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PAVIA “PICCOLA PARIGI”

“MISTERO A BEREGUARDO” ROMANZO A PUNTATE (450^)

(mini racconto (836) del 4 aprile 2021)   DINO SECONDO BARILI

L’AMORE A PAVIA (127^ puntata)  “ANTONIA E OTTAVIO”

La vita è bella sempre, ad ogni età. L’importante è saperla prendere per il verso giusto … cioè CON AMORE. Due settimane fa, Antonia, bellissima cinquantenne pavese si è accordata telefonicamente con la sua amica e coetanea Ginestra per “un caffè da asporto” in Piazza della Vittoria. Era da parecchi mesi che le due coetanee non si vedevano. Quando Ginestra ha guardato in viso l’amica ha capito subito che c’era qualcosa che non andava. “Antonia … sbaglio o c’è qualcosa che non va. La tua faccia non mi piace” Antonia ha cercato di nascondere la verità … Non avevano ancora ordinato il caffè e la stessa Antonia ha chiesto di essere accompagnata a casa. Aveva dei giramenti di testa. Per fortuna che il tragitto è stato breve. Quando è entrata in casa la cinquantenne ha dovuto sdraiarsi e chiudere gli occhi prima di parlare. Ginevra l’ha assistita, ma ha voluto farsi raccontare come stavano i fatti. Antonia ha mostrato la serie di pastiglie che prendeva ogni giorno … una pastiglia per svegliarsi, una prima di mangiare, una per digerire, due prima di cena ... e per concludere, una pastiglia per dormire prima di coricarsi. Insomma, Antonia, più che una cinquantenne … sembrava una Farmacia ambulante. Ginevra non è riuscita a stare zitta. “Antonia … e tutto questo quando è incominciato?” Questa volta la cinquantenne è stata chiara e breve. “Da quando … Lui, il mio Lui, m’ha lasciata per una trentenne. Come vedi, la vita non è tutta rosa e fiori” Ginevra ha capito che doveva fare qualcosa. “Antonia, capisco che ogni persona è libera di gestire la propria vita come meglio crede … ma a cinquant’anni, credi di aver fatto la scelta giusta? Il primo dovere di una donna è quello di volersi bene, di sapersi mantenere forte e salda … e per farlo non servono le pastiglie, serve la volontà, la voglia di vivere bene al massimo della passione, ogni giorno” Antonia si è messa a piangere. Ginevra l’ha lasciata sfogare poi, è partita all’attacco. “Antonia, io ti posso dare una mano, se tu ti aiuti … quindi, dipende da te” La cinquantenne ha mugugnato un po’ … poi si è decisa. “Ginevra cosa dovrei fare?” La coetanea non ha perso tempo. “Antonia per prima cosa DIMENTICA IL PASSATO. Quel che è stato è stato … oggi è un altro giorno. Ora ti vesti … e andiamo a fare una passeggiata … e questa sera niente “pastiglia per dormire” … se non dormi stai sveglia. Domani mattina io sono qui per un’altra camminata lungo i sentieri del fiume Ticino” Per Antonia è iniziato un percorso per riprendersi la vita, la sua vita. A cinquant’anni, per una donna è facile cadere in depressione … ma bisogna reagire, reagire subito. Quel che è importante … non fermarsi mai, avere una vita piena … tesa a fare tutte le cose che danno soddisfazione e piacere. Ginevra è stata la “mano del cielo” per Antonia, la quale dal giorno successivo è entrata in un mondo di piacere. Ogni giorno una passeggiata sempre più lunga, una chiacchierata (con Ginevra) sempre più dettagliata … ed è saltata fuori la verità. Per molti anni Antonia è vissuta a Parigi … con un nome d’arte “Eleen Eleen” … e si esibiva in spettacoli di Cabaret. Si sa, però, che il mondo dello Spettacolo è quello che è … dura per tempo che dura. A quarant’anni ha conosciuto “il suo Lui” e pensava di aver risolto i suoi problemi … accasandosi. Alcuni mesi fa, però, anche quella soluzione non ha retto … ed ora era sui sentieri del fiume Ticino a raccontare la sua storia a Ginevra, la quale non è solo una amica, ma una donna con le ide chiare. “Antonia, hai fatto bene a raccontarmi la tua vita … ora però devi rendere positivo il tuo sapere, la tua vita … devi reggerti sulle tue gambe … quelle che mandavano in visibilio il pubblico quando ti conoscevano come “Eleen Eleen” La cinquantenne ha storto il naso … “Ginevra … vent’anni si hanno una sola volta … oggi, ne ho cinquanta” Immediata la risposta. “Antonia quello che non hai più come età … hai però acquisito come esperienza … ed è quella la carta vincente. Tutto dipende da come si crea la rete … quell’intreccio di amicizie e passioni che danno luogo alle più belle avventure. Per esempio, nel Palazzo in cui abiti a Pavia conosco un Regista sessantenne, il Dott. Ottavio … “ Antonia dopo aver sentito la voce Regista … si è svegliata come da un brutto sogno. “Ginevra, vuoi dire che ho ancora spazio?” – “Ma certo … ho già chiesto l’appuntamento e ci riceve tra un ora” Una settimana fa, Antonia … è diventata un’altra donna, pronta per spiccare un nuovo volo … vivere una nuova avventura. Prima dell’appuntamento, Antonia, ha aperto un armadio che è rimasto chiuso per parecchio tempo. Dentro c’erano alcuni costumi di scena di parecchi anni prima, quando aveva un ruolo sul Palcoscenico a Parigi. Si è preparata a dovere e, insieme a Ginevra, ha suonato il campanello dell’appartamento del Regista Dott. Ottavio … il quale, dopo averla vista … l’ha subito riconosciuta. “Ma, tu sei Eleen Eleen …  Cabaret de Paris” Sembrava un sogno diventato realtà … invece era realtà pura, reale. Anche Ottavio, allora, frequentava Parigi … era innamorato pazzo di quel tipo di spettacolo. Ora, aveva davanti, una delle protagoniste di quel mondo. L’esperienza lascia sempre segni profondi nella vita delle persone. Ottavio si è innamorato istantaneamente della cinquantenne. “Antonia, sto proprio scrivendo uno sceneggiato per la TV … dove “Eleen Eleen” fa rivivere quel mondo … tu sarai la protagonista” Ginevra, l’amica, guardava soddisfatta il suo “capolavoro” … ridare forza e coraggio alla sua coetanea … rimetterla in carreggiata con se stessa e con il suo mondo artistico. Nella vita mai perdersi d’animo … la vita è bella sempre ad ogni età … come diceva la Protagonista di “Via col Vento” … “domani è un altro giorno”

W L’AMORE.         

Le storie di Lucrezia continueranno domani, 5 aprile 2021,(127^puntata)

Miniracconto (836) del 4 aprile 2021 – DINO SECONDO BARILI

(dinobarili@libero.it) DISEGNO DI

TERESA RAMAIOLI 

 

 

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PAVIA “PICCOLA PARIGI”

“MISTERO A BEREGUARDO” ROMANZO A PUNTATE (449^)

(mini racconto (835) del 3 aprile 2021)   DINO SECONDO BARILI

L’AMORE A PAVIA (126^ puntata)  “SABRINA E CARLO”

