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PAVIA “PICCOLA PARIGI”

“MISTERO A BEREGUARDO”ROMANZO A PUNTATE - 242^ PUNTATA

(mini racconto (628) del 8 settembre 2020)     DINO SECONDO BARILI

UNA QUARANTENNE … E L’AMORE

Pavia non è una città “normale”. E’ una città per persone, uomini e donne, con una marcia in più … (diciamo … un po’ folli). Del resto la follia ha il suo fascino, e lato positivo. Si sapeva che dopo i 75 giorni di “lockdown” (confinamento) e lo smark working (lavoro da remoto) ci sarebbero stati degli effetti un po’ complicati. Due mesi fa, la Dott. Ersilia, bellissima quarantenne pavese, impiegata a Milano, abitante a Pavia ha cominciato a preoccuparsi. Il lockdown non le era andato né per il diritto ne per il rovescio. Le mancava i suoi incontri milanesi, le chiacchierate con le amiche, i pettegolezzi. Purtroppo ha dovuto subire il “confinamento” e insieme al confinamento anche lo “smark working” … lavorare a casa, “da remoto” tra le quattro mura della sua stanza, con il video sempre acceso, e un linguaggio “lasciamo perdere che facciamo prima”. Fatto sta che due mesi fa, Ersilia, ha cominciato a sentirsi poco bene, avere degli strani sintomi. Le mancavano le voci dirette, le risate delle amiche, i pettegolezzi milanesi, le strette di mano. Anzi, erano soprattutto le “strette di mano” … quel sentirsi vivi attraverso il contatto fisico che la facevano star male. Ne ha parlato al Dott. Francois, Psicologo francese, amico di famiglia, che ogni tanto, da Parigi, deve tornare a Pavia per assistere alcuni pazienti che non possono fare a meno dei suoi consigli e delle sue sedute. In un primo tempo lo Psicologo pensava che Ersilia, fosse un caso facile, semplice … invece, no. Ogni volta la paziente Ersilia raccontava sintomi diversi, contradditori. Insomma, lo Psicologo ha dovuto ammettere che gli effetti della situazione sanitaria stava avendo i suoi riscontri. Si è impegnato a cercare di far star bene la quarantenne. Quando uno Psicologo si impegna, tenta tutte le strade … Niente da fare. Ersilia non migliorava, anzi, l’esatto contrario. Si sa che gli Psicologi, a volte, per il benessere dei loro pazienti, devono tentarle tutte. “Ersilia, devo parlarti chiaro. Con te le cure normali non hanno alcun effetto. Ogni volta, mi trovo davanti a nuove incognite. Se permetti, dobbiamo tentare altre strade … diciamo un po’ originali” Naturalmente, Ersilia ha approvato. Voleva assolutamente riprendere il tran, tran abituale. Per prima cosa chiese ed ottenne di non lavorate più da casa e da un paio di settimane ha ripreso il lavoro in Ufficio, con lo spostamento quotidiano Pavia - Milano. Purtroppo la situazione non è migliorata. Il Dott. Francois ha deciso allora una cura drastica. Dopo alcuni esami clinici (come l’esame del sangue) ha provato una nuova cura. “Ersilia, sono arrivato alla conclusione che i tuoi sintomi denotano ... “una voglia matta di essere baciata … non da un uomo normale, conosciuto, ma da un “personaggio che non hai mai visto, conosciuto, che appare all’improvviso … come fosse mandato dal Destino” Ersilia si è subito esaltata. “Si, Si, ecco è proprio quello che desidero. Sono pronta per la cura” Lo Psicologo facendo tesoro del principio … “tutto si fa per il bene del paziente” ha spiegato la ricetta: “Ersilia, tu, domani, sabato alle ore 10, devi trovarti davanti alla Statua dell’Italia in Strada Nuova e baciare il primo uomo che vedi “con il cappello rosso in testa” … Ersilia, ha avuto dei dubbi. “baciare un uomo con il cappello rosso in testa?” Mica facile. Sabato scorso, Ersilia era davanti alla Statua dell’Italia. Alle ore 10 precise, è comparso un cinquantenne da fine del mondo … bello come il sole, con un cappello rosso in testa. Lo ha baciato ed è guarita. Il cinquantenne, di nome Vittorio, era alla ricerca della donna perfetta: Ersilia.

mini racconto (628) del 8 settembre 2020    DINO SECONDO BARILI

DISEGNO 

DI

TERESA 

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PAVIA “PICCOLA PARIGI”

