa (giustamente) di aver visitato TRECENTO CASTELLI … in tutta Italia. Questo la dice lunga sul fascino del Castello e quello che gli sta intorno. Infatti il “Castello … non è solo il Castello” Bereguardo, per esempio, non era solo la struttura fisica del Castello (diecimila metri quadrati) … ma tutto ciò che gli ruotava intorno … quasi tutto il territorio del Comune e molte proprietà negli attuali comuni di Trivolzio, Trovo, Marcignago, Battuda e altri.  Il centro, tuttavia, rimaneva IL CASTELLO DI BEREGUARDO … dove c’erano “le menti” (IL SOSIA DEL DUCA E L’AMMINISTRATORE) che governavano il tutto. Dal 1400 al 1447 tra i “luoghi” più importanti c’erano i MULINI … dove campeggiava la figura del MUGNAIO e della MUGNAIA. Qual’era, allora, il prodotto più ricercato? La farina … e chi produce la farina? IL MUGNAIO. Oggi, la figura del Mugnaio è poco conosciuta … ancora più sconosciuta è la figura nel Mugnaio del 1400-1447. Nel Castello di Bereguardo c’erano sempre Ospiti Importanti … Ambasciatori, Principi e Re. Qual’era il prodotto di prima necessità? LA FARINA … non una farina qualsiasi, ma una farina speciale. I più bravi Mugnai della zona erano in gara tra loro per offrire la migliore farina possibile … con la quale fare pietanze e dolci speciali. Capitava, infatti, che attempati Ambasciatori giungevano a Bereguardo attratti dalla fama “DI CIO’ CHE SI MANGIAVA” … specialmente dolci, e torte speciali. Per fare dolci e torte speciali ci vogliono “farine e miscele speciali”. Dal 1400 al 1447 Bereguardo era la festa dei Mugnai … i quali avevano dei segreti. Tali segreti erano “le miscele” … e c’era una ragione. Parecchi Ambasciatori soffrivano di “mal di stomaco” … nel Castello di Bereguardo c’era “la torta per far passare il mal di stomaco” Per fare tale torta, però, occorreva la farina miscelata dal MUGNAIO FRANCESCO  che aveva il Mulino in quel di Marcignago …

Secondo una leggenda tramandata dai Cantastorie del 1800 Francesco, il Mugnaio, era TIRCHIO e teneva solo lui i soldi. La Mugnaia si è arrabbiata al punto che ha scambiato i sacchi delle farine … e Francesco ha perso in un colpo solo tutta la sua fama “come produttore di miscela di farina che faceva passare il mal di stomaco” I Cantastorie dell’1800 terminavano la storia con un consiglio “Mai litigare con la moglie altrimenti il mal di stomaco non passa più”

Dino

 

 

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“BEREGUARDO STORY”

“viaggio nel tempo” di  Dino Secondo Barili

 Disegni di Teresa Ramaioli

21^puntata – 13 settembre 2021

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IL CASTELLO DI BEREGUARDO … E I SUOI SEGRETI

 

