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Profilo BACHECA 825

bluiceee 12 ore fa

 

 

L'immagine danzante...

come una splendida 
metafora della vita ,di

chi arriva nell'ombra 
solo per nascondersi

dal sole e guarda la vita
danzare, inseguire,

essere inseguita ,

prendere,essere presa.
Come un amore senza

fine che avvolge e 
travolge  ,ogni cosa

dentro ed intorno.
Come si guarda così

un figlio cresciuto ,ma 
anche la tenerezza

difficile da spiegare per 
l'amore che era da

ragazzi ,guardato con

occhi di adulti anni dopo.

Un testo , questo ,talmente
fragile, talmente vero,

talmente speciale , che 
è come fosse scritto su

un foglio di cristallo.

 

 

 

 

 

 

E sulla danza ,mi racconta
la ragazza di mio figlio,
che ogni giorno che passa
si rende conto che danzare
assume sempre di più
un'importanza rilevante
nella sua vita. Dicendomi :
" Sono consapevole di
essere incapace, di non
essere nessuno , di non
essere di quelle che 
sconvolge e fa brillare
gli occhi quando sul 
palco danzo ,ma di non
mollare mai ed anche se
so che non sono fatta
per danzare ,lo voglio
fare lo stesso.
Tutti mi dicono che
sto facendo un ottimo
lavoro e sto migliorando
tantissimo e che devo
continuare così, che gli
impegni sono tanti e
tantissimi i sacrifici, ci
metto l'anima e devo
continuare così , ma penso
anche , ma i veri risultati
quando arriveranno?
Mi consolo , continua a
raccontarmi e da Donna
saggia quale è , dice che
la speranza è l'ultima a 
morire , ed anche se mi
capita di essere talmente
pessimista da  voler 
addirittura lasciare la
danza,per fortuna ci ripenso,
non potrei stare senza, i
miei giorni sarebbero vuoti
e così pure la mia vita. Noi,
glielo auguriamo con tutto
il Cuore di realizzare con
impegno e forza il suo sogno.

 

 

 

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15
bluiceee 04 aprile

 

Per chi come me ,ha

superato i cinquanta

e oltre,avrà notato

che la vita cambia .

 

 

 

 

 

 

 

 

In meglio o in peggio ,

poco conta, quello

che predomina è 

che non si ha più

voglia di drammi , di

conflitti, di dare

spiegazioni. 

Il verbo giusto è che :

si sceglie , si

incomincia una sorta

di "selezione".

Per cui si sceglie di

circondarsi sempre

meno di persone e 

spesso si sceglie il

silenzio; a volte

persino l'assenza.

Per dedicarsi di più

solo a chi sentiamo

sia in pace con se 

stessa/o. 

Si incominciano a

vedere le cose per 

come sono e di meno

a come sembrano.

Incominci a preservare

la parte migliore di te ,

solo a chi sa andare

in profondità e cerca

di capirti .

Tante cose impari a

tacerle; tante altre

impari a lasciarle

andare.

Si sceglie tra " l'Utile

e l'Inutile".

E comprendi che in

fin dei conti,tutto

quello che è inutile,

non ti serve.

Provi a sbarazzarti

di tante cose :

persone, parole ,

oggetti .

Ma tieni stretto a te ,

tutto quello che ti

ha reso e rende

migliore .

E per tutto il resto ,

esiste un'arte,che

è quella dell'indifferenza.

Una quotidianità ne

sostituisce un'altra, è

così che si continua

a vivere. Non c'è mai

una fine. 

 

 

 

 

 

 

 

Sii come il cedro,

che profuma 

anche l'ascia che 

lo abbatte. 

 

- Proverbio indiano -

 

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20
bluiceee 03 aprile

 

 

Nella mente,maschere

sornione e facce

fredde...

Che cambiano 

espressioni 

all'infinito -

Dove?

Chi?

Ci ubriachiamo di 

saggezza -

Ma sappiamo 

riconoscere i

cuori crudeli?!

 

 

 

 

 

 

 

La giusta dose di pensiero, 

in un contesto di scrittura, 

è molto interessante ed è

eccitante tanto quanto la 

pelle .

La mente per una donna è 

un momento molto sottile, 

ma in molte situazioni

viene trattata come un

oggetto da "collezione".
La carenza provoca disagio

e la rende apatica ,  non 

valorizzando la Donna

che  è  in lei ...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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25
bluiceee 01 aprile

 

 

Odio, violenza, terrorismo, stragi,

femminicidi,infanticidi, morti

ammazzati di ogni età, cultura,

razza e religione. Siamo stanchi,

siamo tutti stanchi, la sensazione

è di stare su una giostra impazzita

da cui nessuno ci permette di

scendere. Piccole e grandi violenze

si consumano sotto i nostri occhi

sbarrati, nelle nostre case, nei

nostri condomini o in luoghi lontani

e il rischio è di rimanerne assuefatti.