“MISTERO A BEREGUARDO”ROMANZO A PUNTATE - 241^ PUNTATA

(mini racconto (627) del 7 settembre 2020)     DINO SECONDO BARILI

PAVIA … CITTA’ DELL’AMORE

Pavia è una città bellissima, Forse un po’ piccola (72600 abitanti), ma ricca di storia e di storie. Anzi, sono proprio le storie che fanno la differenza. Non c’è angolo, via o vicolo che non abbia le sue originali, segrete e  misteriose vicende. Qualche lettore penserà che questo è “puro e semplice campanilismo” Non è così. Provare per credere. Una settimana fa, Morena, bellissima quarantenne (milanese, impiegata a Milano) ha avuto uno scambio di opinioni con la sua collega Paola, bellissima quarantenne pavese. Erano al Bar per il solito caffè del mattino quando la milanese Morena si è lamentata di come NON le andava bene le cose. Anzi, da un po’ di tempo, le andava proprio tutto per il verso sbagliato. Paola, che conosceva la storia dell’amica, cercava in tutti i modi di sostenerla, esserle di aiuto, confortarla. “Morena, abbi fede … la vita è fatta di alti e bassi … dopo la pioggia arriva sempre il sereno” Hai voglia cercare di confortare. Non sempre le  persone sono disposte ad aspettare. Morena si difendeva come poteva (ed aveva le sue buone ragioni) “Paola, te lo dico io … a questo mondo bisogna nascere fortunate … ecco la soluzione! Si vede che quando sono nata io … la Fortuna era impegnata in qualche altra attività” Quando una persona vuole essere di aiuto … le va a cercare tutte. La pavese Paola è uscita con la sua idea spregiudicata. “Morena, se vuoi risolvere tutti tuoi problema non devi fare altro che venire ad abitare a Pavia” Non l’avesse mai detto. Per la prima volta, dopo parecchio tempo, Morena si è messa a ridere. “Paola, se volevi prendermi in giro … ci sei riuscita. Cosa può essere Pavia nei confronti di Milano?” Effettivamente, Milano è Milano (un milione 352 mila abitanti). E lì è nata un’altra accesa discussione. “Paola, vuoi mettere una città di 72mila abitanti contro una di un milione 382 abitanti?” Quando due quarantenni si sfidano … è come gara di fioretto … quell’arma superlativa destinata a colpire solo di punta. Ed ha colpito. Per convincere la collega a cercare la soluzione dei suoi problemi a Pavia, Paola ha lanciato la sfida. “Morena, prova almeno per un mese ad abitare a Pavia … e vedrai” Risultato. Morena ha accettato. Paola aveva l’indirizzo di un Signore pavese che voleva lasciare Pavia per la sua Villa al Lago. Voleva, però, affidarla arredata e curata per un mese, a persona di fiducia e raccomandata. Una settimana fa, Morena ha accettato di abitare per un mese a Pavia nell’appartamento suggerito da Paola. Anzi è stata Paola stessa che ha fissato l’appuntamento al tavolino di un Bar di Piazza della Vittoria. Quando Paola ha presentato il Dott. Roberto, un cinquantenne da fine del mondo … bello come il sole … Morena, per poco non è svenuta. Era proprio il suo tipo, l’uomo che aveva sempre sognato e mai incontrato. Anche il cinquantenne è rimasto scosso, intronato. Il bello, però, è avvenuto, dopo il caffè. Roberto ha accompagnato Morena a visitare l’appartamento … e qui i due hanno perso la testa. Sarà stata la voce di entrambi (alterata da elementi emozionali) … sarà stato il fatto che Roberto, ogni volta che doveva illustrare l’appartamento aveva un “balbettio strano” … Alla fine non si è capito bene chi dei due è stato il primo … Roberto e Morena si sono trovati con le labbra incollate le une sulle altre … e non le hanno staccate più (per un’ora e oltre). La differenza tra Pavia e Milano era tutta lì, in quel bacio da fine del mondo … dopo il quale, Roberto e Morena, hanno deciso di passare un mese da sogno … nella favolosa Villa al Lago.

mini racconto (627) del 7 settembre 2020    DINO SECONDO BARILI

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TERESA 

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PAVIA “PICCOLA PARIGI”