Due settimane fa, la Dott. Sabrina, bellissima trentenne milanese … alta, bionda, occhi azzurri, fisico mozzafiato … da pochi mesi abitante, con il suo gatto Ronny, in un appartamento del Centro Storico di Pavia … ha avuto dei problemi. Ha ricevuto una telefonata nella quale era invitata immediatamente e personalmente a Roma per firmare dei documenti. Ha risposto di “Si”, ma subito dopo si è resa conto di essere nei guai. Dove, infatti, poteva lasciare Ronny? Mica poteva lasciarlo in casa solo. Ha chiamato la sua amica e coetanea. “Annalisa, sono nei pasticci. Mi hanno chiamato pochi momenti fa da Roma. Devo andare a firmare personalmente dei documenti urgentissimi entro domani pomeriggio” – “E, allora, dove sta il problema? … prendi il Treno e entro stasera sei a Roma … oltretutto ti godi per qualche ora la più bella città del mondo” Sabrina ha precisato preoccupata … “Si, ma dove lascio Ronny? Il mio gatto sta attraversando un periodo particolare. Se di notte si sveglia e non mi vede … si mette a miagolare come il pazzo e sveglia tutto il Palazzo” Annalisa ha cercato di immaginare la situazione … e trovare una soluzione. “Sabrina, puoi chiedere a qualche tuo coinquilino se può tenerti il gatto per un paio di notti” La trentenne non l’ha neppure lasciata finire. “Annalisa non conosco nessuno nel Palazzo … pensa che ho salutato tre volte a mala pena il mio vicino di pianerottolo” Annalisa non si è persa d’animo. “E, beh … cosa c’è di strano? … c’è sempre una prima volta. Suoni il campanello e chiedi se …” Anche questa volta l’amica è stata interrotta. “Annalisa, ma figurati … non solo ho salutato tre volte il mio vicino di pianerottolo, ma è un cinquantenne superbo come non ne ho visti. Pensa che l’unico pettegolezzo che ho raccolto è “che è un orso”. Non l’avesse mai detto. L’amica è partita alla carica. “Sabrina, allora è proprio l’uomo a cui chiedere aiuto. Tu suoni il campanello e “Scusi, Dottore … può tenere il mio gatto per un paio di notti?” … Sabrina è esplosa. “Annalisa, ma cosa dici mai … quello mi sbatte la porta in faccia” Il bello delle amiche è che sono insistenti. Si chiede loro un consiglio e ne esce un romanzo. “Sabrina … ricordi il proverbio? “Tentar non nuoce” oppure quello dice “Chiedere … è metà avere” Sabrina ha preferito accettare il consiglio di Annalisa. Ha pensato di ricevere al massimo un bel “NO” Dopo pochi minuti di concentrazione, Sabrina, con Ronny in braccio, ha suonato il campanello al vicino di appartamento. Appena il Dottore ha aperto … la trentenne con un sorriso smagliante, si è fatta forza. “Buongiorno Dott. Carlo. Devo partire subito per Roma … (e si è incantata)” Il cinquantenne ha addolcito leggermente lo sguardo “E, allora?” – Risposta … quasi fosse una supplica. “Sono nei guai … non so dove lasciare Ronny” Il Dott. Carlo si mostrato conciliante. “Lo può lasciare nel suo appartamento … è a casa sua” La trentenne aveva aperto il varco. “Dott. Carlo, mi spiace disturbarla, da un po’ di tempo, di notte Ronny, soffre di claustrofobia … se non vede qualcuno accanto … si mette a miagolare come un pazzo” Era fatta. Sabrina si aspettava l’uscio in faccia, invece … Il cinquantenne ha fatto i suoi conti mentali. Che cos’è un gatto? Un animale domestico … abituato a dormire per ore e ore. La trentenne, invece, che aveva innanzi … era una meraviglia … alta, bionda, occhi azzurri, fisico da far sognare … ed, inoltre, aveva una voce incantevole  che avrebbe mandato in estasi qualsiasi uomo (degno di tale nome). Il Dott. Carlo ha fatto finta di fare chissà quale sacrificio e … “Se è solo per qualche notte … lo lasci pure da me” Ci è mancato poco che Sabrina facesse un salto di gioia … e lo ha fatto … Ronny si è sentito libero ed è entrato nell’appartamento del cinquantenne. Ci sono voluti parecchi minuti prima che Sabrina riuscisse a riprenderlo, ma ha avuto bisogno del Dott. Carlo, il quale non aveva mai avuto un gatto … e non sapeva che i gatti sono telepatici (cioè, leggono nel pensiero degli umani … uomini e donne). La Dott. Sabrina, due settimane fa è andata a Roma … anziché un giorno … è dovuto rimanere nella città eterna sei giorni … Però, telefonava al Dott. Carlo anche quattro, cinque volte al giorno … anche alla sera per sapere come stava Ronny … e per augurare la buona notte. Insomma, le telefonate diventavano sempre più lunghe … e per telefono si dicono tante cose …  con piacevolissimi i sospiri. Sabrina ci sapeva fare con i sospiri … “Carlo (ormai si era passato al confidenziale, Tu) sapessi come mi spiace … e Ronny come sta? Appena rientro a Pavia devo sdebitarmi con te” (quello “sdebitarmi” era quasi un ritornello) Ogni volta, il cinquantenne aspettava quella parola per rispondere “Sabrina, fai pure con comodo … a sdebitarti ci penserai quando sarai a Pavia” Tanti anni fa c’era una canzone di Modugno che diceva: “La lontananza, sai, è come il vento / spegne i fuochi piccoli /Ma accende quelli grandi” E, qual’era l’incendio che stava divampando nella testa del cinquantenne? SABRINA! … SABRINA, in carne ed ossa … alta, bionda, occhi azzurri … eccetera, eccetera … Ormai il gatto Ronny, faceva di tutto come fosse a casa sua (anzi di più). Si faceva accarezzare, coccolare … come fosse Sabrina, con quel musetto furbo (scaltro) che sembrava dire “l’attesa accende i fuochi grandi … Vedrai che incendio!” … E Sabrina è tornata da Roma. Ha preferito non dire l’ora che sarebbe arrivata. A pomeriggio inoltrato, il cinquantenne stava parlando al telefono con l’amico Camillo, quando il campanello della porta si è messo a suonare. Il Dott. Carlo, ha salutato e si è precipitato ad aprire … Era Sabrina … favolosamente stupenda … che si è scatenata in un lunghissimo e appassionatissimo BACIO. Più che un bacio era un terremoto. Il cuore di Carlo batteva a cento all’ora. Carlo e Sabrina sino ripetutamente baciati … guardati negli occhi senza parlare. Del resto si erano già detti tutto durante le lunghissime telefonate … ora c’era solo il tempo per agire …

Sabrina doveva sdebitarsi … e lo ha fato nel modo migliore …

E Ronny? … non ha fatto una piega. Ha continuato a dormire (anzi, fare finta di dormire) nel suo stupendo cestino “da Re della casa”. Del resto i gatti sono telepatici … sanno sempre cosa fanno gli umani … anche perché si esprimono in un modo diverso.

Le storie di Lucrezia continueranno domani, 4 aprile 2021,(126^puntata)

Miniracconto (835) del 3 aprile 2021 – DINO SECONDO BARILI

(dinobarili@libero.it) DISEGNO DI

TERESA RAMAIOLI 

 

 

        

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PAVIA “PICCOLA PARIGI”

“MISTERO A BEREGUARDO” ROMANZO A PUNTATE (448^)

(mini racconto (834) del 2 aprile 2021)   DINO SECONDO BARILI

L’AMORE A PAVIA (125^ puntata)  “MARCELLO E IOLANDA”

Ieri mattina, 1 aprile, il Dott. Marcello, giorno del suo cinquantesimo compleanno, si è svegliato con un cerchione alla testa. La ragione gli era nota. Cinquant’anni si compiono una sola volta … ed essere single non è la condizione migliore. Non basta avere l’Attico nel centro storico di Pavia … Villa al mare e al Lago … single si è, e single si resta. Purtroppo quella di ieri mattina, per il Dott. Marcello, è stato un risveglio un po’ amaro … così era e così rimaneva. Siccome, però, il Dott. Marcello è una persona benvoluta, i primi auguri della giornata li ha ricevuti dalla Portinaia, la Signora Maria … la quale non si è fermata ai soli auguri … ha portato anche una torta (squisita) fatta con le sue mani. “Dott. Marcello … tanti, tanti auguri … e cento di questi giorni. Ecco la torta “del Paradiso”, la torta dei magici cinquant’anni” Il cinquantenne ha ringraziato, ma ha fatto una smorfia. La Signora Maria ha capito al volo la situazione ed è intervenuta. “Dott. Marcello … per festeggiare cinquant’anni bisogna essere almeno in due” Molto gentilmente l’interessato ha voluto dire la sua. “Signora Maria, la vita bisogna prenderla come viene … “ ed ha allargato le braccia. La Signora Maria, non è solo la Portinaia del Palazzo … ma una Maga nel vero senso della parola. Ha messo in atto tutti i suoi segreti poteri e … “No, Dott. Marcello … la vita è quella che è … ma ognuno di noi deve fare la propria parte. Se vuole le posso organizzare il “Pranzo di Compleanno”. Cosa ne dice?” Il cinquantenne avrebbe accettato qualsiasi proposta pur di farsi passare il cerchione alla testa. Ha accettato. Si sa come sono le Maghe. Ha subito messo in atto le sue strategie. Ha chiamato sua nipote, la Dott. Erminia, una trentenne da fine del mondo, alta, bionda, occhi azzurri, fisico mozzafiato …  specializzata in “strategie della comunicazione”. A metà mattina, la trentenne si è presentata a casa del Dott. Marcello ed ha esposto il suo progetto. “Dott. Marcello, oggi è il suo cinquantesimo compleanno. Una data importante che merita di essere ricordata. Pertanto avrei pensato che Lei dovrebbe vestirsi di rosso” Non l’avesse mai detto. Il Dott. Marcello si è inalberato. “Ma cosa dice? … io non mi sono mai vestito di rosso. Non ho vestiti di quel colore” Erminia, ha preso il discorso con calma … “Dott. Marcello, nella vita bisogna provare tutto … un vestito rosso non  è fine del mondo. Anzi, se vuole, tra due minuti ci sarà in questa casa il Costumista Rodolfo che, non solo la vestirà di rosso … ma creerà una atmosfera da sogno” Il neo cinquantenne ha capito che era meglio lasciar fare. Dopo tutto aveva dato il permesso alla Signora Maria, e questa era sua nipote. Non era passata un’ora e la casa del Dott. Marcello è stata rivoluzionata … Non era più la casa di un posato Professionista … ma un ambiente da sogno. Sala da pranzo preparata fantasticamente per il pranzo di due persone … fiori a volontà. Sala della Televisione trasformata in “Sala da Ballo … ecc” E il Dott. Marcello con un vestito rosso che più rosso non poteva essere. Insomma per mezzogiorno di ieri i festeggiamenti poteva iniziare. Per iniziare, però, mancava solo la seconda persona … e questa è arrivata puntuale a mezzogiorno in punto. Era la sorella gemella della Dott. Erminia … Iolanda … una trentenne da fine del mondo … vestita di rosso da capo a piedi … anzi, i piedi erano nudi … le scarpette rosse, la trentenne,  le teneva tra le mani. Iolanda le ha calzate solo davanti al Dott. Marcello, il quale non sapeva più cosa dire. Il pranzo è stato servito da due camerieri in livrea del settecento. Tutto si è svolto nel migliore dei modi. Solo che Iolanda non ha mai smesso di parlare, di raccontare … alla fine del pranzo Iolanda ha invitato Marcello a ballare … e qui, il cinquantenne è rimasto estasiato. Una donna così non l’avrebbe mai immaginata. Certe donne sanno mandare in estasi qualsiasi uomo. Iolanda ha baciato CENTO, MILLE VOLTE  Marcello e questi si è sentito in paradiso. Anzi si sentiva benissimo ANCHE vestito di rosso … perché intonato con il suo nuovo modo di pensare. La vita merita di essere vissuta … l’unico modo per farlo è … vestirsi di rosso … e amare.    W L’AMORE.      

