PAVIA “PICCOLA PARIGI”
“MISTERO A BEREGUARDO”ROMANZO A PUNTATE - 242^ PUNTATA
(mini racconto (628) del 8 settembre 2020) DINO SECONDO BARILI
UNA QUARANTENNE … E L’AMORE
Pavia non è una città “normale”. E’ una città per persone, uomini e donne, con una marcia in più … (diciamo … un po’ folli). Del resto la follia ha il suo fascino, e lato positivo. Si sapeva che dopo i 75 giorni di “lockdown” (confinamento) e lo smark working (lavoro da remoto) ci sarebbero stati degli effetti un po’ complicati. Due mesi fa, la Dott. Ersilia, bellissima quarantenne pavese, impiegata a Milano, abitante a Pavia ha cominciato a preoccuparsi. Il lockdown non le era andato né per il diritto ne per il rovescio. Le mancava i suoi incontri milanesi, le chiacchierate con le amiche, i pettegolezzi. Purtroppo ha dovuto subire il “confinamento” e insieme al confinamento anche lo “smark working” … lavorare a casa, “da remoto” tra le quattro mura della sua stanza, con il video sempre acceso, e un linguaggio “lasciamo perdere che facciamo prima”. Fatto sta che due mesi fa, Ersilia, ha cominciato a sentirsi poco bene, avere degli strani sintomi. Le mancavano le voci dirette, le risate delle amiche, i pettegolezzi milanesi, le strette di mano. Anzi, erano soprattutto le “strette di mano” … quel sentirsi vivi attraverso il contatto fisico che la facevano star male. Ne ha parlato al Dott. Francois, Psicologo francese, amico di famiglia, che ogni tanto, da Parigi, deve tornare a Pavia per assistere alcuni pazienti che non possono fare a meno dei suoi consigli e delle sue sedute. In un primo tempo lo Psicologo pensava che Ersilia, fosse un caso facile, semplice … invece, no. Ogni volta la paziente Ersilia raccontava sintomi diversi, contradditori. Insomma, lo Psicologo ha dovuto ammettere che gli effetti della situazione sanitaria stava avendo i suoi riscontri. Si è impegnato a cercare di far star bene la quarantenne. Quando uno Psicologo si impegna, tenta tutte le strade … Niente da fare. Ersilia non migliorava, anzi, l’esatto contrario. Si sa che gli Psicologi, a volte, per il benessere dei loro pazienti, devono tentarle tutte. “Ersilia, devo parlarti chiaro. Con te le cure normali non hanno alcun effetto. Ogni volta, mi trovo davanti a nuove incognite. Se permetti, dobbiamo tentare altre strade … diciamo un po’ originali” Naturalmente, Ersilia ha approvato. Voleva assolutamente riprendere il tran, tran abituale. Per prima cosa chiese ed ottenne di non lavorate più da casa e da un paio di settimane ha ripreso il lavoro in Ufficio, con lo spostamento quotidiano Pavia - Milano. Purtroppo la situazione non è migliorata. Il Dott. Francois ha deciso allora una cura drastica. Dopo alcuni esami clinici (come l’esame del sangue) ha provato una nuova cura. “Ersilia, sono arrivato alla conclusione che i tuoi sintomi denotano ... “una voglia matta di essere baciata … non da un uomo normale, conosciuto, ma da un “personaggio che non hai mai visto, conosciuto, che appare all’improvviso … come fosse mandato dal Destino” Ersilia si è subito esaltata. “Si, Si, ecco è proprio quello che desidero. Sono pronta per la cura” Lo Psicologo facendo tesoro del principio … “tutto si fa per il bene del paziente” ha spiegato la ricetta: “Ersilia, tu, domani, sabato alle ore 10, devi trovarti davanti alla Statua dell’Italia in Strada Nuova e baciare il primo uomo che vedi “con il cappello rosso in testa” … Ersilia, ha avuto dei dubbi. “baciare un uomo con il cappello rosso in testa?” Mica facile. Sabato scorso, Ersilia era davanti alla Statua dell’Italia. Alle ore 10 precise, è comparso un cinquantenne da fine del mondo … bello come il sole, con un cappello rosso in testa. Lo ha baciato ed è guarita. Il cinquantenne, di nome Vittorio, era alla ricerca della donna perfetta: Ersilia.
mini racconto (628) del 8 settembre 2020 DINO SECONDO BARILI
DISEGNO
DI
TERESA
RAMAIOLI