“MISTERO A BEREGUARDO”ROMANZO A PUNTATE - 240^ PUNTATA

(mini racconto (626) del 6 settembre 2020)     DINO SECONDO BARILI

AMORI DI IERI … E DI OGGI

A Pavia, c’è di tutto e di più (come a Parigi). Causa l’attuale situazione sanitaria, il luogo “sociale” più frequentato è il Bar. Ci possono andare tutti, uomini e donne di ogni età, in qualsiasi momento della giornata. Naturalmente, ogni persona, uomo o donna, ci va con chi gli pare e piace. Ci sono alcuni amici uomini ottantenni, che si conoscono da una vita … e si trovano al solito tavolino dello stesso Bar, tutti i giorni, puntuali, alla stessa ora. Stessa cosa capita per le ottantenni, donne, anzi, Signore (compagnia di quattro o cinque, sempre le stesse) … grintose, donne perfettamente in possesso delle loro facoltà mentali, senza peli sulla lingua … eleganti, fiere della loro età (e del loro sapere) … con lo sguardo divertito … Ogni giorno cambiano Bar. Inutile chiedere loro il perché … cambiano Bar perché “cambiare fa bene alla salute”. Visto che la salute si mantiene anche attraverso la piacevole compagnia … passano la mattina chiacchierando … anzi spettegolando, sparlando di tutto e di più, nel confronto tra passato e presente … tra la Pavia di ieri e quella di oggi, tra gli anni della loro gioventù e quella delle giovani donne di oggi. Alle persone avanti negli anni piace spettegolare (anzi, ci ricamano sopra stupendi quadretti) … il confronto, del resto, è facile. Ieri mattina, il gruppo delle “allegre ottantenni pavesi”, era in un Bar di Piazza della Vittoria, pronte per il solito caffè e le “micidiali frecciate” A dare il la è stata, come al solito, la Signora Camilla (classe 1940) che, secondo i giorni, si toglie uno o più anni … “Cesira, ti ricordi il 1960? Allora avevamo vent’anni … una voglia matta di fare il moroso, di sposarci ed avere una famiglia. Naturalmente, non eravamo delle imbranate (come la gioventù di oggi potrebbe pensare … un po’ ingenue, si … ma non troppo) Per esempio, appena potevamo mettevamo gli occhi su qualche “buon partito” (secondo la voce di allora) … e qui cominciavano i qui pro quo” Subito il veleno della Cesira … “Camilla cosa vorresti dire?” La Camilla non si è fatta pregare. “Le nostre mamme ci mettevano in guardia “Mi raccomando, Camilla … non farti mettere le mani addosso. Sai come sono i ragazzi … “ (già, com’erano i ragazzi 1960, allora?). La voglia di avere il moroso, un moroso serio, possibilmente ricco (o almeno benestante) … meglio con l’automobile. E qui, non era facile imbroccare l’uomo giusto. Il problema era sempre il non lasciarsi toccare … ma fino a che punto? E fin dove? E se poi succedeva lo’irreparabile? Già, oggi come oggi, è facile parlare … ma, allora, 1960 … la società era diversa. Le voci correvano di bocca in bocca, il pettegolezzo micidiale. Era facilissimo passare per una ragazza facile, di facili costumi. Meglio stare in guardia, andare con i piedi piombo … scegliere bene con quale ragazzo uscire, per non farsi mettere dei “cappelli in testa” Poi, l’uscita …” Qui la Signora Camilla si è fermata. Si vedeva che il ricordo emergeva da un lontano passato. La Cesira si è fatta curiosa. “Camilla, allora? … racconta” La voce dell’ottantenne si è fatta sentire. “Si fa presto a dire 1960 … Il ricordo va alla prima uscita con il ragazzo ricco, istruito, con l’automobile. Il sogno del possibile moroso benestante … solo che dopo una o due volte che esci in automobile per andare da Pavia a Voghera, la scelta diventa inevitabile. Io … non ci sono più uscita. Mia mamma, ha voluto sapere il perché. Ed io ho sputato il rospo … “Mamma, ma quello non è un uomo … non mi ha neanche sfiorato con un dito.  Un uomo è … o non lo è” A volte basta un gesto …

mini racconto (626) del 6 settembre 2020    DINO SECONDO BARILI

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TERESA

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PAVIA “PICCOLA PARIGI”

“MISTERO A BEREGUARDO”ROMANZO A PUNTATE - 239^ PUNTATA

(mini racconto (625) del 5 settembre 2020)     DINO SECONDO BARILI

COME L’AMORE … D’ALTRI TEMPI

Oggi, 5 settembre 2020, è sabato e questa mattina, a Pavia, c’era il Mercato in Piazza Petrarca, Via XX Settembre, Piazza del Duomo. Un andirivieni incredibile di gente di ogni età, con la mascherina e senza … fiduciosi in una società che si rimetta a correre, a sognare, a progettare un nuovo domani. Si sente nell’aria qualcosa di nuovo … il desiderio (il bisogno) di qualcosa di nuovo. Nuovo, come? Difficile fare previsioni. Le opinioni sono tante e discordanti. C’è chi dice una cosa … e chi dice l’esatto contrario. Certo che coloro che predicano il “catastrofismo” stanno creando danni (anche soprattutto psicologici) molto superiori alla pandemia stessa. In Piazza Petrarca, questa mattina ne parlavano due amiche quarantenni pavesi, bellissime … alte, bionde, occhi azzurri fisico mozzafiato, Dott. Franca e Dott. Agnese. E’ stata Franca ad iniziare il discorso. “Agnese, stiamo vivendo un periodo complicato, per non dire di peggio. Causa mascherina e impedimenti vari … la vita sociale è andata a farsi benedire. Soprattutto le amanti come me … del ballo di coppia” Per Agnese è stato come accendere un fiammifero accanto alla paglia … un incendio! “Franca non dirlo a me … Mi sembra di essere finita in un “girone dell’Inferno”. Non solo si sente di aver perduto la libertà, ma la mente continua a rimuginare “il pericolo del contagio” … su la mascherina, giù la mascherina … attenzione al distanziamento sociale … quanto, come e perché. Quando, si vive nella preoccupazione che una semplice noncuranza può cambiarti la vita, tutto diventa difficile” La quarantenne Franca si è fatta coraggio. “Agnese, sai che sono una osservatrice spietata. Quando giro per Pavia, mi piace osservare la gente … come si muove, come sta seduta al Bar … come parla, come gesticola … come si comporta. Ieri mattina mi trovavo in una via del Centro. Ho notato, seduti al tavolino di un Bar, un bel uomo sui cinquantacinque anni … ed una donna sui cinquanta, bellissima … alta, bionda, fisico mozzafiato … stavano parlando allegramente (con la mascherina abbassata). Ad un tratto, hanno smesso di parlare … si sono guardati fissamente negli occhi … ed è scattato qualcosa di magico … si sono avvicinati e si sono baciati, appassionatamente, come fosse la prima vola … il primo bacio d’amore. Non mi ricordavo di aver assistito ad una scena così intensa, spontanea, irripetibile … come fosse un “amore d’altri tempi” …    di un lontano mese di gennaio del 2020 (otto o nove mesi fa) … quando non era ancora scoppiata tutta questa pandemia mondiale” Le due amiche, Franca e Agnese, sono rimaste zitte per un po’ … poi si sono trovate concordi in una frase pronunciata all’unisono, contemporaneamente. “Meno male che esiste ancora l’Amore”. Sembra una cosa facile, invece,no. Meno male che esiste ancora una coppia (come Adamo e Eva), che infrangendo le regole (ufficiali) ha ancora il coraggio di baciarsi, di baciarsi in pubblico … mossi da un primordiale istinto che unisce l’uomo alla donna e la donna all’uomo. Qualche lettore ricorderà la canzone “La mia mamma mi diceva”:  Non sposar le donne bionde che son tutte traditore / … Non mi sposerò mai / … non mi sposerò mai più” … BACIARE NON E’ PECCATO. Meglio baciare che vivere nella paura … La vita è sempre una incognita. Nessuno saprà mai come andranno a finire le cose. L’Amore e resta la più bella incognita della vita. Meglio INNAMORATI che NO. Meglio un BACIO scoppiato all’improvviso, che un BACIO sospirato … e mai arrivato … o mai avuto.   