Le storie di Lucrezia continueranno domani, 3 aprile 2021,(125^puntata)

Miniracconto (834) del 2 aprile 2021 – DINO SECONDO BARILI

(dinobarili@libero.it) DISEGNO DI

TERESA RAMAIOLI 

 

 

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PAVIA “PICCOLA PARIGI”

“MISTERO A BEREGUARDO” ROMANZO A PUNTATE (447^)

(mini racconto (833) del 1 aprile 2021)   DINO SECONDO BARILI

L’AMORE A PAVIA (124^ puntata)  “GIANFRANCO E ELISA”

Non tutti i giorni sono uguali. Gli alti e bassi ci sono per tutti, belli e meno belli, ricchi e meno ricchi. A Pavia, però, città magica per eccellenza, c’è di tutto e di più. Ieri, ultimo giorno di marzo, il Dott. Gianfranco, un cinquantenne, single, che non ha l’uguale … bello come il sole, ricco come il mare … si è svegliato con un diavolo per capello. Aveva fatto la notte bianca o quasi. Quando una persona non dorme bene … si sveglia agitata. Il fatto è che questa storia (delle notti in bianco) andava avanti da parecchio … e non riusciva a spiegarsi il perché. Inoltre, il Dott. Gianfranco era allergico alle pastiglie per dormire. Il suo ragionamento era semplice. “Se comincio a cinquant’anni a prendere le pastiglie per dormire … quando ho settant’anni cosa faccio?” Insomma, ogni persona ha le sue idee. Il cinquantenne ha deciso di farsi passare il nervoso andando a gustare un caffè da asporto in Piazza della Vittoria”. Inevitabile l’incontro con il Dott. Danilo, uno degli Psicologi più famosi di Pavia … e al suo occhio indagatore. “Gianfranco dalla faccia che hai … si può facilmente dedurre che hai fatto la notte in bianco” Cosa poteva rispondere il cinquantenne? “Danilo, è vero … del resto non voglio incominciare a cinquant’anni a prendere pastiglie per dormire …” Lo Psicologo non ha risposto. Ha messo la mano in tasca ed ha estratto un libricino … un po’ consunto. Si vedeva che aveva almeno “duecento anni”. Lo Psicologo ha cominciato a sfogliarlo e non ha smesso fino a quando ha trovato la pagina giusta per il cinquantenne. “Gianfranco, tu hai la barca ormeggiata al fiume Ticino … Oggi, è il tuo giorno fortunato. Puoi prendere la barca e fare la spola, avanti e indietro, per tre volte da Pavia – al Ponte di Barche di Bereguardo. Non ti assicuro niente … però, se fossi in te, ci proverei” Il Dott. Gianfranco ha arricciato il naso. “Danilo, non per essere indiscreto … da quando ti dedichi alle ricerche storiche?” Lo Psicologo non si è fatto prendere impreparato. “Gianfranco, noi siamo, gli attuali abitanti di Pavia … ma prima di noi ci sono stati altri … i quali avevano altri problemi, erano intelligenti quanto noi. Hanno lasciato scritto delle cose interessanti … utili anche oggi, 2021 epoca della pandemia” Il cinquantenne ha preferito non discutere, ma la curiosità non lascia scampo. “Danilo, non per essere incredulo, ma perché dovrei andare in barca avanti e indietro per tre volte Pavia – Ponte di Barche di Bereguardo?” Lo Psicologo è stato calmo, ma, non voleva entrare nei particolari. “Gianfranco, Hai fatto la notte in bianco?” – “Si” è stata la risposta. “Allora, fai come ti dico … e vedrai” Il Dott. Gianfranco è un decisionista. Ha preso il suggerimento alla lettera e, dopo il caffè, si è diretto al fiume dove aveva ormeggiato la barca. Il cinquantenne si è sentito subito bene … E’ entrano nel “suo habitat naturale” … il fiume Ticino è un sogno ad occhi aperti. In un tempo brevissimo, Gianfranco si è trovato al Ponte di Barche di Bereguardo con la mente libera … quasi non si ricordava più della notte in bianco. Ha rifatto il percorso andata e ritorno quasi senza accorgersi. Durante l’ultimo tratto Ponte di Barche di Bereguardo – Pavia … quasi senza accorgesi, Gianfranco ha sentito il desiderio di fermarsi in un isolotto in mezzo al fiume … ed è stato lì che il cinquantenne ha visto una bellissima trentenne, alta, bionda, occhi azzurri, fisico mozzafiato … che piangeva. Gianfranco si è dato subito da fare. “Cosa le è successo? Posso esserle d’aiuto?” La trentenne ha raccontato il suo dramma. “Mi chiamo Elisa … sono una appassionata ricercatrice di piante e fiori autoctoni. Non ho legato la barca in modo corretto … e quando sono ritornata dal giro sull’isolotto … la barca non c’era più. Inoltre ho dimenticato a casa il telefonino … così sono ore che aspetto che qualcuno passi per avere aiuto” Insomma, senza volerlo, il Dott. Gianfranco si è sentito “un Salvatore”. Ormai il peggio per la trentenne era passato. Ora c’era Gianfranco il quale, essendo single, ha cominciato ad osservare Elisa con occhio interessato. Naturalmente, da gentil uomo quale si riteneva … ha chiesto notizie delle piante e dei fiori autoctoni … cosa sono, cosa si fa per trovarli, quali caratteristiche hanno. Elisa, la Dott. Elisa, ormai perfettamente rinfrancata … ha illustrato per sommi capi l’importanza di salvare specie di fiori in via di estinzione. Anzi, per essere certa di svolgere una attività importante, Elisa ha invitato, Gianfranco ad una ricerca sul campo. La trentenne stava cercando un fiore che si trova disegnato su una rivista pubblicata a Milano nel 1820 … un fiore bellissimo … nonostante le ricerche … non è mai stato trovato. Ora, Elisa e Gianfranco cercavano tra i cespugli, tra le macchie di erbe selvatiche … Ad un tratto il cinquantenne ho nesso un piede male ed ha preso una storta. Le urla sono andate al cielo … per fortuna che c’era Elisa che oltre ad essere una Ricercatrice di piante e fiori autoctoni … è una volontaria “del primo soccorso” Il Dott. Gianfranco si è sentito subito bene … e non ha potuto fare a meno di ringraziare Elisa. Sono proprio i momenti complicati che avvicinano le persone e le fanno stare bene. Ormai, il cinquantenne aveva deciso … Elisa era la donna che aveva sempre sognato e mai incontrato … Ora era li, sull’Isolotto del fiume Ticino, che da solo dona il massimo delle felicità. “Elisa cosa dici se pranzassimo insieme a casa mia?” La trentenne si sentiva già attratta dal cinquantenne, da quel suo modo gentile e educato di comportarsi. Ha accettato. Si sa, però, che la paglia vicina a fuoco si incendia. Dopo il pranzo, Gianfranco e Elisa si sono concessi qualche ballo tanto per sgranchirsi le gambe … Il cinquantenne ha scelto un valzer lento di parecchi anni fa le cui parole dicevano … “Amore baciami, baciami, baciami … “ Come fanno a ballare un valzer lento così … un cinquantenne ed una trentenne … senza canticchiare le parole? Non è possibile. Gianfranco e Elisa hanno canticchiato in sordina “Amore baciami” … e si sono baciati … baciati, una, due, tre volte … e ci hanno preso gusto … A sera inoltrata (di ieri) Elisa e Gianfranco si stavano ancora baciando … ed erano particolarmente su di giri … Il seguito lo lasciano alla immaginazione dei lettori.     W L’AMORE          