Un veleno che, giorno dopo giorno,

ci intossica il sangue, ci toglie

l’ossigeno, risveglia l’ombra che

si annida nel nostro animo e ci

fa essere tutti un po’ più morti e

un po’ meno vivi.

L’unica valvola di sfogo che
sembra

rimanerci è quella degli stati sui

social, più o meno esagerati, più o

meno drammatici, più o meno

addolorati, più o meno violenti.

Perché in fondo è su quel più o

meno che ci muoviamo, in bilico

su un burrone, le gambe ormai

malferme, disposti a tutto pur

di non precipitare.

Forse questo mondo post-moderno

è davvero impazzito o forse è solo

che la tecnologia e i mezzi di

informazione ora viaggiano a livello

mondiale, in tempo reale, con il

risultato sì di tenerci informati,

ma in quello che ormai è un vero

e proprio bombardamento mediatico,

una bolgia infernale dantesca dalla

quale vorremmo solo uscire.

Possibile che con tutta la tecnologia

non ci sia un tasto play, da pigiare

all’occorrenza, per far cessare

tutto questo? Nemmeno un tasto

pausa, giusto per darci il tempo di respirare?

No, non c’è.

Io scrivo libri, una soluzione non

ce l’ho, altrimenti farei altro. Mi

verrebbe da dire che una soluzione

nemmeno c’è, ma una parte di me

si rifiuta e forse si rifiuterà

sempre anche solo di pensarlo.

Però è tutto troppo grande, come

si fa a cambiare qualcosa? Da

dove si comincia?

Come si fa ad arrestare

manualmente questa giostra fuori

controllo? Non lo so.

Ma di una cosa sono certa: su

una cosa abbiamo potere, su una

sola, forse non basta, ma su di

essa possiamo agire e allora

dobbiamo cominciare a farlo,

se non altro per provare.

Noi stessi.
Etichettare come folli quelli che

compiono stragi, che ammazzano

la ex o i propri figli ci fa

continuare a vivere. Da una

parte ci inquieta: un folle è una

scheggia impazzita, come lo

controlli? Dall’altra però ci fa

sentire un po’ più normali nella

nostra casa normale nella

nostra città normale nella nostra

vita normale.

È questo il primo errore. Il

seme della follia è insito

nell’essere umano, in ognuno

di noi.

Forse non prenderemo mai

in mano un fucile per sparare

in una scuola o in un centro

commerciale, almeno lo spero,

ma la violenza, come tutte le

cose, ha una scala, si sviluppa

su un continum e il problema

non sono gli estremi, ma quello

che c’è tra gli estremi.

Perché gli estremi sono evidenti,

ma tutto il resto no, è sfumato,

mascherato dietro maschere

di normalità. E, che ci piaccia

in noi, la violenza, la malvagità,

la crudeltà sono parte dell’essere

umano, sono parte di ognuno di

noi, una parte pronta a venire

a galla quando si presenti la

situazione che può fungere da

innesco. Può essere un trauma

più o meno grande, può essere

anche qualcosa di molto banale,

ma molto spesso la causa ultima

risiede nelle ferite narcisistiche

e nelle conseguenze della

separazione. Qui la psicologia

ci viene in aiuto e, se non può

fare nulla per fermare la giostra,

può fare qualcosa per noi, nel

nostro piccolo. Perché l’odio, la

cattiveria, la malvagità sono

contagiose e creano onde, come

quelle che si allargano dal sasso

buttato nell’acqua. L’odio ha una

sua precisa frequenza, tutto è

una frequenza misurabile e

come ci insegna la fisica, quando

una frequenza ne incontra un’altra

interferisce con quest’ultima: in

maniera costruttiva, distruttiva

o annullandola. In fondo è

semplice fisica.

Allora qualcosa possiamo fare,

ognuno nel nostro piccolo.

Cambiare la nostra personale

frequenza. Rintracciare le

nostre proprie ferite narcisistiche.

Lavorare sulle conseguenze

che un attaccamento non sicuro

(cfr. Bowlby, Ainsworth, ecc.) ha

avuto sullo sviluppo della nostra

personalità e su quello che,

in fase di sviluppo infantile,

ha influenzato il corretto passaggio

attraverso la posizione schizoparanoide

prima e depressiva poi (cfr. Klein).