Ogni Castello ha i suoi segreti. Inutile negarlo … si vede dalla forma, dal modo in cui sono disposte le mura, le finestre … soprattutto dove sorgono e su quale terreno sono sorti.  Ogni Castello da la sensazione della “mano del Destino” che ha voluto creare qualcosa di unico, di misterioso … dove la ricerca dei “perché” accende la fantasia. Fantasia? Mica tanto. Basta guardare il Castello di Bereguardo … e immaginare, sulla base delle ricerche attuali, a com’era nel momento del suo massimo splendore, 1400 – 1447. Non occorre un grande sforzo. Basta vedere le mura che si alzavano al cielo sui quattro lati sormontate da una infinità di merli … una Torre altissima al centro del Castello, proiettata nel cielo … In cima alla Torre c’era una Sala quadrata con le vetrate sui quattro lati. Da quelle vetrate si poteva vedere tutto … di giorno e di notte … anzi, più di notte che di giorno. Di notte c’era sempre qualcuno che scrutava il cielo per carpirne i segreti. Oggi si corre troppo, si guarda troppo la TV … Dal 1400 al 1447, molti Importanti Personaggi milanesi e di altri paesi dell’Europa … venivano apposta a Bereguardo per salire su quella Torre. Entrare in quella enorme Sala quadrata … PER VEDERE IL CIELO. Qualche lettore si chiederà “ … a Milano non si vede il cielo?”  Si, vede … ma non era il cielo di Bereguardo. A Bereguardo nel 1400-1447 non si sentiva volare una mosca … e lo sguardo si perdeva nell’infinito. Quando una persona si trovava sulla Torre … era come se si trovasse al centro dell’Universo … e le risposte erano lì, tutte quante, nessuna esclusa … Perché, da qualsiasi parte la si guardi …  LA VITA E’ UN GRAN MISTERO. Una persona può studiare tutti i libri che vuole … ma la sola ed unica domanda alla quale deve rispondere E’… QUANDO SI TROVA DAVANTI ALLO SPECCHIO E SI CHIEDE: “CHI SONO? PERCHE’ SONO QUI?” E’ davanti a quella domanda che il Castello di Bereguardo svela il suo fascino, il suo mistero … è il momento in cui le SETTE PANCHINE  attirano l’attenzione. “Perché proprio sette?” … Sette come i giorni della settimana … sette come la quarta parte del mese lunare di 28 giorni (al quale inderogabilmente rispondono tutte le donne del pianeta Terra) Sarà un caso? E se non fosse un caso? … e fosse qualcosa di più? … di diverso?

Ieri mattina un Signore sui cinquant’anni proveniente da Mantova  era in visita nel Castello di Bereguardo. Tablet tra le mani da esperto “navigatore su Internet” … guardava, scrutava, immaginava … Insomma, si vedeva lontano un miglio che era un Visitatore Esperto il quale sapeva cosa stava cercando. Ad un tratto

Il telefonino si è messo a suonare … una voce emozionata: “HAI VINTO”Cosa? … non ci interessa. Il Signore di Mantova si è seduto su una panchina. Dino

 

 

 

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PAVIA “PICCOLA PARIGI”

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Miniracconti di DINO SECONDO BARILI

Disegni di TERESA RAMAIOLI

12 settembre 2021, 611 – 997 – 12.9.21 – 287

 AMORI … NEL CASTELLO DI BEREGUARDO

Ecco il racconto di oggi.

“BEREGUARDO STORY”

“viaggio nel tempo” di  Dino Secondo Barili

 Disegni di Teresa Ramaioli

20^puntata – 12 settembre 2021

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IL CASTELLO DI BEREGUARDO … PERCHE’ ?

 

Un Castello non nasce a caso. Risponde sempre ad un disegno strategico che ai Visconti, all’epoca della grande espansione (XIV Secolo), stava al primo posto. Basta guardare il “guado del fiume Ticino (attuale Ponte di Barche)” tra Vigevano e Pavia per capire che, in quel punto e solo in quel punto, la gente passava (A PIEDI) dalla riva sinistra a quella destra, dal Pavese alla Lomellina e viceversa.  Ecco perché  solo in quel punto era possibile “far pagare il pedaggio” … e tale pedaggio (con i dovuti cambiamenti) è andato avanti fino a  buona parte del 1900. I Visconti, avevano l’occhio lungo. Hanno tenuto sempre in grande considerazione il sentiero (quasi strada) che saliva dal fiume fino all’attuale paese … e lì hanno piazzato il CASTELLO … Non un Castello qualsiasi, un Castello da diecimila metri quadrati, una enormità … Due piani … Cento stanze … per farne cosa? Un Centro di Potere ... Inutile nascondersi dietro un dito. Lo vede anche un bambino che, all’epoca d’oro (1400 – 1447) il Castello di Bereguardo … era UN CENTRO DI POTERE. Il potere vale se si ostenta. Il SOSIA DEL DUCA Filippo Maria Visconti , girava sempre vestito da sgargianti colori, attorniato da una specie di Corte, Trombettieri e Damigelle … ogni giorno, 365 giorni l’anno. Del resto cosa poteva fare? Doveva occupare la giornata, ricevere gli Ospiti che arrivano su Lussuose Carrozze da Milano e mezza Europa. Quello che contava era l’effetto coreografico che il Castello produceva al primo impatto. Quando un Ospite (Ambasciatore, Principe o Re) viene ricevuto al centro del Cortile … da un DUCA (anzi dal SOSIA DEL DUCA) in persona, il risultato è sorprendente … nel 1400 … e pure oggi.