mini racconto (625) del 5 settembre 2020    DINO SECONDO BARILI

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TERESA RAMAIOLI

 

 

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PAVIA “PICCOLA PARIGI”

“MISTERO A BEREGUARDO”ROMANZO A PUNTATE - 238^ PUNTATA

(mini racconto (624) del 4 settembre 2020)     DINO SECONDO BARILI

SOGNO D’AMORE

Chi è che, oggi, non desidera cambiare vita? (in meglio, naturalmente). Alcuni, parecchi, molti. A Pavia, città magica per eccellenza, è possibile tutto. Basta seguire alcune semplici regole. “Quando si passeggia per la città … NON percorrere mai le stesse vie, Piazze o vicoli” Era da tempo che, Roberta, bellissima quarantenne pavese … ci pensava. Ne aveva parlato con la sua amica e coetanea Rosanna la quale l’aveva spronata a insistere. “Roberta, nella vita … chi la dura la vince. Solo i testardi (gnucchi come muli) hanno la vittoria in pugno” Roberta era già testarda di suo … una amica che la pensava allo stesso modo è una marcia in più. Del resto, la quarantenne pavese … alta bionda, occhi azzurri, fisico mozzafiato conosceva il meccanismo: “a Pavia, NON percorrere, mai le stesse strade”. Quindici giorni fa, si è messa d’impegno. Ogni giorno un percorso nuovo, diverso. Corso Cavour, Strada nuova … poi viette adiacenti … diverse ogni giorno. Dieci giorni fa, Roberta si trovava nelle viette intorno a Piazzetta Belli, una Pavia da incanto. La quarantenne si è fermata varie volte ad ammirare i Palazzi, uno più interessante dell’altro … dove il tempo che passa dona un fascino speciale, a volte misterioso. Che cos’è un Palazzo? Un insieme di appartamenti di civile abitazione,  di storia e di storie … Storia e storie che non sono mai le stesse del giorno prima, ma in continua evoluzione. Il fascino è proprio lì, in quella continua  ininterrotta evoluzione. Roberta era tutta presa dalle sue mentali considerazioni, quando a pochi passi … una vecchietta, dall’aspetto malandato, è scivolata ed è rimasta in piedi per miracolo appoggiandosi ad un muro. Si vedeva che si era presa una paura folle. Roberta è corso in aiuto. “Signora, sta bene? Ha bisogno di aiuto” La vecchietta si è sentita sollevata. “Grazie, Grazie. Penso di essere scivolata, ma mi sono subito controllata. Sto bene, sto bene” A volte, però, oltre agli imprevisti, sono gli incontri a fare la differenza. La vecchietta aveva bisogno di parlare. Si è presentata. “Sono Renata. Abito in questo Palazzo … posso offrirle un caffè” Roberta non ha voluto essere “di peso”. “Signora, sono Roberta … non voglio recarle disturbo” A volte vince la simpatia che nasce immediata tra due persone. Alla fine, Roberta ha accettato l’invito per un caffè nell’appartamento della vecchietta Renata. Sono proprio gli imprevisti, le cose che lasciano senza parole. Infatti, quando la quarantenne Roberta … è entrata nell’appartamento della vecchietta Renata all’ultimo piano del Palazzo … è rimasta di stucco. Non era un appartamento … era una Reggia. Uno di quei luoghi che si dubita potessero esistere. Inevitabili i complimenti. “Che meraviglia. Ma lei vive in una Reggia di questo genere? E come fa a mantenere tutto quest’ordine?” Renata si è spiegata. “Vedi, Roberta, io sono una Maga, una “chiaroveggente” Riesco ad intuire “ciò che è segnato o che è al di là da venire” Questa mattina sapevo che tu Roberta saresti passa davanti al Palazzo in cui abito. Sapevo anche che desideri cambiare vita (in meglio, naturalmente). Ora, oltre la caffè, possa chiederti cosa desideri?” Roberta è rimasta per un attimo in sospeso, poi. … “Ho voglia incontrare l’Amore, l’uomo che si incontra una sola volta nella vita … bello come il sole, ricco come il mare” la quarantenne non ha fatto in tempo a finire la frase. La porta dell’appartamento si è aperta. E’ comparso, Massimo, un cinquantenne da fine del mondo, nipote della Maga Renata. “Roberta, sono io il tuo sogno. Basta il tuo Si … ed avrai ciò che desideri”  

mini racconto (624) del 4 settembre 2020    DINO SECONDO BARILI

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PAVIA “PICCOLA PARIGI”

