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Teodora e il suo seguito, 532-547. Mosaico. Ravenna, Basilica di San Vitale, parete destra dell’abside.

 

A differenza che nel pannello di Giustiniano, in quello con Teodora si trovano alcuni elementi d’arredo che collocano la scena in un ambiente più definito: in alto a destra è infatti visibile un velo tricolore, a sinistra una porta parzialmente chiusa da una tenda, una fontanella con la colonnina scanalata e, sullo sfondo, al centro, una nicchia decorata “a conchiglia”. La sovrana indossa sulla tunica bianca una clamide color porpora decorata in basso con le immagini dei Re Magi. Porta sul capo un prezioso copricapo di perle, su cui poggia il diadema, anch’esso di perle, oro e pietre preziose. Le due dame alla sinistra di Teodora sono identificate come la moglie e la figlia di Belisario.

 

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Nel pannello con Giustiniano, vediamo una serie di figure maschili che poggiano i piedi su un prato o, più probabilmente, su un tappeto di colore verde. L’imperatore, al centro, indossa una tunica bianca con guarnizioni dorate e una clamide (il mantello imperiale) color porpora, chiusa sulla spalla destra da una fibula a disco in pietre preziose e perle, con tre pendenti. È coronato da un diadema in oro, perle e gemme, con due pendenti per parte.

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Giustiniano e il suo seguito, 532-547. Mosaico. Ravenna, Basilica di San Vitale, parete sinistra dell’abside.

mosaici più celebri, collocati nelle due pareti sottostanti e in posizione speculare, rappresentano il corteo dell’Imperatore Giustiniano e della moglie, l’imperatrice Teodora che recano in offerta la patena con le ostie e il calice con il vino dirigendosi verso il Cristo Cosmocratore del catino absidale. Si tratta quindi di un omaggio alla divinità da cui trae origine il loro potere sulla terra. Infatti, nonostante una certa verosimiglianza dei tratti somatici (si ritiene che i loro volti siano stati copiati da ritratti spediti da Costantinopoli), Giustiniano e Teodora sono raffigurati frontalmente e con il capo circondato dall’aureola e si  presentano a loro volta come immagini simboliche e astratte.

 

Alla sua sinistra riconosciamo il vescovo Massimiano, grazie dall’epigrafe scritta sul suo capo. L’uomo con la barba, alla destra di Giustiniano, è probabilmente Belisario, che aveva conquistato l’Italia per conto del sovrano.

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