Perché, molto più spesso di quanto

pensiamo, lì sono stati piantati i

semi della nostra personalità, lì

sono gli schemi che in età adulta

ci impediscono di crescere e di

saper accettare e gestire la

separazione dall’altro, che si

tratti del/della compagno/a, di

un’amicizia o di altro tipo di

rapporto. Non sappiamo gestire

il distacco, viviamo la perdita

ancora come se avessimo pochi

mesi e stessimo sviluppando e

introiettando il seno buono e

il seno cattivo (cfr Klein).

Se da qualche parte bisogna

partire, credo sia da qui perché

è solo su noi stessi che possiamo

agire. Non serve a nulla

inorridire per le stragi e le

violenze che vediamo scorrere

in tv se poi basta un distacco,

una separazione, un no a quelle

che sono le nostre aspettative

su qualcuno perché diventiamo

boia e carnefici dell’altro,

reo solo di non aver rispettato

le nostre esigenze, il nostro

bisogno di unità e non distacco

dal seno materno.

Quanti di noi in questo momento

sono in questa fase? Tutti.

Ognuno ha il suo proprio personale

nemico a cui far pagare qualcosa

e, pur di rendere l’angoscia da

separazione accettabile, è

disposto a tutto per giustificare

la punizione inflitta. Perché si ha

sempre bisogno di giustificarsi

con se stessi, pena la distruzione

del nostro fragile equilibrio.

Vogliamo davvero fare qualcosa per

cambiare il mondo? Cominciamo da

noi stessi. Cominciamo a scovare il

nemico che è dentro di noi.

Cominciamo a riconoscerlo e ad

accettarlo. Cominciamo a smetterla

di negare che sia così, sfidiamo noi

stessi e rinunciamo a fornirci alibi.

Affrontiamo la nostra ombra perché

negarla serve solo a renderla più

forte.

Impegnamoci in questo. Forse solo

così possiamo coltivare la speranza

di cambiare qualcosa e, se alla fine

non sarà servito a contrastare le guerre,

le stragi e a rendere questo mondo

migliore, almeno sarà servito a

rendere migliore ognuno di noi, al

di là di ogni illusione e di ogni finto buonismo.

Elisabetta Barbara De Sanctis

 

 

 

 

 

 

Leggendo le parole della scrittrice ,

ho avuto una sorta di tristezza nel

profondo , sono pensieri crudi e

rivolti ad ognuno di noi In effetti,

leggendo bene lei ci parla

della follia dilagante che purtroppo

ogni giorno e' sulle pagine di cronaca .
Lei ci mette in evidenza la parte

peggiore dell'umanità' , quella che

ognuno di noi , non vorrebbe e

spesse volte non vuole vedere .

Ci parla di fatti che accadono

ogni giorno non solo quelli

tristemente tragici degli attentati,

delle guerre ....che li' noi non

potremmo mai essere in grado

di capire il perche' dietro a

questo ci sia un Odio pazzesco .

Penso che il crescere dentro

noi stessi , come esseri umani ,

sia riferito al modo in cui

ognuno di noi può dentro

se fare qualcosa , ma sempre

in generale ovvio. Io , tu , noi

che siamo qui' a parlarci in

sintonia e rispetto , abbiamo

radici solide , e mai e poi mai

avremmo pensato che tantissime

persone anche intorno a noi ,

impazzissero al punto di dover

uccidere , moglie, figli, genitori ,

amici ...

Penso poi magari mi sbaglierò' ,

lei abbia evidenziato la potenzialità'

del cervello di ognuno , quanto

sia immensa , ma anche quanto

sia pericolosa , si perche' e' vero

(dai libri di psicologia) che ognuno

di noi e' un potenziale incredibilmente

alto nella costruzione del male ...

purtroppo. Il bene e' il pensiero

dominante che e' insito nella nostra

Anima , ed e' proprio quello che se

alimentato sin dall'infanzia , servirà

a costruire un mondo migliore ,

soprattutto per gli attuali bambini.
La nostra potenzialità' mentale fa

paura , perche' ognuno potrebbe

essere un potenziale assassino ,

quanti casi si leggono o sentono di

persone per bene e poi ... uccidono

le mogli , le fidanzate , i bambini ,

i genitori......cose da accapponare

la pelle .. La radice quando

è sana non muore mai, può solo

crescere per il bene.

 

 

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24
bluiceee 31 marzo

 

Orme grezze, un viale,

un autobus passa...
Un Lui , la lascia, come

un tocco di un guanto

e un rapido: - Addio! -
E lentamente una Lei

va nella direzione della

metropolitana, io ,

spettatrice ignara di

una separazione .