“MISTERO A BEREGUARDO”ROMANZO A PUNTATE - 237^ PUNTATA

(mini racconto (623) del 3 settembre 2020)     DINO SECONDO BARILI

L’AMORE … E LA LEGGE DEL COMPENSO

Nella vita può accadere di tutto … e “da tutto” si può imparare una nuova lezione. Un mese fa, ne ha saputo qualcosa Cristina, bellissima quarantenne pavese … alta, bionda, occhi azzurri, fisico mozzafiato. A volte non basta la bellezza per vincere, ci vuole anche un pizzico di quel “non so che” che da alla vita “il senso dell’avventura”. Anzi, è proprio l’avventura e l’ottimismo, che aiutano a vincere anche nel momenti più complicati. Un mese fa, è stato il caso di Cristina, Commessa in un Grande Negozio a Milano da parecchi anni. Causa la ben nota situazione sanitaria … tutto è andato a rotoli. Il Negozio ha chiuso … e, per incomprensibili cause … definitivamente. Cristina si è trovata senza lavoro … e non era la sola preoccupazioni. Purtroppo, quando ne succede una, arriva anche la seconda. Siccome il rapporto sentimentale di Cristina faceva già acqua da tutte le parti … l’uomo di cui era innamorata, ha fatto le valige … (con quel che segue). Oggi, la vita è una continua battaglia nei confronti di qualcosa di incomprensibile. Quindici giorni fa, la quarantenne, era veramente giù di corda (per non dire di peggio). Dalle tante domande di impiego … nessuna risposta. Quindici giorni fa, un mercoledì mattina, giorno di Mercato a Pavia, Cristina si è concessa un caffè in Piazza della Vittoria. E lì ha incontrato, un’amica e coetanea che non vedeva da vent’anni, Enrica … alla quale non è sfuggito nulla. Dopo i soliti convenevoli, Enrica ha messo il dito sulla piaga. “Cristina, ti vedo preoccupata … non stai bene?” La quarantenne pavese ha sintetizzato tutte le sue avventure (anzi, le sue disavventure). Enrica ne ha colto il lato positivo. “Cristina, se vuoi posso fare qualcosa per te. C’è una Signora novantenne, molto benestante, che cerca una persona di compagnia … per un mese di vacanza nella sua Villa al mare sulla Riviera Ligure. Potrebbe essere una occasione per uscire dal tuo periodo grigio” Cosa poteva fare, Cristina? Ha accettato … anche perché nessuna occasione capita per caso. Enrica ha fatto da tramite. Ha presentato l’amica e coetanea. Si è fatta garante … e la novantenne, Contessa Clara, ha accettato. Il giorno successivo, era già al servizio della novantenne che l’ha presa in simpatia. Il mare è sempre il mare … ha il suo fascino. La Contessa Clara, come parecchie persone avanti negli anni, amava farsi raccontare le storie di vita quotidiana. Cristina, ha intuito le curiosità della novantenne. Ha cominciato a raccontare le sue “avventure … vere e presunte … e quelle di alcune sue amiche” La Contessa Clara ne è rimasta affascinata. Ha chiamato suo nipote, il Dott. Michele, Regista e Sceneggiatore di un programma per la TV. Quando Cristina, si è trovata davanti il cinquantenne dal fascino esplosivo … ha cominciato a vedere “doppio”. “E, adesso, cosa faccio? … mi fermo, o vado avanti” A quarant’anni una donna sa cosa deve fare “adesso … o mai più” Cristina ha dato fondo a tutte le “avventure vere e presunte delle persone che aveva conosciuto” Oltre tutto, sapeva raccontare bene, con quel fascino che solo le grandi Attrici posseggono. Il cinquantenne, Dott. Michele non era l’ultimo arrivato. Pensava che Cristina fosse un “fuoco di paglia” (dopo qualche racconto si sarebbe esaurita). Invece, no. Ogni volta, che Cristina si metteva a raccontare sembrava di essere in ”Mille e una Notte” … ed una notte, cinque giorni fa, Michele non ha resistito. “Cristina, posso baciarti? … sono giunto al limite. Se non posso baciarti ora, parto e non mi vedrai mai più” Cristina ha chiuso gli occhi e …   

mini racconto (623) del 3 settembre 2020    DINO SECONDO BARILI

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TERESA 

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PAVIA “PICCOLA PARIGI”