Due giorni fa, la Dott. Luciana, una bellissima quarantenne milanese, appassionata di Castelli è giunta per la prima volta nel Castello di Bereguardo. La situazione è quella che è … ma coloro che studiano i Castelli si rendono conto cosa poteva essere il Castello di Bereguardo dal 1400 al 1447. La Dott. Luciana ha girato in lungo e in largo il Maniero Bereguardino, dentro e fuori … scattando molte fotografie. Si è ripromessa di fare ricerche per avere una idea di ciò che c’era all’epoca dei Visconti. Ovvio, che dopo aver girato, la Dott. Luciana ha sentito il desiderio di sedersi su una delle SETTE PANCHINE … e qui è avvenuto l’imprevisto. Proprio mentre la bellissima quarantenne lasciava scorrere lo sguardo … dal Portone del Castello è entrato un Signore che ha attirato subito l’attenzione. Era l’Architetto Goffredo, suo vicino di casa … un cinquantenne che era il fascino in persona … “Goffredo, Goffredo …” I due si sono guardati, abbracciati … ed è scoppiato l’amore. La vita è proprio così.   

Dino

“E’ gradito un breve giudizio del lettore o della lettrice”Grazie - Dino

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· 12 settembre 2021, 611 – 997 – 12.9.21 – 287 –

· Racconto di DINO SECONDO BARILI – disegni di TERESA RAMAIOLI

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PAVIA “PICCOLA PARIGI”

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Miniracconti di DINO SECONDO BARILI

Disegni di TERESA RAMAIOLI

11 settembre 2021, 610 – 996 – 11.9.21 – 286

 AMORI … NEL CASTELLO DI BEREGUARDO

Ecco il racconto di oggi.

“BEREGUARDO STORY”

“viaggio nel tempo” di  Dino Secondo Barili

 Disegni di Teresa Ramaioli

19^puntata – 11 settembre 2021

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INCONTRI …. NEL CASTELLO DI BEREGUARDO

 

