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trillyina 07 luglio

 

 

La chiesa di San Bernardino da Siena

La chiesa di San Bernardino costituisce in Abbiategrasso un esempio notevole del barocco lombardo del XVII secolo, dopo i restauri ed i rifacimenti eseguiti dalla struttura dall'architetto Francesco Maria Richini.

 

 

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trillyina 06 luglio

 

.Abbiategrasso è uno dei pochi comuni rurali che possieda un suo stemma già dal 1400, forse perché aveva ottenuto il potere di emettere sentenze in materia giudiziaria sin dal 1373, per le cause civili, e dal 1437 per quelle penali. Il più antico stemma che si ricordi risale al XV secolo ed è stato rintracciato su un marchio a secco riprodotto su un documento cartaceo in cui si vede San Pietro, antico protettore della città, che sostiene uno scudo in cui campeggia un leone rampante. Il primo stemma a colori della città è stato invece rintracciato su una bolla di papa Paolo III del 24 aprile 1544 in cui è rappresentato un leone rampante di rosso, senza corona, su un campo di colore argento. L'ultima sua trasformazione risale al decreto di riconoscimento del 19 maggio 1930 quando, variati gli smalti, il leone è stato sormontato da una corona all'antica d'oro.

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trillyina 06 luglio

 

 

 

 

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trillyina 06 luglio

 

Nel 1707 Abbiategrasso passò sotto il controllo austriaco, cui restò soggetto fino al 1859, dopo un'intensa attività risorgimentale. Nel 1786 Abbiategrasso fu inserita nella provincia di Pavia e poi nel dipartimento del Ticino.

 

Dopo la fine del periodo napoleonico, Abbiategrasso venne coinvolta direttamente negli avvenimenti della Prima guerra d'indipendenza italiana, dapprima accogliendo Giuseppe Mazzini come profugo presso la residenza estiva del nobile Gaspare Stampa e poi con la vicenda del patriota Serafino Dell'Uomo, tragicamente ucciso ad Abbiategrasso ed ivi sepolto.

 

 

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trillyina 06 luglio

 

Il Ducato di Milano passò quindi sotto l'influenza e l'occupazione spagnola, che fece dapprima rafforzare le mura e poi demolire il castello di Abbiategrasso, che ormai aveva perso la propria funzione strategica con l'entrata in uso della polvere da sparo. La demolizione della struttura fu ad ogni modo solo parziale: il castello visconteo venne ridotto a semplice casa nobiliare, per poi tornare di uso pubblico a metà dell'Ottocento.

 

Nell'ottobre del 1604 il borgo ricevette in visita pastorale anche il cardinale Federico Borromeo.

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trillyina 06 luglio

 

 

L'ultimo atto di interesse storico nel ducato di Milano riguardante la città di Abbiategrasso risale all'8 marzo 1523, quando il duca Francesco II Sforza donò metà dei propri possedimenti e della rocca della città al nobile Pietro Pusterla, decretando così la fine dell'interesse ducale per la corte abbiatense.

Nella primavera del 1524 l'imperatore Carlo V, che aveva ereditato il ducato di Milano alla morte dell'ultimo duca, sconfisse le armate francesi (che vantavano le medesime pretese sul milanese) nella battaglia di Romagnano. Il contingente francese si ritirò nella rocca di Abbiategrasso con a capo l'ammiraglio Guillaume Gouffier de Bonnivet. Abbiategrasso venne cinta d'assedio dalle truppe degli imperiali, che costrinsero i francesi a ritirarsi verso il Piemonte e da lì in Francia. Lo stesso imperatore Carlo V entrò in Abbiategrasso il 14 marzo 1533 sulla via per raggiungere e prendere possesso del ducato di Milano.

 

 

 

 

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trillyina 06 luglio

 

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trillyina 05 luglio

 

 

L'ultimo atto di interesse storico nel ducato di Milano riguardante la città di Abbiategrasso risale all'8 marzo 1523, quando il duca Francesco II Sforza donò metà dei propri possedimenti e della rocca della città al nobile Pietro Pusterla, decretando così la fine dell'interesse ducale per la corte abbiatense.

Nella primavera del 1524 l'imperatore Carlo V, che aveva ereditato il ducato di Milano alla morte dell'ultimo duca, sconfisse le armate francesi (che vantavano le medesime pretese sul milanese) nella battaglia di Romagnano. Il contingente francese si ritirò nella rocca di Abbiategrasso con a capo l'ammiraglio Guillaume Gouffier de Bonnivet. Abbiategrasso venne cinta d'assedio dalle truppe degli imperiali, che costrinsero i francesi a ritirarsi verso il Piemonte e da lì in Francia. Lo stesso imperatore Carlo V entrò in Abbiategrasso il 14 marzo 1533 sulla via per raggiungere e prendere possesso del ducato di Milano.

Il Ducato di Milano passò quindi sotto l'influenza e l'occupazione spagnola, che fece dapprima rafforzare le mura e poi demolire il castello di Abbiategrasso, che ormai aveva perso la propria funzione strategica con l'entrata in uso della polvere da sparo. La demolizione della struttura fu ad ogni modo solo parziale: il castello visconteo venne ridotto a semplice casa nobiliare, per poi tornare di uso pubblico a metà dell'Ottocento.

 

 

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trillyina 05 luglio

 

 

Nel 1450, alla presa di potere da parte di Francesco Sforza che abbatté la Repubblica Ambrosiana sorta dopo la morte dell'ultimo Visconti, Abbiategrasso giocò un ruolo fondamentale: mentre il condottiero Sforza teneva sotto assedio Milano, nell'impossibilità di attaccarla direttamente, decise di prenderla per sfinimento e quindi si accanì su Abbiategrasso dove, secondo quanto riportato anche da Pietro Verri nella sua Storia di Milano, deviò le acque che giungevano ai mulini e privò la metropoli milanese dei suoi rifornimenti esterni di grano.

Ad Abbiategrasso, dal suo matrimonio con Galeazzo Sforza nel 1468, risiedette la duchessa consorte Bona di Savoia e sempre qui, nel 1469, nacque il duca di Milano Gian Galeazzo Sforza.

 

 

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trillyina 05 luglio

 

 

Nel 1411 la città venne occupata dal condottiero Facino Cane, al servizio di Gian Galeazzo Visconti e poi di Giovanni Maria, prendendo quindi possesso di AlessandriaPiacenza e Pavia. Il feudo tornò ai duchi di Milano, che lo passarono a Beatrice di Tenda, già vedova di Facino Cane e moglie poi del duca Filippo Maria Visconti, la quale soggiornò spesso al castello[sino al 13 settembre 1418, quando da qui venne trasportata verso il castello di Binasco, dove venne decapitata per tradimento.

 

Beatrice di Tenda, l'ultima duchessa di Milano a soggiornare come feudataria nel borgo di Abbiategrasso
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