Sulla parete, domina l'effigie del santo domenicano Pietro da Verona di Lorenzo Lippi, inserita in uno scudo coronato intagliato e dorato circondato da tre putti che tengono le palle medicee e intorno al quale è avviluppata un serpente, attributo del dio della medicina, Esculapio. Lo stemma e l'effigie, che forse nasconde un ritratto, fu donato entro il 1659 dal granduca Ferdinando II al rettore fra' Angiolo Marchissi, a dimostrazione del favore mediceo verso l'istituzione.
Quella che oggi è detta “Sacrestia”, un tempo cappella di San Nicolò, poi nel XVII secolo chiamata “aromateria” perché era la sala in cui venivano conservate le acque distillate, ed è decorata con splendidi affreschi del pittore fiorentino Mariotto di Nardo (1365 circa – 1424) sulle quattro pareti, sulle lunette e la volta a crociera.
Su pareti e lunette sono rappresentati episodi della Passione di Cristo.
Il ciclo affrescato è stato restaurato nel 2013, dopo che era stato scialbato nell’Ottocento!








































