Ci sono molti modi per amare il paese in cui si abita … Se poi si abita a Bereguardo “I MODI SONO MILLE E … UNO” Come? Semplice … basta mettersi in contatto via WhatsApp o via Messenger con Luca Gallotti o Dino Secondo Barili ed il gioco è fatto. BEREGUARDO E’ UNA MINIERA DA SCOPRIRE … però, non si può farlo da soli, in modo isolato … bisogna essere in “gruppo” E’ nel gruppo che nasce la PASSIONE DELLA SCOPERTA. Ci sono angoli del Castello di Bereguardo che meritano di essere visti dal vivo, con i propri occhi … a contatto di gomito con i propri simili … dialogando, condividendo. E già, è attraverso il dialogo che nasce la curiosità. La domanda di una persona stimola la curiosità di un’altra … e cosi nasce il gruppo … UN GRUPPO DI APPASSIONATI DI STORIA LOCALE ALLA RICERCA DEL PROPRIO PASSATO. Sarà proprio passato? Alcuni mattoni del Castello di Bereguardo hanno più di 700 anni. Possibile che un mattone che si porta dietro così tante primavere resti muto? Non dica una parola? Il dubbio è legittimo. La vita è un grande mistero. Sono più le cose che NON SI SANNO  di quelle che si conoscono. Allora? Perché aspettare? Basta mettersi in Gruppo … fare domande … cercare risposte. E’ stato cosi anche tra il 1400 e il 1447. Il 10 settembre 1423, alle tre del mattino, IL SOSIA DEL DUCA E L’AMMINISTRATORE CHE TENEVA I CONTI si sono incontrati nella Grande Sala quadrata sulla Torre che stava al centro del Castello. Entrambi osservavano l’alba che stava sorgendo … quando “tre stelle cadenti” hanno attraversando l’orizzonte. Il SOSIA DEL DUCA non ha perso tempo. Ha capito subito che era un “ segno del Destino”. Ha chiamato lo STREGONE VIDIA e si è fatto spiegare le “tre stelle cadenti” secondo il suo sapere. La risposta è stata questa. “Quando alle tre mattino … si vedono “tre stelle cadenti” che attraversano l’orizzonte vuol dire che si è sulla strada buona. CREDERE IN SE’ STESSI … ED AVERE FIDUCIA IN QUELLO CHE SI FA … non per diventare ricchi … ma per conoscere sempre più e sempre meglio in mondo in cui si vive. La felicità ha molte facce … la prima è quella che si vede quando ci si specchia … la seconda è nel volto di colui o colei che sta di fronte. Da soli si può fare molto … ma in compagnia si può fare MOLTO, MOLTO DI PIU’. Perché la compagnia è la cosa più bella che ci sia” … In quell’istante una quarta stella cadente ha attraversato il cielo … e LO STREGONE VIDIA è diventato silenzioso e pensieroso.

Dino

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10 settembre 2021, 609 – 995 – 10.9.21 – 285

 AMORI … NEL CASTELLO DI BEREGUARDO

Ecco il racconto di oggi.

“BEREGUARDO STORY”

“viaggio nel tempo” di  Dino Secondo Barili

 Disegni di Teresa Ramaioli

18^puntata – 10 settembre 2021

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Il CASTELLO DI BEREGUARDO … E IL PIZZO IN GIU’

 

Quando una persona, uomo o donna, si alza al mattino non sempre ha le idee chiare. Accadeva la stessa cosa anche nel Castello di Bereguardo tra il 1400 e il 1447. A quell’epoca, però, c’era la soluzione: “l’acqua risorgiva del Pizzo in Giù” Oggi, ogni casa ha la sua acqua potabile collegata all’acquedotto, ma fino a cinquant’anni fa bisognava ricorrere ai pozzi locali. L’acqua che si beveva a Bereguardo non era la stessa di quella che si beveva a Trivolzio. Inoltre c’erano ogni tanto le risorgive … l’acqua che usciva spontaneamente dal terreno ... fresca, limpida, ineguagliabile. A volte quelle risorgive spontanee non avevano vita lunga … duravano qualche mese e poi scomparivano, così come erano apparse. Tra il 1400 e il 1447, lungo un muro del Castello di Bereguardo è apparsa una “risorgiva spontanea” subito soprannominata del Pizzo in Giù L’acqua era solo un rigagnolo … ma era fresca, limpida, ineguagliabile. Le persone hanno capito subito che si trattava di un fenomeno naturale speciale. Molti pensarono subito che quell’acqua avesse dei poteri … ed era proprio così. Bastava berne mezzo bicchiere per vivere una giornata da sogno. Come spesso accade parecchie persone ne hanno approfittato e abusato … e non si sono accontentati di “mezzo bicchiere al giorno”. Le esagerazioni si pagano sempre. Il SOSIA DEL DUCA è dovuto intervenire.  Ha messo sottochiave il Pizzo in Giù e da quel giorno … per poter avere il “mezzo bicchiere necessario” bisognava passare dall’Amministratore. Si sa come sono queste cose. All’inizio tutto facile, tutto regolare … poi, sono cominciati i distinguo … Dopo qualche anno è stato impossibile gestire una simile risorgiva … e il Pizzo in Giù è scomparso … con la stessa velocità con cui era apparso.