“MISTERO A BEREGUARDO”ROMANZO A PUNTATE - 236^ PUNTATA

(mini racconto (622) del 2 settembre 2020)     DINO SECONDO BARILI

UN AMORE … INASPETTATO

Inutile nasconderlo, il Bar, oggi è un ottimo luogo di incontro. Una persona si sveglia al mattino con la mente incasinata … e pensa subito ad un buon caffè. Ieri mattina, 1 settembre 2020, martedì, Cinzia, bellissima trentenne pavese, alta, bionda, occhi azzurri, fisico mozzafiato … impiegata a Milano, abitante a Pavia … aveva tutte le ragioni per desiderare un caffè. Aveva vissuto una notte agitata … tra un sogno e l’altro … (di cui non era riuscita a capire nulla). Quando, sveglia, si è guardata allo specchio, aveva gli occhi segnati … Ha dato la colpa alla cena … E’ sempre così … qualcuno o qualcosa deve sempre prendersi la colpa. Col sogno, però, non c’entrava nulla. Il caffè, quindi, era una scusa per non pensare. Il fatto è che, a volte, non è possibile non pensare. In Ufficio a Milano c’era agitazione. Da qualche giorno, le venti impiegate dell’Ufficio sapevano che sarebbe arrivato il nuovo Direttore Generale, ma nessuna sapeva chi potesse essere. Anche Cinzia subiva la tensione nervosa delle Colleghe. Per fortuna che appena la trentenne ha preso posto al tavolino del Bar in Piazza della Vittoria, ha incontrato il Dott. Alfredo, un settantenne gentilissimo, amico di famiglia, con il quale aveva una piacevole confidenza. “Cinzia, come va?” A volte basta una semplice domanda per scaricare le tensioni. “Bene” è stata la risposta. Ma, si vedeva lontano un miglio che la trentenne aveva voglia di parlare. “Beh … bene, è forse una parola grossa … diciamo … benino … se non fosse per il Direttore Generale che deve arrivare” Il settantenne ha fatto finta di essere allo scuro di tutto. “E certo, quando è in arrivo un nuovo Dirigente, è più che normale l’agitazione del Personale. C’è il vecchio detto … “Quando cambia il Direttore … cambia la musica” Tu, Cinzia, però, non dovresti avere preoccupazioni … hai un sacco di specializzazioni” La trentenne, ha cominciato a sospettare che l’amico di famiglia … sapesse qualcosa in più dell’Ufficio presso cui lavorava. Come faceva a sapere delle specializzazioni? Ha lanciato l’esca. “Oggi, le specializzazioni ci vogliono. Senza specializzazioni non si va avanti” Il Dott. Alfredo, non voleva esporsi, ma qualcosa doveva pur dire. “Cinzia, non ti fermare mai. Continua a seguire il tuo istinto … anche se nella vita, tutto dipende dal Destino” La trentenne non ha approfondito. E’ stato in quell’istante che al tavolino del Bar dove si trovavano la trentenne Cinzia e il Dott. Alfredo, si è avvicinato un quarantacinquenne da fine del mondo … bellissimo e gentilissimo. E’ stato l’amico di famiglia a fare le presentazioni. “Cinzia, ti presento mio nipote, il Dott. Alvaro, figlio di mia sorella Osvalda” La trentenne pavese sapeva che l’amico di Famiglia aveva una sorella, ma non sapeva nulla del nipote. Il Dott. Alvaro ha anticipato i tempi. “Lei è Cinzia? … la Dott. Cinzia? … Finalmente ho occasione di conoscerla. Ne conosco la fama. Possiamo darci del tu?” La trentenne è rimasta di stucco. Ha avuto subito l’impressione di essere entrata in un “cerchio magico” Uno di quei momenti inaspettati che cambiano la vita. Infatti, la mente della trentenne ha cominciato a correre all’impazzata. Quell’uomo, quella voce, quelle labbra … la stavano letteralmente frastornando, confondendo la mente. Si rendeva conto che se quel uomo le avesse chiesto un appuntamento ne sarebbe stata felice. Alvaro, invece … “Cinzia, sono il nuovo Direttore Generale … e tu, la mia Vice” La trentenne ha avuto le vertigini … tutto in una volta era veramente tanto … L’Amore inaspettato stava bussando … e lei doveva aprire.

mini racconto (622) del 2 settembre 2020    DINO SECONDO BARILI

DISEGNO DI

TERESA 

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PAVIA “PICCOLA PARIGI”