Entriamo ,la luce brillante

all'interno, intorno c'è
una leggera corrente

d'aria, guardo quel tunnel

e tocco il marmo con

la mia mano e la sento

fredda , chissà la "lei"

se sentirà il suo cuore

così.

 

 

 

 

E il rumore e le partenze ,

i distacchi che definisco :

del decoro.
Ed è difficile da capire,

quando niente funzionava

e forse non avrebbe

potuto funzionare...

 

 

 

 

Quando si legge della vita

di altre persone, ricordiamo 

che l'obiettivo principale è 

quello di pensare in primis
che potremmo essere noi

i protagonisti .
Non bisognerebbe lasciare 

che le emozioni o i rancori , 

prendano decisioni affrettate...
La pace dovrebbe essere 

sempre la base.
Far convergere sentimenti, 

pensieri e desideri con

una persona che ti capisca

fino in fondo e trovarvi

supporto è la regola più

importante, senza la quale

non ha molto senso viverla…
Non si otterrà mai nulla se 

si aspettano le condizioni 

perfette.

La condizione perfetta è

in realtà solo chimera, se

così non fosse saremmo

immersi in buoni propositi

e in dolci melodie che

innescano nell'ovunque il

bene che è in noi, piuttosto

del male che teniamo nascosto.

Il controllo delle emozioni

aiuta a lenire il dolore e spesso

a contenere il male.

Quando però tutto scorre

come dovrebbe l'emozione

diventa la fonte principale

della nostra vita.

Solo durante il salto della

cascata, nel trattenere il

respiro per la paura di soffocare,

tutto si fa più confuso.

E l'amore, l'amore forse non

è emozione e ci rende liberi o

schiavi di goderne o subirne

a seconda delle condizioni?

Non dipende anche l'amore

dalla scelta di viverlo e

o di rifiutarlo?  Le nostre

scelte dipendono in parte

dalle emozioni .

Il controllo sul tutto limita

la vita con i nostri errori

commessi e le nostre decisioni

frutto dell'attimo, di quella

reazione improvvisa che

rincorre la notte dei tempi in

cui la ragione era ai primordi

della sua esistenza. Poi venne

il controllo a determinare

l'ipocrisa del momento.

Quante volte sarebbe stato

meglio lasciare che lo sfogo

toccasse le nostre vite ,per

fare in modo che quel problema

o quel momento fosse risolto li?

 

 

 

 

 

 

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18
bluiceee 30 marzo

 

 

Domani continuerò

ad essere.
Ma dovrai essere

molto attento per

vedermi.
Sarò un fiore o

una foglia .
Sarò in quelle

forme e ti manderò

un saluto.
Se sarai abbastanza

consapevole, mi

riconoscerai e potrai
sorridermi.
Ne sarò molto felice.

- Thich Nhat Hanh -

 

 

 

 

 

 

Ho scelto alcune opere

di Hopper ,che per me

racchiudono un'intensa

impronta realistica ,di

quel senso di solitudine

che avvolge l'animo .
Le nostre vite confinanti

dietro ad un"virus",prima

ed ancora oggi ,ed il

conflitto in Ucraina.
Leggendo in rete ,

c'è un tweet di

Michael Tisserand ,

scrittore americano ,

che corre nella rete ,
diventando virale nel

giro di pochi giorni,
esso cita:
«Siamo tutti Edward Hopper».
"L'arte la sottovalutiamo

perché la diamo per

scontata e ne siamo

circondati senza

accorgercene.
È la nostra salvezza,

perché non c'è
nulla di più gratuito

di guardare qualcosa
che è stato fatto per

stare bene.
Ti quieta, ti collega

a tutte le epoche del

passato.
È vitale,come il sistema sanitario nazionale".

Michael Tisserand

 

 

 

 

 

 

Hopper è riuscito a fermare

nei suoi dipinti l'isolamento

degli uomini , quel lato oscuro

dell'umanità nelle sue

molteplici azioni quotidiane ,

nessun altro come lui . Dipinti

come questi , nei quali ci si

ritrova in quell'isolamento.

La vita di oggi un'incognita

senza fine...ma il sorriso e la

libertà di pensiero , nessuno

ce li deve togliere .

 

 

 

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18
bluiceee 29 marzo

 

 
 
 
E il mare guarisce
l'anima quasi
sempre.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E se il tuo mondo
è distrutto vola lì ,
dove le onde si 
infrangono contro
la terra .... 
E assicurati del
meglio.
E guarda come
tra i lacci  di
gommapiuma e
ambra svanisce 
gradualmente
La tua tristezza...

 

 

 

 

 

 

 

 

" Ricorda che un sorriso
è il gesto più prezioso..
per piacere e farsi ricordare."
 