Dino

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Miniracconti di DINO SECONDO BARILI

Disegni di TERESA RAMAIOLI

9 settembre 2021, 608 – 994 – 9.9.21 – 284

 AMORI … NEL CASTELLO DI BEREGUARDO

Ecco il racconto di oggi.

“BEREGUARDO STORY”

“viaggio nel tempo” di  Dino Secondo Barili

 Disegni di Teresa Ramaioli

17^puntata – 9 settembre 2021

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Il CASTELLO DI BEREGUARDO … E UN SOGNO

 

Tra il 1400 e il 1447 a Milano si parlava solo del CASTELLO DI BEREGUARDO. Tutto traeva origine dal comportamento del SOSIA DEL DUCA e DALL’AMMINISTRATORE, colui che teneva i conti, dare e avere. Nel Castello di Bereguardo sapevano tutti come i due si comportavano. Il SOSIA DEL DUCA e L’AMMINISTRATORE … un uomo alto, sempre con lo sguardo truce come se avesse preso un “ladro con le mani nel sacco” … si ritrovano alle TRE DEL MATTINO IN CIMA ALLA TORRE CHE STAVA AL CENTRO DEL CASTELLO … in una sala quadrata che aveva vetri sui quattro lati. Da ogni lato entrava la luce del sole nel suo lungo giro quotidiano. Lì, in quel luogo che sembrava fatto apposta per “toccare il cielo con il dito”, IL SOSIA DEL DUCA E L’AMMINISTRATORE controllavano tutti i conti del giorno precedente … confrontavano ciò che era andato bene e ciò che meritava qualche correzione … e stendevano i piano del NUOVO GIORNO. Per esempio. Nel Castello di Bereguardo C’ERANO CENTO STANZE … e tutte dovevano essere occupate. Infatti,. Diceva il SOSIA DEL DUCA, “a cosa serve una Stanza se rimane inutilizzata? Rappresenta un costo senza alcun guadagno o beneficio” Quando la Stanza non era occupata da nuovi Ospiti … meglio darla in comodato d’uso agli Artisti con l’impegno a produrre Opere d’Arte  che rimanevano nella disponibilità dell’Amministratore. Ovvio che l’Amministratore aveva l’obbligo di “far quadrare i conti”. Come? Vendeva a Milano, le Opere d’Arte per il giusto prezzo … e cosi IL CONTI DEL CASTELLO DI BEREGUARDO ERANO SEMPRE A PAREGGIO SE NON IN ATTIVO. Quando due Personaggi come il SOSIA DEL DUCA E L’AMMINISTRATORE  si ritrovavano alle tre del mattino nella sala più luminosa del Castello … avevano le idee chiare, anzi chiarissime. Cento stanze sempre occupate “365 giorni l’anno, su 365” è come sognare ad occhi aperti. E poi, c’era il nuovo giorno … il nuovo sole. Alle tre del mattino ogni raggio di sole … accende la fantasia, la voglia di fare, la voglia realizzare. La vita è fatta per essere vissuta … Quale è uno dei migliori modi di vivere? RALIZZARE SOGNI. Per un Pittore … dipingere un capolavoro, per un Poeta scrivere una stupenda poesia … per un Cantante come Domenico Modugno scrivere e cantare una canzone come “VOLARE” … per un Cantastorie come il sottoscritto … SCRIVERE LA STORIA E LE STORIE DEL CASTELLO DI BEREGUARDO … e avere parecchi lettori su Facebook.

Dino

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· 9 settembre 2021, 608 – 994 – 9.9.21 – 284 –

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Miniracconti di DINO SECONDO BARILI

Disegni di TERESA RAMAIOLI

8 settembre 2021, 607 – 993 – 8.9.21 – 283

 AMORI … NEL CASTELLO DI BEREGUARDO

Ecco il racconto di oggi.

