Prendendo spunto dalla bellissima
canzone Cyrano ,penso che lui sia
in ognuno di noi.
Lo possiamo trovare in quella parte
fragile, pesante,faticosa del nostro
essere o della nostra vita, che ci
provoca sofferenza, a volte anche
esclusione e solitudine, ma che ci
regala il "marchio dell' individualità".
Quel dono raro, che fin da bambini
ci insegnano a temere, a evitare e
nel preferire l'omologazione.
Il grosso naso di Cyrano (ma, ancora
di più, il suo carattere ribelle, il suo
sentirsi molto più a proprio agio tra
le parole che non tra le persone...)
simboleggia questa "diversità" .
Quanti di noi (forse tutti?) esibiscono
o nascondono questo "marchio"?!
Un naso troppo grosso, la statura
troppo bassa o troppo alta,
essere grassi o troppo magri ,
il pensiero troppo veloce che fatica
a restare negli argini delle parole
parlate, la pelle scura...le possibili
sfumature delle "varie diversità"
sono infinite.
E la sofferenza che provocano
credo sia direttamente proporzionale
alla parte, grande o piccola, che
hanno nella vita di una persona.
Si cresce nell'idea che lo sguardo
d'amore di un altro, che ci "vede",
ci ama e ci accoglie così come
siamo, possa guarirci da questa
sofferenza. E probabilmente è
vero. Ma penso che lo "sguardo
dell'Altro" possa funzionare
soltanto se anche noi riusciamo
ad amarci per come siamo.
Ed anche ciascuno di noi, riesca
a vedere e ad accogliere il suo
"naso" o meglio, quello che non
piace ,come parte essenziale di sé.