Le storie di Lucrezia continueranno domani, 2 aprile 2021,(124^puntata)

Miniracconto (833) del 1 aprile 2021 – DINO SECONDO BARILI

(dinobarili@libero.it) DISEGNO DI

TERESA RAMAIOLI

 

 

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PAVIA “PICCOLA PARIGI”

“MISTERO A BEREGUARDO” ROMANZO A PUNTATE (446^)

(mini racconto (832) del 31 marzo 2021)   DINO SECONDO BARILI

L’AMORE A PAVIA (123^ puntata)  “LISA E ROBERTO”

Lisa e Luisa sono due trentenni che si conoscono da una vita. Lisa abita a Milano, Luisa a Pavia. Quando Lisa, per i suoi “giri di lavoro” si trova a Pavia chiama l’amica per un caffè in Piazza della Vittoria. Due settimane fa, dopo parecchi mesi, Lisa e Luisa si sono date appuntamento nella più romantica Piazza di Pavia per il solito caffè. Lisa, però, due settimane fa, era giù di corda. “Lisa cos’hai? Non ti riconosco più … Cosa vuol dire quella faccia da funerale?” è stata la prima domanda di Luisa. L’amica e coetanea ha cercato di arrampicarsi sui vetri … “Ho fatto un po’ di influenza … “ Si vedeva lontano un miglio che nascondeva qualcos’altro. Alle amiche non si può nascondere nulla. Girano intorno al problema fino a quando non viene fuori la verità. Finalmente, Lisa ha sputato il rospo. “Beh, oggi compio trent’anni … e non sono contenta del mio compleanno” Luisa sapeva che l’amica compiva gli anni, ma causa pandemia, era andata nel pallone. “Lisa, auguri, scusami, sono andata in tilt … però, non penso che è il caso di farne una tragedia. Di la verità … quale è la causa del tuo malessere?” Ormai, Lisa non aveva più scampo. Ha buttato “il tazzino del caffè da asporto” nel cestino dei rifiuti e si è messa a raccontare. “Luisa a te non posso nascondere nulla. Io e il mio Lui ci siamo lasciati un mese fa …” Luisa ha colto la palla al balzo. “Oh, finalmente ti sei liberata. Sapevo che avevi una relazione. Sapevo che non vedevi l’ora di convivere con il tuo Lui … Ora, però, devi ricominciare a vivere. DIMENTICARE IL PASSATO … E GUARDARE AVANTI … AD UN NUOVO AMORE” Lisa, però, non la pensava così. Aveva il “gozzo” pieno e in qualche modo doveva sfogarsi. Qualche lacrima è spuntata e l’amica pavese ha capito il disagio. E’ così per tutti, uomini e donne. Quando un amore finisce lascia sempre i suoi “strascichi”. Luisa, però, non è il tipo che si ferma. Una settimana fa, ha chiesto a Lisa di fermarsi a Pavia per la sera e la notte. L’amica milanese, non aveva impegni a Milano ed ha accettato. Per Luisa è stata l’occasione per festeggiare i “trent’anni di Lisa”. Lo ha fatto a modo suo. Ha chiesto all’uomo di cui è innamorata, il Dott. Francesco, un cinquantenne da fine del mondo, di portare un amico per “una Cena di Compleanno” Quando una donna è fantasiosa … le inventa tutte. Francesco si è dato da fare e ha invitato il suo coetaneo Roberto … un cinquantenne un po’ folle, romantico cantante da “piano Bar”. Uno dalla parlantina facile, la battuta pronta, dizione perfetta. Insomma, in brevissimo tempo, Lisa è riuscita ad offrire una piacevole occasione di incontro alla sua amica e coetanea milanese. Si sa che quando la vita si mette a correre … i cattivi ricordi passano in fretta. Luisa, poi, è una che quando si mette a parlare non la ferma nessuno. “Lisa, allora, segui il mio ragionamento. La vita è fatta di alti e bassi. Non tutte le ciambelle nascono con il buco … pertanto bisogno essere pronti ad ogni evenienza. Per ogni problema c’è sempre una soluzione. Adesso prepariamo la cena … e aspettiamo Francesco … “ E’stato in quel momento che il campanello della porta si è messo ha suonare. Luisa è andata ad aprire ed è comparso Francesco e l’amico Roberto con una favolosa torta ed un fantastico mazzo di fiori. “Buon compleanno, Lisa. Buon compleanno, Lisa” Roberto, però, non poteva fermarsi ad un semplice “Buon Compleanno” Si era portato pure la chitarra e si é messo a cantare quasi sottovoce in modo di non scatenare la reazione dei condomini  …“Tu che m’hai preso il cuor … / sarai per me/ il solo amore” Cosa c’è di più magico di una canzone? Niente. Anche nei momenti un po’ sfasati … la musica e le canzoni aiutano a vivere. La cena è stata fantastica. Francesco non perdeva occasione per baciare Luisa … e Roberto e Lisa non potevano stare a guardare. Roberto aveva una bella voce e sapeva ballare, da ballerino provetto. “Lisa cosa dici se accennassimo a qualche passo di danza?” La trentenne milanese ha capito che “il passato è passato … il futuro è nelle mani di Dio … nel presente, però,  si possono fare parecchie  cose piacevoli … tra cui BALLARE. Quando poi un cinquantenne da fine del mondo sussurra nelle orecchie paroline dolci, quelle stesse paroline che avresti sempre voluto sentire … si fa presto ad andare in estasi. Lisa si è trovata a vivere uno dei momenti magici in cui è facile entrarvi … difficile uscirvi. Anzi, ad un certo punto, Lisa si è trovata bene. Roberto era l’uomo ideale, con una gentilezza ed una raffinatezza … che invitava a sognare, a cogliere l’attimo … quell’attimo che si chiama AMORE. Gli uomini (certi uomini) sono gentili, hanno la parola facile, ma non si fermano davanti a niente. Roberto è partito in quarta. “Lisa posso baciarti?” Cosa poteva fare una trentenne nel giorno del suo Compleanno? Non ha detto né Si né No … è rimasta ad aspettare. Roberto ha capito … ed ha incollato le sue ardenti labbra su quelle di Lisa. Il primo bacio, non è mai solo … ne arriva subito un secondo più appassionato del primo. Lisa e Roberto non si sono neppure accorti che Luisa e Francesco si erano eclissati … c’era accesa solo una lampada che mandava una luce fioca … lo stretto necessario per creare una atmosfera da sogno. Nella vita ci sono momenti in cui si vorrebbe che il tempo si fermasse … ed era proprio ciò che desiderava Lisa. Roberto è stato grande, oltre a ballare, cantare, sussurrare paroline dolci … sapeva accarezzare come nessun altro al mondo … W L’AMORE        

Le storie di Lucrezia continueranno domani, 1 aprile 2021,(123^puntata)

Miniracconto (832) del 31 marzo 2021 – DINO SECONDO BARILI

(dinobarili@libero.it) DISEGNO DI

TERESA RAMAIOLI

 

 

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      PAVIA “PICCOLA PARIGI”

“MISTERO A BEREGUARDO” ROMANZO A PUNTATE (445^)

(mini racconto (831) del 30 marzo 2021)   DINO SECONDO BARILI

L’AMORE A PAVIA (122^ puntata)  “GIACINTO E MARISA”

