Precipitano i sassi staccati dai dirupi
percossi dall’acqua che feroce sbriciola la terra.
Continuano a correre, sbattono
contro i muri di un vecchio casolare
che resiste e non vuol morire,
mentre la porta marcia e rinsecchita
continua a piegarsi lasciando entrare un po' di luce.
Rifugio una volta per chi osava scalare la montagna
Ora riparo per qualche uccello che prova a riposare.
Nel pendio sempre più arduo si piegano gli alberi
una volta barriera di quei pendii ripidi ed impervi
che ormai non percorre più nessuno.
Tace la montagna, mentre lentamente muore.
Qualche gemito mentre vien continuamente trafitta
dal tempo infame che la vuole lentamente consumare.
LEGGE 633/1941 Proprietà intellettuale riservata
Testo inserito nella raccolta del nuovo libro in preparazione:
IL CAMMINO VERSO LA PRIMAVERA DEL CUORE







