PAVIA “PICCOLA PARIGI”
“MISTERO A BEREGUARDO”ROMANZO A PUNTATE – 380^ PUNTATA
(mini racconto (766) del 24 gennaio 2021) DINO SECONDO BARILI
L’AMORE A PAVIA (57^ puntata) “IRENE E ORFEO”
Oggi, 24 gennaio 2021, è Domenica. Una volta c’era una nota canzone “… Domenica è sempre Domenica / si sveglia la città con le campane …” Adesso, causa coronavirus, è difficile ascoltare anche le campane con quel suono festoso che invitava all’ottimismo. Per fortuna che Pavia è sempre Pavia, città degli affetti, dell’amicizia, dell’amore … Inoltre Pavia, essendo una antichissima città posta sulle rive del fiume Ticino, è una città magica. Inutile farsi delle domande. Pavia è la città della magia, dei “riti magici”. Qualche lettore o lettrice arriccerà il naso. Dirà che sono cose d’altri tempi, del tempo che fu … Adesso i Laureati non si contano più, con una infinità di Master, ecc, ecc. Tutte belle cose, sicuramente valide … ma la “magia” è tutta un’altra cosa, della quale una città non può farne assolutamente a meno. Del resto la vita non è fatta solo di formule matematiche, algoritmi, ecc … la vita non la conosce nessuno (e non la conoscerà mai nessuno). Con la magia, invece, si può capire tutto, comprendere tutto. Basta un “rito magico” ed il gioco è fatto. Nel 1700 (trecento anni fa) a Pavia i riti magici imperavano (anzi, imperversavano) … c’era, per esempio, “il rito 7 di Strada Nuova” In cosa consisteva? Dal Castello di Pavia si scende lungo Strada Nuova per raggiungere il Ponte Coperto. “Il rito 7 di Strada Nuova” era una regola seguita da tutti coloro che volevano fare … un buon affare … ritrovare la salute … incontrare l’amore. Bastava Iniziare al Castello (1^ sosta, partenza) … fermarsi sei volte (ultima sosta davanti all’altezza della Chiesetta di San Giovanni Nepomuceno sul Ponte Coperto) … recitare ogni volta un Pater, Ave, Gloria, ed il risultato era assicurato. Il “Rito Magico” toccava il cuore delle persone … anche quelle che non credevano a niente (come oggi). La fede è indispensabile in ogni momento della vita, in tutte epoche storiche … coronavirus compreso. Quando una persona ha la fede, ha tutto. E’ come se si trovasse “avvolto in uno scafandro trasparente / che lo protegge da ogni e qualsiasi inconveniente” Questa mattina, Irene, bellissima quarantenne … alta, bionda, occhi azzurri, fisico da far perdere i sensi … era sul disperato. Da una settimana il Negozio presso cui lavorava ha chiuso … e, dopo mille telefonate, non aveva avuto alcun risposta positiva. Cosa fare? A mali estremi … estremi rimedi. Irene è una appassionata ricercatrice di “riti magici” Ha aperto la sua raccolta di formule magiche e si è imbattuta nel “rito 7 di Strada Nuova”. Alle 9 di questa mattina, Irene ha iniziato al Castello di Pavia, e all’ultima sosta, la settima, si è fermata davanti alla Chiesetta di San Giovanni Nepomuceno sul Ponte Coperto. Risultato? Davanti alla Chiesetta c’era seduto per terra un cinquantenne che si massaggiava un piede. “Cosa le è accaduto?” Il cinquantenne non sapeva come esprimersi. Si stava dando del “salame” da solo. “Non si può arrivare a cinquant’anni e inciampare in una buccia di banana” Irene ha guardato per terra … di bucce di banana neanche l’ombra. “Io non vedo alcuna buccia di banana” Il cinquantenne si è spiegato. “E’ solo un modo di dire … sono inciampato in qualcosa … e adesso sono qui a massaggiarmi il piede” Tra i due è nato subito il dialogo, l’intesa. Irene si è offerta di aiutare il cinquantenne il quale aveva una gran voglia di parlare, chiacchierare, raccontare le sue aspirazioni … prima fra tutte: “NON ESSERE SOLO” . Si è presentato “Mi chiamo Orfeo … visto che è stata così gentile di offrirmi il suo aiuto, le chiedo se vuole pranzare con me” Irene non aveva motivo per rifiutare una simile offerta. Quando, però, Irene è entrata nel favoloso Attico di uno dei più bei Palazzi del Lungoticino a Pavia dove abitava Orfeo, il Dott. Orfeo, ha cominciato a non capire più nulla. Non era un Attico … era un Paradiso … piccolo, ma sempre Paradiso. C’era pure, il Teatrino privato, una graziosa Sala da Ballo con tanto di impianto audio ultimo grido. Poi, Orfeo ha prenotato il “Pranzo della Domenica” … nulla di straordinario, un raffinatissimo pranzo … degno di una “Coppia Reale”. Irene cosa poteva desiderare di più da un “rito magico”? il “rito 7 di Strada Nuova”? Ormai era fatta. Per Irene si è spalancata la porta dell’amore … Orfeo non le toglieva gli occhi di dosso, Irene faceva di tutto per non farseli togliere. Ad un certo punto, complice un vinello finissimo e ineguagliabile, Orfeo, inguaribile romantico, si è messo a cantare … “Voglio amarti così / eternamente” Il bel giorno si vede dal mattino. E’ l’amore romantico che accende la fantasia … “Solamente il tuo labbro sa dirmi / le cose più belle” Hai voglia fermare un uomo che sogna … che stravede per la donna che ha sempre sognato … e mai incontrato. Irene, poi, si è fatta languida, lasciava … con forte tendenza alla sensualità e licenziosità … Del resto, quando ci vuole ci vuole. Per vivere l’amore bisogna andare su giri in due, e ricordarsi che … “in guerra e in amore tutto è permesso” W L’AMORE.
(Le storie di Lucrezia continueranno domani, 25 gennaio 2021. - 57^Puntata)
miniracconto (766) del 24 gennaio 2021 DINO SECONDO BARILI
dinobarili@libero.it DISEGNO DI
TERESA RAMAIOLI