“BEREGUARDO STORY”

“viaggio nel tempo” di  Dino Secondo Barili

 Disegni di Teresa Ramaioli

16^puntata – 8 settembre 2021

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Il CASTELLO DI BEREGUARDO … E I FANTASMI

 

Due giorni fa, Nello Catania aveva deciso di passare un quarto d’ora su una delle SETTE PANCHINE MAGICHE del Cortile del Castello di Bereguardo con la sua bellissima e inseparabile cagnolina Luna. Anzi, appena seduto, Nello si è rivolto alla cagnolina: “Luna, mi raccomando … non cominciare ad agitarti perché vedi i Fantasmi. I Fantasmi non esistono … sono solo una invenzione del Dino”  E’ stato in quell’istante che Nello Catania avuto una sorpresa  … e si è trovato innanzi il SOSIA DEL DUCA FILIPPO MARIA VISCONTI il quale si è messo a parlare. “Nello, Nello … non devi sgridare Luna per la storia dei Fantasmi del Castello … I Fantasmi esistono … IO SONO UN FANTASMA” Nello Catania è rimasto di ghiaccio. Ha tenuto stretto la cagnolina Luna in attesa di capire cosa gli stava accadendo. Infatti il SOSIA DEL DUCA  ha ripreso la parola. “Nello, se noti sono proprio un Fantasma, sono lo stesso SOSIA DEL DUCA che ha gestito le “pubbliche relazioni” in questo Castello fino al 1447, per tutto il regno di Filippo Maria Visconti. E’ vero che siamo nel 2021 … ma, secondo te, dove sono finite tutte le persone che hanno vissuto dal 1400 al 1447”? Sono decedute come tutti gli esseri umani … ma vivono sottoforma di Fantasma in questo Castello … fanno le stesse cose che facevano quando erano vivi … Io, per esempio, continuo a fare il SOSIA DEL DUCA FILIPPO MARIA VISCONTI. Mi diverto un mondo perché ho capito tante cose che da vivo non riuscivo a spiegarmi. Per prima cosa ho capito che “nessuno vive per caso” … anzi … nulla accade per caso. Tutto ha una ragione. Ecco perché la vita è una occasione unica, bellissima, preziosissima. Sprecarla è una solenne scemenza. Ogni attimo è prezioso … vivere è conoscere, sapere, CAPIRE IL GRANDE MISTERO DEL MONDO” Il fantasma del SOSIA DEL DUCA si è fatto silenzioso … ma avrebbe voluto continuare il discorso. In quel momento è sopraggiunto nel Castello un gruppo di persone in visita turistica. Il fantasma del SOSIA DEL DUCA  è sparito  come di solito spariscono i Fantasmi … ma, nello stesso istante, è giunto il Dino. Il sottoscritto ha notato il volto stravolto del Nello Catania e … “Nello, cos’hai? Sembri uno che ha visto un Fantasma … “ Il Nello, ha cercato di tergiversare, poi … “Dino, ho incontrato il SOSIA DEL DUCA FILIPPO MARIA VISCONTI” … e non ha più aperto bocca, A volte meno parole si dicono e più si capisce la situazione. Del resto dove potrebbe essere il SOSIA DEL DUCA? … nel Castello di Bereguardo … basta sapere come incontrarlo, dove e come parlargli.     

Dino

W L’AMORE

“E’ gradito un breve giudizio del lettore o della lettrice”Grazie - Dino

· W L’AMORE Con Facebook la fine di una storia è l’inizio di un’altra -W L’AMORE

· 8 settembre 2021, 607 – 993 – 8.9.21 – 283 –

· Racconto di DINO SECONDO BARILI – disegni di TERESA RAMAIOLI

dinobarili@libero.it

 

 

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