C’è poco da fare … le vie dell’amore … sono infinite. Due settimane fa, il Dott. Giacinto, un cinquantenne pavese da fine del mondo … era giù di corda. Da giorni aveva una inquietudine addosso che non riusciva a spiegarsi. Ogni mattina si recava in Piazza della Vittoria per il solito caffè ed incontrava il Dott. Danilo, suo Psicologo di fiducia. Com’era inevitabile, il Dott. Giacinto parlava del suo malessere … nulla di trascendentale, ma fortemente ossessivo. Il Dott. Danilo cercava in tutti i modi di trattarlo come  un malessere passeggero, dovuto alla primavera … ma due settimane fa, ha capito che doveva intervenire. “Giacinto, visto il persistere del tuo malessere … avrei una idea” Immediato l’interrogativo: “Quale? Quale?” Si vedeva lontano un miglio che il cinquantenne era ansioso, preoccupato. “Giacinto, secondo me, tu dovresti andare al Canile Comunale a prenderti un cane” Il cinquantenne è scoppiato. “Ma, Danilo, sei diventato matto. Sono solo, vivo solo in un grande appartamento del centro storico di Pavia … come posso vivere con un cane? E poi, un cane è impegnativo. Ogni giorno dovrei portarlo fuori a fare un giro. Tu lo sai che io sono un tipo solitario … mi piace leggere, ascoltare la musica … Un cane no e poi no” Il Dott. Danilo ha fatto finta di non aver sentito ed ha rincarato la dose. “Vedi, Giacinto, un cane non ha tutti quegli aspetti negativi che dici tu … Ha le sue esigenze che potrebbero essere utili per cancellare l’inquietudine che ti perseguita” A questo punto, il Dott. Giacinto, ha preferito stare zitto, pensarci, valutare i pro e i contro. Dopo, quella mattina di due settimane fa, il Dott. Giacinto non si è più visto in Piazza della Vittoria. Il Dott. Danilo era quasi preoccupato. Aveva pensato persino di telefonargli … ma non voleva entrare nelle faccende private. Finalmente una settimana fa, mentre prendeva il suo solito caffè, lo Psicologo ha rivisto il Dott. Giacinto … allegro e pimpante come non lo ricordava da tempo. “Giacinto, ti vedo bene. Posso offrirti il caffè?” Si vedeva che il cinquantenne era su di giri ed aveva una gran voglia di parlare. Ad accendere il fuoco è stato ancora lo Psicologo. “Giacinto … e la tua  inquietudine?” La risposta è stata immediata. “Danilo, ho accettato il tuo consiglio … sono andato al canile Comunale … ed ho preso un cane” Il Dott. Danilo ha sorriso. “Oh, finalmente una bella notizia … e come ti sei trovato?” Il cinquantenne aveva una gran voglia di raccontare i particolari. “Danilo, il giorno stesso in cui mi ha dato il consiglio, mi sono recato al Canile. Al Canile c’era già la Signora Marisa, l’inquilina del Terzo Piano del Palazzo in cui abito che stava trattando con l’Incaricata del Canile per un cane. Intanto che la Signora Marisa continuava la sua trattativa, un’altra Incaricata mi ha chiesto quale cane desiderassi … ed io ho risposto “Quello” indicando un cane bellissimo, tutto solo, chiuso in un recinto. “… ma quello è già stato scelto dalla Signora (indicando la mia coinquilina)” Mi sono arrabbiato e … “O quello, o niente” Si vede che la mia risposta ha impressionato l’Incaricata la quale ha cercato di calmarmi. “Signore, Signore … non deve prendere la cosa così. Ci sono tanti cani in questo Canile che aspettano un Padrone … e poi, potrei credere alla Signora se è disposta ad accogliere il cane “in condominio” … un giorno a lei … e l’atro alla Signora” La Signora Marisa, che si trovava a poca distanza, ha sentito tutto. “Si, si … io ci sto ad avere il cane in condominio con il Dott. Giacinto … sempre che sia d’accordo” Insomma, per farla breve … la Signora Marisa ed io siamo diventati non solo “padroni” dello stesso cane di nome Fifi … ma lo stesso cane … un giorno è casa mia … un giorno è casa sua” Il Dott. Danilo, non è solo Psicologo … ma uno studioso del comportamento umano. Legge nel volto della persona il momento che sta passando. Il volto del Dott. Giacinto “diceva” molte cose oltre al fatto che fosse “co – proprietario” di un cane di nome Fifi. “Giacinto e come fai con la passeggiata quotidiana?” Il cinquantenne è diventato loquace come non lo era stato mai. “Danilo … devo dirti la verità. Per non lasciare solo Fifi, Marisa ed io abbiamo pensato di cenare insieme … una sera nel suo appartamento (con Fifi), un’altra nel mio (con Fifi). Da un paio di sere, però, oltre alla cena abbiamo deciso di condividere la visione del Film serale in TV … e, Danilo, sai come vanno queste cose … per evitare di svegliare Fifi, mi sono avvicinato al viso di Marisa  … e Lei ne ha subito approfittato per incollare le sue labbra sulle mie … “ E’ stato in quel momento che in Pazza della Vittoria è comparso una Signora cinquantenne, favolosa … alta, bionda, occhi azzurri, fisico che mandava faville … con un bellissimo cane al guinzaglio. “Danilo, ti posso presentare Marisa? … questo è il nostro bellissimo Fifi?” Cosa poteva dire lo Psicologo? “Complimenti, viva Fifi” Ha avuto il quadro della situazione … compreso l’immagine di Lei, Marisa, che non ha perso tempo ad incollare le sue labbra su quelle di Giacinto … E’ proprio vero che, a volte, basta un bacio per far passare tutte le inquietudini ossessive di questo mondo.

Una bellissima storia d’amore dal titolo … “Io, Tu e Fifi”     W L’AMORE.     

Le storie di Lucrezia continueranno domani, 31 marzo 2021,(122^puntata)

Miniracconto (831) del 30 marzo 2021 – DINO SECONDO BARILI

(dinobarili@libero.it) DISEGNO DI

TERESA RAMAIOLI

 

 

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      PAVIA “PICCOLA PARIGI”

“MISTERO A BEREGUARDO” ROMANZO A PUNTATE (444^)

(mini racconto (830) del 29 marzo 2021)   DINO SECONDO BARILI

L’AMORE A PAVIA (121^ puntata)  “ELEONORA E DONATO”

