

XIX secolo affascinante ciclo pittorico del salone d’onore del Castello di San Pietro prende vita la storia della Contessa Maria Teresa Zangrandi, moglie del Conte Alberico Barattieri. C'è un mistero dietro alla parte alta delle pareti dipinte con scene cavalleresche e paesaggi campestri dal gusto neogotico che si diffuse a Piacenza. Uno pseudonimo cifrato: Leonardo Hernani Magu. Nasconde probabilmente l'identità della Contessa-pittrice: "Dipingere le pareti non era di certo un’arte nobile, come invece era la pittura ad olio su tela: per questo motivo la Contessa Maria Teresa decise di utilizzare uno pseudonimo – spiegano gli attuali proprietari del Castello di San Pietro citando Rota Jemmi, 1984 - il mondo evocato nell'affresco non è più quello enigmatico del Medioevo delle cattedrali e dei monasteri, ma quello raffinato, colto e festoso delle corti della fine del XIV secolo, rivissuto in un’atmosfera fiabesca. Quanto all’autore, o autrice, sulle briglie dei cavalli sopra la prima finestra a sinistra, si legge la firma "Leonardo Hernani Magu”: questo è probabilmente lo pseudonimo con il quale si firmava Maria Teresa Zangrandi (1855-1941). Allieva di Stefano Bruzzi, la contessa si dedicò fin dall’adolescenza alla natura morta a olio ed acquerello; sue opere si conservano in raccolte private piacentine e alla Galleria d’arte moderna Ricci Oddi.”