-Moda'-
 
 
 
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17
bluiceee 28 marzo

 

 

 

 

 

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“Molte persone

sono fragili

come delle

farfalle

e sensibili

ed è tua

responsabilità

non

distruggerle.

Vuoi ? ”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La farfalla,

questo

biglietto

 

d'amore

piegato

in due

che cerca

l'indirizzo

di un fiore.



- Jules Renard -

 

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22
bluiceee 27 marzo

 

 

 

 

 

 

Posso avere un pezzo di felicità?

Beh, almeno uno piccolo, forse?

Non lo mangerò senza di te....

 

Potrebbe essere come un dessert...

 

 

 

 

 

 

 

 

Ne assaggerò un po'


E ricorderò la sua dolcezza...

 

 

 

 

 

 

La felicità è la mia debolezza...  

 

 

"Voglio essere un dettaglio ,

quel dettaglio che migliora.

Lo zucchero a velo sulla

torta , la panna sul caffè,

il pezzo preferito di una

canzone, il ciondolo di un

braccialetto.

Non voglio essere essenziale,

perchè non c'è nulla di cui in

realtà si possa fare a meno o

non possa venir sostituito.

Voglio essere diversa. "

 

(Valentina Corsaretta Palma)

 

 

 

 

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19
bluiceee 26 marzo

 

 

 

Secondo una leggenda un giorno 

la Verità e la Menzogna si incontrarono.

La Menzogna disse alla Verità:


"Facciamo un bagno insieme,
l'acqua del pozzo è molto bella"

 

La Verità, ancora sospettosa, provò 

l'acqua e scoprì che era davvero bella.


A quel punto si spogliarono e fecero 

il bagno ,ma improvvisamente la 

Menzogna uscì dall'acqua e fuggì,

indossando i vestiti della Verità

La Verità, furiosa,
uscì dal pozzo per riprendersi i

vestiti.

 

Ma il Mondo, vedendo la Verità nuda,
distolse lo sguardo, con rabbia e

disprezzo.


La povera Verità tornò al pozzo
e scomparve per sempre,
nascondendo la sua vergogna.

 

Da allora, la Menzogna gira per 

il Mondo, vestita come la Verità,
soddisfacendo i bisogni della società.
Poiché il Mondo non nutre alcun 

desiderio di incontrare la Verità nuda.

 

 

[ Fonte: Dalla prefazione del libro 

"Burattinai e galoppini", 

di Marianna Archetti e Chiaretta Mannari ]

 

 

" Della verità nulla sappiamo, perchè la Verità è in un pozzo "

[Democrito]

 

 

 

 

                          Jean-Lèon Gèrome, " La verità esce dal pozzo", 1896

 

 

 

 

La verità e la menzogna, dal 1896 ai

 

giorni nostri come  è cambiata?

 

Penso che anche se i secoli e gli anni

 

passano, la verità essendo scomoda , 

 

viene sempre lasciata in disparte,non

 

accettata perchè fa male saperla e

 

la Menzogna si traveste spesso e

 

occupa anche ai giorni nostri un posto 

 

di importanza rilevante, basta aprire

 

i giornali e leggere di quante Menzogne

 

ci stanno propinando chi ha potere e la

 

povera Verità ha sempre poca voce in

 

capitolo, e spesso viene messa a tacere...

 

purtroppo. Questo per quanto riguarda

 

in generale quello che accade in Italia e

 

nel Mondo , con tutto quello che vi gira

 

intorno, tutti che dicono tante, troppe

 

parole ingannevoli, che ci vendono fumo ,

 

con le loro menzogne anziché verità che

 

sono scomode. E quì ce ne sarebbe da

 

parlare, che non basterebbe un post ,

 

ma vorrei parlare della Verità e della

 

Menzogna tra le Amicizie, tra gli Amori ,

 

tra i colleghi , le colleghe o peggio nella

 

famiglia . Purtroppo ogni giorno ci

 

troviamo ad affrontare questo tipo di

 

timore , sinceramente ed indipendentemente

 

dal fatto che cerco di lasciarmi scivolare

 

addosso tante menzogne che sento, fa

 

comunque male  e come dice un proverbio

 

molto vero , "lontano dagli occhi , lontano

 

dal cuore " , frase emblematica per 

 

evidenziare quanto è bene ed è meglio

 

essere lontani da persone che ci hanno

 

ferito o peggio fatto del male . Questo

 

è in breve quello che penso ,aggiungendo

 

che per quel che mi riguarda ,preferisco

 

sempre la Verità , alla Menzogna.

 

 

 

 

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