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trillyina 11 aprile

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Di eccezionale interesse i due tavoli da muro con cornucopie e tralci vegetali, intagliati da Antonio Chiari su disegno del Bernini (1663)

 

piastra da camino in ghisa (fireback) risalente al XVII secolo, nello specifico datata MDCXVI (1616) stemma nobiliare al centro, raffigurante un albero e un monte di sei cieli  della famiglia Chigi, circondato da putti e ghirlande

 

 

 

 

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trillyina 10 aprile

 

Così decorate erano cucite assieme ed utilizzate sia come tappezzeria che per realizzare paliotti, portiere, coperte, cuscini, etc. In Italia già dai primi del ‘500 si era sviluppata una produzione locale, ampiamente diffusa nel Seicento e decaduta nel corso del secolo successivo, sostituita dalle stoffe e poi dalle carte. Quasi tutte le ville della campagna romana e di Roma avevano parati in cuoio, oggi scomparsi quasi ovunque (c’è una sala a Villa Aldobrandini a Frascati ed una a Palazzo Borghese a Roma).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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trillyina 10 aprile

 

Una delle maggiori ricchezze e specificità del palazzo è costituita dai rarissimi parati in cuoio stampato del XVII secolo, detti tradizionalmente “di Cordova”, che ancora rivestono le pareti di molti ambienti, facendo della dimora chigiana un caso unico in tale genere a livello europeo. Numerosi sono i parati frammentati ed incompleti che vanno a costituire un vero e proprio “museo del cuoio”, compresa la miracolosa conservazione anche di matrici in legno per la stampa.

 

Alcuni parati sono impressi a sbalzo, secondo una tecnica di origine olandese, altri stampati a freddo con tecnica xilografica, ma tutti sono di manifattura romana. Spiccano gli esemplari di stretta matrice berniniana della Cappella e della Sala da Pranzo d’Estate, ma soprattutto quelli della Camera Rossa e dell’Anticamera.

 

 

 

 

 

 

 

La moda del cuoio decorato fu introdotta in Spagna dagli arabi nel XIV secolo e dagli spagnoli diffusa in tutta Europa, particolarmente dal Rinascimento. I parati erano realizzati con pelli di montone conciate, ricoperte con foglia d’argento, decorate a stampo, dipinte con lacche (a mecca per l’oro) ed infine punzonate per articolare maggiormente il disegno.

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Buongiorno❤️💗

 

 

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Sala dell’Ariosto. Ariccia, PalazzoChigi   L'intervento di Cades in questa stanza è successivo a quello del La Piccola, esecutore del fregio in alto. La decorazione fu realizzata tra il 1787 e il 1790 su incarico di Sigismondo Chigi e venne preseguita, sempre da Cades, nella successiva stanza delle grottesche. Nell'Archivio Chigi restano ancora i disegni di cades accompagnati da una nota a margine del principe Mario che assegna i versi a Cesare Montalto (Di Macco, 1974)

 

 

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Allegoria dell'Italia

 

 

 

 

L'immagine raffigura l'allegoria della Grecia antica intitolata Graecia Vetus, un'opera del pittore italiano Giuseppe Cades. 

 

 

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