“MISTERO A BEREGUARDO”ROMANZO A PUNTATE - 235^ PUNTATA

(mini racconto (621) del 1 settembre 2020)     DINO SECONDO BARILI

L’AMORE … UNA PANCHINA PER SOGNARE

Il primo settembre è una data importante. Le vacanze sono finite e la vita, anche in una situazione un po’ complicata come l’attuale, può e deve ricominciare. E’ vero, ci sono delle regole da seguire, ma questo è ovvio. Mi ricordo di aver letto su una Rivista, parecchi anni fa, un “cartello” applicato su un Autobus a Parigi. Diceva: “Si chaucun fait ses propres régles / tout se dérégle” – Traduzione – “Se ognuno si fa le regole da solo / tutto diventa un casino” Ed è così. Allora, oggi, primo Settembre … 1° rispettare le regole: Mascherina e Distanziamento sociale … Non è, poi, un grande sacrificio. Questo, però, non vuol dire stare con “le mani in mano” … o fare come nella famosa Commedia “Aspettando Godot”. Ogni persona, uomo o donna, di ogni età, può e deve fare la propria parte … dimostrare che non ha bisogno di sentirsi importante. Importanti si è sempre … quando “SI VIVE UN GIORNO PER VOLTA APPASSIONATAMENTE” La vita non è gioco. E’ una cosa seria … soprattutto ha un inizio ed una fine. “Passata la festa … (con quel che segue)”. Una settimana fa, due bellissime trentenni pavesi, Anna e Clara, amanti dell’Arte e della Lettura ad Alta Voce, si sono incontrate al tavolino di Bar in Piazza della Vittoria per organizzare un piccolo Gruppo di Volontariato. L’idea era semplice ed è stata Clara ad esporla. “Anna, Pavia è una città bellissima, ogni angolo, ogni via, ogni Piazza merita “un godimento speciale”. Ovvio che noi due dobbiamo fare le prove” Clara ha preso subito la parola. “Anna, secondo me, basta che noi due ci sediamo su una panchina di una Via, un Viale, una Piazza o Piazzetta … e inizi a raccontare. Non serve un grande pubblico … bastiamo (per il momento) io e te” Le due bellissime trentenni pavesi, alte, bionde, occhi azzurri, fisico mozzafiato, non hanno avuto bisogno d’altro. Si sono subito divise i compiti … il risultato era già nelle loro menti. Il bello della vita è avere iniziativa, immaginazione, fervida fantasia. Clara e Anna, un mattino di cinque giorni fa, si sono date appuntamento su una panchina del Parco del Castello Visconteo e lì si sono scatenate. Quando le persone sono passionali … tutto diventa facile, piacevole. Clara, si è messa a raccontare di quanto Galeazzo II Visconti ha fatto costruire il Castello di Pavia tra il 1360 e il 1365 e pretese un grandioso Parco di caccia lungo una decina di chilometri (fino alla Certosa di Pavia). Quando una persona sa raccontare il tempo vola via. Anna ha cominciato a fare domande, a proporre idee … insomma le due amiche si sono lasciate prendere la mano. Sembravano due vere grandi Attrici che stavano provando la parte di una Commedia. Anna e Clara non si sono neppure accorte che due affascinanti cinquantenni le stavano osservando. Anzi, uno dei due aveva tra le mani un piccola cinepresa e le stava ritraendo. Ad un tratto, però, uno dei due si è presentato. “Sono il Dott. Michele, Regista TV e il mio collega, è lo Sceneggiatore Dott. Osvaldo. Siamo affascinati dalla vostra messinscena. Possiamo parlarne?” Anna e Clara hanno perso la parola … ma l’hanno subito riacquista. Si sa che la furbizia delle trentenni non ha limiti. Hanno capito che “le occasioni capitano una sola volta nella vita”. Anna si è persa negli occhi del Regista Michele ... e Clara in quelli dello Sceneggiatore Osvaldo. Il resto è facile prevederlo. L’Amore fa miracoli ... tutto dipende dall’uso che si fa del tempo. Le labbra di Anna non hanno resistito. Volevano baciare Michele … e quelle Clara … quelle di Osvaldo. Ed è nato l’Amore.   

mini racconto (621) del 1 settembre 2020    DINO SECONDO BARILI

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TERESA 

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PAVIA “PICCOLA PARIGI”

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(mini racconto (620) del 31 agosto 2020)     DINO SECONDO BARILI

L’AMORE … A CINQUANT’ANNI

Diceva il Saggio: “Il primo dovere di ogni persona, appena si alza dal letto al mattino, è quello di vivere bene la propria giornata” Perché? … “Il Tempo è qua, ora” Facile? Mica tanto. Che cos’è, infatti, il Tempo? “… una mobile continuità di istanti … attimi, cioè, … uno dei quali è quel famoso “attimo fuggente” che parecchie persone vorrebbero cogliere … e non riescono  o non sono riuscite a cogliere. Una regola, però, c’è per non lasciarselo sfuggire: AMARE. Qualche lettore arriccerà il naso, e dirà “Eccoci, ci siamo, ancora l’Amore” Certo, perché l’Amore è tutto, è tutto ciò che è vita. Oggi, è il 31 Agosto, domani il Primo Settembre … un susseguirsi inesorabile di attimi: il Tempo, e … “quello che non farai, oggi, domani non lo potrai più fare” Il Tempo quindi è un contenitore d’Amore. Un contenitore di Vita Una settimana fa, il Dott. Oreste, Titolare di una Agenzia a Milano, cinquantenne … bello come il sole … ricco come il mare … è andato in crisi. Oggi, si fa presto ad andare in crisi. Causa la situazione sanitaria attuale, una persona fa presto “a vedere buio, anzi, nero” Il cinquantenne Dott. Oreste, aveva tutte ragioni. Quando una persona da anima e corpo per il suo lavoro, la sua Agenzia, e vede i suoi affari “sciogliersi come neve al sole” … cosa deve fare? Va in crisi … Va in crisi, e per evitare il peggio, corre dal suo Psicologo di fiducia. Il cinquantenne non ha aspettato, e, una settimana fa, si è rivolto al Dott. Franco del quale aveva una lunga conoscenza e stima. “Franco, ho bisogno del tuo aiuto. Ho la testa in confusione. Quelli che consideravo punti fermi … ora, non lo sono più” Lo Psicologo ha capito il vero problema. Non era la situazione attuale … ma il tempo che passa … e le occasioni perdute. Infatti, quando un uomo, ha dato tutto se stesso per la carriera e il successo, si rende conto di aver dovuto rinunciare a qualcosa. A cosa? All’Amore. Era proprio il caso del Dott. Oreste, il quale a quarant’anni, aveva avuto come Segretaria Personale, la Dott. Adelaide … una trentenne da fine del mondo … alta, bionda, occhi azzurri, fisico mozzafiato. La trentenne, però, aveva le sue idee e i suoi obbiettivi: “il matrimonio”. Da quell’orecchio il Dott. Oreste era un po’ sordo … anzi, non ci sentiva affatto. Per un po’ la Dott. Adelaide ha tentato tutte le strade per convincere l’uomo. Quando, poi, si è resa conto che non c’era nulla da fare, ha dato le dimissioni, e ha guardato da un’altra parte … Solo, allora, il Dott. Oreste si è reso conto di “essere innamorato di Adelaide” … ma ormai era troppo tardi. Si dice che nella vita ci possono essere tanti “attimi fuggenti”, tante occasioni perdute … Una settimana fa, quella era una di quelle. La vita insegna che “indietro non si torna” Il Dott. Franco è stato chiaro. “Oreste, la vita non è fatta di rimpianti … la vita è guardare avanti. Quel che devi fare oggi, è: “cogliere l’attimo fuggente” Dopo la seduta dallo Psicologo, una settimana fa, il Dott. Oreste, si trovava in Strada Nuova a Pavia. E’ inciampato ed è caduto come un salame … Si è subito rialzato, ma ha fatto fatica. In quell’istante, una trentenne bellissima, alta, bionda, occhi azzurri, fisico mozzafiato, ha cercato di dare aiuto. “Si è fatto male? Posso esserle d’aiuto?” Il Dott. Oreste (memore del consiglio dello Psicologo) ha fatto un po’ di melina … “Se vuole, potremmo prendere un caffè” La trentenne (di nome, Costanza) ha accettato. Il caffè è durato un ora … e dopo un ora, Oreste e Costanza, hanno deciso di raggiungere la Villa del cinquantenne sulla Riviera Ligure … ed è nato l’Amore.  