Una settimana fa, Lucia, una trentenne pavese da fine del mondo, aveva un diavolo per capello. Era arrabbiata con la sua amica e coetanea Eleonora perché aveva rifiutato la corte del Dott. Oreste, un cinquantenne pavese, bello come il sole, ricco come il mare, con favoloso Attico nel centro storico di Pavia. Ed era il sesto pretendente che si era fatto avanti, dopo, Carmelo, Ignazio, Michele, Giovanni, Ottavio … Insomma una cosa inconcepibile secondo Lucia, la quale, nonostante fosse bellissima … non aveva ancora ricevuto neppure un invito a cena. “Insomma, Eleonora, si può sapere cos’hai nel cervello? Come si fa a rifiutare la corte di un uomo come Oreste? … il sesto corteggiatore in pochissimo tempo? Ma tu sei proprio fuori di testa … Non è che gli uomini abbondino. Anzi, se fai caso, il numero si assottiglia sempre più. E poi, non ti ricordi il detto “Chi troppo vuole … nulla stringe”?  Eleonora, bellissima trentenne … alta, bionda, occhi azzurri, fisico mozzafiato ha lasciato parlare Lucia, poi ha detto la sua. “Lucia, Lucia, ascolta. E’ la decima volta che ti spiego il meccanismo … L’uomo non deve essere solo bello e ricco … deve avere anche delle qualità uniche, che solo lui possiede. L’uomo che intendo io, è quello che ogni volta che lo guardi ti fa venire il sangue al cervello …” Lucia l’ha interrotta ancora più arrabbiata. “Eleonora e se quell’uomo che tu dici … non esiste? … è ancora in fabbrica e lo stanno modellando? Ricordati che è meglio “un uovo oggi ... che una gallina domani (ammesso che quella gallina esista)” Eleonora è stata zitta per qualche secondo poi ha fatto un discorso filosofico. “Lucia, nella vita bisogna sempre puntare in alto … Avere degli obiettivi quasi irraggiungibili è stimolante. Ti da la sensazione di volare, di sognare, di essere un alpinista che cerca di raggiungere la vetta … facendo ogni sforzo” Questa volta, Lucia, ha perso ogni speranza, non sapeva più cosa dire. Solo, Eleonora, aveva chiuso gli occhi ed aveva sospirato una frase “… quell’uomo esiste, Lo sento. Devo solo attendere il momento propizio” Le due amiche e coetanee hanno terminato di guastare il loro caffè. Si sono fatte un saluto con la mano e si sono dirette in direzioni opposte. Piazza della Vittoria è il centro nevralgico di Pavia … un po’ come l’ombelico della città … da tutte le parti si converge al centro … e dal centro si prende qualsiasi direzione. Una settimana fa, era proprio una bella giornata di sole … marzo è un mese pazzerello … un giorno piove ed un altro c’è bello. Eleonora aveva voglia di sgranchire le gambe, camminare in lungo e in largo per la città … osservare la gente (poca per la verità). Causa mascherine, poi, sembra di vivere “in una città sospesa” in attesa di risvegliarsi da un “brutto sogno che dura da oltre un anno” Adesso, però, c’è il vaccino. Coloro che hanno già ricevuto la loro dose sembrano rinati, pronti ad afferrare il loro “certificato di vaccinazione” e sventolarlo ai sette venti. La gente non ne può più di sentirsi in prigione … specialmente la gente di Teatro e di Cinema. Parecchi Registi hanno già pronto i loro progetti. Per esempio, il Dott. Donato Regista e Autore di Sceneggiati TV ha “quasi” ultimato il cast del prossimo sceneggiato TV in venti puntate … “Quasi” è proprio quel “quasi che lo turba e di notte lo sveglia con gli incubi. Del resto il successo di uno sceneggiato dipende dalla Attrice che interpreta la parte della Protagonista. Per il Regista era (ed è) una fissazione. La Protagonista dello Sceneggiato deve essere una trentenne … alta, bionda, occhi azzurri, fisico mozzafiato … ma non solo “deve guardare in un certo modo … ed era “quel certo modo” che fa la differenza. Una settimana fa, il Dott. Donato era in Strada Nuova e guardava l’andirivieni delle persone … quando ha notato una trentenne che camminava in un certo modo. Ogni tanto si fermava, dava una occhiata alla vetrina … poi riprendeva il cammino. Per il Regista è stato come un “un casting in incognito” La trentenne camminava, si fermava, rispondeva la telefonino … il Dott. Donato, guardava e registrava nella sua mente i movimenti che coincidevano con quelli che aveva immaginato e memorizzato. Ad un certo punto, il Regista ha avuto la certezza che quella era la donna che poteva interpretare la parte della Protagonista dello Sceneggiato. Non ha perso tempo. “Scusi, sono Donato, Regista TV … posso chiederle se è disposta a sottoporsi ad un “provino per un film per la TV?” La donna interpellata era proprio la trentenne Eleonora, bellissima pavese … alta, bionda, occhi azzurri, fisico che non aveva confronti … e nel guardare aveva quel non so che … che era il chiodo fisso del Dott. Donato. Si fa presto a dire che “non casca foglia se Dio non voglia”, ma è proprio così. Nella vita è tutta questione di Destino … “se una cosa deve accadere … accade comunque. Eleonora ha subito accettato … ed era il suo sogno segreto, quello che non aveva mai svelato all’amica Lucia … Ed ora c’era lui il Dott. Donato … il cinquantenne unico nel suo genere … La bellezza dell’uomo è sempre molto particolare. Ogni donna ha il suo “uomo ideale” … Per Eleonora, Donato  era il non plus ultra … bello come il sole, ricco come il mare. Unico difetto (se difetto si può chiamare) non sapeva guidare l’automobile. Ogni volta che doveva muoversi … aveva bisogno dell’autista. Per Eleonora non è un problema: lei sa guidare benissimo …  come un Pilota di Formula uno. Dopo un solo giorno di provini, il Regista ha scelto lei. Eleonora era perfetta, la donna che non aveva uguali. E’ bastato l’invito a cena … una cena perfetta a casa del Regista … e prima della cena … il bacio, il primo bacio … qualcosa di magico, di unico, di irripetibile. Non esiste un bacio uguale ad un altro. Per Eleonora è stato un bacio da film … anzi da sceneggiato per la TV.  W L’AMORE.

Le storie di Lucrezia continueranno domani, 30 marzo 2021,(121^puntata)

Miniracconto (830) del 29 marzo 2021 – DINO SECONDO BARILI

(dinobarili@libero.it) DISEGNO DI

TERESA RAMAIOLI

 

 

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PAVIA “PICCOLA PARIGI”

“MISTERO A BEREGUARDO” ROMANZO A PUNTATE (443^)

(mini racconto (829) del 28 marzo 2021)   DINO SECONDO BARILI

L’AMORE A PAVIA (120^ puntata)  “SILVESTRO E LINDA”

“Ogni giorno è un giorno nuovo - diceva il Saggio - va speso bene, perché non ne esiste un altro uguale” Inutile quindi farsi delle domande: l’oggi vale tutti “gli ieri e i domani” Una settimana fa, il Dott. Silvestro, Regista TV e Sceneggiatore aveva la mente incasinata. Non che fosse a corto di lavoro, tutt’altro, era proprio il lavoro che l’aveva mandato in tilt. A volte per fare tutto si finisce per farsi venire il mal di testa. Una settimana fa, il cinquantenne, single, ha pensato di farsi passare il mal di testa (e schiarirsi le idee) prendendo un caffè in Piazza della Vittoria, la magica Piazza di Pavia. Quando una persona ha il mal di testa non può nasconderlo. Anche un bambino se ne accorge … immaginarsi uno Psicologo. Il Dott. Danilo ne ha approfittato per mettere il “dito sulla piaga”. “Silvestro, sbaglio o hai il mal di testa?” Il Regista ha pensato di ammetterlo. “Danilo … non solo ho il mal di testa, anche la mente incasinata” Lo Psicologo aveva già capito tutto. Quando un cinquantenne ha il mal di testa … ha bisogno di farsi l’esame di coscienza. Il Dott. Danilo ha offerto il caffè. “Silvestro, nella vita bisogna sempre dare la precedenza alle cose importanti” Il Regista si è sentito punto sul vivo. “Danilo, cosa vorresti dire?” Lo Psicologo è andato dritto all’obiettivo. “Silvestro sai cosa diceva il Saggio? “DAI LA PRECEDENZA ALLE COSE CHE POSSIEDI ORA … PERCHE’ QUELLE CHE HAI AVUTO E NON POISSIEDI PIU’ … E QUELLE CHE PENSI DI AVERE (E NON HAI ANCORA) … NON SERVONO PER ESSERE FELICI” Parlare con i Registi è molto complesso … se poi il Regista è anche Sceneggiatore … il discorso richiede un bel coraggio. “Danilo, cosa vorresti dire che oltre al lavoro … ci sono altre cose importanti?” Lo Psicologo ha terminato di gustare il proprio “caffè da asporto”, poi, con calma, ha precisato il suo pensiero. “Silvestro, oggi, si corre troppo … si vogliono avere e fare troppe cose … Lo scopo della vita è … ESSERE FELICI. Per esserlo, bisogna fare un passo alla volta, vivere l’oggi, il presente … e dare la precedenza all’AMORE” Il Dott. Silvestro ha fatto finta di gustare il proprio caffè, ma, in realtà … ha incassato il colpo. Da qualche mese, la sua mente NON  era solo occupata dal lavoro, ma dalla nuova inquilina del Terzo Piano del Palazzo in cui abitava, la Dott. Linda … una trentenne da fine del mondo … alta, mora, capelli neri, lunghi spioventi sulla schiena. Ogni volta che doveva immaginare “una scena” finiva sempre per avere davanti agli occhi … Linda, la trentenne dal fascino irresistibile … dagli occhi che sembravano calamite. Il Regista si è improvvisamente reso conto che se voleva riprendere il suo lavoro … doveva avere la mente tranquilla. Cosa fare? Doveva trovare la scusa giusta … mani libere. Il Dott. Silvestro ha salutato il Dott. Danilo ed ha fatto alcuni giri per le vie e piazze di Pavia per farsi venire idee (e pesare) i pro e i contro. In Piazza Leonardo da Vinci (quella delle tre Torri) ha avuto l’idea, prima però di “sposarla” ha camminato ancora parecchio. Finalmente, giunto davanti al Portone del Palazzo in cui abitava, ha deciso. Ha aperto con il telecomando … e, in quello stesso istante, ha incontrato gli occhi della Dott. Linda cha stava uscendo. Ne ha subito approfittato. “Dott. Linda, ho bisogno di Lei per lavoro in TV …” Chi è quella donna che al solo sentir parlare di TV non si ferma almeno per conoscere i particolari? “Di quale lavoro si tratta?” Ormai era fatta. “Dott. Linda, se ha tempo, possiamo parlarne  nel mio appartamento … mentre prendiamo il caffè. Anzi, per stringere i tempi … possiamo usare il tu? così il discorso diventa più facile” Il cinquantenne aveva ormai superato la crisi. Niente mal di testa, idee chiare. Del resto la bellezza femminile non ha confronti. Se poi alla bellezza fisica si aggiungono altre virtù come la voce, eccetera non c’è problema che non trovi soluzione. Inoltre il cinquantenne era Regista di indubbie capacità. Ora, poteva sbizzarrirsi (come suo solito) in tutti i campi. Quando Silvestro ha offerto il caffè alla trentenne … ha illustrato il progetto. “Linda, ho qui davanti la trama di un copione nel quale, un cinquantenne ed una trentenne si incontrano ad un Convegno a Milano. Entrambi sono attratti da una forte simpatia … entrambi, però, vogliono avere le mani libere, non sentirsi vincolati da regole troppo rigide … Insomma, sembra un tema facile da tradurre in uno sceneggiato TV … ma deve rappresentare le istanze di entrambi i protagonisti. Ecco, perché ho bisogno del tuo aiuto, del tuo punto di vista … “ Silvestro aveva espresso fin troppo bene il suo punto di vista. Ha cercato di limitarsi all’essenziale … anche se Linda aveva già capito tutto. Ad una donna furba e intelligente non sfugge alcun particolare … soprattutto il comportamento di un uomo che si sta innamorando di lei. Per una donna, far innamorare è una delle più belle soddisfazioni della vita, anche se poi … nella vita di coppia (tra un uomo ed una donna) è sempre la donna che decide … se la cosa può andare oppure no. Linda … ha lasciato aperto la porta. “Silvestro, se vuoi posso darti una mano, ma dovrei leggere la trama  dello sceneggiato” Era fatta. Era la risposta che Silvestro voleva. Ha aperto il computer. Ha scelto il file di riferimento e ne ha fatto una stampa … “Linda, ecco la traccia iniziale. Ci sono degli spazi tra una frase ed un’altra … Tu ci metti un numero e scrivi (su un foglio a parte) tutto ciò che ti viene in mente … insieme, poi, organizziamo la sceneggiatura” Tra Linda e Silvestro, però era nata una certa complicità … come se i protagonisti dello sceneggiato fossero loro due, in carne ed ossa, lui Silvestro … lei Linda. Una donna a trent’anni sa ciò che vuole. Gli occhi di Silvestro non riuscivano a staccarsi dai suoi occhi, dalla sua voce, dalle sue mani. Quasi senza volerlo è uscita con una frase … “e, se poi, i due si innamorano veramente? e decidono di non lasciarsi più?” Era come se Silvestro e Linda avessero preso il volo, il volo verso un “improvviso innamoramento” Uno di quelli che non danno scampo: prendere o lasciare. Nessuno dei due voleva lasciare … “Linda cosa dici se, questa sera, cenassimo insieme qui, a casa mia?” Era come dire che “sicuramente” sarebbe scoppiato il “primo bacio” e da quel bacio sarebbe nato un viaggio verso la felicità. Linda ha detto “Si” … e Silvestro ha pensato immediatamente a come inondare di fiori il suo appartamento, renderlo un Piccolo Eden … per Adamo ed Eva.

