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Uno dei più importanti a livello nazionale e uno dei maggiori al mondo nel suo genere, il Museo del Cinema di Torino ospita oltre 6.000 strumenti — tra apparecchi ottici, lanterne magiche e altri oggetti legati al “precinema” e al cinema moderno —, oltre 100.000 manifesti e locandine, 140.000 documenti fotografici e un archivio di oltre 4.000 film.

Il percorso espositivo inizia con un viaggio nel tempo. Le prime che si incontrano sono infatti le sale dedicate all’Archeologia del cinema, spazi che raccontano la storia della settima arte dalle origini ai giorni nostri attraverso strumenti interattivi e cimeli, giochi di luci e illusioni ottiche che aiutano a capire anche i meccanismi più complessi.

 

 

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Durante la seconda guerra mondiale l'edificio scampò miracolosamente ai danni dei bombardamenti, specialmente quelli del 6 dicembre 1942, che colpirono molti obiettivi militari nella vicina via Verdi, e distrussero l'antistante Teatro di Torino, allora sede dell'Auditorium dell'EIAR.

 

Friedrich Nietzsche ammirava molto l'edificio, associandolo alla figura di Zarathustra e scrisse: "In precedenza ho camminato davanti alla Mole Antonelliana, forse l'opera architettonica più geniale mai realizzata - stranamente non ha nome - come risultato di una spinta assoluta nelle altezze: nulla ricorda di più il mio Zarathustra. L'ho battezzato Ecce homo e con quello spirito gli ho messo un enorme spazio libero intorno.

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Antonelli lavorò con dedizione alla Mole fino alla sua morte, che avvenne nell'ottobre 1888; diventò leggendaria quella sorta di rudimentale ascensore azionato da una carrucola che portava il quasi novantenne architetto a diverse decine di metri d'altezza, per verificare personalmente lo stato dei lavori. Dopo la morte di Antonelli il completamento della guglia fu curato soprattutto dal figlio Costanzo e dall'allievo Crescentino Caselli .

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Antonelli lavorò con dedizione alla Mole fino alla sua morte, che avvenne nell'ottobre 1888; diventò leggendaria quella sorta di rudimentale ascensore azionato da una carrucola che portava il quasi novantenne architetto a diverse decine di metri d'altezza, per verificare personalmente lo stato dei lavori.

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Nel 1873 la comunità israelita, barattò l'opera con il Comune di Torino, che cedette ad essa un terreno nel quartiere San Salvario dove ora sorge l'attuale sinagoga e si fece carico dei costi di ultimazione dell'edificio antonelliano (circa 40.000 lire di allora), al fine di dedicarla al re d'Italia Vittorio Emanuele II.

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Nel 1848, con la promulgazione dello Statuto Albertino, da parte di Carlo Alberto, fu concessa la libertà ufficiale di culto alle religioni non cattoliche. La comunità ebraica torinese acquistò il terreno nella zona chiamata, all'epoca, la "Contrada del cannon d'oro" (l'attuale via Montebello), per erigere un nuovo tempio, con annessa scuola. Il progetto originale prevedeva un edificio alto solo 47 metri, e fu firmato il 15 dicembre 1862. I cantieri partirono subito dopo l'autorizzazione con Regio Decreto del 17 marzo 1863.

Nonostante gli ottimi lavori dell'elegante pronao e della bizzarra cupola a base quadrata in soli sei anni, la scelta di Antonelli come architetto si rivelò presto infelice per la comunità ebraica. L'architetto propose una serie di modifiche in corso, che prevedevano l'innalzamento della costruzione a 113 metri, ovvero ben oltre i 47 metri proposti inizialmente per la sola cupola. Tali modifiche, l'allungamento dei tempi di costruzione e i maggiori costi risultarono sgraditi alla comunità ebraica che, nel 1869, per mancanza di fondi, fece quindi terminare i lavori con un tetto piatto provvisorio, a circa 70 metri di altezza.

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Iniziata nel 1863 quando Torino era capitale del neonato Regno d'Italia e completata in piena Belle Époque nel 1889 (lo stesso anno in cui venne poi inaugurata la torre Eiffel, a cui da allora è stata spesso paragonata), fu l'edificio in muratura più alto del mondo fino al 1908 e venne definita da Friedrich Nietzsche "forse l'opera architettonica più geniale mai realizzata". Nel corso del XX secolo subì importanti ristrutturazioni con cemento armato e travi di acciaio, per cui essa non si può più considerare una struttura esclusivamente in muratura.

Per anni fu l'edificio più alto di Torino, superato oggi da due moderne torri. Dal 2000 al suo interno ha sede il Museo nazionale del cinema.

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La Mole Antonelliana è un edificio monumentale di Torino, situato nel centro storico, simbolo della città e uno dei simboli d'Italia. Il nome deriva dall'imponente altezza, 167,5 metri, mentre il suo aggettivo deriva dall'architetto che la concepì, Alessandro Antonelli.

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Buongiorno♥️

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lo splendido Scalone realizzato sempre da Filippo Juvarra tra il 1718 e il 1721. L’entrata nel grande atrio permette di visualizzare a tutta altezza le due rampe di scalinate contrapposte della scalinata che conducono al piano delle residenze nobiliari del palazzo.

 

 

 

 

 

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