mini racconto (620) del 31 agosto 2020    DINO SECONDO BARILI

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TERESA 

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(mini racconto (619) del 30 agosto 2020)     DINO SECONDO BARILI

L’AMORE … E TRENT’ANNI … DA SOGNO

Oggi, 30 agosto 2020, Giulia, bellissima trentenne pavese, alta, bionda, occhi azzurri, fisico mozzafiato … compie trent’anni. Le ragazze che hanno compiuto trent’anni ne sanno qualcosa. Sanno cosa vuol dire passare dai venti “V” ai trenta “T”. Sanno quanti sogni porta nel cassetto un tale passaggio. Ieri sera, per esempio, Giulia ha invitato alcune sue coetanee (all’alba dei trent’anni pure loro) in Pizzeria per “un incontro confidenziale”. E, si … ci sono certe date che vanno ricordate con “una pizza”. Perché, insieme alla pizza, ci sono le confidenze, le considerazioni, i ricordi, le aspettative. Insomma, tutto quello che si lascia alle spalle … e tutto quello che ci si aspetta dalla vita. Ovvio, che a trent’anni, l’aspettativa più importante si chiama “Amore”. Inutile, nasconderlo, l’Amore è nel cuore di ogni donna. Per esempio, Giovanna, durante la cena lo ha ripetuto dieci volte. “Giulia, io non vedo l’ora di incontrare l’uomo dei sogni … quello che si incontra una sola volta nella vita … bello come il sole … ricco come il mare” Si ha voglia dire che i soldi non fanno la felicità  … ma i soldi aiutano molto. Piera ha rincarato la dose. “Giulia, al primo posto ci vuole la salute, che da sola vale un patrimonio” Si sa come sono le compagnie delle trentenni. Appena una accende il fuoco … le altre corrono all’impazzata. Maria, appassionata di teatro, non ha voluto essere da meno. “Giulia, il mio Lui … non deve essere solo bello come il sole … ma un “fusto” di quelli che si vedono spesso sulle riviste patinate. Sai, di quelli un po’ folli … che “una la fanno e l’altra la pensano”. Insomma, più che una “pizza” … sembrava una “fiera delle aspettative e follie” Del resto è comprensibile … “trent’anni si hanno una sola volta nella vita … e anche Giulia, ha voluto dire la sua. “Amiche, non per essere esagerata … ma vorrei che stanotte … sognassi di essere e vivere tutto quello che voi avete suggerito durante questa pizza” Effettivamente, quando la mente è caricata di aspettative … le emozioni giocano i loro scherzi. Infatti, durante la notte (questa notte) Giulia ha vissuto uno dei sogni più belli della sua vita. Non le era mai accaduto di sognare così tanto e così bene in vita sua. Questa mattina quando si è svegliata non ha potuto fare a meno di chiedersi “è possibile che i sogni diventino realtà?” Si è alzata. Si guardata allo specchio ed ha sentito il desiderio di fare una passeggiata sulla riva sinistra del fiume Ticino tra l’Idroscalo e il Ponte della Libertà. Si dice che Pavia sia una città magica, può accadere di tutto. Infatti, quando la neo trentenne ha raggiunto l’arcata del Ponte Coperto ha notato un quarantenne da fine del mondo … bello come il sole … che piangeva. Non ha potuto evitare la domanda. “Scusi, non sta bene? Posso esserle d’aiuto?” Il quarantenne si è presentato. “Mi chiamo Flavio … vorrei passare una settimana nella mia villa al mare … ma sono solo” Cosa poteva rispondere Giulia? “Se vuole compagnia … ci posso venire io. Mi chiamo Giulia. So cantare, ballare, recitare …” Il volto Flavio si è acceso di nuova vita. “Allora, possiamo partire subito con il mio aereo privato … per la mia favolosa Villa sull’Isola di Capri … tu non devi fare altro che cantare le più belle canzoni di Capri … devo farmi venire delle idee per un nuovo Film per la TV” Questa volta Giulia ha perso la parola. Non ha capito più nulla. Si è sentita in un mondo … neppure immaginato. Timidamente ha avanzato una domanda. “Chi potrebbe essere la protagonista del Film?” – “Tu, Giulia” … Flavio ha baciato Giulia … e i due sono partiti per una vita da sogno.   

mini racconto (619) del 30 agosto 2020    DINO SECONDO BARILI

DISEGNO DI

TERESA RAMAIOLI

 

 

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