Le storie di Lucrezia continueranno domani, 29 marzo 2021,(120^puntata)

Miniracconto (829) del 278 marzo 2021 – DINO SECONDO BARILI

(dinobarili@libero.it) DISEGNO DI

TERESA RAMAIOLI

 

 

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PAVIA “PICCOLA PARIGI”

“MISTERO A BEREGUARDO” ROMANZO A PUNTATE (442^)

(mini racconto (828) del 27 marzo 2021)   DINO SECONDO BARILI

L’AMORE A PAVIA (119^ puntata)  “ORESTE E FRANCA”

Oggi, 27 marzo 2021, è la GIORNATA MONIDIALE DEL TEATRO. Il Teatro è una delle massime “scuole di vita”. Attraverso il Teatro è possibile raggiungere qualsiasi obbiettivo … compreso la felicità. Anzi, è proprio la felicità … l’obbiettivo principale … del vivere. Chi sa usare il Teatro come “scuola” … non invecchia … rimane sempre giovane … può trovare la felicità ovunque, in qualsiasi momento. Un mese fa, ne ha saputo qualcosa il Dott. Oreste, un cinquantenne pavese … bello come il sole, ricco come il mare … alla ricerca della felicità. Purtroppo ERA alla ricerca … ma NON era felice. Si è rivolto al suo Psicologo di fiducia, il Dott. Danilo, il quale ha cercato di essergli d’aiuto. “Vedi, Oreste, molte persone, oggi (anche ieri) cercano la felicità … La cercano in mille modi … anche sbagliando. Una delle regole principali per vivere bene, invece, è quella di fare attenzione a ciò che si mangia (sobrietà e varietà) … a come si dorme (dopo una giornata attiva e interessante) … a ciò che si legge e si ascolta … E poi, FARE TEATRO” Il Dott. Oreste si è sentito preso alla sprovvista “FARE TEATRO? … ma da dove salta fuori una simile idea?” Lo Psicologo ha preso il discorso con calma. “E, si … Oreste, quando un uomo vuole ampliare il proprio orizzonte di conoscenze … cosa fa? Cerca di cambiare il proprio “Personaggio” … mettersi nei panni di un Personaggio, nuovo, diverso, affascinante … diverso da quello conosciuto. Facciamo un esempio. Tu, Oreste, sei innamorato di una donna … ma quella non apprezza il tuo modo di parlare, di vestirti, di camminare … cosa fai? Cambi Personaggio” Il cinquantenne ha cominciato a pensarci. Non era felice perché SEGRETAMENTE era innamorato di una donna … (una trentenne … alta, bionda, occhi azzurri, fisico mozzafiato). Per quanto avesse tentato varie volte l’approccio … la trentenne di nome Ada … è stata irremovibile … (gentilmente) ha SEMPRE rifiutato. Con il suggerimento del Dott. Danilo, invece, c’erano delle possibilità. Quel giorno stesso di un mese fa, il Dott. Oreste si è rivolto ad una Scuola di Teatro di Milano per avere delle “Lezioni private … per migliorare il proprio modo di porsi, muoversi, atteggiarsi nei confronti di una donna della quale si è segretamente innamorati” La Scuola è sta ben lieta di consigliare la propria migliore Insegnate … la Regista e Attrice, Dott. Franca … una bellissima quarantenne dalla voce calda ed appassionata … alta, mora, occhi neri e … lunghi capelli spioventi sulla schiena. L’accordo è stato facile e immediato. Il Dott. Oreste si è trovato subito bene … La Dott. Franca ha esposto il suo “programma di studio … rapido e concreto” Anzi, la Regista si è offerta di tenere le “lezioni” presso l’abitazione del cinquantenne pavese … un Attico con vista sulla riva sinistra del fiume Ticino … più che un Attico … un Piccolo Eden. Le lezioni sono iniziate subito. La Dott. Franca, con poche frasi studiate ad hoc, ha curato la voce, il modo di muoversi, di gesticolare del cinquantenne. Ora, però, iniziava la fase più difficile … “come un uomo può far innamorare una donna?” La Dott. Franca è stata ampia di informazioni, ma il Dott. Oreste si è dimostrato subito impacciato. Ogni volta che pronunciava il nome “Ada” diventava balbuziente, rosso in volto … le mani tremanti. Franca ha capito il problema. “Oreste … quando pronunci il nome Ada … pensa a me. Fai come se stessi invitando me”  Il cinquantenne ci ha provato … e tutto è filato liscio. Anzi, mentre si rivolgeva a Franca “Ada sarei felice di averti a cena” la voce sembrava un inno di gioia. La stessa Franca si è meravigliata. E’ rimasta affascinata … Insomma le emozioni giocano spesso dei brutti scherzi. Bisogna essere dei veri e bravi Attori o Attrici per entrare in un Personaggio. La Regista ha continuato ad insistere nel far provare la battuta al cinquantenne … “Ada sarei felice di averti a cena” Una, due, tre volte … alla fine il Dott. Oreste si sentito pronto a fare la telefonata. Ha digitato il numero sul telefonino presente la Regista Dott. Franca la quale incrociava le dita. “Pronto? Pronto” … Parlo con la Dott. Franca? … sarei felice di invitarla a cena” Quando il cinquantenne pavese si è accorto di aver pronunciato il nome Franca … anziché Ada … non ha fatto una piega. Sicuro di sè, ha chiuso la telefonata … ha guardato negli occhi la sua Insegnante di Teatro … e con la grinta di un grande attore “Ecco, era proprio quello che volevo dire. Franca, sei proprio la donna di cui avevo bisogno … alta, mora, occhi neri, lunghi capelli spioventi sulla schiena” Oreste, come fosse sul Palcoscenico, era diventato un altro uomo … sicuro di sè, allegro e felice. Franca aveva speso bene il suo sapere. Non ha ritenuto chiedere chiarimenti … L’amore scoppia all’improvviso. La quarantenne ha incollato le sue labbra su quelle del cinquantenne e non le ha staccate più. In amore le domande non servono … sono le risposte che contano … sono le azioni, i baci e le carezze. Oreste ha sfiorato i lunghi capelli neri … ed era come se li baciasse ad uno ad uno.

