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trillyina 21 febbraio

 

Buona giornata❤️

 

Il cielo è la più antica tipografia del mondo che stampa quotidianamente pagine e pagine di nuvole.
 

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trillyina 20 febbraio

 

 

Spesso le vetrate nelle chiese come Santa Maria Novella utilizzano colori vibranti per raccontare storie sacre, rendendo la luce un mezzo di narrazione e di emozione.

 

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trillyina 20 febbraio

 

 

 

Magnifiche vetrate della Cappella Tornabuoni.

 

 

Entrando in Santa Maria Novella è impossibile non essere attratti dall’arcobaleno luminoso sprigionato dalle ampie vetrate. Realizzate per narrare con la forza e la bellezza delle immagini, le prime vetrate furono eseguite tra il XIV e il XV secolo: tra queste il grande rosone con l’Incoronazione della Vergine che si apre sulla facciata, attribuito ad Andrea di Bonaiuto e la triplice vetrata su disegno di Ghirlandaio nella cappella maggiore. Dopo un percorso in basilica, i partecipanti saranno coinvolti in un atelier d’arte che permetterà di evocare gli effetti di cromie e di luce tipici delle vetrate policrome.

 

 

 

 

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trillyina 20 febbraio

 

 

Le vetrate furono eseguite tra il XIV e il XV secolo e fra esse spiccano per esempio la Madonna con Bambino o San Giovanni e San Filippo entrambe disegnate da Filippino Lippi, poste nella Cappella Strozzi. Il rosone che si apre sulla facciata, che raffigura l'Incoronazione della Vergine con schiere d'angeli danzanti e una cornice di Profeti, fu realizzato su cartone attribuito ad Andrea di Bonaiuto, tra il 1365 e il 1367

 

 

 

 

Domenico Ghirlandaio a progettare le preziose vetrate policrome nel 1491, oltre a disegnare tutti i cartoni degli affreschi laterali, di fondo e della volta. Nell’anno seguente, nel 1492, Alessandro Angolani le realizzò con una cura quasi maniacale.

 

 

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trillyina 20 febbraio

 

Buona giornata❤️

 

Devo essere fatto di nulla per sentire così intensamente il nulla.
(Fabrizio Caramagna)

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trillyina 20 febbraio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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trillyina 20 febbraio

 

La meridiana con gnomone nel rosone permette di osservare il suo funzionamento durante tutto l’anno: solstizi (estivo ed invernale), equinozi (di Primavera ed Autunno) e passaggi intermedi del sole nelle varie costellazioni.

 

 

 

 

 

 

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trillyina 20 febbraio

 

Dopo il restauro del quadrante astronomico e dell’armilla equinoziale (strumenti incastonati nella facciata di S.M. Novella), col lavoro appena completato, sono stati rimessi in funzione tutti e tre gli strumenti astronomici ideati da Fra’ Egnazio Danti fra il 1572 ed il 1575.

L’attività fiorentina del Danti si svolse in tredici anni (dal 1562 al 1575), durante i quali si occupò della produzione di tavole geografiche (sono sue 30 delle 53 carte della “Sala delle Carte Geografiche” in Palazzo Vecchio) e della costruzione di grandiosi strumenti astronomici.

 

Anche grazie a questi studi, papa Gregorio XIII con la bolla del 24 febbraio 1582 approvò la correzione del calendario giuliano ed ordinò che il 5 ottobre di quell’anno divenisse il 15, cancellando così i dieci giorni che si erano accumulati nei secoli passati.

Per dissapori col successore di Cosimo I, il granduca Francesco I, lo scienziato fu espulso da Firenze nell’ottobre 1575 e per questo non riuscì a completare la realizzazione delle meridiane iniziate in S.M. Novella dove mancavano da installare le linee meridiane permanenti associate ai fori stenopeici (o gnomoni) da lui realizzati.

Dopo 441 anni, grazie a studi approfonditi ed alla collaborazione tra Opera per Santa Maria Novella, Museo Galileo e Istituto Geografico Militare sono state finalmente completate le due meridiane progettate dal Danti.

 

 

Cosmografo del granduca Cosimo I dei Medici, Egnazio Danti progettò le due meridiane ancor oggi presenti in Santa Maria Novella col fine di approfondire i suoi studi astronomici e soprattutto per supportare in modo scientifico la teoria secondo la quale l’antico calendario giuliano aveva portato, nel 1575, ad un disallineamento di 10 giorni rispetto alla realtà, falsando la data liturgicamente esatta della Pasqua e delle annesse feste mobili.

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trillyina 19 febbraio

 

l'Annunciazione alla Vergine Maria di Neri di Bicci. 

Neri di Bicci è stato un prolifico pittore fiorentino attivo durante il primo Rinascimento.

 

 

 

Annunciazione dipinta da Santi di Tito nel 1592. Santi di Tito è noto per uno stile manierista che tende al realismo e alla chiarezza devozionale, discostandosi dalle forme più stravaganti del primo Manierismo.

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trillyina 19 febbraio

 

 

Nella controfacciata è interessante la lunetta del portale centrale, con una Natività, affresco staccato della cerchia di Sandro Botticelli. In quella del portale di sinistra si trova un'Annunciazione su tela, l'ultima opera di Santi di Tito. In quella di destra infine si trova un affresco trecentesco di autore ignoto, con un'Annunciazione che sormonta la Natività, Adorazione dei Magi e Battesimo di Cristo.

 

 

 

 

 

 

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