W L’AMORE      

Le storie di Lucrezia continueranno domani, 28 marzo 2021,(119^puntata)

Miniracconto (828) del 27 marzo 2021 – DINO SECONDO BARILI

(dinobarili@libero.it) DISEGNO DI

TERESA RAMAIOLI 

 

 

 

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PAVIA “PICCOLA PARIGI”

“MISTERO A BEREGUARDO” ROMANZO A PUNTATE (441^)

(mini racconto (827) del 26 marzo 2021)   DINO SECONDO BARILI

L’AMORE A PAVIA (118^ puntata)  “VIRGINIO E CLAUDIA”

E’ primavera … e tutti (uomini e donne) hanno alti e bassi (come la natura, del resto). Alti e bassi che riguardano tutti, uomini e donne … giovani e anziani, belli e meno belli, ricchi e meno ricchi. Ovvio, i ricchi, quando sono giù di corda, soffrono di più … “Perché proprio a me?” e lì una sfilza di lagne che non finiscono più. Un settimana fa, il Dott. Virginio, un cinquantenne pavese da fine mondo … bello come il sole, ricco come il mare … era distrutto. Da quindici giorni aveva una inquietudine inspiegabile. Era stato dal suo Medico di fiducia almeno venti volte. Aveva provato una infinità di medicine. Niente, niente di niente. Una settimana fa, il Dott. Virginio si trovava in Piazza della Vittoria per il solito caffè. Ha incontrato il Dott. Danilo il quale è andato a colpo sicuro”Virginio … tu sei giù di squadra” Non l’avesse mai detto. Il cinquantenne si è aperto come una cataratta del Nilo. “Danilo non parlarmene … a volte mi sembra di dare i numeri” Lo Psicologo ha offerto il caffè e ha detto la sua. “Virginio, in primavera … impara l’arte … e fanne buon uso” Per il cinquantenne è sembrata una frase misteriosa. “Danilo, cosa vorresti dire … con quell’impara l’arte” A volte gli Psicologi sono come le Sfingi … enigmatici. Il Dott. Danilo, però, ha subito spiegato l’arcano mistero. “Virginio, per stare bene … bisogna agire, fare qualcosa di pratico … come, per esempio, disegnare, dipingere, cantare, ballare” Il Dott. Virginio ha capito tutto … lui, però, non sapeva disegnare, dipingere, cantare … a ballare non ci aveva mai provato. “Danilo, ma io non so fare niente” … Immediata la risposta. “Virginio, niente paura. Mai troppo tardi … prendi un insegnante e … impara l’arte” Dopo averci pensato qualche ora, il cinquantenne si è deciso ad ascoltare il consiglio dello Psicologo. Ha telefonato al suo Commercialista, il Dott. Arcangelo, perché gli cercasse un insegnante capace di disegnare, dipingere, cantare e ballare. Qualche lettore si meraviglierà della scelta … ma, oggi, chi è che  conosce meglio le persone e le loro specifiche capacità? Il Commercialista … il solo che risponde ad infinite di domande. Una settimana fa, il Dott. Arcangelo, Commercialista, aveva tra i suoi assistiti, l’Esperta giusta, la Dott. Claudia … una trentenne milanese da fine del mondo … alta, bionda, occhi azzurri, fisico mozzafiato … Sapeva, disegnare, dipingere, cantare, ballare, eccetera. Dopo aver sentito la trentenne, il Dott. Arcangelo ha telefonato al cinquantenne pavese … in crisi. “Virginio, ho trovato l’Esperto che fa al caso tuo. E’ il massimo dei massimi. Mi raccomando, da un tale Esperto puoi ottenere tutto. Una sola cosa ti raccomando … usa solo  e esclusivamente il LEI” Il Dott. Virginio non ha proferito parola. In fondo, l’Esperto era l’Insegnante, il Docente … Lui era solo il discente, lo studente. Dopo neanche un ora, il campanello della porta del lussuoso appartamento del cinquantenne si è messo a suonare. Il Dott. Virginio è precipitato ad aprire e per poco non è svenuto. Si è trovato innanzi la Dott. Claudia, una trentenne da fine del mondo … alta, bionda, occhi azzurri, fisico mozzafiato. Da persona educata, il cinquantenne si è attenuto ai consigli del suo Commercialista. Ha usato solo il “Lei” e si è mantenuto nei limiti dello studente perfetto e educato. La Dott. Claudia è stata ineccepibile. Una insegnante che non aveva uguale. Dopo tre ore di lezioni, il Dott. Virginio sapeva già disegnare (quasi), dipingere (quasi) … cantare (piuttosto male) … ballare, invece, era proprio una frana. La prima giornata, comunque, è andata benissimo. La sera, di una settimana fa, il Dott. Virginio era stanchissimo. Si è addormentato subito dopo aver cenato … e verso mattino, ha avuto un sogno … Ha sognato la Dott. Claudia imbronciata che lo redarguiva e lo richiamava all’osservanza dei ruoli … Lei, l’Insegnante … Lui, lo studente” Il Dott. Virginio sapeva benissimo il significato del sogno “Lui, il cinquantenne, lo studente, si stava innamorando dell’Insegnante” Si è svegliato di soprassalto. Si è preparato in attesa che arrivasse l’Insegnante, la Dott. Claudia … e questa, puntuale si è presentata alle ore nove. “Dott. Virginio, oggi deve essere il giorno della vittoria. Lei imparerà a disegnare, dipingere, cantare e ballare” Sembrava che la trentenne avesse trovato la formula magica. La soluzione di tutti i problemi. A mezzo giorno in punto, il Dott. Virginio sapeva disegnare (discretamente) dipingere (discretamente) cantare (passabilmente) … ballare (decisamente NO, era una frana … non sapeva muovere le gambe, muovere un passo dopo l’altro. Ad un tratto la trentenne ha perso la pazienza. “Insomma, Virginio, quante volte ti devo dire che per ballare il valzer si segue il ritmo un, due, tre … Lasciati andare … ti guido io” Claudia lo ha stretto tra le braccia e “un, due, tre … un, due, tre … un, due, tre” Virginio, non è mai stato così bene come sentirsi stretto tra le braccia di una donna forte, decisa, energica … e che donna. Una donna che sapeva cosa fare e come comportarsi … come imporre il proprio volere e sapere. Il cinquantenne non ha fiatato … si è lasciato guidare. Ha seguito alla lettera ogni qualsiasi “ordine” A volte Virginio sbagliava di proposito il passo per farsi correggere. Aveva trovato la donna che aveva sempre sognato … non poteva assolutamente perderla. Anche Claudia ha cominciato a ragionare in modo diverso da INSEGNANTE. Quello era proprio l’uomo che aveva sempre desiderato … bello come il sole, ricco come il mare … e che stava agli ordini. Ecco, era proprio quella la caratteristica migliore … “stare agli ordini”, vederlo pendere dalla proprie labbra. Non uno di quegli uomini che credono di sapere tutto … Nella coppia, è sempre la donna che detta il ritmo, che insegna come ballare. Un uomo ed una donna che sanno ballare … hanno capito tutto della vita … il ballo è ritmo, eleganza nel muovere i piedi, fantasia, sogno … In una parola vivere! Dopo un ennesimo valzer, ballato in modo quasi perfetto, Claudia, ha ritenuto giunto il momento magico. Ha fatto finta di inciampare … ed è finita distesa sul divano. “Aiuto, Aiuto … che male … (massaggiandosi il piede)” Virginio è andato in tilt. Si è spaventato. “Claudia ti ho fatto male? Scusami … “ Ha cercato di baciarla … e la trentenne si è lasciata baciare … a volte basta UN BACIO PER CAMBIARE LA VITA. Si inizia con un bacio … e si corre verso la felicità.      W L’AMORE            

Le storie di Lucrezia continueranno domani, 27 marzo 2021,(118^puntata)

Miniracconto (827) del 26 marzo 2021 – DINO SECONDO BARILI

(dinobarili@libero.it) DISEGNO DI

TERESA RAMAIOLI

 

 

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